Ultimamente mi è capitato di accompagnare un amico ad un corso di difesa personale e quindi sono stato esposto ancora una volta a tutta quella pletora di cazzate abominevoli che si raccontano in questi ambienti.
Ho parlato spesso di come io non creda sostanzialmente nella difesa personale fatta di tecniche definitive, soprattutto quando insegnate a persone completamente estranee al concetto di combattimento violento ed aggressivo, comunque voglio soffermarmi ancora una volta su quello che ritengo essere un pò il nocciolo di tutta la questione.
Ho assistito con interesse ad alcuni "allenamenti" e ne ho tratto alcune osservazioni a cominciare dal classico assolutismo del confronto Autodifesa VS Sport.
E' una cosa che trovo piuttosto fastidiosa oltre che affatto credibile: l' istruttore ha perso l' occasione di stare zitto esordendo con il classico "tu hai fatto sport regolamentato, ma per strada non c'è nessuna regola!".
Dio che palle sta faccenda...
E il tutto per sottolineare il concetto che quando ti difendi per strada non devi pensare a tutte le limitazioni di uno "stupido sport", quindi spaccherai le braccia e le caviglie, strapperai le orecchie, arpionerai le cornee, spappolerai lo scroto al tuo povero aggressore...
Abbiamo già stabilito quanto i "colpi sporchi" facciano effettivamente male e di come varie tecniche siano vietate negli sport proprio perché troppo pericolose/invalidanti, ma mentre assistevo alla scena pensavo:
- Ma quindi tu se uno ti tira un cazzotto gli cacci le dita negli occhi, gli spezzi le dita, gli salti sulle caviglie? Alla faccia della difesa!
- Ma quindi tu mi stai dicendo che saresti in grado di fare queste cose con ragionevole certezza che riescano tutte?
- Questo "allenamento" rende in grado di applicare queste cose al netto di tutte le variabili del caso?
- Il tuo metodo è efficace nel momento in cui hai cecato l' aggressore? E cosa fai se il tuo colpo sporco non è entrato o non ha avuto l' efficacia sperata?
Tutte domande ritrite, ma valeva la pena ricordarle perché ad oggi le relative risposte degli esperti sono ancora le stesse, vale a dire:
- Certo, se tu osi tirarmi un cazzotto vuol dire che sei più grosso, più forte e intenzionato ad uccidermi, sei certamente un camorrista omicida e penso anche nazi-fascista anti-liberale quindi io devo reagire con molta più aggressività e ucciderti\invalidarti il prima possibile!
- Certo che ci riesco, ma anche se dovessi fare cilecca a quel punto ti colpirei con un pugno o con un calcio da Wing Chun che ti spacca il ginocchio!
Solo che... un pugno loro non lo hanno mai subìto per davvero.
E qui casca l' asino, e arriviamo al punto che tanto mi ha fatto sanguinare il cervello nell' assistere di nuovo a certe lezioni.
Questa gente continua ad insegnare tecniche che al primo attacco dovrebbero neutralizzare l' aggressore, nel mio caso ho dovuto sorbirmi la mortificante spiegazione della "difesa da jab-diretto".
E mi è tornata in mente la prima volta che, dopo anni ed anni di AMT in cui ho studiato altrettante difese fantasiose, avrei avuto l' occasione di applicare davvero cotali insegnamenti degli antichi cinesini: il mio primo scontro full contact in cui ne presi almeno quattro belli stampati in faccia mentre ancora stavo pensando ad intercettare il primo...
Ho voluto fare autocritica cercando di essere obiettivo, perché non è nemmeno vero che per strada debba per forza beccare l' esperto di SdC che sappia tirare un jab-diretto per bene; Ma dopo qualche riflessione ho convenuto che questo non cambi di molto il principio base: non puoi capire cosa significhi intercettare un pugno fino a quando non te ne tirino uno vero, a piena velocità e potenza.
E' già buono se ce la fai a schivarlo, ottimo se ce la fai ad incassarlo ma pensare di intercettarlo per fare tutte quelle mossettine del cazzo è al limite del cartone animato.
Ed è assai probabile che al primo ne segua un secondo, e un terzo... tutti a piena forza.
Eppure quella tecnica per l' istruttore era assolutamente scontata, insisteva nel mostrare un jab-diretto mimato al rallentatore permettendo, ovviamente, tutta una serie di baggianate che risultavano difficili da ricordare persino a quella velocità.
Le tecniche che riescono al rallentatore.
Caposaldo assoluto delle AMT e dei SdD laddove negli stili funzionali puoi tranquillamente veder applicare quello che si allena anche nei match full contact.
Eppure è un concetto difficilissimo da eradicare perché con la scusa del provare piano per imparare uno si illude che poi sia solo una questione di velocità.
Il problema è che non sia affatto così, alla velocità si aggiungeranno così tante variabili che in pratica quelle cose, fatte in quel modo, non possono riuscire.
L' istruttore ha mostrato, ho contato, cinque attacchi concatenati dopo aver intercettato il presunto pugno.
CINQUE.
E' difficile spiegare a un neofita quanto sia assurdo nonché totalmente inutile allenarsi in simili combinazioni che come dicevo è impegnativo ricordare persino in palestra.
Secondo questa gente tutto deve avvenire così, proprio in quel modo, ed ecco che i mirabolanti princìpi del Wing Chun si mostrano nella loro efficacia!
Lui tira un pugno così, poi farà cosà e poi farà colà...
Ma non serve a nulla obiettare, perché l' istruttore non avrà alcun problema ad adattare la tecnica alla nuova situazione... al rallentatore.
Guarda caso nel momento in cui l' amico ha provato ad essere un pelo più veloce (non ho detto determinato a colpire duro) ecco che l' istruttore, di fronte alla difficoltà nel non riuscire ad applicare perfettamente quanto appena spiegato, ci ha messo ditate, mani in faccia, tirate di capelli e ogni altra vigliaccheria immaginabile pur di averla comunque vinta.
E nel frattempo quello rimaneva un pugno mimato al rallentatore.
Alla fine arriviamo sempre lì, spendi soldi, tempo ed energie per allenare presunte tecniche che neutralizzino chiunque al primo assalto ma poi alla prima cosa andata storta finisce tutto in una specie di rissa tra gatti in calore, come in pratica sapevi fare anche prima, e magari finisce che te la cavi perché riesci a piazzare un pugno.
Solo che il pugno lo sai tirare alla cazzo, perché non lo hai mai allenato per davvero.
Non vale forse la pena allenarsi "semplicemente" a mandare a segno un pugno giusto?
Le Hot Pants Girls©
Nel corso c' erano anche loro e facevano tutto quello che ho sempre visto e vissuto: ridevano, mimavano colpi e tecniche, ridevano, sculettavano allo specchio, ridevano, chiedevano lumi all' istruttore.
Vedere una ragazza di 1.50 cm che finge di poter intercettare i pugni di un ragazzo alto quasi trenta centrimetri di più per poi costringerlo a terra con una leva è imbarazzante.
E per carità non è mica per misoginia o mancanza di rispetto, è proprio una situazione che non sta in piedi, in pratica nemmeno lei stava in piedi perché le basi dell'equilibrio, del footwork e del baricentro non le impari di certo facendo quelle mossette.
Le cose proposte erano semplicemente irreali, come puoi pensare che una persona di quella corporatura possa mettere in leva un tizio due volte più grande?
Io nel mio piccolo so come lo avrei potuto proiettare: lo so perché mi sono allenato tanto, regolarmente, contro gente più o meno alta e pesante e questo mi ha permesso di capire quale sia la situazione adatta a fare una o l' altra cosa e se sia possibile farlo.
E se non dovesse riuscirmi so che proverei a fare altro, perché ho fatto sparring libero regolarmente con persone altrettanto determinate a fare lo stesso con me.
Ma queste ragazze vengono indotte a credere che la loro incolpevole condizione fisica non faccia tutta questa differenza se non sei limitato da stupide regole sportive...
Vengono indotte a credere che un pugno sia deviabile da un bong-sao e che la gente incazzata tiri i pugni a quel modo, o che uno stupratore le agguanti e stia ad aspettare una reazione.
Che poi a me non frega più di tanto di quelle HPG© che vanno lì per divertimento, piuttosto penso a quelle persone che hanno subìto violenza in passato e pongono davvero la propria fiducia in certi metodi.
Mi viene sempre in mente quel film con Jennifer Lopez ("Via dall' incubo") con lei che va ad imparare o'Crab Magra in un mese e poi prende a cazzotti brutti il fidanzato, fantascienza che a confronto Avatar è un documentario sui gatti blu.
La Furia dei Titani
Un altro aspetto che non sopporto di questi corsi è l' atteggiamento estremamente aggressivo e omicida che gli istruttori tendono ad instaurare negli allievi, tutto un PIM! PUM! PAM! di ossa spezzate (per finta), colpi mortali (per finta), calci spappolamaroni (per finta), etc. etc. etc.
Sto tizio spiegava tutto infervorato con gli occhi fuori dalla testa come una volta deviato il pugno (ssse, vabbè...) gli dovevi torcere il collo come ad un tacchino e una volta a terra tipo saltargli sulle caviglie, sui coglioni, sulla testa, sul costato, in pratica facevi l' abbonamento al penitenziario o meglio al manicomio e l' aggressore (!?) diventava come uno scoiattolo in un frullatore (cit.).
Eh ma sai, tu sei a rischio della vita per una spinta, mica puoi star lì a valutare i rischi!
E più la cosa era violenta più gli uscivano gli occhi dalla testa nel spiegarla, e più le HPG© facevano gli occhioni grandi grandi tutte emozionate e i maschietti si sentivano dei veri duri capaci di neutralizzare Mike Tyson in persona!
Come sottolineo spesso, in questi ambienti viene infusa ancora più insicurezza proprio perché la buttano sull' aggressività feroce: il problema è che se non sei davvero in grado di reggere uno scontro violento, una tale reazione inevitabilmente provoca ancora più violenza da parte dell' altro.
La percezione dell' efficacia
Non mi è sfuggita la solita malcelata dichiarazione di superiorità di questi sistemi rispetto a tutto il resto "perchè non si hanno limiti nelle tecniche".
E' opinione diffusa che più tecniche conosci e più sei preparato ad affrontare ogni tipo di situazione, il che non è teoricamente sbagliato se non fosse che la maggior parte delle tecniche non riescano affatto pulite come le si vuole e addirittura alcune cose riescono ad alcuni sì e ad altri no.
Questa è una realtà ben nota a chiunque pratichi per un pò stili funzionali e faccia sparring libero ma è difficilmente comprensibile a marzialisti e autodifesisti vari (ahahah che brutta parola).
Non te ne fai un bel nulla di venti modi diversi di difenderti da un pugno o da una presa se non ne hai nemmeno uno che riesca statisticamente A TE.
Che poi tutti questi sistemi si basano su di un assunto: cosa fare se uno ti attacca così o colà.
E loro hanno sempre una serie di contrattacchi per terminare l' aggressione, con combinazioni più o meno fantasiose, più o meno definitive.
E nessuno che spieghi mai cosa fare nel caso le tue magie non abbiano sortito l' effetto sperato...
Eh già: se non gli hai bloccato al volo il pugno, se la leva non gli fa poi così male, se il tuo pugno segreto mia nonna me lo dava più forte... checcazzo fai?
Te lo dico io, ti trovi a dover gestire quello che allenano gli stupidi sportivi, un combattimento corpo a corpo in cui l' effetto sorpresa sia svanito.
Ed è qualcosa a cui non sarai assolutamente preparato, nè fisicamente, nè tecnicamente, nè strategicamente, perché ti eri convinto che questi sistemi fossero abbastanza.
Ti eri convinto che i tuoi pugni spaccassero la faccia, ma una sessione ai pao non l' hai mai fatta (che poi sarebbe tutta da ridere a mani nude!).
Credevi che il bong sao deviasse veramente un diretto dalla tua linea centrale, che bastasse cambiare l' angolo del corpo per intercettare anche un gancio, perché naturalmente il tuo equilibrio è sempre nel posto giusto...
Credevi che quattro pugni alla cazzo di cane ma tirati a piena velocità e potenza fossero intercettabili se sei abbastanza preparato...
E così via.
Tirami un pugno così... No, non così!
Questa mi fa sempre ridere, quando l' istruttore presenta una nuova mirabolante tecnica ma l' altro esegue l' attacco in modo non codificato o non ortodosso: e lui deve redarguirlo a correggere l' esecuzione in modo che il contrattacco riesca!
Stesso discorso del jab-diretto, ma cosa ti fa credere che tutti eseguano un attacco proprio in quel modo?
Ad un certo punto il mio amico, senza intenzione (aveva il cervello in tilt per ricordare le strane tecniche), attacca con il sinistro invece che con il destro e l' istruttore si trova per un attimo spiazzato.
Due secondi prima stava a decantare la validità della posizione a pinocchietto rispetto alla "guardia pugilistica buona solo per lo sport" (sic.) in quanto in grado di prevenire ogni tipo di attacco.
Gli sarebbe entrato un treno in faccia... Come previsto la sua reazione è stata ancora più violenta, per lesa maestà, e... senza applicare una virgola di quanto spiegato tra assorbimenti leggiadri, bilanciamenti, spinte e sarcazzo.
Rissa tra gatti.
Però tu devi stare fermo e subire, perché l' etichetta prevede che il tuo attacco sia un pugno o due al massimo, mentre lui può reagire con cinquanta combinazioni e tu devi stare fermo prendendoli tutti.
Fateci sempre caso a questa cosa perché durante simili allenamenti (e nelle AMT tutte) è particolarmente insidiosa, la sudditanza psicologica "nel nome dell' analisi tecnica" è a livello di caso di studio sulla psicologia (non scherzo).
La scusa dell' allenamento tecnico non regge dal momento che lì anche quelli che praticano da anni tipicamente non fanno del vero libero, che del resto per questo contesto diventerebbe pericoloso e sfocerebbe in un... banale combattimento di Simil Kick©.
Tutto ruota intorno al principio per cui l' aggressore subirà al 100% i tuoi colpi, li accuserà in un modo preciso finendo in posizioni precise, in pratica una coreografia.
Se non dovesse andare così, e non andrà così, ecco che potrai sempre cercare di mettergli le dita negli occhi, graffiarlo, sputargli acido come un Alien, etc.
E naturalmente lui non farà altrettanto, perché sei tu quello che certe cose le studia!
Piccoli assassini crescono
Osservavo l' istruttore muoversi e aldilà delle baggianate profuse mi chiedevo se quel tizio sarebbe stato in grado di neutralizzare un aggressore, ma le mie conclusioni sono state quelle di sempre che vado raccontando da anni:
- Questa gente, indistintamente, pratica da tanti anni qualcosa, spesso spaziando tra AMT e SdC.
Insomma te la raccontano con i Sistemi di Difesa ma in sostanza quella è solo una parte di quello che hanno allenato per anni prima di arrivare ad avere dei risultati.
Ad esempio osservavo come lui avesse percezione dello spazio, dell' equilibrio, della coordinazione: tutte cose che però non insegnava e non faceva allenare in qualche modo.
Non so, un pò come voler parlare Inglese senza conoscere le parole.
- E' gente che spesso trasuda aggressività e machismo, ma pretende di insegnare ad una ragazzina timidina come difendersi da gente come... lui.
Continuo a pensare che se uno è mansueto di carattere questi corsi non cambino un bel niente, anzi.
- Ci sono tante cose che io apprezzo nei SdD, persino nel Wing Chun, dico davvero.
Non ne faccio proprio una questione di principio, c' erano tecniche e concetti che mi sento di condividere e che del resto ho allenato io stesso per un certo periodo.
E' sbagliato credere che gli aggressori siano tutti professionisti di MMA o mostri sanguinari.
Però quelle cose hanno una credibilità sufficiente finchè applicate su Paperino incazzoso, insomma gente che effettivamente non abbia esperienza di combattimento o non sia fortemente motivata a farti del male.
Però l' "autodifesa" insegnata era come da contratto qualcosa al limite dell' omicidio volontario, per questo io scherzo sempre chiamandoli corsi di Aggressione Personale.
- L' istruttore era certamente in grado di fare del male ad un aggressore; Molto probabilmente troppo male.
Quello che andava insegnando però non era credibile, i suoi allievi non avrebbero ricordato nulla non appena tornati a casa e in caso di aggressione non avrebbero utilizzato proprio niente di quelle cose.
A dire il vero ritengo che lui stesso non utilizzerebbe che una minima parte di quelle cose, che poi se si tratta di dita negli occhi siam sempre lì.
Continuo a non capire come si possa parlare di difesa personale quando ti insegnano ad ammazzare o invalidare male qualcuno.
C'è una percezione malata delle situazioni e questa cosa l' ho vista molto spesso, con istruttori molto noti nell' ambiente che erano praticamente delle specie di mercenari nazisti palestrati che pretendevano di insegnare bonariamente "a difendersi".
Ssse vabbè, da cosa, dagli zombies terroristi?
In definitiva ho visto una volta di più troppe cose sbagliate, confuse, mistificate spacciate per difesa personale, spiegate a persone che non ricorderanno nulla e che soccomberanno malamente anche al mattarello della nonna Pina, quella che fa le tagliatelle.
Se volete difendervi con facilità fate prima a cucirvi una tuta di cactus!
martedì 22 ottobre 2019
giovedì 26 settembre 2019
Focus on: il Tae Kwon Do
Oggi andrò a raccontare il mio punto di vista riguardo a quella che ai tempi di Fatal Fury 2 diventò l' arte marziale più cool esistente, il Tae Kwon Do.
Lo era perché incredibilmente spettacolare, caratteristica, efficacenel gioco, e Kim Kaphwan faceva anche i versetti "ATAA!" che ai tempi ricordavano Briuuus Liiiiiiii, la conseguenza era l' esaltazione totale per ogni bambinetto appassionato di arti marziali tradizionali.
Ricordo anche il film "Best of best", quello con la solita squadra di americani sboroni che vanno in Korea adesportare la democrazia vincere il torneo di """"Tae Kwon Do""" (???) con tanto di grida "USA! USA!" e finale propagandistico liberale con il coreano-americano che vince con onore senza ammazzare l' avversario (gli americani sono così nobili d' animo, loro ammazzano solo per giusta causa!), i coreani che si sottomettono alla "giusta, ovvia e palese superiorità" degli ospiti e applaudono perché gli americani sono troppo le persone più-migliori-dell'-Universo, la biondona americana che però insegna i segreti della meditazione Orientale (gli autoctoni si facevano il culo nella neve, lei insegnava "a respirare"), il coglione yankee burino con il cappello da cowboy (il cappello da cowboy dio santo...) la moglie americana che abbraccia il suo eroe americano tutti felici e piangenti perché hanno dimostrato ancora una volta quanto gli statunitensi siano la Razza Nobile, baci abbracci bla bla bla...
Però che ci vuoi fare, se così tanti beoti Europei sono soggiogati dal mito dell' America e considerano gli americani tanto fighi ed esempio per il mondo è anche grazie a questi film, quelli sono maestri assoluti nel fare propaganda.
Vabbè, torno in topic.
Quando iniziai a cercare di capirci di più raccogliendo informazioni su cosa fosse il Tae Kwon Do nel mondo reale, restai piuttosto deluso soprattutto perché la sua declinazione teoricamente più concreta, lo sport olimpico, era qualcosa di completamente diverso dalla mia concezione di efficacia e combattimento in generale: vedevi questi omini tirarsi pedate urlando come ossessi con il solo scopo di toccarsi per primi, bardati come dei Power Rangers.
