PRIMA DI COMMENTARE...

Facciamo di nuovo il punto

Ho deciso di scrivere questo post per tornare a fare un pò di chiarezza sull' argomento del blog perchè mi sto davvero stancando di risp...

lunedì 22 agosto 2011

Focus on: il Ninjutsu

Oggi vorrei occuparmi di una disciplina in particolare che più di molte altre rientra nei canoni delle AMT: il Ninjutsu.
Tale arte marziale dovrebbe rappresentare il sistema di addestramento dei famosi Ninja giapponesi, tralasciando il fatto che tutto quello che ha reso famosi questi personaggi non ha praticamente nulla a che fare con la loro realtà storica.
E così i praticanti affermano di praticare un' altra disciplina (Budo Taijutsu) per giustificare un tipo di allenamento che in effetti poco ha a che vedere con tecniche di spionaggio, assassinio e compagnia bella.
Siamo così di fronte all' ennesima arte che promuove tecniche di combattimento con verità di fede, pace nei popoli, crescita morale, colpi micidial-mortali.... nel classico programma con sistema di cinture colorate e gradi.

Io non voglio sfottere la gente a mò di bulletto della classe, ma ciò che si vede fare nelle scuole di Ninjutsu, in particolare nella più nota e diffusa, va veramente aldilà della mia comprensione.
Partiamo dal principio fondamentale.
Uno oggi vuole imparare il Ninjutsu, ergo vuole diventare.... un Ninja.
Questa cosa è molto più ridicola di quanto si possa giustificare, perchè con tutta la buona volontà e tolleranza davvero non riesco a prendere sul serio l' impiegato di Tivoli che vada in palestra due sere a settimana per imparare ad essere... un Ninja.
C' è un che di romantico, di sofficioso e tenero in tutto questo, una sorta di sindrome di Peter Pan di chi ha idealizzato figure da B-movie e cartoni animati e ora possa finalmente sentirsi un micidiale assassino dell' ombra...
Un pò come chi va a fare Softair vestito di tutto punto con mimetiche e attrezzature costosissime (e riproduzioni realistiche di armi da guerra che fanno... tic-tic-tic-tic) per sentirsi anche lui un vero Marine della Task Force 141, con la notabile differenza che tutto sommato chi fa Softair è ben consapevole che si tratti di un gioco, mentre un wannabe Ninja creda davvero di studiare tecniche per diventare un sicario.

I nostri Ninja vanno quindi in palestra a praticare come ogni altro marzialista: fanno il bel riscaldamento, imparano i fondamentali, fanno le capriole... le capriole?
Sì perchè ogni B-movie ci ha insegnato che una delle prerogative dei Ninja rispetto agli altri stupidi guerrieri è quella di saper volteggiare in mille modi diversi e muoversi agilmente: tutto questo durante un combattimento mortale o una missione stealth.
Possibile che un' arte così antica considerasse simili pagliacciate in un contesto pericoloso come quello del Giappone feudale?
Ma infatti sarebbe bene chiedersi chi si consideri depositario di simili conoscenze, chi ritenga di poter insegnare, e badate bene diffondere in tutto il globo, segreti e pratiche che non hanno più ragione d' essere nella nostra epoca.
E' chiaramente una mancanza di coerenza, come se il tal Cav. Pinco Pallino, autoproclamatosi l' ultimo Templare in vita, aprisse un corso per diventare Cavalieri Templari con lo scopo di diffondere nel mondo i misteriosi segreti della sua stirpe... ma fatemi il piacere!

E allora parliamone di questo presunto ultimo Ninja, che è a capo della scuola di Ninjutsu più conosciuta.
Un personaggio a dir poco pittoresco, ma soprattutto un inetto tale da non capacitarsi di come possa essersi reso credibile alle masse; Le vie della psicologia sono davvero infinite.
Non voglio mancar di rispetto alla persona in sè, il tal signore può essere più che rispettabile ed affabile, non lo so.
Quel che so, e di questo si parla, è che nel campo delle arti marziali tutto ciò che sia reperibile in Internet, video tecnici da lui tenuti in primis, è ampiamente al di sotto delle più basilari nozioni di biomeccanica applicata al combattimento, nonchè di semplice buonsenso.
Lo vediamo muoversi in modo impacciato, per nulla marziale, secco o quantomeno credibile... mostra tecniche di difesa in cui si sposta di pochi centimetri per poi far cadere l' attaccante come un sacco di patate solo perchè lo ha toccato!
Oppure al contrario esegue movimenti complessi ma privi di ogni logica, tecniche di difesa ridicole e grottesche che semplicemente non possono funzionare.
E' infatti da notare l' incredibile collaborazione mostrata in tutti gli attacchi, scene in cui ad un semplice tocco la gente mima dolori lancinanti o cade esanime.

Come sempre chi si erge a difesa di queste pratiche sostiene che si tratti di dimostrazioni tecniche fatte per mostrare un principio, ma che poi "quando si fa per davvero"...
E' curioso il fatto che in altri stili si riesca a dimostrare un principio in maniera diretta senza per questo uccidere il compagno e senza richiedergli di collaborare attivamente all' esercizio.
Che il caposcuola sia così palesemente incapace però è davvero inaccettabile, ci sono poche scuse.
Il Ninjutsu che possiamo vedere è un' accozzaglia confusa di esercizi fuori di logica, in un contesto da cosplay e con ideologie che non hanno obiettivamente nulla a che fare con assassini, spionaggio o qualunque cosa facessero questi benedetti Ninja.