Un' immagine decisamente molto meno suggestiva del Dae Han di Best of Best.
Fermo restando che un atleta olimpico di Tae Kwon Do col cazzo che lo asfalti come piace pensare ai più bulli, lo stile in sè è qualcosa allo stesso tempo molto lacunoso ed interessante a patto di dimenticarsi completamente di qualsiasi pirlata abbiate mai visto in film, videogiochi o esibizioni.
Ai tempi della mia pratica di AMT proprio la mia esaltazione per le tecniche di Tae Kwon Do, che "studiavo" e un pò allenavo per i fatti miei, mi rese il punto di riferimento in palestra quando si parlava di saper calciare.
Va ricordato che i miei "studi" si basavano sulla mia collezione di videocassette con tutte le scene di combattimento tagliate dai film su Italia 1, più qualche esibizione trovata sui canali locali; Quindi si trattava della fuffa più spudorata possibile, il non plus ultra della pagliacciata cinestetica fine a sè stessa.
Ai tempi mica trovavi mille tutorial online, Internet nemmeno esisteva, al massimo ti compravi il manuale delle Edizioni Mediterranee e lascio immaginare come si possa imparare a muoversi da un libro, una roba tipo Daniel Larusso.
Ma capisci che in una pratica come la mia incentrata sulla scena queste cose facevano fare "ooooh!" a tutti i presenti, quindi anche due calci circolari in successione erano roba da megamaestri.
Fatto sta che in uno dei vari cambi palestra finimmo per capitare in una in cui si praticava Tae Kwon Do, e così per la prima volta potei assistere a vari allenamenti.
Quello che mi viene da dire oggi, al netto di tutte le mie esperienze, è che anche il Tae Kwon Do sia uno di quegli stili di cui puoi discutere sulla validità o meno solo se hai esperienza, altrimenti finisce che nonostante le tue sensazioni un mediocre praticante ti può mettere KO con un high kick che nemmeno ti aspetti (perdonatemi, non ricordo i nomi coreani delle tecniche).
Perché quello che mi colpì già allora fu l' estrema variabilità delle sue combinazioni di calci unite alla grande velocità e inclinazione alle finte.
Certi cambi e giochetti di gambe magari facevano un pò ridere l' inesperto, a volte sembrava di vedere dei ballerini zampettare in modo gaio, ma se non li avevi mai visti era davvero facile finire fregati.
Che poi è un pò quello che mi successe anche con il Wing Chun, entrando in contatto con concetti come la linea centrale, assorbimenti e calci dritti alle ginocchia (no, per carità non mi parlate di sensibilità al contatto che è una grandissima stronzata); E ovviamente in seguito con gli stili funzionali.
Il vero limite del Tae Kwon Do resta appunto la predilizione per un combattimento a lunga distanza in cui le gambe la facciano da padrone, non voglio commentare chi sostenga che sia un' arte marziale completa con pugni, leve e proiezioni perché anche quello che facevo io lo era, anche molto di più, ma alla fine sempre di tanto fumo e niente arrosto stiamo parlando: il Tae Kwon Do resta una disciplina specializzata nell' uso dei calci a lunga distanza.
Una delle domande più classiche già ai tempi era: ma se vado a praticare Tae Kwon Do, diventerò agile, fulmineo e capace di combinazioni alla Kim Kaphwan???
Praticandolo imparerò a fare la spaccata? Sarò agilissimo di gambe?
Queste domande sono meno stupide di quanto suonino ma mettetevi subito una mano sul cuore, la risposta è un categorico NO.
Full stop.
Quando iniziai a -cough cough- "studiare" i calci del Tae Kwon Do, io avevo già una decente estensione ed agilità di gambe, ero abbastanza giovane per avere un margine di miglioramento e abbastanza appassionato di filmetti da voler emulare certe combinazioni.
Tutte le persone che ho mai conosciuto in grado di calciare con agilità (intendo con quel tipo di tecniche e rapidità) avevano iniziato a praticare da ragazzini e comunque avevano una base atletica di stretching di un certo stampo.
Perché è inutile che ci giriamo intorno, il Tae Kwon do è un pò come il Basket e la Pallavolo, discipline assolutamente non democratiche, altro che per tutti.
Molta gente che ho conosciuto e con cui mi sono allenato aveva la scioltezza di gambe di una sedia, primo fra tutti in assoluto il mio maestrone che col culo ciccione mimava high kicks arrivando a malapena ad altezza petto, con una velocità e potenza tali che potevi cagare, seppellirla e ancora farcela ad andartene (vediamo chi è in grado di cogliere la citazione ehehe...).
E non c' era verso di veder migliorare i loro calci perché esistono impedimenti fisici che, ahimè, non si possono realmente eliminare.
Altre volte erano questioni meno tecniche e più attitudinali, cosa che peraltro è generalizzata a qualsiasi attività fisica in generale: un movimento lo devi capire e avere voglia di emularlo, non basta che te lo spieghino.
Ho visto gente praticare per decenni arti marziali e non aver ancora capito il concetto di impatto secco di un colpo, lanciando mani e piedi verso il bersaglio come masse di gomma.
(Io che non sono un maestro l' ho fatto capire in mezz'ora a chi me lo abbia chiesto, boh...)
Figuriamoci cercare di applicare uno stile di combattimento in cui l' agilità, la velocità, la coordinazione, il timing e non ultimo la strategia siano ancora più necessari, essendo focalizzato sull' uso di arti tipicamente impiegati poco più che per deambulare.
Ok magari non per gli oranghi, ma un orango ti attacca dall' alto con le sue feci e fine della storia.
Morte dal cielo.
Personalmente ritengo i calci un' eccellente risorsa di combattimento e averne padronanza non è mica una brutta cosa, ciò non toglie che tolti i four wonders (low kick, middle kick, front kick e side kick) resti davvero poco di ragionevolmente applicabile con sufficiente percentuale di successo per la media degli Homo Erectus quali siamo.
Se poi vogliamo proprio addentrarci nel campo dell' aggressione questo tipo di colpi sono ancora più improbabili, mettici l' adrenalina, la violenza e tutto il resto, col cazzo che ti metti a fare i giochetti di gambe.
Se sei abbastanza lucido da voler azzardare una tecnica da Tae Kwon Do in tale contesto, o hai raggiunto il livello Aggressore di Crab Magra (che poi è il loro vero obiettivo...) e forse hai iniziato tu la cosa, oppure hai ancora il cervello in pappetta da cazzate viste nei giochini.
Solo che mica tutto il mondo gira intorno a sta cazzo di difesa personale e combattimento totale globale, bisognerebbe un pò togliersi dalla testa questa fissa: così come il pugilato è specializzato nell' uso delle braccia, il Tae Kwon Do dovrebbe essere rispettato per la sua specializzazione, se non fosse che come ho detto senza certe abilità in pratica diventa molto meno determinante.
Il fatto che sia uno sport olimpico purtroppo non lo rende uno stile funzionale al pari di altri, perché le stupide esigenze di edulcorazione degli Orsetti del Cuore lo hanno ridotto ad una specie di gioco al toccarsi per primi, con la conseguenza che non ci si allena per fare KO, anzi.
Un pò come la scherma il cui combattimento sportivo è ormai totalmente votato all' esplosività fregandosene se l' altro ti avrebbe infilzato pure lui ma 0,02 secondi dopo...
Vedere gente che "combatte" come la mani distese lungo il corpo è quasi un' offesa al concetto di combattimento stesso.
Ma prima di decretare il Tae Kwon Do quale arte marziale fuffa, provate a fare sparring contro un buon agonista: potreste scoprire nuovi modi di leggere il numero delle scarpe. Il suo!
Lo era perché incredibilmente spettacolare, caratteristica, efficace
Ricordo anche il film "Best of best", quello con la solita squadra di americani sboroni che vanno in Korea ad
Però che ci vuoi fare, se così tanti beoti Europei sono soggiogati dal mito dell' America e considerano gli americani tanto fighi ed esempio per il mondo è anche grazie a questi film, quelli sono maestri assoluti nel fare propaganda.
Vabbè, torno in topic.
Quando iniziai a cercare di capirci di più raccogliendo informazioni su cosa fosse il Tae Kwon Do nel mondo reale, restai piuttosto deluso soprattutto perché la sua declinazione teoricamente più concreta, lo sport olimpico, era qualcosa di completamente diverso dalla mia concezione di efficacia e combattimento in generale: vedevi questi omini tirarsi pedate urlando come ossessi con il solo scopo di toccarsi per primi, bardati come dei Power Rangers.Un' immagine decisamente molto meno suggestiva del Dae Han di Best of Best.
Fermo restando che un atleta olimpico di Tae Kwon Do col cazzo che lo asfalti come piace pensare ai più bulli, lo stile in sè è qualcosa allo stesso tempo molto lacunoso ed interessante a patto di dimenticarsi completamente di qualsiasi pirlata abbiate mai visto in film, videogiochi o esibizioni.
Ai tempi della mia pratica di AMT proprio la mia esaltazione per le tecniche di Tae Kwon Do, che "studiavo" e un pò allenavo per i fatti miei, mi rese il punto di riferimento in palestra quando si parlava di saper calciare.
Va ricordato che i miei "studi" si basavano sulla mia collezione di videocassette con tutte le scene di combattimento tagliate dai film su Italia 1, più qualche esibizione trovata sui canali locali; Quindi si trattava della fuffa più spudorata possibile, il non plus ultra della pagliacciata cinestetica fine a sè stessa.
Ai tempi mica trovavi mille tutorial online, Internet nemmeno esisteva, al massimo ti compravi il manuale delle Edizioni Mediterranee e lascio immaginare come si possa imparare a muoversi da un libro, una roba tipo Daniel Larusso.
Ma capisci che in una pratica come la mia incentrata sulla scena queste cose facevano fare "ooooh!" a tutti i presenti, quindi anche due calci circolari in successione erano roba da megamaestri.
Fatto sta che in uno dei vari cambi palestra finimmo per capitare in una in cui si praticava Tae Kwon Do, e così per la prima volta potei assistere a vari allenamenti.
Quello che mi viene da dire oggi, al netto di tutte le mie esperienze, è che anche il Tae Kwon Do sia uno di quegli stili di cui puoi discutere sulla validità o meno solo se hai esperienza, altrimenti finisce che nonostante le tue sensazioni un mediocre praticante ti può mettere KO con un high kick che nemmeno ti aspetti (perdonatemi, non ricordo i nomi coreani delle tecniche).
Perché quello che mi colpì già allora fu l' estrema variabilità delle sue combinazioni di calci unite alla grande velocità e inclinazione alle finte.
Certi cambi e giochetti di gambe magari facevano un pò ridere l' inesperto, a volte sembrava di vedere dei ballerini zampettare in modo gaio, ma se non li avevi mai visti era davvero facile finire fregati.
Che poi è un pò quello che mi successe anche con il Wing Chun, entrando in contatto con concetti come la linea centrale, assorbimenti e calci dritti alle ginocchia (no, per carità non mi parlate di sensibilità al contatto che è una grandissima stronzata); E ovviamente in seguito con gli stili funzionali.
Il vero limite del Tae Kwon Do resta appunto la predilizione per un combattimento a lunga distanza in cui le gambe la facciano da padrone, non voglio commentare chi sostenga che sia un' arte marziale completa con pugni, leve e proiezioni perché anche quello che facevo io lo era, anche molto di più, ma alla fine sempre di tanto fumo e niente arrosto stiamo parlando: il Tae Kwon Do resta una disciplina specializzata nell' uso dei calci a lunga distanza.
Una delle domande più classiche già ai tempi era: ma se vado a praticare Tae Kwon Do, diventerò agile, fulmineo e capace di combinazioni alla Kim Kaphwan???
Praticandolo imparerò a fare la spaccata? Sarò agilissimo di gambe?
Queste domande sono meno stupide di quanto suonino ma mettetevi subito una mano sul cuore, la risposta è un categorico NO.
Full stop.
Quando iniziai a -cough cough- "studiare" i calci del Tae Kwon Do, io avevo già una decente estensione ed agilità di gambe, ero abbastanza giovane per avere un margine di miglioramento e abbastanza appassionato di filmetti da voler emulare certe combinazioni.
Tutte le persone che ho mai conosciuto in grado di calciare con agilità (intendo con quel tipo di tecniche e rapidità) avevano iniziato a praticare da ragazzini e comunque avevano una base atletica di stretching di un certo stampo.
Perché è inutile che ci giriamo intorno, il Tae Kwon do è un pò come il Basket e la Pallavolo, discipline assolutamente non democratiche, altro che per tutti.
Molta gente che ho conosciuto e con cui mi sono allenato aveva la scioltezza di gambe di una sedia, primo fra tutti in assoluto il mio maestrone che col culo ciccione mimava high kicks arrivando a malapena ad altezza petto, con una velocità e potenza tali che potevi cagare, seppellirla e ancora farcela ad andartene (vediamo chi è in grado di cogliere la citazione ehehe...).
E non c' era verso di veder migliorare i loro calci perché esistono impedimenti fisici che, ahimè, non si possono realmente eliminare.
Altre volte erano questioni meno tecniche e più attitudinali, cosa che peraltro è generalizzata a qualsiasi attività fisica in generale: un movimento lo devi capire e avere voglia di emularlo, non basta che te lo spieghino.
Ho visto gente praticare per decenni arti marziali e non aver ancora capito il concetto di impatto secco di un colpo, lanciando mani e piedi verso il bersaglio come masse di gomma.
(Io che non sono un maestro l' ho fatto capire in mezz'ora a chi me lo abbia chiesto, boh...)
Figuriamoci cercare di applicare uno stile di combattimento in cui l' agilità, la velocità, la coordinazione, il timing e non ultimo la strategia siano ancora più necessari, essendo focalizzato sull' uso di arti tipicamente impiegati poco più che per deambulare.
Ok magari non per gli oranghi, ma un orango ti attacca dall' alto con le sue feci e fine della storia.
Morte dal cielo.
Personalmente ritengo i calci un' eccellente risorsa di combattimento e averne padronanza non è mica una brutta cosa, ciò non toglie che tolti i four wonders (low kick, middle kick, front kick e side kick) resti davvero poco di ragionevolmente applicabile con sufficiente percentuale di successo per la media degli Homo Erectus quali siamo.
Se poi vogliamo proprio addentrarci nel campo dell' aggressione questo tipo di colpi sono ancora più improbabili, mettici l' adrenalina, la violenza e tutto il resto, col cazzo che ti metti a fare i giochetti di gambe.
Se sei abbastanza lucido da voler azzardare una tecnica da Tae Kwon Do in tale contesto, o hai raggiunto il livello Aggressore di Crab Magra (che poi è il loro vero obiettivo...) e forse hai iniziato tu la cosa, oppure hai ancora il cervello in pappetta da cazzate viste nei giochini.
Solo che mica tutto il mondo gira intorno a sta cazzo di difesa personale e combattimento totale globale, bisognerebbe un pò togliersi dalla testa questa fissa: così come il pugilato è specializzato nell' uso delle braccia, il Tae Kwon Do dovrebbe essere rispettato per la sua specializzazione, se non fosse che come ho detto senza certe abilità in pratica diventa molto meno determinante.
Il fatto che sia uno sport olimpico purtroppo non lo rende uno stile funzionale al pari di altri, perché le stupide esigenze di edulcorazione degli Orsetti del Cuore lo hanno ridotto ad una specie di gioco al toccarsi per primi, con la conseguenza che non ci si allena per fare KO, anzi.
Un pò come la scherma il cui combattimento sportivo è ormai totalmente votato all' esplosività fregandosene se l' altro ti avrebbe infilzato pure lui ma 0,02 secondi dopo...
Vedere gente che "combatte" come la mani distese lungo il corpo è quasi un' offesa al concetto di combattimento stesso.
Ma prima di decretare il Tae Kwon Do quale arte marziale fuffa, provate a fare sparring contro un buon agonista: potreste scoprire nuovi modi di leggere il numero delle scarpe. Il suo!
martedì 10 settembre 2019
La pratica rende duri, o i duri riescono nella pratica?
Mi trovavo a riflettere su questa considerazione, osservando chi pratica arti marziali da tempo e chi si avvicina ad esse per la prima volta:
E' davvero la pratica delle arti marziali a trasformare una persona in un "duro", oppure certi praticanti di livello erano già dei "duri" che hanno solo esaltato le proprie caratteristiche?
Vediamo prima di tutto di definire meglio di cosa stia parlando: per duro non parlo solo delle abilità nel combattimento ma anche dell' atteggiamento determinato e sicurezza nell' affrontare la vita e le situazioni.
Tutte quelle qualità positive che, a leggere libri e volantini o vedere film anni '80, dovrebbero in teoria essere apprese grazie a queste pratiche.
Sapete già di come io sostenga che in realtà qualsiasi pratica sportiva possa in misure variabili apportare questo tipo di benefici, ma per ora concentriamoci sulle arti marziali.
Prenderò me stesso come esempio.
Ho fatto un pò di autocritica per valutare quanto la pratica delle arti marziali abbia influito sul mio carattere, personalità e atteggiamento nella vita in generale, ricordando che per la maggior parte del tempo io abbia praticato un' AMT (o presunta tale...), iniziando solo più tardi con gli stili funzionali al combattimento reale.
E' vero che io abbia iniziato da bambino, quindi non potrei stabilire in maniera significativa come fossi "prima e dopo": posso solo provare ad immaginare quanto le esperienze e l' allenamento specifico abbiano influito su di me nel corso degli anni, facendo magari un parallelo con amici che al contrario non praticavano nulla.
Tanto per cominciare, per me le arti marziali erano una parte essenziale della mia vita, del mio essere: non potevo immaginare un me stesso non-praticante, non mi sono mai visto che ne so, calciatore o nuotatore.
E se hai il cervello saturo di stronzate metafisiche misticheggianti sui poteri dei cinesini, inevitabilmente questo influenza il tuo atteggiamento.
Non so cosa provi nella testa un bambino che gioca a calcio, probabilmente oggi sogna di diventare un arricchito coglione come quel Cristiano, più che divertirsi in un bel gioco; Fatto sta che un bambino come me plagiato da anni di filmetti e cartoni sui cinesini saggi, i cinesini veloci, i cinesini che col colpo del dragone scassano il Truzzominchia Porcoddue©, i cinesini gentili ed educati con il mondo intero (AHAHAHAH!!!!), si sentiva un piccolo guerriero della giustizia.
Peccato che di guerriero non stessi imparando nulla se non le grida al vento e le facce imbronciate, ma vabbè...
Eh già, il senso di sicurezza che la conoscenza del combattimento corpo a corpo dovrebbe darti.
Ho già discusso più volte di come nelle AMT, e in generale nei corsi di difesa, la gente presto o tardi si senta convinta di avere capacità superiori che si riflettono su questo senso di autostima, pur non avendo mai combattuto nè avendo la più pallida idea di cosa significhi farlo anche per gioco.
Però è un dato di fatto, e in un certo senso non è nemmeno una cosa brutta se può aiutare qualcuno a migliorare sè stesso, a patto di non finire alle mani mai nella vita...
Ti autoconvinci di essere forte, qualunque cosa questo significhi, ti senti un pò più figo del macaco réso medio perché tu "ti alleni a combattere" (AHAHAHH!!) e qualche ingenua pulzella ti considera persino un pò più appetibile per l' atto riproduttivo.
+1 per la pratica.
Ma se sei un mollaccione sfigatello?
Beh, ne ho vista e conosciuta di gente dalla consistenza fisica e mentale di un blob di muco a mollo, magari erano veri eroi sul lato umano o avevano salvato l' Africa con il volontariato, ma in sostanza smettevano nel giro di un paio di mesi massimo, giusto il tempo di capire che qualsiasi attività fisica per quanto blanda fosse troppo faticosa.
Ne ho dedotto che se sei uno smidollato che rifugge la violenza e il sudore difficilmente cambierai (a meno che una pulzella di qualità Premium ti consideri un appetibile riproduttore se fai o' caratè).
+1 per l' attitudine innata
Nelle AMT poi c'è questa cosa dellepirlate perle di saggezza elargite dal maestrone per dare un tono alla pratica di ginnastica, massime di vita e buonsenso che potresti leggere sul calendario di frate cappuccino ma che ovviamente vengono vendute come profondissime verità patrimonio della saggezza cinese.
Ricordo di come ai tempi dovessi studiare manualetti redatti dal maestrone sulla medicina cinese e stronzate annesse, con tanto di interrogazioni che neanche ai tempi delle medie.
I dieci comandamenti ragazzi... C' erano i dieci comandamenti da studiare e sapere a memoria, dio cristo...
Magari ciò che dico suonerà impopolare, e sapete che io non ami esattamente i burini privi di sale in zucca, ma questo tipo di approccio finiva per far contente solo le persone con il mito dell' Oriente mentre scazzava di brutto tutti gli altri che credevano di imparare a far andare le mani.
Oserei dire che in un certo senso rammolliva, magari non tanto perché fossero emerite baggianate (almeno per me e un miliardo di altre persone) piuttosto perché in fondo facevano perdere tempo all' allenamento fisico.
E mi arrischio persino a sostenere che questa sorta di educazione civica sgangherata (ahahahah educazione civica dai cinesi!!!) finisca per condizionare verso la passività i soggetti più sensibili, tipo me.
Eh già, io per primo per anni mi sono autoconvinto di avere un potenziale omicida nelle mani che però fosse assolutamente proibito mettere in pratica nel nome del rispetto, dell' illuminazione, della saggezza, della cultura Hippie, dell' anima de rimortacci tua...
Posso invece affermare con certezza che dopo il mio passaggio agli sport da combattimento la consapevolezza di cosa sapessi fare o meno, ma per davvero, abbia cambiato nella sostanza il mio atteggiamento: se devo finire alle mani so di potermela giocare e come potermela giocare, ma è davvero meglio lasciar perdere perché anche un Paolino Cotechino potrebbe essere un esperto migliore di quanto appaia (e il mezzouomo palestrato con gli scarabocchi sulle braccia magari le prende ma poi in un impeto di nobiltà d' animo ti verrà a cercare con la Wehrmacht a supporto).
+1 per la pratica di stili funzionali
Adesso provo ad immaginare la differenza tra un omino pacifico buontempone e un pò sfigatello ed un ragazzotto truce con l' argento vivo addosso che inizino la stessa pratica:
AMT:
Per l' omino mansueto questo è un ambiente confortevole, gli viene assicurato fin dalla prima lezione che non debba preoccuparsi se non riesca a fare cinque piegamenti, ognuno deve fare quello che riesce (leggi: frega un cazzo di migliorare).
E' un modo subdolo per mantenere tanti allievi nascosto dietro alle solite idiozie sulla filosofia profonda delle arti marziali volte al "miglioramento dell' uomo", con una buona farcitura di giustizia sociale liberale: tipo "siamo tutti uguali, i difetti ti rendono "speciale", se sei una vescica di merda non devi risolvere un problema, va benissimo così e sono gli altri a doverti accettare, brutti schifosi nazi-fascisti bulli e tamarri!".
E' una pecorella addomesticata che va nel recinto dei coniglietti fuffosi morbidosi con l' idea di diventare la Bestia del Gévaudan...
Questo non cambierà di una virgola il suo carattere, al contrario rischia di rammollirlo ancora di più.
Il ragazzo trucido inizia e capisce immediatamente di essere il gallo nel pollaio, in sostanza per lui questo ambiente è ancora più confortevole perché dannatamente facile: se ha un fisico buono, magari perché fa pesistica e segue una dieta per i cazzi suoi, magicamente si racconterà in giro che lo sia grazie alla pratica di AMT;
Tira calci al vento e urla più forte degli altri senza doversi mai confrontare con nessuno e questo lo renderà l' esempio di riferimento per tutti i mollaccioni (ciccioni scurreggioni, come direbbe qualcuno ahahha).
Le hot pants girls diventano facile preda, con la scusa della gerarchia non possono fancularlo spietatamente e devono lasciarsi toccacciare.
Se è abbastanza viscido e faccia da culo come un tizio che ho conosciuto si costruirà addosso l' aura di saggio guerriero delle AMT, pronto a bullizzare i più deboli e allo stesso tempo porsi come padre misericordioso maestro di vita, tutto questo solo in virtù di una personalità più forte degli altri.
Il vero problema è che per quanto faccia il leone lo stia facendo nella cesta dei micetti, e man mano che il tempo passa la sua posizione e reputazione crescono, e questo finirà per metterlo nella condizione di non potersi più mettere in gioco pena il rischio di essere deriso a vita.
Indistintamente finirà per raccontare a tutti di come l' AMT lo abbia forgiato, spesso denigrando chi faccia "solo" sport da combattimento.
SdC:
L' omino paperino inizia la pratica e capisce immediatamente di essere il pulcino bagnato a Tana delle Tigri, alla prima lezione gli dicono di fermarsi senza problemi se ne senta il bisogno, ma poi sono un pò cazzi suoi: sta a lui adattarsi al ritmo, non certo all' istruttore adeguarsi.
E questo è il primo grande insegnamento che può forgiare il carattere di una persona, la benzina che può alimentare un focherello o al contrario farlo esplodere.
Puoi capire letteralmente di che pasta sia fatta una persona osservando come si approcci ad una situazione nuova, difficile e dove sia richiesto sacrificio per raggiungere un risultato.
Ovviamente il grosso dei paperini fugge a gambe levate per approdare ai corsi di TurboKillaPowaMothafucka Israeli-Palestini-Atlantidea Crab Fightin' Defense System, o a quelli di Cin Ciun Chao Kata Kao in varie salse dove probabilmente racconteranno di "aver fatto Muay Thai con i campioni in passato" oppure di "aver provato la Muay Thai ma lì sono tutti muratori buzzurri, un gentleman illuminato come me non può mischiarsi con certa feccia".
L' omino che abbia deciso di faticare umilmente verrà spronato dall' ambiente stesso a fare sempre di più e migliorarsi, e sono testimone di cambiamenti così tangibili da non doversi nascondere dietro ad alcuna stupida leggenda di cinesini millenari: conosci una persona prima, la rivedi dopo un annetto (uno eh, mica dieci) e solo a guardarla capisci che sia cambiata. E che sia probabilmente in grado di farti il culo a paiolo.
Il cambiamento riguarda il fisico, l' atteggiamento e ovviamente la capacità reale di combattimento.
Questo come lo sai?
Perchè tipicamente vi inviterete ad un allenamento insieme, in cui come consuetudine si farà sparring laddove se praticaste AMT vi invitereste ad un allenamento per fare le fotografie da mettere sul gruppo "Chinese Samurai Ninja best champions" su Fessbuc.
+1 per la pratica di stili funzionali
Il Trucido è già sicuro di sè e magari pure avvezzo alle botte, fatto sta che in uno SDC finisce per essere preso a calci in culo ridimensionandosi oppure per incanalare queste sue caratteristiche in un modo più produttivo.
Non ho detto che diventi un bravo ragazzo e cittadino modello, anzi, non è raro che da pezzo di merda sconclusionato rischi di diventare pezzo di merda pericoloso per gli altri, ma questo è.
Nella mia esperienza chi era già tosto prima lo è diventato ancora di più, e solo il cervello in dotazione ne ha determinato uno sbocco in positivo o negativo a livello diciamo civile.
Quel che è certo è che la direzione fosse univoca, nel senso che non ho mai visto praticanti di SDC rammollirsi diventando paperini sfigati, anche dopo aver smesso di praticare.
Nota: vorrei precisare che praticante per me è uno che si allena costantemente per almeno qualche anno, non uno che si iscrive e va una volta a settimana raccontando in giro di fare questo o quello stile; Questo vale sia per le AMT che per gli SdC che per tutto il resto.
Io ho una reflex con accessori di alto valore, varie volte ho girato con treppiedi, zaino e cannone zoom innestato e faceva molto fotografo giapponese anni 80 e la gente diceva "ooooh è arrivato o' professionista!", ma mi guardo bene dal dire in giro di essere un fotografo.
Per quanto mi riguarda quando ero bambino ricordo di essermi spesso sentito un "debole", ricordo di come in testa avessi proprio questa costante definizione di "debole" contrapposta ai bulletti gradassi che parlavano il dialetto, prendevano per il culo i deboli e sapevano fare a botte.
E vivevo questa cosa con evidente frustrazione e rabbia, anche per questo per me era così importante essere un karateka... Solo che a botte non ci avevo mai fatto, e quindi era tutta una sorta di panacea mentale per sentirmi in qualche misura capace di reagire senza doverlo fare.
Ero più piccolo della media, mi prendevano spesso in giro per questo, e io mi incazzavo alla brutta, e quando un bambino si incazza lo prendono per il culo il triplo.
In questa fase per me il lavaggio del cervello da AMT era totale, ero davvero convinto di avere un ruolo sul pianeta che fosse non usare mai le arti marziali se non come extrema ratio e solo per difesa.
Ma diamine, ero un bambinetto che guardava ancora i film di Briuuuuuus Liiiiiii...
Durante l' adolescenza ho continuato a praticare AMT e le cose non sono cambiate di tanto: gli amici sapevano della mia lunga pratica, ero pure piuttosto bravino a tirare calci all' aria e urlare molto molto forte, quindi qualcuno mi riteneva un guerriero micidiale.
E intanto dentro di me cresceva l' autostima pericolosa di chi si illude di saper fare qualcosa senza averla mai messa in pratica.
Quando poi sono successi vari e differenti episodi raccontati nel blog, tutte le mie certezze sono crollate disastrosamente. Tutte.
Non è solo questione di saper vincere un combattimento, è il fatto di rendersi conto di aver allenato cazzate per anni, supportate da cazzate di teorie e storie inventate da altrettanti maestroni cazzari tutta forma e niente sostanza.
Alla fine credevo di essere un duro perché i duri non li avevo mai incontrati per davvero, e sotto sotto ne avevo ancora una gran paura.
Non voglio dire che la pratica di AMT non mi abbia dato nulla, sarebbe ingiusto, ma la sensazione è che se invece di fare le forme di formaggio avessi da subito intrapreso l' allenamento di stili funzionali al combattimento, le mie qualità sia fisiche che attitudinali ne avrebbero giovato molto di più e molto prima.
Il senso di sicurezza sarebbe stato supportato da qualcosa di misurabile, non da sensazioni personali o complimenti per la foto col calcio volante.
La determinazione sarebbe arrivata molto prima per via dell' abitudine ad allenarsi duramente, non per via di eventi personali esterni.
Magari sarei pure diventato forte e conosciuto nel panorama sportivo, chi lo sa.
La mia conclusione è che aldilà della pratica, di qualsiasi pratica, da qualche parte dentro di noi debba già esserci una predisposizione caratteriale da alimentare nel modo giusto per diventare persone mature, forti e determinate.
Non è necessario essere delle tigri: l' importante è non essere pecorelle impaurite e remissive.
E lasciatemi dire, oggi di pecorelle impaurite ce ne sono troppe e i risultati nella società sono sotto gli occhi di tutti.
E' davvero la pratica delle arti marziali a trasformare una persona in un "duro", oppure certi praticanti di livello erano già dei "duri" che hanno solo esaltato le proprie caratteristiche?
Vediamo prima di tutto di definire meglio di cosa stia parlando: per duro non parlo solo delle abilità nel combattimento ma anche dell' atteggiamento determinato e sicurezza nell' affrontare la vita e le situazioni.
Tutte quelle qualità positive che, a leggere libri e volantini o vedere film anni '80, dovrebbero in teoria essere apprese grazie a queste pratiche.
Sapete già di come io sostenga che in realtà qualsiasi pratica sportiva possa in misure variabili apportare questo tipo di benefici, ma per ora concentriamoci sulle arti marziali.
Prenderò me stesso come esempio.
Ho fatto un pò di autocritica per valutare quanto la pratica delle arti marziali abbia influito sul mio carattere, personalità e atteggiamento nella vita in generale, ricordando che per la maggior parte del tempo io abbia praticato un' AMT (o presunta tale...), iniziando solo più tardi con gli stili funzionali al combattimento reale.
E' vero che io abbia iniziato da bambino, quindi non potrei stabilire in maniera significativa come fossi "prima e dopo": posso solo provare ad immaginare quanto le esperienze e l' allenamento specifico abbiano influito su di me nel corso degli anni, facendo magari un parallelo con amici che al contrario non praticavano nulla.
Tanto per cominciare, per me le arti marziali erano una parte essenziale della mia vita, del mio essere: non potevo immaginare un me stesso non-praticante, non mi sono mai visto che ne so, calciatore o nuotatore.
E se hai il cervello saturo di stronzate metafisiche misticheggianti sui poteri dei cinesini, inevitabilmente questo influenza il tuo atteggiamento.
Non so cosa provi nella testa un bambino che gioca a calcio, probabilmente oggi sogna di diventare un arricchito coglione come quel Cristiano, più che divertirsi in un bel gioco; Fatto sta che un bambino come me plagiato da anni di filmetti e cartoni sui cinesini saggi, i cinesini veloci, i cinesini che col colpo del dragone scassano il Truzzominchia Porcoddue©, i cinesini gentili ed educati con il mondo intero (AHAHAHAH!!!!), si sentiva un piccolo guerriero della giustizia.
Peccato che di guerriero non stessi imparando nulla se non le grida al vento e le facce imbronciate, ma vabbè...
Eh già, il senso di sicurezza che la conoscenza del combattimento corpo a corpo dovrebbe darti.
Ho già discusso più volte di come nelle AMT, e in generale nei corsi di difesa, la gente presto o tardi si senta convinta di avere capacità superiori che si riflettono su questo senso di autostima, pur non avendo mai combattuto nè avendo la più pallida idea di cosa significhi farlo anche per gioco.
Però è un dato di fatto, e in un certo senso non è nemmeno una cosa brutta se può aiutare qualcuno a migliorare sè stesso, a patto di non finire alle mani mai nella vita...
Ti autoconvinci di essere forte, qualunque cosa questo significhi, ti senti un pò più figo del macaco réso medio perché tu "ti alleni a combattere" (AHAHAHH!!) e qualche ingenua pulzella ti considera persino un pò più appetibile per l' atto riproduttivo.
+1 per la pratica.
Ma se sei un mollaccione sfigatello?
Beh, ne ho vista e conosciuta di gente dalla consistenza fisica e mentale di un blob di muco a mollo, magari erano veri eroi sul lato umano o avevano salvato l' Africa con il volontariato, ma in sostanza smettevano nel giro di un paio di mesi massimo, giusto il tempo di capire che qualsiasi attività fisica per quanto blanda fosse troppo faticosa.
Ne ho dedotto che se sei uno smidollato che rifugge la violenza e il sudore difficilmente cambierai (a meno che una pulzella di qualità Premium ti consideri un appetibile riproduttore se fai o' caratè).
+1 per l' attitudine innata
Nelle AMT poi c'è questa cosa delle
Ricordo di come ai tempi dovessi studiare manualetti redatti dal maestrone sulla medicina cinese e stronzate annesse, con tanto di interrogazioni che neanche ai tempi delle medie.
I dieci comandamenti ragazzi... C' erano i dieci comandamenti da studiare e sapere a memoria, dio cristo...
Magari ciò che dico suonerà impopolare, e sapete che io non ami esattamente i burini privi di sale in zucca, ma questo tipo di approccio finiva per far contente solo le persone con il mito dell' Oriente mentre scazzava di brutto tutti gli altri che credevano di imparare a far andare le mani.
Oserei dire che in un certo senso rammolliva, magari non tanto perché fossero emerite baggianate (almeno per me e un miliardo di altre persone) piuttosto perché in fondo facevano perdere tempo all' allenamento fisico.
E mi arrischio persino a sostenere che questa sorta di educazione civica sgangherata (ahahahah educazione civica dai cinesi!!!) finisca per condizionare verso la passività i soggetti più sensibili, tipo me.
Eh già, io per primo per anni mi sono autoconvinto di avere un potenziale omicida nelle mani che però fosse assolutamente proibito mettere in pratica nel nome del rispetto, dell' illuminazione, della saggezza, della cultura Hippie, dell' anima de rimortacci tua...
Posso invece affermare con certezza che dopo il mio passaggio agli sport da combattimento la consapevolezza di cosa sapessi fare o meno, ma per davvero, abbia cambiato nella sostanza il mio atteggiamento: se devo finire alle mani so di potermela giocare e come potermela giocare, ma è davvero meglio lasciar perdere perché anche un Paolino Cotechino potrebbe essere un esperto migliore di quanto appaia (e il mezzouomo palestrato con gli scarabocchi sulle braccia magari le prende ma poi in un impeto di nobiltà d' animo ti verrà a cercare con la Wehrmacht a supporto).
+1 per la pratica di stili funzionali
Adesso provo ad immaginare la differenza tra un omino pacifico buontempone e un pò sfigatello ed un ragazzotto truce con l' argento vivo addosso che inizino la stessa pratica:
AMT:
Per l' omino mansueto questo è un ambiente confortevole, gli viene assicurato fin dalla prima lezione che non debba preoccuparsi se non riesca a fare cinque piegamenti, ognuno deve fare quello che riesce (leggi: frega un cazzo di migliorare).
E' un modo subdolo per mantenere tanti allievi nascosto dietro alle solite idiozie sulla filosofia profonda delle arti marziali volte al "miglioramento dell' uomo", con una buona farcitura di giustizia sociale liberale: tipo "siamo tutti uguali, i difetti ti rendono "speciale", se sei una vescica di merda non devi risolvere un problema, va benissimo così e sono gli altri a doverti accettare, brutti schifosi nazi-fascisti bulli e tamarri!".
E' una pecorella addomesticata che va nel recinto dei coniglietti fuffosi morbidosi con l' idea di diventare la Bestia del Gévaudan...
Questo non cambierà di una virgola il suo carattere, al contrario rischia di rammollirlo ancora di più.
Il ragazzo trucido inizia e capisce immediatamente di essere il gallo nel pollaio, in sostanza per lui questo ambiente è ancora più confortevole perché dannatamente facile: se ha un fisico buono, magari perché fa pesistica e segue una dieta per i cazzi suoi, magicamente si racconterà in giro che lo sia grazie alla pratica di AMT;
Tira calci al vento e urla più forte degli altri senza doversi mai confrontare con nessuno e questo lo renderà l' esempio di riferimento per tutti i mollaccioni (ciccioni scurreggioni, come direbbe qualcuno ahahha).
Le hot pants girls diventano facile preda, con la scusa della gerarchia non possono fancularlo spietatamente e devono lasciarsi toccacciare.
Se è abbastanza viscido e faccia da culo come un tizio che ho conosciuto si costruirà addosso l' aura di saggio guerriero delle AMT, pronto a bullizzare i più deboli e allo stesso tempo porsi come padre misericordioso maestro di vita, tutto questo solo in virtù di una personalità più forte degli altri.
Il vero problema è che per quanto faccia il leone lo stia facendo nella cesta dei micetti, e man mano che il tempo passa la sua posizione e reputazione crescono, e questo finirà per metterlo nella condizione di non potersi più mettere in gioco pena il rischio di essere deriso a vita.
Indistintamente finirà per raccontare a tutti di come l' AMT lo abbia forgiato, spesso denigrando chi faccia "solo" sport da combattimento.
SdC:
L' omino paperino inizia la pratica e capisce immediatamente di essere il pulcino bagnato a Tana delle Tigri, alla prima lezione gli dicono di fermarsi senza problemi se ne senta il bisogno, ma poi sono un pò cazzi suoi: sta a lui adattarsi al ritmo, non certo all' istruttore adeguarsi.
E questo è il primo grande insegnamento che può forgiare il carattere di una persona, la benzina che può alimentare un focherello o al contrario farlo esplodere.
Puoi capire letteralmente di che pasta sia fatta una persona osservando come si approcci ad una situazione nuova, difficile e dove sia richiesto sacrificio per raggiungere un risultato.
Ovviamente il grosso dei paperini fugge a gambe levate per approdare ai corsi di TurboKillaPowaMothafucka Israeli-Palestini-Atlantidea Crab Fightin' Defense System, o a quelli di Cin Ciun Chao Kata Kao in varie salse dove probabilmente racconteranno di "aver fatto Muay Thai con i campioni in passato" oppure di "aver provato la Muay Thai ma lì sono tutti muratori buzzurri, un gentleman illuminato come me non può mischiarsi con certa feccia".
L' omino che abbia deciso di faticare umilmente verrà spronato dall' ambiente stesso a fare sempre di più e migliorarsi, e sono testimone di cambiamenti così tangibili da non doversi nascondere dietro ad alcuna stupida leggenda di cinesini millenari: conosci una persona prima, la rivedi dopo un annetto (uno eh, mica dieci) e solo a guardarla capisci che sia cambiata. E che sia probabilmente in grado di farti il culo a paiolo.
Il cambiamento riguarda il fisico, l' atteggiamento e ovviamente la capacità reale di combattimento.
Questo come lo sai?
Perchè tipicamente vi inviterete ad un allenamento insieme, in cui come consuetudine si farà sparring laddove se praticaste AMT vi invitereste ad un allenamento per fare le fotografie da mettere sul gruppo "Chinese Samurai Ninja best champions" su Fessbuc.
+1 per la pratica di stili funzionali
Il Trucido è già sicuro di sè e magari pure avvezzo alle botte, fatto sta che in uno SDC finisce per essere preso a calci in culo ridimensionandosi oppure per incanalare queste sue caratteristiche in un modo più produttivo.
Non ho detto che diventi un bravo ragazzo e cittadino modello, anzi, non è raro che da pezzo di merda sconclusionato rischi di diventare pezzo di merda pericoloso per gli altri, ma questo è.
Nella mia esperienza chi era già tosto prima lo è diventato ancora di più, e solo il cervello in dotazione ne ha determinato uno sbocco in positivo o negativo a livello diciamo civile.
Quel che è certo è che la direzione fosse univoca, nel senso che non ho mai visto praticanti di SDC rammollirsi diventando paperini sfigati, anche dopo aver smesso di praticare.
Nota: vorrei precisare che praticante per me è uno che si allena costantemente per almeno qualche anno, non uno che si iscrive e va una volta a settimana raccontando in giro di fare questo o quello stile; Questo vale sia per le AMT che per gli SdC che per tutto il resto.
Io ho una reflex con accessori di alto valore, varie volte ho girato con treppiedi, zaino e cannone zoom innestato e faceva molto fotografo giapponese anni 80 e la gente diceva "ooooh è arrivato o' professionista!", ma mi guardo bene dal dire in giro di essere un fotografo.
Per quanto mi riguarda quando ero bambino ricordo di essermi spesso sentito un "debole", ricordo di come in testa avessi proprio questa costante definizione di "debole" contrapposta ai bulletti gradassi che parlavano il dialetto, prendevano per il culo i deboli e sapevano fare a botte.
E vivevo questa cosa con evidente frustrazione e rabbia, anche per questo per me era così importante essere un karateka... Solo che a botte non ci avevo mai fatto, e quindi era tutta una sorta di panacea mentale per sentirmi in qualche misura capace di reagire senza doverlo fare.
Ero più piccolo della media, mi prendevano spesso in giro per questo, e io mi incazzavo alla brutta, e quando un bambino si incazza lo prendono per il culo il triplo.
In questa fase per me il lavaggio del cervello da AMT era totale, ero davvero convinto di avere un ruolo sul pianeta che fosse non usare mai le arti marziali se non come extrema ratio e solo per difesa.
Ma diamine, ero un bambinetto che guardava ancora i film di Briuuuuuus Liiiiiii...
Durante l' adolescenza ho continuato a praticare AMT e le cose non sono cambiate di tanto: gli amici sapevano della mia lunga pratica, ero pure piuttosto bravino a tirare calci all' aria e urlare molto molto forte, quindi qualcuno mi riteneva un guerriero micidiale.
E intanto dentro di me cresceva l' autostima pericolosa di chi si illude di saper fare qualcosa senza averla mai messa in pratica.
Quando poi sono successi vari e differenti episodi raccontati nel blog, tutte le mie certezze sono crollate disastrosamente. Tutte.
Non è solo questione di saper vincere un combattimento, è il fatto di rendersi conto di aver allenato cazzate per anni, supportate da cazzate di teorie e storie inventate da altrettanti maestroni cazzari tutta forma e niente sostanza.
Alla fine credevo di essere un duro perché i duri non li avevo mai incontrati per davvero, e sotto sotto ne avevo ancora una gran paura.
Non voglio dire che la pratica di AMT non mi abbia dato nulla, sarebbe ingiusto, ma la sensazione è che se invece di fare le forme di formaggio avessi da subito intrapreso l' allenamento di stili funzionali al combattimento, le mie qualità sia fisiche che attitudinali ne avrebbero giovato molto di più e molto prima.
Il senso di sicurezza sarebbe stato supportato da qualcosa di misurabile, non da sensazioni personali o complimenti per la foto col calcio volante.
La determinazione sarebbe arrivata molto prima per via dell' abitudine ad allenarsi duramente, non per via di eventi personali esterni.
Magari sarei pure diventato forte e conosciuto nel panorama sportivo, chi lo sa.
La mia conclusione è che aldilà della pratica, di qualsiasi pratica, da qualche parte dentro di noi debba già esserci una predisposizione caratteriale da alimentare nel modo giusto per diventare persone mature, forti e determinate.
Non è necessario essere delle tigri: l' importante è non essere pecorelle impaurite e remissive.
E lasciatemi dire, oggi di pecorelle impaurite ce ne sono troppe e i risultati nella società sono sotto gli occhi di tutti.
sabato 6 luglio 2019
Aneddoti VI - Dell' incapacità di combattere della gente
Riporto un episodio accaduto qualche giorno fa mentre mi trovavo in una nota località turistica.
Stavo passeggiando per i fatti miei in mezzo alla folla di turisti di ogni dove quando un vociare più sostenuto ha attirato la mia attenzione: in mezzo alla strada c' erano un paio di bifolchi intenti a litigare.
Non conosco le ragioni dell' alterco, non che me ne freghi nulla, ma nel momento in cui uno dei due ha sfidato a cazzotti l' altro una lampadina si è accesa nella mia mente malata e mi sono fermato con piacere ad osservare la scena.
Dovete capire che la situazione era piuttosto curiosa, due ragazzi uno più tatuato dell' altro che si prendono a parole camminando davanti ad un ristorante, mentre la coda di turisti continua a camminargli a fianco.
Poi uno allunga un pò le mani e l' altro decide di mettersi in guardia, incitandolo al combattimento.
La scena era talmente inusuale in un tale contesto che penso che la gente abbia creduto si trattasse di una specie di siparietto on the road, una messa in scena per dare spettacolo e raccogliere qualche monetina da un grasso tedesco in ciabatte e calzini bianchi, ma al primo pugno sgangherato si è capito che i due mammiferi volessero darsele sul serio.
Per me è stato un interessante esperimento sociale sugli Homo Sapiens.
Questi due tizi continuano ad agitarsi davanti ai tavoli del ristorante, minacciandosi a parole e sfidandosi a farsi sotto, ma ogni volta che si avvicinano l' attacco si limita ad un pugno sgangherato e poco più.
Riprendono le distanze, passeggiando in modo nervoso, poi si riavvicinano, un altro attacco e via di nuovo.
Un terzo amico interviene, ma il suo apporto allo scontro è tipo quello del tizio che saltava sul palco ai tempi degli 883 e di cui nessuno ricorda nemmeno il nome se non "quello che saltava sul palco con gli 883".
La gente intorno si divide tra turisti del tutto ignari che nemmeno li considerano (ci camminano letteralmente di fianco), altri che affrettano il passo per fuggire dalla "situazione di violenza inaudita", e altri come me che si fermano ad assistere tra il divertito e lo stupito.
Io ero soprattutto divertito.
Perchè quando infine lo scontro è arrivato a qualcosina di più concreto, con sedie lanciate e bicchieri rotti, ecco la prima scena isterica con una donna che urla di "farli smettere", di "chiamare qualcuno".
In effetti fin dal principio mi aspettavo l' arrivo di un paio di poliziotti a giro brevissimo, perché non esiste che in un punto turistico di livello mondiale, e con tutti gli Allah Snackbar a piede libero, non ci sia nemmeno un cavolo di vigile urbano a controllare la situazione.
Ma la donna avrebbe potuto gridare tutta la sera senza che un cristo la degnasse di attenzione, infatti tutto l' episodio è durato svariati minuti con i tizi che si spostavano liberamente per la strada.
Sempre in mezzo ai turisti, lo ricordo.
Ti aspetti che tra la moltitudine di ominidi arrivi l' eroe di turno, un macho pronto a fare da paciere e dividere i due monelli, e invece pensa te: dopo vari minuti ad intervenire sono alcune signore che si avvicinano ai due tizi (che erano ancora pronti a darsele) senza però avere successo e rimediando pure qualche contusione.
Poi tutti tornano a fregarsene, questi lanciano le sedie del ristorante, ribaltano i tavoli, rompono i bicchieri... Il povero cameriere sottopagato che più tardi non può fare altro che raccogliere i cocci...
La scena si sposta più avanti, poi tornano indietro, insomma alla fine mi sono rotto pure io e ho proseguito il mio cammino senza più curarmene.
Tuttavia non ho potuto fare a meno di fare alcune considerazioni personali.
La gente, tanta gente, non sa minimamente combattere
Grazie al cavolo che poi qualche cinesino rischia di apparire come "il più forte combattente di tutti i tempi" o coglionare centinaia di allievi a sborsargli pacchetti di Euro per insegnar loro la forma del Piccione di San Marco: sono abbastanza certo che un praticante di AMT (sì, ho scritto AMT) avrebbe potuto fare un figurone in quella situazione, a patto di non cagarsi sotto dalla paura.
Questi tizi tiravano un singolo pugno, schivato regolarmente nel più banale dei modi e poi si azzuffavano per un secondo senza avere più idea di cosa fare.
La regola è la solita: un pugno a segno fa sempre male ed è sbagliato sottovalutarlo anche se tirato da un beone, ma con due nozioni e qualche oretta di sparring ci voleva poco a neutralizzarli.
Per me è stata significativa la loro evidente impreparazione segno che anche se sei giovane, alto, incazzoso e magari ti piace bullarti con le ragazzine di essere un duro, se ti trovi a fare a botte contro Paperino Pitagorico te la giochi, se ti dice male ti ammazzano al primo assalto.
L' abito non fa il monaco, in particolare quello di Shaolin
Al mio arrivo sulla scena non appena ho visto questo ragazzo mettersi in guardia pugilistica ho pensato "Oh cazzo, adesso vedremo un pò di sangue": come dicevo entrambi i tizi (e il terzo incomodo) erano alti, giovani, carichi, incazzosi e... tadah!.. pure tatuati come tanto va di moda oggi per sentirsi tipo guerrieri Maori.
Fatto sta che già mi immaginavo un combattimento tra minotauri testosteronici con KO assicurato e occhi gonfi.
E invece niente, tutta scena, come a voler ribadire che puoi farti gli scarabocchi dei bambini sul corpo ma se poi non hai la sostanza resti comunque un cinesino che smanaccia sui tetti di Hong Kong.
Rispetto a quando praticavo AMT, non avevo la minima paura della violenza in corso
No, non voglio fare il duro, questa è una mia personale considerazione legata al fatto che la mia consapevolezza di come funzioni, per davvero, un combattimento, cosa acquisita solo ed esclusivamente dopo aver provato il full contact e gli stili funzionali, mi ha messo nella condizione psicologica di non avere per niente paura di quella situazione.
Certo, non c' ero mica io in ballo, ma me ne stavo completamente tranquillo ad osservare la scena ad una distanza tale da rischiare il coinvolgimento.
Vedevo in altre persone il me stesso di tanti anni fa, quello che scappava inorridito dalla violenza e dalla situazione "potenzialmente mortale", quello che si preoccupava di "non farsi male", quello che ad un eventuale pugno ricevuto probabilmente sarebbe rimasto paralizzato dal terrore.
E invece me ne stavo lì, una sedia lanciata mi ha pure sfiorato, e se uno di questi individui avesse deciso per assurdo di attaccarmi non avrei avuto l' atteggiamento remissivo di una volta.
Ragazzi, la consapevolezza del combattimento reale ti cambia.
Non aspettatevi che qualcuno intervenga, nemmeno se sei in mezzo a decine di persone
Qualcuno potrebbe obiettare che forse avrei potuto farlo io, visto che conosco le dinamiche del combattimento e della famigerata difesa personale, ma in tutta onestà non è che me ne fregasse un bel niente.
Vedere due coglioni tatuati che litigano probabilmente perché si sono rubati il ragazzo, talmente idioti da mettersi a fare scenate in mezzo ad una delle vie più turistiche del pianeta dove probabilmente entro un minuto arriveranno i poliziotti ad arrestarli con il rischio di dover dare anche io spiegazioni... non è che mi incitasse granchè all' intervento.
E' comunque emblematico che di poliziotto non ne sia arrivato nemmeno uno.
A dirla tutta speravo si ammazzassero di botte, lato mio questa gente dovrebbe solo sparire.
Sarebbe stato tutto un altro paio di maniche se avessi visto un sopruso, violenza su qualcuno palesemente più debole, allora sì che mi sarebbero girati i coxxioni nel vedere l' indifferenza comune.
Ma tant' è che in fondo a nessuno gliene fregava nulla, eccetto che alla donna isterica
La donna isterica
E' stato al tempo stesso fastidioso ed esilarante il suo intervento, mi rendo conto di non essere popolare nella mia osservazione ma non sono qui per fare politica.
Questa tizia si è messa a gridare in maniera snervante incitando qualcuno a fare qualcosa, a fermarli.
La prima cosa che mi è venuta in mente è Dick Dastardly mentre urla a Muttley.
Poi ho provato fastidio nel pensare che magari fosse la tipica signora che vive nel mondo di Iridella e per la quale la violenza non può esistere, e naturalmente ci deve essere qualcun altro a fare "il lavoro sporco".
Una specie di visione Hippie-Liberale per cui le cose brutte, immorali o violente non devono intaccare la propria vita felice, però sono sempre gli altri a doversene occupare.
Subito dopo ho riflettuto su come, in effetti, nonostante l' incitamento isterico della suddetta nessuno si sia degnato di provarci.
Questo è stato comico ma anche un pò triste.
La mia posizione l' ho già esternata, però c' erano decine e decine di persone a passeggiare in parte ai tizi, possibile che nessuno abbia voluto fare l' eroe?
La "pressione sociale" era stata innescata proprio dalla donna isterica, tutti quelli che l' hanno sentita si sono sentiti presi in causa ma ancora nessuno ha mosso un dito, nemmeno tanti omoni che amano raccontare alle loro donne di essere uomini di mondo dediti alla giustizia e moralità, e soprattutto quei dementi che amano sproloquiare di giustizia sociale e civiltà su Fessbook, al riparo nella loro cameretta...
Abbiamo infine gli eroi, anzi, le eroine... le sciure vecchia maniera
Anche questo è stato abbastanza emblematico, oserei dire grottesco: tra tanti uomini grossi come orsi, infine sono state un paio di donne più sui sessanta che hanno preso l' iniziativa di intromettersi e provare a calmare gli animi.
Solo a quel punto la pressione sociale ha avuto la meglio e anche un individuo è intervenuto, in modo comunque molto blando: entro un paio di minuti tutti sono tornati a fregarsene, anche perché oggettivamente chi te lo fa fare di dividere due emeriti idioti che si lanciano sedie e bicchieri sapendo di star dando spettacolo?
Provo solo pietà per i camerieri del ristorante che hanno dovuto sistemare tutto, incolpevoli, e per il titolare che si è visto danneggiare del materiale per colpa di sta gente.
Se sai un minimo combattere, a questi gli fai il culo a paiolo. Ma attento a non esagerare
Veniamo ora alla questione più tecnica, anche se come ben sapete non amo disquisire di ipotesi, che siamo tutti dei fenomeni a bocce ferme.
La considerazione più importante è che entrambi gli ominidi non abbiano provato una successione di colpi nemmeno una volta, al che per l' attaccato è sempre bastata una schivata di busto all' indietro per evitare di essere colpito.
Nessun calcio, nemmeno abbozzato.
Nessun tentativo di lottare (ci mancherebbe...), sono arrivati alla corta distanza ma a parte una collutazione tipo canguri in calore non è successo nulla di significativo, scappavano subito dopo.
Insomma lo scontro si è prolungato a lungo ma perché in effetti facevano fatica persino a toccarsi...
La situazione ha rischiato di degenerare nel momento in cui si sono armati di sedie e bicchieri: in questo caso però è stata proprio la loro inettitudine a non causare danni veri (a parte al ristorante...), io mi vedevo qualche esperto di Aggressione Personale Ebrea pronto ad infilzare bulbi oculari, sbudellare e spaccare, soprattutto le palle...
Cosa avrei fatto io?
E che ne so, mica siamo sul Forum degli Espertoni...
Ho solo pensato che buttarla sulla lotta lì in mezzo a tutta quella gente non sarebbe proprio stato il caso, però un Suplex sarebbe stato epico e oggi sarei ricordato come il Gannicus dei giorni nostri.
Probabilmente avrei terminato lo scontro molto prima: un vaffanculo e torno a passeggiare senza un graffio nè una querela.
Però la faccenda di Gannicus era una figata, dai.
A me resta soprattutto l' immagine di persone che provano a combattere senza averne preparazione, bravi probabilmente a bullizzare ragazzine o omini ancora più inetti ma totalmente alla mercè di un praticante un pelo navigato.
Continuate ad allenarvi, sapere come combattere vi permette di capire come non doverlo fare.
Stavo passeggiando per i fatti miei in mezzo alla folla di turisti di ogni dove quando un vociare più sostenuto ha attirato la mia attenzione: in mezzo alla strada c' erano un paio di bifolchi intenti a litigare.
Non conosco le ragioni dell' alterco, non che me ne freghi nulla, ma nel momento in cui uno dei due ha sfidato a cazzotti l' altro una lampadina si è accesa nella mia mente malata e mi sono fermato con piacere ad osservare la scena.
Dovete capire che la situazione era piuttosto curiosa, due ragazzi uno più tatuato dell' altro che si prendono a parole camminando davanti ad un ristorante, mentre la coda di turisti continua a camminargli a fianco.
Poi uno allunga un pò le mani e l' altro decide di mettersi in guardia, incitandolo al combattimento.
La scena era talmente inusuale in un tale contesto che penso che la gente abbia creduto si trattasse di una specie di siparietto on the road, una messa in scena per dare spettacolo e raccogliere qualche monetina da un grasso tedesco in ciabatte e calzini bianchi, ma al primo pugno sgangherato si è capito che i due mammiferi volessero darsele sul serio.
Per me è stato un interessante esperimento sociale sugli Homo Sapiens.
Questi due tizi continuano ad agitarsi davanti ai tavoli del ristorante, minacciandosi a parole e sfidandosi a farsi sotto, ma ogni volta che si avvicinano l' attacco si limita ad un pugno sgangherato e poco più.
Riprendono le distanze, passeggiando in modo nervoso, poi si riavvicinano, un altro attacco e via di nuovo.
Un terzo amico interviene, ma il suo apporto allo scontro è tipo quello del tizio che saltava sul palco ai tempi degli 883 e di cui nessuno ricorda nemmeno il nome se non "quello che saltava sul palco con gli 883".
La gente intorno si divide tra turisti del tutto ignari che nemmeno li considerano (ci camminano letteralmente di fianco), altri che affrettano il passo per fuggire dalla "situazione di violenza inaudita", e altri come me che si fermano ad assistere tra il divertito e lo stupito.
Io ero soprattutto divertito.
Perchè quando infine lo scontro è arrivato a qualcosina di più concreto, con sedie lanciate e bicchieri rotti, ecco la prima scena isterica con una donna che urla di "farli smettere", di "chiamare qualcuno".
In effetti fin dal principio mi aspettavo l' arrivo di un paio di poliziotti a giro brevissimo, perché non esiste che in un punto turistico di livello mondiale, e con tutti gli Allah Snackbar a piede libero, non ci sia nemmeno un cavolo di vigile urbano a controllare la situazione.
Ma la donna avrebbe potuto gridare tutta la sera senza che un cristo la degnasse di attenzione, infatti tutto l' episodio è durato svariati minuti con i tizi che si spostavano liberamente per la strada.
Sempre in mezzo ai turisti, lo ricordo.
Ti aspetti che tra la moltitudine di ominidi arrivi l' eroe di turno, un macho pronto a fare da paciere e dividere i due monelli, e invece pensa te: dopo vari minuti ad intervenire sono alcune signore che si avvicinano ai due tizi (che erano ancora pronti a darsele) senza però avere successo e rimediando pure qualche contusione.
Poi tutti tornano a fregarsene, questi lanciano le sedie del ristorante, ribaltano i tavoli, rompono i bicchieri... Il povero cameriere sottopagato che più tardi non può fare altro che raccogliere i cocci...
La scena si sposta più avanti, poi tornano indietro, insomma alla fine mi sono rotto pure io e ho proseguito il mio cammino senza più curarmene.
Tuttavia non ho potuto fare a meno di fare alcune considerazioni personali.
La gente, tanta gente, non sa minimamente combattere
Grazie al cavolo che poi qualche cinesino rischia di apparire come "il più forte combattente di tutti i tempi" o coglionare centinaia di allievi a sborsargli pacchetti di Euro per insegnar loro la forma del Piccione di San Marco: sono abbastanza certo che un praticante di AMT (sì, ho scritto AMT) avrebbe potuto fare un figurone in quella situazione, a patto di non cagarsi sotto dalla paura.
Questi tizi tiravano un singolo pugno, schivato regolarmente nel più banale dei modi e poi si azzuffavano per un secondo senza avere più idea di cosa fare.
La regola è la solita: un pugno a segno fa sempre male ed è sbagliato sottovalutarlo anche se tirato da un beone, ma con due nozioni e qualche oretta di sparring ci voleva poco a neutralizzarli.
Per me è stata significativa la loro evidente impreparazione segno che anche se sei giovane, alto, incazzoso e magari ti piace bullarti con le ragazzine di essere un duro, se ti trovi a fare a botte contro Paperino Pitagorico te la giochi, se ti dice male ti ammazzano al primo assalto.
L' abito non fa il monaco, in particolare quello di Shaolin
Al mio arrivo sulla scena non appena ho visto questo ragazzo mettersi in guardia pugilistica ho pensato "Oh cazzo, adesso vedremo un pò di sangue": come dicevo entrambi i tizi (e il terzo incomodo) erano alti, giovani, carichi, incazzosi e... tadah!.. pure tatuati come tanto va di moda oggi per sentirsi tipo guerrieri Maori.
Fatto sta che già mi immaginavo un combattimento tra minotauri testosteronici con KO assicurato e occhi gonfi.
E invece niente, tutta scena, come a voler ribadire che puoi farti gli scarabocchi dei bambini sul corpo ma se poi non hai la sostanza resti comunque un cinesino che smanaccia sui tetti di Hong Kong.
Rispetto a quando praticavo AMT, non avevo la minima paura della violenza in corso
No, non voglio fare il duro, questa è una mia personale considerazione legata al fatto che la mia consapevolezza di come funzioni, per davvero, un combattimento, cosa acquisita solo ed esclusivamente dopo aver provato il full contact e gli stili funzionali, mi ha messo nella condizione psicologica di non avere per niente paura di quella situazione.
Certo, non c' ero mica io in ballo, ma me ne stavo completamente tranquillo ad osservare la scena ad una distanza tale da rischiare il coinvolgimento.
Vedevo in altre persone il me stesso di tanti anni fa, quello che scappava inorridito dalla violenza e dalla situazione "potenzialmente mortale", quello che si preoccupava di "non farsi male", quello che ad un eventuale pugno ricevuto probabilmente sarebbe rimasto paralizzato dal terrore.
E invece me ne stavo lì, una sedia lanciata mi ha pure sfiorato, e se uno di questi individui avesse deciso per assurdo di attaccarmi non avrei avuto l' atteggiamento remissivo di una volta.
Ragazzi, la consapevolezza del combattimento reale ti cambia.
Non aspettatevi che qualcuno intervenga, nemmeno se sei in mezzo a decine di persone
Qualcuno potrebbe obiettare che forse avrei potuto farlo io, visto che conosco le dinamiche del combattimento e della famigerata difesa personale, ma in tutta onestà non è che me ne fregasse un bel niente.
Vedere due coglioni tatuati che litigano probabilmente perché si sono rubati il ragazzo, talmente idioti da mettersi a fare scenate in mezzo ad una delle vie più turistiche del pianeta dove probabilmente entro un minuto arriveranno i poliziotti ad arrestarli con il rischio di dover dare anche io spiegazioni... non è che mi incitasse granchè all' intervento.
E' comunque emblematico che di poliziotto non ne sia arrivato nemmeno uno.
A dirla tutta speravo si ammazzassero di botte, lato mio questa gente dovrebbe solo sparire.
Sarebbe stato tutto un altro paio di maniche se avessi visto un sopruso, violenza su qualcuno palesemente più debole, allora sì che mi sarebbero girati i coxxioni nel vedere l' indifferenza comune.
Ma tant' è che in fondo a nessuno gliene fregava nulla, eccetto che alla donna isterica
La donna isterica
E' stato al tempo stesso fastidioso ed esilarante il suo intervento, mi rendo conto di non essere popolare nella mia osservazione ma non sono qui per fare politica.
Questa tizia si è messa a gridare in maniera snervante incitando qualcuno a fare qualcosa, a fermarli.
La prima cosa che mi è venuta in mente è Dick Dastardly mentre urla a Muttley.
Poi ho provato fastidio nel pensare che magari fosse la tipica signora che vive nel mondo di Iridella e per la quale la violenza non può esistere, e naturalmente ci deve essere qualcun altro a fare "il lavoro sporco".
Una specie di visione Hippie-Liberale per cui le cose brutte, immorali o violente non devono intaccare la propria vita felice, però sono sempre gli altri a doversene occupare.
Subito dopo ho riflettuto su come, in effetti, nonostante l' incitamento isterico della suddetta nessuno si sia degnato di provarci.
Questo è stato comico ma anche un pò triste.
La mia posizione l' ho già esternata, però c' erano decine e decine di persone a passeggiare in parte ai tizi, possibile che nessuno abbia voluto fare l' eroe?
La "pressione sociale" era stata innescata proprio dalla donna isterica, tutti quelli che l' hanno sentita si sono sentiti presi in causa ma ancora nessuno ha mosso un dito, nemmeno tanti omoni che amano raccontare alle loro donne di essere uomini di mondo dediti alla giustizia e moralità, e soprattutto quei dementi che amano sproloquiare di giustizia sociale e civiltà su Fessbook, al riparo nella loro cameretta...
Abbiamo infine gli eroi, anzi, le eroine... le sciure vecchia maniera
Anche questo è stato abbastanza emblematico, oserei dire grottesco: tra tanti uomini grossi come orsi, infine sono state un paio di donne più sui sessanta che hanno preso l' iniziativa di intromettersi e provare a calmare gli animi.
Solo a quel punto la pressione sociale ha avuto la meglio e anche un individuo è intervenuto, in modo comunque molto blando: entro un paio di minuti tutti sono tornati a fregarsene, anche perché oggettivamente chi te lo fa fare di dividere due emeriti idioti che si lanciano sedie e bicchieri sapendo di star dando spettacolo?
Provo solo pietà per i camerieri del ristorante che hanno dovuto sistemare tutto, incolpevoli, e per il titolare che si è visto danneggiare del materiale per colpa di sta gente.
Se sai un minimo combattere, a questi gli fai il culo a paiolo. Ma attento a non esagerare
Veniamo ora alla questione più tecnica, anche se come ben sapete non amo disquisire di ipotesi, che siamo tutti dei fenomeni a bocce ferme.
La considerazione più importante è che entrambi gli ominidi non abbiano provato una successione di colpi nemmeno una volta, al che per l' attaccato è sempre bastata una schivata di busto all' indietro per evitare di essere colpito.
Nessun calcio, nemmeno abbozzato.
Nessun tentativo di lottare (ci mancherebbe...), sono arrivati alla corta distanza ma a parte una collutazione tipo canguri in calore non è successo nulla di significativo, scappavano subito dopo.
Insomma lo scontro si è prolungato a lungo ma perché in effetti facevano fatica persino a toccarsi...
La situazione ha rischiato di degenerare nel momento in cui si sono armati di sedie e bicchieri: in questo caso però è stata proprio la loro inettitudine a non causare danni veri (a parte al ristorante...), io mi vedevo qualche esperto di Aggressione Personale Ebrea pronto ad infilzare bulbi oculari, sbudellare e spaccare, soprattutto le palle...
Cosa avrei fatto io?
E che ne so, mica siamo sul Forum degli Espertoni...
Ho solo pensato che buttarla sulla lotta lì in mezzo a tutta quella gente non sarebbe proprio stato il caso, però un Suplex sarebbe stato epico e oggi sarei ricordato come il Gannicus dei giorni nostri.
Probabilmente avrei terminato lo scontro molto prima: un vaffanculo e torno a passeggiare senza un graffio nè una querela.
Però la faccenda di Gannicus era una figata, dai.
A me resta soprattutto l' immagine di persone che provano a combattere senza averne preparazione, bravi probabilmente a bullizzare ragazzine o omini ancora più inetti ma totalmente alla mercè di un praticante un pelo navigato.
Continuate ad allenarvi, sapere come combattere vi permette di capire come non doverlo fare.
giovedì 13 settembre 2018
Le tecniche imbarazzanti
Il post di oggi non è certamente polemico o indignato ma in un certo senso è comunque indicativo della improduttività nell' allenare un certo tipo di tecniche, con certi individui, ma anche delle situazioni divertenti o grottesche che a volte si creano in palestra.
Mi sono tornati alla mente alcuni episodi accaduti quando ancora frequentavo i corsi di difesa personale, in varie salse.
Il tema della difesa personale si sposa perfettamente con questo tipo di situazioni, spesso perchè l' interazione avviene tra donne impaurite (e in hot pants) e pitecantropi sudati.
Succede che le tecnicheallenate scimmiottate in questi corsi prevedano il contatto diretto quando non proprio il corpo a corpo, per non parlare di presunte (e falsissime) situazioni di stupro.
Il mio aneddoto riguarda varie situazioni in cui ho dovuto "allenarmi" con delle signorine che pur non avendo le basi minime sindacali per stare in piedi, venivano chiamate a portare calci "spezza-ginocchia", micidiali palmate "acceca-minotauri", ginocchiate "spappola-palle" e via dicendo.
Quella volta la signorina avrebbe dovuto bloccare il mio avanzamento con il più classico degli stop-kick al mio ginocchio, "costringendomi a piegarmi in avanti", per poi colpirmi al viso con le sue micidiali palmate.
Dato che nessuno aveva intenzione di morire al primo tentativo (...) l' esercizio veniva semplificato mirando al quadricipite con il calcio per poi toccare semplicemente la fronte con le mani aperte.
Inutile spiegare quanto la povera signorina faticasse anche solo ad alzare a sufficienza il ginocchio per portare quel tipo di calcio (che è tutto meno che "semplice, alla portata di tutti" come si vuole far credere, anche per gli ometti ben inteso), sbilanciandosi malamente e cadendo due volte su tre; Ma la cosa veramente imbarazzante era il disgusto che le leggevo negli occhi quando doveva allungare le sue tenere manine fino a toccare la mia fronte coperta di sudore... E come darle torto!
Io ero imbarazzato per lei e cercavo di asciugarmi prima di ogni ripetizione, ma parliamo sempre di esercizi fisici fatti in piena estate nella classica palestra priva di qualsivoglia sistema di condizionamento dell' aria, si sudava anche standosene immobili...
E questa povera disgraziata che non sapeva più che inventarsi per non doversi smerdare le mani e poi pulirsele sui suoi graziosi (ed attillatissimi) hot pants...
Eh già, gli hot pants, autentico strumento di tortura per ogni ominide sessualmente sviluppato.
Un' altra delle tipiche situazioni imbarazzanti riguarda appunto le famigerate hot pants girls che vanno a fare arti marziali e si ritrovano in posizioni a dir poco equivoche che neanche Brazzers©.
Mi sono sempre chiesto se ne siano davvero consapevoli o se addirittura lo facciano apposta, fatto sta che a volte con certi strumenti del diavolo ci sia poco di lasciato all' immaginazione.
Una sessione di lotta con una hot pants girl è qualcosa al limite del pornografico.
Per carità, senza voler fare l' eroe personalmente mi sono sempre allenato con serietà anche in queste situazioni, ma scommetto che per queste ragazze certe situazioni siano particolarmente impreviste, soprattutto quando non hanno idea di cosa sia il corpo a corpo perchè pensavano di risolvere come nei dannati film cinesi a suon di pugnetti a catena.
Ma la lotta è terreno di conquista anche per gli individui dotati di pene dalle preferenze contronatura, insomma dai, parliamo sempre di uno stretto contatto tra maschi muscolosi e sudati.
La mia regola è che se non c'è contatto visivo non è gay, però mi chiedo cosa possa pensare l' uomo della strada che veda un incontro di grappling per la prima volta.
A volte è questione di posizioni, tra culi in faccia, membri a distanza allarmante dalla bocca e abbracci prolungati che sognavi di avere con la cubista e invece ti ritrovi a scambiare con un brasiliano peloso; Quando va peggio si passa allo stringersi con cessi umani non adusi all' igiene basica finendo inebriati dai loro umori ed odori corporei.
Ma potrei parlare anche di svariati episodi in cui durante il corpo libero, a causa delle posizioni e dello sforzo, siano esplosi peti clamorosi in Dolby Surround Atmos©.
Tornando all' aneddoto iniziale, spesso ho notato l' imbarazzo della gente nei corsi di difesa personale anche per una questione tecnica: detto in francese si chiedevano che cazzo stessero facendo.
L' istruttore spiegava con sincera convinzione tecniche improponibili, spesso sensate ma per niente alla portata di gente alle prime armi, e questi mimavano i suoi movimenti come delle marionette mosse da uno scimpanzè.
Quello mostrava un jab-diretto a gente incapace di coordinare due articolazioni alla volta, e così li vedevi lanciare le mani avanti tipo bisticcio tra ungulati.
Fantastico poi quando dovevi simulare attacchi ai genitali, con le signorine che entravano in modalità oddio-voglio-solo-andare-via-da-qui e i maschietti che si trovavano a manipolare peni altrui.
Per non parlare di tirare i capelli ad una signorina che spende 200€ di parrucchiere, metterle le mani sudate lercie in faccia, tenere la sua caviglia sulla spalla per fare stretching per finire nella tecnica finale segreta del Wing Chun che è lo "strizzacapezzoli", ma che nessuna ha mai accettato di subire.
Ma le tecniche imbarazzanti erano anche patrimonio dell' AMT che praticavo, soprattutto durante le forme di posizioni: ho ancora in mente fottute "forme degli animali" in cui dovevi metterti in posizioni ridicole per simulare un cane della prateria o un orango muschiato, saltellare a destra e sinistra e gridare con la faccia imbronciata per essere più credibile.
Voglio dire, per carità, se siete mai stati a teatro potete capire quanto siano potenzialmente ridicoli gli attori se non fosse che per recitare a quel modo ci vogliano capacità per nulla banali, quindi l' interpretazione in generale è una vera abilità: tuttavia era davvero ridicolo vedere ragazzotti mimare il criceto mandarino cercando di prendersi sul serio mentre stavano in posizioni più adatte alla defecazione che al combattimento, o assistere all' esibizione della signora cicciona (ma cintura nera 3° dan!!!) che pretendeva di fare una forbice al volo rovinando disastrosamente a terra che persino i bambini si misero a ridere.
Finchè si tratta di episodi divertenti vale la pena di prenderla con spirito; Certo è che se vi sentite imbarazzati per quello che vi chiedono di fare, significa che non state imparando niente.
Mi sono tornati alla mente alcuni episodi accaduti quando ancora frequentavo i corsi di difesa personale, in varie salse.
Il tema della difesa personale si sposa perfettamente con questo tipo di situazioni, spesso perchè l' interazione avviene tra donne impaurite (e in hot pants) e pitecantropi sudati.
Succede che le tecniche
Il mio aneddoto riguarda varie situazioni in cui ho dovuto "allenarmi" con delle signorine che pur non avendo le basi minime sindacali per stare in piedi, venivano chiamate a portare calci "spezza-ginocchia", micidiali palmate "acceca-minotauri", ginocchiate "spappola-palle" e via dicendo.
Quella volta la signorina avrebbe dovuto bloccare il mio avanzamento con il più classico degli stop-kick al mio ginocchio, "costringendomi a piegarmi in avanti", per poi colpirmi al viso con le sue micidiali palmate.
Dato che nessuno aveva intenzione di morire al primo tentativo (...) l' esercizio veniva semplificato mirando al quadricipite con il calcio per poi toccare semplicemente la fronte con le mani aperte.
Inutile spiegare quanto la povera signorina faticasse anche solo ad alzare a sufficienza il ginocchio per portare quel tipo di calcio (che è tutto meno che "semplice, alla portata di tutti" come si vuole far credere, anche per gli ometti ben inteso), sbilanciandosi malamente e cadendo due volte su tre; Ma la cosa veramente imbarazzante era il disgusto che le leggevo negli occhi quando doveva allungare le sue tenere manine fino a toccare la mia fronte coperta di sudore... E come darle torto!
Io ero imbarazzato per lei e cercavo di asciugarmi prima di ogni ripetizione, ma parliamo sempre di esercizi fisici fatti in piena estate nella classica palestra priva di qualsivoglia sistema di condizionamento dell' aria, si sudava anche standosene immobili...
E questa povera disgraziata che non sapeva più che inventarsi per non doversi smerdare le mani e poi pulirsele sui suoi graziosi (ed attillatissimi) hot pants...
Eh già, gli hot pants, autentico strumento di tortura per ogni ominide sessualmente sviluppato.
Un' altra delle tipiche situazioni imbarazzanti riguarda appunto le famigerate hot pants girls che vanno a fare arti marziali e si ritrovano in posizioni a dir poco equivoche che neanche Brazzers©.
Mi sono sempre chiesto se ne siano davvero consapevoli o se addirittura lo facciano apposta, fatto sta che a volte con certi strumenti del diavolo ci sia poco di lasciato all' immaginazione.
Una sessione di lotta con una hot pants girl è qualcosa al limite del pornografico.
Per carità, senza voler fare l' eroe personalmente mi sono sempre allenato con serietà anche in queste situazioni, ma scommetto che per queste ragazze certe situazioni siano particolarmente impreviste, soprattutto quando non hanno idea di cosa sia il corpo a corpo perchè pensavano di risolvere come nei dannati film cinesi a suon di pugnetti a catena.
Ma la lotta è terreno di conquista anche per gli individui dotati di pene dalle preferenze contronatura, insomma dai, parliamo sempre di uno stretto contatto tra maschi muscolosi e sudati.
La mia regola è che se non c'è contatto visivo non è gay, però mi chiedo cosa possa pensare l' uomo della strada che veda un incontro di grappling per la prima volta.
A volte è questione di posizioni, tra culi in faccia, membri a distanza allarmante dalla bocca e abbracci prolungati che sognavi di avere con la cubista e invece ti ritrovi a scambiare con un brasiliano peloso; Quando va peggio si passa allo stringersi con cessi umani non adusi all' igiene basica finendo inebriati dai loro umori ed odori corporei.
Ma potrei parlare anche di svariati episodi in cui durante il corpo libero, a causa delle posizioni e dello sforzo, siano esplosi peti clamorosi in Dolby Surround Atmos©.
Tornando all' aneddoto iniziale, spesso ho notato l' imbarazzo della gente nei corsi di difesa personale anche per una questione tecnica: detto in francese si chiedevano che cazzo stessero facendo.
L' istruttore spiegava con sincera convinzione tecniche improponibili, spesso sensate ma per niente alla portata di gente alle prime armi, e questi mimavano i suoi movimenti come delle marionette mosse da uno scimpanzè.
Quello mostrava un jab-diretto a gente incapace di coordinare due articolazioni alla volta, e così li vedevi lanciare le mani avanti tipo bisticcio tra ungulati.
Fantastico poi quando dovevi simulare attacchi ai genitali, con le signorine che entravano in modalità oddio-voglio-solo-andare-via-da-qui e i maschietti che si trovavano a manipolare peni altrui.
Per non parlare di tirare i capelli ad una signorina che spende 200€ di parrucchiere, metterle le mani sudate lercie in faccia, tenere la sua caviglia sulla spalla per fare stretching per finire nella tecnica finale segreta del Wing Chun che è lo "strizzacapezzoli", ma che nessuna ha mai accettato di subire.
Ma le tecniche imbarazzanti erano anche patrimonio dell' AMT che praticavo, soprattutto durante le forme di posizioni: ho ancora in mente fottute "forme degli animali" in cui dovevi metterti in posizioni ridicole per simulare un cane della prateria o un orango muschiato, saltellare a destra e sinistra e gridare con la faccia imbronciata per essere più credibile.
Voglio dire, per carità, se siete mai stati a teatro potete capire quanto siano potenzialmente ridicoli gli attori se non fosse che per recitare a quel modo ci vogliano capacità per nulla banali, quindi l' interpretazione in generale è una vera abilità: tuttavia era davvero ridicolo vedere ragazzotti mimare il criceto mandarino cercando di prendersi sul serio mentre stavano in posizioni più adatte alla defecazione che al combattimento, o assistere all' esibizione della signora cicciona (ma cintura nera 3° dan!!!) che pretendeva di fare una forbice al volo rovinando disastrosamente a terra che persino i bambini si misero a ridere.
Finchè si tratta di episodi divertenti vale la pena di prenderla con spirito; Certo è che se vi sentite imbarazzati per quello che vi chiedono di fare, significa che non state imparando niente.
martedì 21 agosto 2018
E il caso del campione di MMA ucciso per una rissa...
Un post per raccontare un episodio che ho letto qualche giorno fa e che mi ha suscitato un' altra banale riflessione.
Qui l' articolo: https://www.thesun.co.uk/news/7004027/mma-fighter-beaten-to-death-bouncers-nightclub-knife/
Anche in questo caso mi vedo le frotte di fanatici di AMT esultare (sì, non lo ammetteranno mai a viso aperto ma nel loro rancore esultano) in nome dell' inutilità degli SdC in generale nelle famigerate "situazioni reali", senza arbitro, senza ring confortevole, senza regole.
Perchè diresti, se un campione di MMA è stato ammazzato di botte (poi vediamo nello specifico) fuori da un locale, ed era uno allenato e abituato ad usare tecniche funzionali per riempire di botte gli altri, è perchè tutte quelle cagate vanno bene solo per gli incontri uno vs uno dichiarati, giusto?
Ebbene, a parte il fatto che chi si allena negli SdC sa benissimo di studiare questo tipo di combattimento e non improbabili aggressioni armate nelle favelas, la considerazione che mi è balzata in testa è: e voi, oh super esperti di difesa personale e arti marziali tradizionali allenate per difendere la vita, voi che parlate di strappare occhi, storpiare cuccioli, spezzare gambe, sapervi difendere da attacchi col coltello o dalla padella della nonna: voi pensate veramente che avreste avuto la meglio contro quella squadra di criminali armati di mazze da baseball?
Eh no cari belli, troppo comodo adesso cercare le giustificazioni della mamma: non sono queste le situazioni che dichiarate di studiare nel vostro stile?
Non la menate sempre con la storia degli amici che saltano fuori dalle fottute pareti (e qui è successo)?
Visto che blaterate sempre di studiare come difendervi da più aggressori, ecco qui come funziona per davvero quando più persone aggressive e determinate a farvi la pelle vi assalgono, anche uno alla volta.
Armati di mazze da baseball, sedie e magari coltelli.
Certo, è quello che dite sempre anche voi nei vostri corsi, no?
E con la stessa supponenza raccontate di studiare come gestire, e avere la meglio, in queste situazioni precise.
Credete sul serio che ve la sareste cavata diversamente?
Parlo di tecnica, non vale il jolly dell' andarsene via, quello lo capiva anche mia nonna.
Io sorrido compiaciuto mentre ricordo le lezioni in cui il maestrone di Wing Chun parlava di strategia durante questi scontri, spesso rimarcando con altezzosità di come fosse estremamente più complicato che su di uno stupido ring, mentre sai, a bong sao pugni a catena e stop kick li potevi buttare giù tutti!
Lì studiavi come abbattere il nemico in un secondo!
Mi si gela invece il sangue a ricordare le tecniche di difesa da coltello o bastone che "allenavo" nella mia AMT, che se solo provassi ad applicarle praticamente mi farei ammazzare prima del tempo.
Si materializzano decine e decine di esibizioni di AMT con il prode guerriero al centro del tatami e quattro aggressori in posa plastica che lo attaccano uno alla volta, ma lui li stende tutti insieme...
Parole, parole, parole... bla, bla, bla...
Ma in certe AMT la cosa è talmente palese che anche un cockatiel capirebbe che siano solo scenette non credibili.
Il cockatiel è una specie di pappagallo con le gote rosse, molto intelligente e divertentissimo quando fa il tip-tap. Cercate "cockatiel tip tap", mi fa troppo ridere.
Il problema sono le pirlate raccontate nei corsi di difesa personale, dove gli istruttori dicono esattamente le stesse cose (che la "strada" è un' incognita, che prenderai comunque delle botte o una slamata, che non sai chi/quanti ti possano capitare, che studiare combattimento non ti dà garanzie, etc.) MA poi in sostanza continuano a farti credere che se studi a sufficienza palmate, ginocchiate alle palle e kotegaeshi alla fine l' avrai vinta.
Possiamo star qui a pontificare per giorni su quante cose sbagliate ci siano in quell' episodio, e di quanto le abilità di combattimento del ceffo morto ammazzato contassero ben poco nel contesto; Tra l' altro si legge sia stato fermato proprio perchè era armato di coltello, qualunque fosse la ragione non era di certo andato là con l' intenzione di boxare, poteva anche essere il campione di ciclismo e non avrebbe fatto differenza.
Quello che voglio sottolineare piuttosto sono altre cose:
- l' allenamento di stili funzionali al combattimento NON affronta la cosidetta difesa personale: fornisce piuttosto i migliori strumenti per combattere a mani nude contro UN avversario, cosa che torna molto comodo ANCHE quando un tizio ti aggredisce.
- detto questo, studiare tecniche specifiche per la difesa personale non dà veramente questo enorme vantaggio rispetto a saper tirare un cazzotto giusto.
- colpi agli occhi, calci alle palle, testicoli strappati a morsi... sì sì vabbè. Ci sono situazioni in cui funzionano bene, ma se pensate di cavarvela grazie a questi buona fortuna.
- studiare difese da coltelli, sediate, mazze da baseball ha senso solo fino ad un certo punto, tanto una mazzata vera la prenderete solo quella volta che andrete al creatore. Mi raccomando provate a spostarvi con l' angolo giusto!
- essere campione di qualsiasi cosa non significa un cavolo quando il contesto è quello; Essere "esperti di difesa personale" non significa un cavolo quando la situazione è quella. Prendi botte e dai botte alla come viene.
- per la stessa ragione per cui puoi dire che kotegaeshi sia efficace in un' altra situazione di autodifesa, lo stesso lo puoi dire per un destro.
- spesso non puoi capire se la situazione in cui ti trovi metta a rischio la tua vita. Questo non giustifica i buffoni che parlano di spaccare braccia o cavare occhi in qualsiasi situazione "perchè non si sa mai".
Provateci, preparate anche la cintura di castità per la galera.
- se vai in giro con un coltello (cosa drammaticamente comune, oggi, anche tra pischelli bimbiminchia maledetti) non aspettarti niente di buono a prescindere.
Meriti la morte e ti sta bene.
- la difesa personale è starsene a casa a giocare con il gatto. O a vedere il cockatiel che fa il tip tap.
Qualunque cosa tu faccia non ti garantirà un bel niente. QUALUNQUE.
- ricorda sempre che quelli che blaterano di imparare a difendersi nelle situazioni mortali, contro più avversari, con vestiti civili, senza riscaldamento, terminando gli scontri in un secondo per affrontarne un altro, senza mai finire a terra, usando tecniche "semplici e dirette", neutralizzando attacchi armati, contro avversari più grossi, colpendo punti deboli al volo, sul cemento pieno di detriti appuntiti, improvvisando e sfruttando Novella 2000 come arma... non sono gli sportivi.
Mi sento un pò stupido a dover prendere questo episodio per dover ribadire queste banalità, fermo restando tutto il valore aggiunto che continuo a dare a varie tecniche o strategie proprie di alcune AMT e SdD una volta contestualizzati, ma mi è capitato di leggere le reazioni di bimbi esagitati, soprattutto uinciuncosi, e mi sono letteralmente cadute le palle a terra.
La regola è sempre la stessa: senso critico e obiettività.
Ed occhio alle dichiarazioni!
Qui l' articolo: https://www.thesun.co.uk/news/7004027/mma-fighter-beaten-to-death-bouncers-nightclub-knife/
Anche in questo caso mi vedo le frotte di fanatici di AMT esultare (sì, non lo ammetteranno mai a viso aperto ma nel loro rancore esultano) in nome dell' inutilità degli SdC in generale nelle famigerate "situazioni reali", senza arbitro, senza ring confortevole, senza regole.
Perchè diresti, se un campione di MMA è stato ammazzato di botte (poi vediamo nello specifico) fuori da un locale, ed era uno allenato e abituato ad usare tecniche funzionali per riempire di botte gli altri, è perchè tutte quelle cagate vanno bene solo per gli incontri uno vs uno dichiarati, giusto?
Ebbene, a parte il fatto che chi si allena negli SdC sa benissimo di studiare questo tipo di combattimento e non improbabili aggressioni armate nelle favelas, la considerazione che mi è balzata in testa è: e voi, oh super esperti di difesa personale e arti marziali tradizionali allenate per difendere la vita, voi che parlate di strappare occhi, storpiare cuccioli, spezzare gambe, sapervi difendere da attacchi col coltello o dalla padella della nonna: voi pensate veramente che avreste avuto la meglio contro quella squadra di criminali armati di mazze da baseball?
Eh no cari belli, troppo comodo adesso cercare le giustificazioni della mamma: non sono queste le situazioni che dichiarate di studiare nel vostro stile?
Non la menate sempre con la storia degli amici che saltano fuori dalle fottute pareti (e qui è successo)?
Visto che blaterate sempre di studiare come difendervi da più aggressori, ecco qui come funziona per davvero quando più persone aggressive e determinate a farvi la pelle vi assalgono, anche uno alla volta.
Armati di mazze da baseball, sedie e magari coltelli.
Certo, è quello che dite sempre anche voi nei vostri corsi, no?
E con la stessa supponenza raccontate di studiare come gestire, e avere la meglio, in queste situazioni precise.
Credete sul serio che ve la sareste cavata diversamente?
Parlo di tecnica, non vale il jolly dell' andarsene via, quello lo capiva anche mia nonna.
Io sorrido compiaciuto mentre ricordo le lezioni in cui il maestrone di Wing Chun parlava di strategia durante questi scontri, spesso rimarcando con altezzosità di come fosse estremamente più complicato che su di uno stupido ring, mentre sai, a bong sao pugni a catena e stop kick li potevi buttare giù tutti!
Lì studiavi come abbattere il nemico in un secondo!
Mi si gela invece il sangue a ricordare le tecniche di difesa da coltello o bastone che "allenavo" nella mia AMT, che se solo provassi ad applicarle praticamente mi farei ammazzare prima del tempo.
Si materializzano decine e decine di esibizioni di AMT con il prode guerriero al centro del tatami e quattro aggressori in posa plastica che lo attaccano uno alla volta, ma lui li stende tutti insieme...
Parole, parole, parole... bla, bla, bla...
Ma in certe AMT la cosa è talmente palese che anche un cockatiel capirebbe che siano solo scenette non credibili.
Il cockatiel è una specie di pappagallo con le gote rosse, molto intelligente e divertentissimo quando fa il tip-tap. Cercate "cockatiel tip tap", mi fa troppo ridere.
Il problema sono le pirlate raccontate nei corsi di difesa personale, dove gli istruttori dicono esattamente le stesse cose (che la "strada" è un' incognita, che prenderai comunque delle botte o una slamata, che non sai chi/quanti ti possano capitare, che studiare combattimento non ti dà garanzie, etc.) MA poi in sostanza continuano a farti credere che se studi a sufficienza palmate, ginocchiate alle palle e kotegaeshi alla fine l' avrai vinta.
Possiamo star qui a pontificare per giorni su quante cose sbagliate ci siano in quell' episodio, e di quanto le abilità di combattimento del ceffo morto ammazzato contassero ben poco nel contesto; Tra l' altro si legge sia stato fermato proprio perchè era armato di coltello, qualunque fosse la ragione non era di certo andato là con l' intenzione di boxare, poteva anche essere il campione di ciclismo e non avrebbe fatto differenza.
Quello che voglio sottolineare piuttosto sono altre cose:
- l' allenamento di stili funzionali al combattimento NON affronta la cosidetta difesa personale: fornisce piuttosto i migliori strumenti per combattere a mani nude contro UN avversario, cosa che torna molto comodo ANCHE quando un tizio ti aggredisce.
- detto questo, studiare tecniche specifiche per la difesa personale non dà veramente questo enorme vantaggio rispetto a saper tirare un cazzotto giusto.
- colpi agli occhi, calci alle palle, testicoli strappati a morsi... sì sì vabbè. Ci sono situazioni in cui funzionano bene, ma se pensate di cavarvela grazie a questi buona fortuna.
- studiare difese da coltelli, sediate, mazze da baseball ha senso solo fino ad un certo punto, tanto una mazzata vera la prenderete solo quella volta che andrete al creatore. Mi raccomando provate a spostarvi con l' angolo giusto!
- essere campione di qualsiasi cosa non significa un cavolo quando il contesto è quello; Essere "esperti di difesa personale" non significa un cavolo quando la situazione è quella. Prendi botte e dai botte alla come viene.
- per la stessa ragione per cui puoi dire che kotegaeshi sia efficace in un' altra situazione di autodifesa, lo stesso lo puoi dire per un destro.
- spesso non puoi capire se la situazione in cui ti trovi metta a rischio la tua vita. Questo non giustifica i buffoni che parlano di spaccare braccia o cavare occhi in qualsiasi situazione "perchè non si sa mai".
Provateci, preparate anche la cintura di castità per la galera.
- se vai in giro con un coltello (cosa drammaticamente comune, oggi, anche tra pischelli bimbiminchia maledetti) non aspettarti niente di buono a prescindere.
Meriti la morte e ti sta bene.
- la difesa personale è starsene a casa a giocare con il gatto. O a vedere il cockatiel che fa il tip tap.
Qualunque cosa tu faccia non ti garantirà un bel niente. QUALUNQUE.
- ricorda sempre che quelli che blaterano di imparare a difendersi nelle situazioni mortali, contro più avversari, con vestiti civili, senza riscaldamento, terminando gli scontri in un secondo per affrontarne un altro, senza mai finire a terra, usando tecniche "semplici e dirette", neutralizzando attacchi armati, contro avversari più grossi, colpendo punti deboli al volo, sul cemento pieno di detriti appuntiti, improvvisando e sfruttando Novella 2000 come arma... non sono gli sportivi.
Mi sento un pò stupido a dover prendere questo episodio per dover ribadire queste banalità, fermo restando tutto il valore aggiunto che continuo a dare a varie tecniche o strategie proprie di alcune AMT e SdD una volta contestualizzati, ma mi è capitato di leggere le reazioni di bimbi esagitati, soprattutto uinciuncosi, e mi sono letteralmente cadute le palle a terra.
La regola è sempre la stessa: senso critico e obiettività.
Ed occhio alle dichiarazioni!
domenica 19 agosto 2018
Il caso del cinese che sfidò i maestroni
Qualche tempo fa mi è capitato di imbattermi nel curioso e divertente caso di Benjamin B.. Xu Xiaodong, un cinese (argh!) praticante di MMA che per ragioni "un pò" di auto-promozione e un pò di balle piene dei sedicenti maestroni cazzari, ha organizzato degli incontri pubblici per verificare il favoloso potere delle antichissime e mortali pratiche tradizionali in combattimento.
I combattimenti di cui parlo sono visibili qui (sempre che non li abbiano rimossi):
1- https://www.youtube.com/watch?v=1Xd2MUJSil4
2- https://www.youtube.com/watch?v=1tjCYa-clXY
e qui un' intervista fatta successivamente all' incontro:
https://www.youtube.com/watch?v=LZ6j0i0LxNo
Le considerazioni da fare a riguardo sono molte, perciò andiamo con ordine.
La prima cosa che viene in mente ai fanatici di AMT è che ora io voglia portare questi episodi come dimostrazione di qualcosa.
La prima cosa che è venuta in mente al sottoscritto quando ha visto il video è stata "mmm... cazzo mangio stasera?".
Un pò dopo ho pensato "Ahaha ecco un altro sedicente maestrone pestato come un polpo su di uno scoglio da un mediocrissimo praticante di botte a caso".
Cominciamo col ribadire che a me del confronto stile vs stile in senso stretto freghi davvero poco, ma capisco che per numerose menti obnubilate dal fanatismo religioso per le cagate marziali questo sia impossibile da credere.
Giurin giuretta, poteva essere "Calcinculo vs ChonChunDao", "Maestro di Rutti vs PigiamaBoy", "TruzzoMinchiaPorcoddue© vs SaiBaba" e il principio sarebbe stato lo stesso: ci sono due tipi che si prendono a pugni, uno aspetta, l' altro prende l' iniziativa e lo riempie di botte. Fine.
Quando vedete questi video provate a rimuovere tutti i condizionamenti mentali derivati dalla confezione: il nome dato al video, la "divisa" utilizzata, persino quanto ufficialmente dichiarato quale scopo della cosa.
Provate ad immaginare che sia un video senza titolo, in cui tutti siano vestiti allo stesso modo.
- immaginate cosa pensereste se voi foste un praticante di [SdC/AMT/SdD], e ve lo avesse inviato sul telefono un altro praticante di SdC; E ora invece se lo avesse inviato un praticante di AMT, e poi di difesa personale.
E che ciascuno lo abbia fatto per un motivo diverso, magari avevate riso delle arti marziali, o degli sport, magari avete parlato dei praticanti non allenati, magari avete parlato della "realtà di strada".
- immaginate cosa pensereste se i tizi fossero tutti vestiti con abiti cinesi, e il video fosse intitolato "wing chun vs tai chi".
- ora invece il titolo è "maestro di MMA punisce suo allievo".
- adesso è "backstage nuovo film su Ip Man", oppure "Bullo sfida gente in un bar".
- giusto, immaginate che sia una telecamera di sorveglianza e la scena sia ambientata in un locale, tutti in abiti civili e il titolo sia "pedofilo molesta ragazza, il padre lo picchia!".
Riuscite a capire quanto questi semplici dettagli possano modificare la vostra percezione del significato dell' episodio?
E' questo che faccio io, giudico dei puri e semplici fatti privati del pacchetto che, purtroppo, spesso serve proprio a veicolare un messaggio voluto.
Spesso decontestualizzato, non di rado diametralmente opposto alla verità.
Questa è la stessa meccanica sociale con cui si diffondono le famigerate "fake news" e basta dare un' occhiata ai titoli degli articoli di cronaca per capirlo: una stessa notizia cambia letteralmente di significato modificando l' uso delle parole e dei toni, o sottolineando un aspetto al posto di un altro.
Nessuno fa più quello che dovrebbe fare, riportare dei FATTI e basta, cercando il più possibile di AUTENTICARLI.
Molto più semplice e utile trasmettere un significato desiderato sotto le righe, no? :)
Quindi dimentichiamoci per un attimo del confronto questo contro quello, che tanto oggi c'è ben poco da dimostrare in questi termini.
Osserviamo che il livello di entrambi i praticanti sia davvero scarso, non servono anni di pratica per capirlo: il modo in cui si muovono (o meglio, uno si muove) manifesta una certa approssimazione tecnica e strategica.
Questo Xu è tutto meno che un esperto, ho letto che sia stato un professionista ma probabilmente lo ha fatto nel circolo dell' oratorio, la sua tecnica è da amatore neanche tanto convinto.
Il livello degli sfidanti poi non è nemmeno definibile tale, visto che non fanno letteralmente niente: ma non c'è da stupirsi visto che il praticante medio di AMT avrebbe fatto la stessa cosa.
Queste osservazioni mi fanno catalogare questi episodi come qualcosa di assolutamente poco rilevante, pur nella consapevolezza che abbiano mostrato, ancora una volta, come anche uno scarso praticante di stili funzionali possa avere la meglio su chi creda di saper combattere applicando astruse teorie e tecniche folcloristiche.
Non ho detto di proposito "avere la meglio su maestri di AMT", perchè poi finirei nel torto: ammesso che gli sfidati fossero pure praticanti di alto livello, lo abbiamo visto? No.
Perchè poi sembra che lo stesso Xu sia stato ufficialmente sfidato da (ta daaan!) un famoso istruttore EUROPEO di Wing Chun!!! (Mi rifiuto di scriverne il nome per il disgusto che mi provoca quella persona solo a vederla).
Capito come funziona il favoloso Wing Chun?
Prendi un BESTIONE abituato a risse vere in ambienti aggressivi, cresciuto in una cultura in cui puoi raccontare di cazzate orientali ma poi alla fine hai sperimentato tutt' altro e lo piazzi come esponente del vero e antico stile cinese!
Una sfida tra poveri: prima uno scarsissimo fighter di MMA sfida un paio di marzialisti nemmeno catalogabili, più leggeri per giunta, e ovviamente li prende a cazzotti.
Poi arriva Giggi il Bullo, grosso due volte e aggressivo cento di più, naturalmente non cinese, e scassa di botte uno scarsissimo fighter di MMA.
Giggi il Bullo mica chiede la sfida ad un professionista di MMA eh... però accusa Xu di sfidare solo i marzialisti scarsi!
Dove sono finite le cinesine di 40kg che facevano volare gli stessi bestioni?
Dove sono finiti i cinesini che "si ammazzavano sui tetti di Hong Kong" usando tecniche tramandate dagli antichi?
Dov'è finita la panzana dello stile che non necessita di forza perchè con la tecnica puoi sconfiggere chiunque? E la barzelletta del "più sono grossi e più si fanno male quando cadono"?
Ricorda quanto successo molti anni fa con un certo Boztepe, e tutti i boccaloni a vedere solo quello che faceva comodo vedere: "oh raga, avete visto? Col Wing Chun spacchi tutto! Lo ha dimostrato un mezzo criminale culturista contro un nonnetto!"
Oppure ho visto un altro patetico video di "rivalsa" (ahahah!!) in cui si vuole ridicolizzare lo scarsissimo Xu durante un allenamento con un nak muay, in cui fa praticamente il sacco e finisce a terra come tale.
E tutti i guerrieri da tastiera ad esultare come se questo dovesse dimostrare qualcosa (oddio, me li immagino a raccontare che la Muay Boran "tradizionale" (ahahaha) abbia avuto la rivincita...no comment).
E' quando vedo queste cose che mi viene voglia di mandare al diavolo tutto e lasciare che la manica di imbecilli che praticano arti marziali si scanni a vicenda, tutti presi a voler dimostrare qualcosa (con il culo degli altri).
E anche chi commenta qui, che ne fa una questione personale e mi accusa di essere un bimbo fanatico di MMA, e interpreta ciò che scrivo da anni come una presa di posizione MMA vs AMT, di cui me ne frega davvero poco.
Beh, senza andare lontano conosco personalmente persone che, praticando AMT, riempirebbero di botte questo Xu senza tanti complimenti.
Devo tornare a specificare che non ho dubbi sul fatto che vincerebbero usando colpi e tecniche funzionali?
Ma perchè questo fatto è tanto difficile da spiegare alla gente?
Se io faccio ChinChunChao, studio per secoli intercettazioni al volo, tecniche che terminano lo scontro in 1 secondo, calci ad arpione, a scorpione e a coglione, punti di pressione da colpire in movimento, difesa di stocazzo, leve articolari in piedi, kotegaeshi cheppalle-sto-kotegaeshi, calci che "spaccano le ginocchia" al primo impatto, deviazioni al millimetro su diretti e tutta questa serie di porcate indimostrabili;
E poi finisco alle mani con qualcuno, che sia pure il campione del secolo di King Boxing©, e lo mando al tappeto usando tecniche FUNZIONALI AL COMBATTIMENTO REALE, pugni, diretti, ganci, calci circolari, testate, quel cazzo che mi pare purchè funzioni, e tutto questo senza nemmeno rendermene conto perchè è il mio stesso corpo che mi fa fare queste cose e non le cagate che ho studiato...
Perchè diavolo devo raccontare che aver praticato le forme, le respirazioni e le scenette prestabilite mi abbia permesso di vincere?
Ma che diavolo avete in testa per non capire questo semplicissimo assunto?
Puoi praticare quel diavolo che ti pare, ma finchè alla fine non riuscirai ad applicare quanto studiato nel tuo corso, nel modo in cui viene studiato, rimarrai soltanto un pagliaccio cantastorie.
Per quanto mi riguarda questo episodio è solo uno delle migliaia in cui si dimostri come l' aggressività e l' iniziativa in un combattimento a mani nude forniscano un vantaggio considerevole, alla faccia dei cinesini illuminati che combattono "controllando le emozioni".
Dimostra come il combattimento a mani nude sia qualcosa di tecnicamente molto sporco, in cui tutti i perfezionismi tipici delle AMT se ne vanno al diavolo;
Dimostra una volta di più quanto sia inutile e controproducente studiare "difesa da pugno x" con conseguenti evoluzioni, leve articolari e tecniche risolutive, quando normalmente un avversario di pugni te ne tira una manciata alla volta, e se entra il primo ne entrano pure altri;
Dimostra che volare basso sia un must, che se fai lo spaccone perchè hai battuto Paperino attiri l' antipatia di qualcuno più grosso ed incazzato di te, che poco ma sicuro ti picchierà a sua volta;
Dimostra che se non sei abituato a confrontarti perchè vivi l' arte marziale come uno studio preciso per quella volta che sarai a rischio della vita (leggi: ti hanno rubato il parcheggio), persino un cinese goffo potrà gonfiarti di botte e poi ridere di te;
Ma dimostra anche che prendere questi video a dimostrazione di qualcosa sia molto rischioso, perchè l' occhio vede quello che vuole vedere a seconda dell' esperienza, preferenza, intelligenza di chi guarda.
Il mio consiglio è ancora lo stesso: invece di fantasticare su quello che vedete nei video e pontificare sulla vostra interpretazione degli stessi, andate ad allenarvi e confrontatevi per provare sulla vostra pelle cosa sia vero o no.
E mi raccomando: provate a bloccare i pugni al volo, a fare le leve articolari in piedi, a calciare alle palle, a spaccare ginocchia con uno stop-kick, a neutralizzare un double leg senza fare sprawl, a deviare una carica di pugni col bong sao, a proiettare l' avversario con una forbice al collo, a colpire i punti segreti mentre vi muovete, a terminare lo scontro in un secondo prima che arrivino frotte di amici dell' avversario, etc. etc. etc...
Buona fortuna!
I combattimenti di cui parlo sono visibili qui (sempre che non li abbiano rimossi):
1- https://www.youtube.com/watch?v=1Xd2MUJSil4
2- https://www.youtube.com/watch?v=1tjCYa-clXY
e qui un' intervista fatta successivamente all' incontro:
https://www.youtube.com/watch?v=LZ6j0i0LxNo
Le considerazioni da fare a riguardo sono molte, perciò andiamo con ordine.
La prima cosa che viene in mente ai fanatici di AMT è che ora io voglia portare questi episodi come dimostrazione di qualcosa.
La prima cosa che è venuta in mente al sottoscritto quando ha visto il video è stata "mmm... cazzo mangio stasera?".
Un pò dopo ho pensato "Ahaha ecco un altro sedicente maestrone pestato come un polpo su di uno scoglio da un mediocrissimo praticante di botte a caso".
Cominciamo col ribadire che a me del confronto stile vs stile in senso stretto freghi davvero poco, ma capisco che per numerose menti obnubilate dal fanatismo religioso per le cagate marziali questo sia impossibile da credere.
Giurin giuretta, poteva essere "Calcinculo vs ChonChunDao", "Maestro di Rutti vs PigiamaBoy", "TruzzoMinchiaPorcoddue© vs SaiBaba" e il principio sarebbe stato lo stesso: ci sono due tipi che si prendono a pugni, uno aspetta, l' altro prende l' iniziativa e lo riempie di botte. Fine.
Quando vedete questi video provate a rimuovere tutti i condizionamenti mentali derivati dalla confezione: il nome dato al video, la "divisa" utilizzata, persino quanto ufficialmente dichiarato quale scopo della cosa.
Provate ad immaginare che sia un video senza titolo, in cui tutti siano vestiti allo stesso modo.
- immaginate cosa pensereste se voi foste un praticante di [SdC/AMT/SdD], e ve lo avesse inviato sul telefono un altro praticante di SdC; E ora invece se lo avesse inviato un praticante di AMT, e poi di difesa personale.
E che ciascuno lo abbia fatto per un motivo diverso, magari avevate riso delle arti marziali, o degli sport, magari avete parlato dei praticanti non allenati, magari avete parlato della "realtà di strada".
- immaginate cosa pensereste se i tizi fossero tutti vestiti con abiti cinesi, e il video fosse intitolato "wing chun vs tai chi".
- ora invece il titolo è "maestro di MMA punisce suo allievo".
- adesso è "backstage nuovo film su Ip Man", oppure "Bullo sfida gente in un bar".
- giusto, immaginate che sia una telecamera di sorveglianza e la scena sia ambientata in un locale, tutti in abiti civili e il titolo sia "pedofilo molesta ragazza, il padre lo picchia!".
Riuscite a capire quanto questi semplici dettagli possano modificare la vostra percezione del significato dell' episodio?
E' questo che faccio io, giudico dei puri e semplici fatti privati del pacchetto che, purtroppo, spesso serve proprio a veicolare un messaggio voluto.
Spesso decontestualizzato, non di rado diametralmente opposto alla verità.
Questa è la stessa meccanica sociale con cui si diffondono le famigerate "fake news" e basta dare un' occhiata ai titoli degli articoli di cronaca per capirlo: una stessa notizia cambia letteralmente di significato modificando l' uso delle parole e dei toni, o sottolineando un aspetto al posto di un altro.
Nessuno fa più quello che dovrebbe fare, riportare dei FATTI e basta, cercando il più possibile di AUTENTICARLI.
Molto più semplice e utile trasmettere un significato desiderato sotto le righe, no? :)
Quindi dimentichiamoci per un attimo del confronto questo contro quello, che tanto oggi c'è ben poco da dimostrare in questi termini.
Osserviamo che il livello di entrambi i praticanti sia davvero scarso, non servono anni di pratica per capirlo: il modo in cui si muovono (o meglio, uno si muove) manifesta una certa approssimazione tecnica e strategica.
Questo Xu è tutto meno che un esperto, ho letto che sia stato un professionista ma probabilmente lo ha fatto nel circolo dell' oratorio, la sua tecnica è da amatore neanche tanto convinto.
Il livello degli sfidanti poi non è nemmeno definibile tale, visto che non fanno letteralmente niente: ma non c'è da stupirsi visto che il praticante medio di AMT avrebbe fatto la stessa cosa.
Queste osservazioni mi fanno catalogare questi episodi come qualcosa di assolutamente poco rilevante, pur nella consapevolezza che abbiano mostrato, ancora una volta, come anche uno scarso praticante di stili funzionali possa avere la meglio su chi creda di saper combattere applicando astruse teorie e tecniche folcloristiche.
Non ho detto di proposito "avere la meglio su maestri di AMT", perchè poi finirei nel torto: ammesso che gli sfidati fossero pure praticanti di alto livello, lo abbiamo visto? No.
Perchè poi sembra che lo stesso Xu sia stato ufficialmente sfidato da (ta daaan!) un famoso istruttore EUROPEO di Wing Chun!!! (Mi rifiuto di scriverne il nome per il disgusto che mi provoca quella persona solo a vederla).
Capito come funziona il favoloso Wing Chun?
Prendi un BESTIONE abituato a risse vere in ambienti aggressivi, cresciuto in una cultura in cui puoi raccontare di cazzate orientali ma poi alla fine hai sperimentato tutt' altro e lo piazzi come esponente del vero e antico stile cinese!
Una sfida tra poveri: prima uno scarsissimo fighter di MMA sfida un paio di marzialisti nemmeno catalogabili, più leggeri per giunta, e ovviamente li prende a cazzotti.
Poi arriva Giggi il Bullo, grosso due volte e aggressivo cento di più, naturalmente non cinese, e scassa di botte uno scarsissimo fighter di MMA.
Giggi il Bullo mica chiede la sfida ad un professionista di MMA eh... però accusa Xu di sfidare solo i marzialisti scarsi!
Dove sono finite le cinesine di 40kg che facevano volare gli stessi bestioni?
Dove sono finiti i cinesini che "si ammazzavano sui tetti di Hong Kong" usando tecniche tramandate dagli antichi?
Dov'è finita la panzana dello stile che non necessita di forza perchè con la tecnica puoi sconfiggere chiunque? E la barzelletta del "più sono grossi e più si fanno male quando cadono"?
Ricorda quanto successo molti anni fa con un certo Boztepe, e tutti i boccaloni a vedere solo quello che faceva comodo vedere: "oh raga, avete visto? Col Wing Chun spacchi tutto! Lo ha dimostrato un mezzo criminale culturista contro un nonnetto!"
Oppure ho visto un altro patetico video di "rivalsa" (ahahah!!) in cui si vuole ridicolizzare lo scarsissimo Xu durante un allenamento con un nak muay, in cui fa praticamente il sacco e finisce a terra come tale.
E tutti i guerrieri da tastiera ad esultare come se questo dovesse dimostrare qualcosa (oddio, me li immagino a raccontare che la Muay Boran "tradizionale" (ahahaha) abbia avuto la rivincita...no comment).
E' quando vedo queste cose che mi viene voglia di mandare al diavolo tutto e lasciare che la manica di imbecilli che praticano arti marziali si scanni a vicenda, tutti presi a voler dimostrare qualcosa (con il culo degli altri).
E anche chi commenta qui, che ne fa una questione personale e mi accusa di essere un bimbo fanatico di MMA, e interpreta ciò che scrivo da anni come una presa di posizione MMA vs AMT, di cui me ne frega davvero poco.
Beh, senza andare lontano conosco personalmente persone che, praticando AMT, riempirebbero di botte questo Xu senza tanti complimenti.
Devo tornare a specificare che non ho dubbi sul fatto che vincerebbero usando colpi e tecniche funzionali?
F U N Z I O N A L I
Ma perchè questo fatto è tanto difficile da spiegare alla gente?
Se io faccio ChinChunChao, studio per secoli intercettazioni al volo, tecniche che terminano lo scontro in 1 secondo, calci ad arpione, a scorpione e a coglione, punti di pressione da colpire in movimento, difesa di stocazzo, leve articolari in piedi, kotegaeshi cheppalle-sto-kotegaeshi, calci che "spaccano le ginocchia" al primo impatto, deviazioni al millimetro su diretti e tutta questa serie di porcate indimostrabili;
E poi finisco alle mani con qualcuno, che sia pure il campione del secolo di King Boxing©, e lo mando al tappeto usando tecniche FUNZIONALI AL COMBATTIMENTO REALE, pugni, diretti, ganci, calci circolari, testate, quel cazzo che mi pare purchè funzioni, e tutto questo senza nemmeno rendermene conto perchè è il mio stesso corpo che mi fa fare queste cose e non le cagate che ho studiato...
Perchè diavolo devo raccontare che aver praticato le forme, le respirazioni e le scenette prestabilite mi abbia permesso di vincere?
Ma che diavolo avete in testa per non capire questo semplicissimo assunto?
Puoi praticare quel diavolo che ti pare, ma finchè alla fine non riuscirai ad applicare quanto studiato nel tuo corso, nel modo in cui viene studiato, rimarrai soltanto un pagliaccio cantastorie.
Per quanto mi riguarda questo episodio è solo uno delle migliaia in cui si dimostri come l' aggressività e l' iniziativa in un combattimento a mani nude forniscano un vantaggio considerevole, alla faccia dei cinesini illuminati che combattono "controllando le emozioni".
Dimostra come il combattimento a mani nude sia qualcosa di tecnicamente molto sporco, in cui tutti i perfezionismi tipici delle AMT se ne vanno al diavolo;
Dimostra una volta di più quanto sia inutile e controproducente studiare "difesa da pugno x" con conseguenti evoluzioni, leve articolari e tecniche risolutive, quando normalmente un avversario di pugni te ne tira una manciata alla volta, e se entra il primo ne entrano pure altri;
Dimostra che volare basso sia un must, che se fai lo spaccone perchè hai battuto Paperino attiri l' antipatia di qualcuno più grosso ed incazzato di te, che poco ma sicuro ti picchierà a sua volta;
Dimostra che se non sei abituato a confrontarti perchè vivi l' arte marziale come uno studio preciso per quella volta che sarai a rischio della vita (leggi: ti hanno rubato il parcheggio), persino un cinese goffo potrà gonfiarti di botte e poi ridere di te;
Ma dimostra anche che prendere questi video a dimostrazione di qualcosa sia molto rischioso, perchè l' occhio vede quello che vuole vedere a seconda dell' esperienza, preferenza, intelligenza di chi guarda.
Il mio consiglio è ancora lo stesso: invece di fantasticare su quello che vedete nei video e pontificare sulla vostra interpretazione degli stessi, andate ad allenarvi e confrontatevi per provare sulla vostra pelle cosa sia vero o no.
E mi raccomando: provate a bloccare i pugni al volo, a fare le leve articolari in piedi, a calciare alle palle, a spaccare ginocchia con uno stop-kick, a neutralizzare un double leg senza fare sprawl, a deviare una carica di pugni col bong sao, a proiettare l' avversario con una forbice al collo, a colpire i punti segreti mentre vi muovete, a terminare lo scontro in un secondo prima che arrivino frotte di amici dell' avversario, etc. etc. etc...
Buona fortuna!
sabato 11 agosto 2018
Risposta - 10: le tecniche che non si possono provare
Approffitto dell' osservazione di Anonimo :) per ragionare su di un aspetto che percepisco ancora sfuggente.
"[...]100 anni fa c'era un tipo di jujitsu "efficace", almeno in termini di uso in una lotta."
Concordo.
Ricordando che 100 anni fa c' era già stata la prima guerra mondiale in Europa e il Giappone era entrato in contatto con Europei ed Americani già da un pò, giusto per precisare che non stiamo più parlando dell' epoca dei Samurai.
Ma il concetto è chiaro, si presume che in tempi più antichi in cui la gente si sbudellava e si ammazzava davvero senza paura di finire su Studio Aperto, le arti marziali dovevano avere un senso.
"Quel jujitsu comprendeva, oltre alle tecniche di lotta, anche tecniche "sporche" che però, a mio avviso, potrebbero essere molto più efficaci per terminare uno scontro in tempo minore."
Cerco di non decontestualizzare la tua osservazione ma era importante separare questo paragrafo: primo, e torno a ripeterlo, io ho sempre detto che le cosidette tecniche "sporche" sono certamente funzionali, da sempre, però non c'è alcun bisogno di inventarsi arti marziali per conoscerle ed applicarle.
Ma forse quello che intendevi dire è altro (ci arrivo dopo).
Quello che invece non capisco è questa cosa del "terminare uno scontro in tempo minore".
Attenzione, questo è un pericoloso malinteso e voglio spiegarlo meglio: stai forse dicendo che gli stili di combattimento funzionali contemplino tecniche volte a... far durare uno scontro più a lungo???
Non è ironia, giuro.
Ma vorrei chiarire che il fatto che i match S P O R T I V I durino a lungo dipenda da ragioni completamente diverse: giuro su quello che vuoi che un singolo destro possa mandare all' obitorio un sacco di gente, è roba che capita di leggere anche sui giornali italiani, non parlo mica del Colpo del Drago conosciuto solo dai monaci Shaolin.
Giuro che una proiezione di greco romana possa romperti l' osso del collo in un secondo.
Giuro che basti un low kick per mettere KO anche un ciccione di 120 KG.
E giuro anche che ammazzare la gente con un singolo pugno, spaccare il collo con una proiezione o un ginocchio con un low-kick siano cose estremamente rare anche quando la tecnica è perfettamente a segno, alla faccia dei cantastorie marziali...
Non c'è davvero NIENTE di più che le famigerate arti marziali "antiche" possano mirare ad ottenere di meglio, a meno che non si voglia appunto interpellare tecniche invalidanti o diciamo "anti-sportive".
Il problema è andare a segno.
Facciamo un esempio molto pratico, così limito il rischio di essere frainteso.
Diciamo che un ragazzo si allena di pugilato, è preparato e tutto il resto.
Una sera gli capita che il solito senegalese immigrato... ah no scusa, il solito svedese autoctono gli si avvicina per vendergli un mobiletto dell' Ikea e inizia una collutazione violenta perchè il pugile non sa pronunciare il nome dell' oggetto.
Il ragazzo, avendo questa preparazione, gli tira un uno-due e manda il vichingo a terra.
Bene, la tecnica allenata nel pugilato ha avuto efficacia.
Stessa cosa avviene ad un Jutsuka, che non ha mai allenato in vita sua un uno-due, ma ha allenato molte volte come liberarsi da una presa al bavero, quindi applica una leva e neutralizza il vichingo.
Bene, la leva del Jujutsu ha funzionato.
Poi arriva il fanatico para-militare o wingchuncoso con la maglietta dei G.I.Joe, che non appena il nordico allunga la mano superando il cerchio di sicurezza la considera un' aggressione mortale a suo danno e quindi gli prende un dito, glielo rompe, gli caccia una ditata nell' occhio cecandolo per finire con un rancoroso calcio alle palle.
Bene, direi che anche questa tecnica abbia funzionato.
In tutti e tre i casi (SdC, AMT, sistema di aggressione personale) quanto studiato ha raggiunto lo scopo, e lo ha fatto in un tempo ragionevolmente breve.
Adesso cambiamo il contesto e facciamo che lo svedese sia un pelo più cattivo, o più accorto, o che banalmente il primo attacco non riesca e non concluda lo scontro "rapidamente": chi pensi che avrebbe più chances di chiudere entro i successivi secondi?
Ecco, io punto su chi si alleni nel combattimento attivo, e non "per terminarlo al primo scontro". Perchè, provare per credere, le variabili che fanno fallire le tecniche sono davvero tante ed è proprio per questa ragione che anche i match sportivi durano tanto: o credi che un nak muay sia felice di andare sul ring e prendere le botte?
No no, tutti vogliono salire e mandare al tappeto l' altro al primo colpo, altrochè.
Solo che non funziona così quando anche l' altro vuole la stessa cosa...
E poi quali sarebbero queste tecniche più efficaci per terminare uno scontro prima?
Perchè se ho malinteso il tuo messaggio sono pronto a parlarne.
I fan del Jeet Kune Do, ad esempio, parlano spessissimo del cosidetto finger jab, che è una via di mezzo tra una rapida ditata agli occhi e una finta.
E' certamente una tecnica pericolosa ed efficace, non dubito della sua potenzialità.
Ora trovami la differenza da un jab pugilistico, e bada che non sono un novellino inesperto nè gioco sui cavilli tecnici (tipo "lo scopo è diverso!" "le dita allungate ti fanno guadagnare 30cm!" "il pugno chiuso rende il movimento molto più lento!"): il punto è che entrambi possano avere lo stesso effetto in uno scontro attivo.
Inoltre ci tengo sempre a sottolineare come i fanatici di sistemi di aggressione personale e arti marziali "micidiali", decantino tutto il tempo di come loro si allenino per combattimenti senza regole, contemplino tecniche che storpiano malamente l' avversario, vengono nelle mutande illudendosi di spaccare braccia, gambe e palle a chiunque se solo alza un dito, ma poi cronaca alla mano non senti MAI parlare di gente che si sia difesa con quelle cose, ci sarebbe l' ospedale pieno di criminali storpi (e denunce).
Pare che alla fine finisca molto più a cazzotti e calci nei denti che non a dita rotte, morsi o palle in poltiglia.
"Parliamoci chiaro, la guerra non è paragonabile al ring, la caccarella è ben diversa. L'obiettivo non è stendere o andare a KO ma terminare uno scontro nel più breve tempo possibile in tutti i modi."
Che poi è la stessa cosa, KO vuol dire che l' altro non possa proseguire il combattimento eh.
Ti sei dimenticato un piccolo dettaglio in questa considerazione: in guerra ci si andava ARMATI, mica a boxare o tirarsi calci nelle palle.
Ahahahaha sarebbe stato epico, immagino una valle piena di cinesi strepitanti che cercano di prendersi a calci nelle palle a vicenda!
Prendendo in considerazione il Jujutsu giapponese, esso è certamente stato usato in battaglia dai Samurai, che erano omini in ARMATURA e brandivano spade particolarmente affilate. Non ci andavano mica in keikogi a sbudellarsi.
Io cerco di non prendere i film a riferimento perchè una vera battaglia antica andrebbe vista e VISSUTA per essere realmente compresa, ma ho ragione di credere che fosse un gran casino.
E nel casino si perde qualsiasi raffinatezza, qualsiasi posizione del camelopardo, qualsiasi volontà di gigioneggiare su tecniche stilisticamente elaborate.
Hai mai fatto una rissa di gruppo? Tra poco le tifoserie di coglioni "appassionati di calcio" riprenderanno a pestarsi... prova a partecipare e dimmi se una qualche arte marziale antica, qualche finger jab, qualche leva articolare più speciale, qualche cosa diversa dal tirare calci e pugni a cazzo abbia più probabilità di terminare lo scontro più rapidamente.
O stai davvero dicendo che per te sia questione di storpiare, strappare occhi, sbriciolare ossa perchè siamo in guerra?
Bene, provaci mentre ti sta arrivando una gragnuola di pugni, passa subito la voglia di credere a queste cose.
La guerra all' arma bianca è una cosa e nessuna AMT oggi addestra all' uso di quelle armi per quel contesto.
Una volta senza armi, con un' armatura addosso, con l' adrenalina a mille in mezzo ad un casino ho ragione di credere che non facessero nulla di diverso da una rissa.
Certo, lo scopo in quel caso restava ammazzarsi proprio, ma ancora non riesco a concepire quali debbano essere queste tecniche più efficaci in battaglia.
"[...]come fai a testare l'efficacia di quelle fatte per spezzare gli arti?"
Ecco, questo è un pò il fulcro della discussione, e così a naso, senza offesa, ne deduco che tu non sia un praticante.
Sì, ho già parlato anche di questo ma vabbè aggiorniamo il concetto.
In realtà è semplicissimo, vai in qualsiasi corso di Brazilian Jiu Jitsu, Judo o Grappling, o ovunque si studino quel tipo di tecniche in modo funzionale.
Mano sul cuore che puoi sentire come romperesti un gomito, un ginocchio, un polso, una caviglia, etc. semplicemente portando la tecnica oltre il limite del dolore, che è proprio la ragione per cui ci si arrende, prima di rimanere malamente danneggiati.
Queste tecniche funzionali hanno una bella differenza rispetto a tante idiozie insegnate nei corsi di cinesate marziali, dove si presume che tecniche biomeccanicamente sbagliate rompano le ossa.
So di cosa parlo, io ho "allenato" per anni ed anni tutta una serie di cosidette leve articolari che avevano del ridicolo, come sempre buone nella teoria ma inconsistenti nella pratica, ed ero sinceramente convinto che fossero applicabili per spezzare braccia e gambe.
Le tecniche funzionali sono invece contestualizzate al combattimento attivo, in cui l' avversario farà l' impossibile per non subirle.
Ci sono tecniche e soprattutto strategie per arrivare a far entrare queste tecniche: le tecniche che funzionano sono sempre più o meno le stesse, ma le varianti per arrivarci in situazioni diverse o i dettagli per farle funzionare quando non ci si riesce in modo standard sono il valore aggiunto.
E' una bella differenza rispetto a certi giochini che vedi nei corsi di Aikido o difesa personale, con leve fatte in piedi o con l' avversario che non possa realmente provare ad uscirne.
Non c'è nessun bisogno di testarle fino alla rottura, è davvero palese che funzionino.
La differenza forse è che se studi Juji Gatame facendo BJJ, ogni singolo allenamento hai la possibilità di testarlo, capire come applicarlo al meglio, sentire se l' avversario riesca a liberarsi e garantito che ci proverà, perchè devi riuscire ad applicarlo attivamente.
Se lo studi nel Jujutsu ripeterai la coreografia una ventina di volte col maestro che ti dice, a parole, cosa fare; Poi cominci a scazzarti e aspetti di passare alla prossima mirabolante tecnica "antica ed efficacissima".
Non hai idea di quanti siano i dettagli fondamentali di un Juji Gatame che puoi apprendere in uno stile funzionale rispetto ad un' AMT.
Io ero sconvolto per quante cose non conoscessi di un semplice armbar la prima volta che lo allenai in modo funzionale al combattimento attivo, e la stessa tecnica era patrimonio anche dell' AMT che allenavo da decenni. Solo che la mimavo e basta, mi dicevano "ti assicuro che se la fai davvero gli spezzi il braccio!". Sì, come no.
"Ok che con gli SDC arrivi facilmente al punto in cui potresti applicarle, Ok che con gli SDC capisci anche COME arrivarci, però ti fermi, per ovvie ragioni."
Eh, ma cosa vuoi esattamente, rompere un braccio a qualcuno per capire se ci riusciresti? :)
Sai quanta gente si rompe in una competizione di lotta? Non serve nemmeno parlare di eventi professionistici, basta andare alla gara di paese.
Quello che davvero non riesco a intendere è perchè tu creda che le leve studiate nel Jujutsu debbano avere un qualcosa in più.
Anche in questo caso so di cosa parlo, avendo praticato ANCHE Jujutsu giapponese, e la mia esperienza mi dice che la differenza sta proprio nel arrivarci ad applicarle, consolidare una posizione fino a che l' avversario non possa fare altro che soccombere.
Nel Jujutsu mimi l' attacco X, fai la tecnica elaborata Y, l' altro segue la recita fino a quando comincia a sentire male e quindi ci si ferma.
Ho ragione di credere che i Samurai non studiassero questo, ma qualcosa di molto più affine al metodo "sportivo", proprio perchè ci si giocavano la pelle per davvero e non per passare l' esame.
Inizio a sospettare che tu voglia dire che mentre negli SdC ci si ferma, nelle AMT si prosegue fino alla rottura.
Prego di aver capito male.
Spero sia chiaro che in un match non si miri ad ammazzare o storpiare l' avversario...
Se venissi aggredito e fossi davvero a rischio della vita, tiro a massima velocità e forza e concludo una leva portandomi a casa l' arto del tizio, lo appendo al muro e lo osservo mentre gusto un piatto di fave con un buon Chianti.
Lo so fare da quando pratico SdC.
Presumevo di saperlo fare quando praticavo AMT.
L' allenamento e la conoscenza dei dettagli fa la differenza.
"Tutto questo per dire che se nel jujitsu ad es. studio come fermare una persona nel più breve tempo possibile, anche spezzandogli il collo [...]"
Nonononono, io non accetto da tempo questo ridicolo assunto di ammazzare la gente per autodifesa o per lo scontro mortale, come ho detto prima oltre ad essere MOLTO più complicato di quanto sembri, sto ancora aspettando di leggere sul giornale di come schiere di Jutsuka o Krav Magri si siano difesi ammazzando, storpiando, spaccando le braccia ai poveri delinquenti...
Sono anni che vado parlando di queste famigerate arti marziali "antiche", o sistemi di aggressione moderni in cui IN TEORIA impari ad ammazzare chiunque ma poi in pratica i praticanti le prendono dai muratori incazzati o alla meglio finiscono comunque a cazzotti.
Tutti a dire che siano metodi micidiali per concludere in due secondi uno scontro, spesso insinuando che gli sportivi allenino buffetti per fare spettacolo più a lungo (ahahaha!); Poi vedi questa gente difendersi e sembrano canguri goffi.
Tutti a dire che le loro tecniche non possano essere portate del tutto altrimenti potrebbero uccidere; E così eccoli subire un pentolone di botte, senza essere nemmeno riusciti a centrargli le palle con un calcio "alla portata di tutti"!
Tutti ad allenarsi con lo sguardo truce, la maglietta con le sette stelle di Hokuto disegnate, i pantaloni mimetici, il dragone d' oro sulla parete, nella convinzione di fare chissà quale sforzo ed essere prodigiosi guerrieri; Poi li inviti a fare uno sparring amichevole e crollano inermi dopo cinque minuti CINQUE.
Le tecniche migliori per terminare uno scontro all' istante sono giò patrimonio di tutti gli stili funzionali, non serve davvero inventarsi o immaginarsi altro.
E considerato il contesto di autodifesa sottolineo di nuovo che prima di intercettazioni al volo, leve elaborate o tecniche fiorite volino sganassoni da paura, e finchè non hai subìto un destro in pieno volto non puoi capire quanto siano cazzate le cose insegnate "per autodifesa".
Per questo a me fa tanta tristezza vedere le ragazze ai corsi di difesa, nessuno spiega loro che uno stupratore LE PRENDE A CAZZOTTI prima di abusarle e i cazzotti non impari di certo a gestirli lì.
"[...]seguendo la tua logica come faccio a dire che è inefficace perchè non è possibile testarlo? Per alcune tecniche non occorre portare l'avversario a terra o fare chissà che sparring."
Torno a pensare che tu non sia un praticante, o forse è una questione di esperienza specifica, perchè altrimenti avresti inteso che il punto invece stia tutto lì: ad immaginare che una tecnica funzioni ci vuole poco, a dimostrarla nel contesto finale invece no.
Di nuovo, di quali tecniche parli?
Fammi un esempio di una tecnica che, a tuo parere, sia efficace senza doverla testare.
Ti prego non tirarmi fuori il calcio nelle palle, il dito nell' occhio a tradimento, lo sputo catarroso e altre amenità.
Colpire di sorpresa l' avversario non è un patrimonio esclusivo delle AMT, anzi.
Dichiarare la maggior efficacia delle AMT in virtù di queste astuzie è onestamente ridicolo, da un lato si dice che devi allenarle dieci anni prima di iniziare a capirle, poi salta fuori che tutto si riduce ai colpi infami dei bambini dietro scuola.
E ancora non danno alcuna reale garanzia di successo, o credi che tutte le ragazze stuprate dagli svedesi autoctoni non abbiano provato a graffiare, storpiare, strappare, mordere, etc.?
Questi tuoi assunti sono basati su sensazioni tue personali e questo è un must nei praticanti di AMT: immaginare che le cose vadano come vorremmo noi senza averle mai statisticamente messe in pratica.
Senza contare che trovo alquanto ridicolo vaneggiare costantemente di scontri in cui IO possa storpiarti, spaccarti, cecarti, strapparti le palle mentre TU sia un lobotomizzato che sa solo tirare cazzotti e fare un double leg, e siccome le MIE tecniche sono mortali o invalidanti mentre le TUE sono studiate per fare stupidi match, io vincerò DI SICURO!
Non so se mi spiego, ma questo è il mantra tipico dei marzialisti, quelli che poi vengono a provare uno sparring, tronfi con le loro belle cinture nere in Cin Ciun Cion e vengono letteralmente disassemblati dalle botte o finalizzati in pochi secondi, dimostrando una totale e completa impreparazione al combattimento attivo.
Resto in attesa di qualche esempio delle tecniche di cui parli.
Buona giornata!
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