Vedo queste persone che si mettono in una guardia a dir poco ridicola (qualcuno dovrebbe davvero spiegarmela), eseguono attacchi telefonati e assurdi fossero anche solo dimostrativi, fanno piroette e avvitamenti vari quando tutto lascerebbe presupporre soluzioni più semplici e dirette...

Eppure piace a tanti.
 
Già, come tutte le altre AMT piace a tutti i romantici sognatori che vedono nelle arti del combattimento (?) una pratica morale e sorprendente, una ricerca della spiritualità e della tradizione (?) di paesi esotici.
Piace a tutti quelli che sognavano da bambini di diventare dei Ninja e si vestivano come tali a carnevale, piace a chi è un pò frustrato nella vita e ricerca l' arte che sconfigga chiunque con l' astuzia (?), piace a chi vuole iniziare a fare ginnastica ma si stufa di fare pesi o aerobica e trova in queste scuole qualcosa di più interessante e variegato.
Piace a chi non ha nessuna voglia di rischiare di farsi male ma al tempo stesso voglia imparare le "mosse" che sconfiggano le sue paure.
Ecco che allora, a loro, non appare più così importante che si sappia davvero combattere, o difendersi, o applicare in qualsivoglia modo ciò che studino in allenamento: ancora una volta ci troviamo davanti ad una piacevole pratica motoria che permetta di fare gruppo, coltivando tutto ciò che di buono c'è nello stare insieme e socializzare.
Tutto bello, nulla da ridire.
Ma allora è giusto considerare il Ninjutsu come l' ennesima invenzione di un furbone di carisma che ha creato un prodotto abbastanza interessante per la massa di sognatori poco avvezzi alla violenza e al dolore.
A livello tecnico vi si insegnano cose da barzelletta, a partire dal caposcuola, ed è inutile girarci intorno.

Mi permetto di dire che se qualcuno volesse diventare davvero un Ninja... farebbe bene a passare prima da uno psicologo.

29 commenti:

  1. la parola stessa Ninjutsu è un'invenzione recente di alcuni maestroni giapponesi,esperti in arti marziali tradizionali, che lo spacciano per versione dell'antico Budo giapponese. I veri Ninja,che ora sono estinti,praticavano qualcosa che di più anticonformista non si potesse immaginare nel Giappone medioevale. Quando i portoghesi introdussero le armi da fuoco in Giappone, furono i primi a usarle (XVI secolo). Detto questo,chi oggi insegna il ninjutsu come parte del Budo giapponese,è un millantatore al 100%. Il Taijutsu,la lotta disarmata dei Ninja,è solo un altro nome del Jujutsu. Poi non capisco perchè qualcuno al giorno d'oggi vorrebbe diventare un Ninja; gli unici sbocchi di questa professione sono il killer,l'agente segreto e il ladro-acrobata; tutti mestieri illegali in italia e nel resto del mondo civile. I vari video di ninjutsu che si trovano nella rete sono pietosi e quando vedo praticanti con le cinture colorate da judoka mi viene da piangere. A sto punto,mi sento di consigliarvi il Krav Maga. O meglio,piuttosto vi consiglio una qualunque arte marziale,anche quelle "cinesate" che ad Arte stanno giustamente sul cazo. Non vi fate prendere per il culo da due idioti. I soldi non si buttano dalla finestra,la maggior parte di voi li guadagna LAVORANDO.

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    1. Qua gli unici due idioti siete tu e il cazzaro che ha scritto l'articolo. Scommetto che non avete mai praticato NJ in vita vostra e dopo aver visto due video su yt fate i saccenti ahahahahah patetici. Io NJ lo faccio e non per "diventare Ninja" e andare sui tetti, ma per imparare le loro tecniche. Ah ma voi sapientoni del cazzo dall'alto del vostro CV avete già sentenziato che sto buttando i soldi. Vi faccio leggere il CV del mio maestro se vuoi e vediamo poi chi è il millantatore. Sfigati!

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    2. E' sempre divertente pubblicare questo tipo di reazioni, emblematiche di tutto ciò di cui discuto.
      Qui abbiamo MARCO che pratica il ninjutsu "per imparare le loro tecniche", parliamo delle tecniche dei Ninja.
      Però non vuole mica diventare un Ninja de no' altri eh, vuole solo imparare le tecniche...
      La sua preoccupazione è che qualcuno lo perculi perchè stia buttando i suoi soldi, sai, per diventare un vero Ninja bisogna rivolgersi altrove.
      E ovviamente lo si dice "dall' alto del nostro CV".
      Ma attenzione, che per autenticare la sua pratica minaccia di farmi leggere il CURRICULUM del suo maestro!
      E' tipo la versione marziale del "lei non sa chi sono io!".
      Ecco, queste sono le argomentazioni a difesa, i curriculum dio bono.

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    3. anche per me quando hanno attaccato il "mio" krav maga,la mia prima reazione è stata stizzita. Poi a mente fredda,ho realizzato che non avevano tutti i torti. E non è che ho cambiato opinione sul krav,ho solo imparato ad accettare le critiche. @Arte: non bestemmiare dai.

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    4. comunque MARCO ha ragione: io non ho MAI praticato ninjutsu in vita mia,eh! Sia ben chiaro! (NJ è l'abbreviazione dello Stato americano del New Jersey, i cui abitanti sono considerati dagli altri statunitensi come una specie di burini)

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    5. MARCO, stai buttando i tuoi soldi.

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    6. Ahahahah guardatela la povera sciocca, è andata a scrivere il commentino per provocarmi esattamente un giorno dopo il suo ultimo poiché ha visto che non rispondevo. Il bello è che prima hai ammesso candidamente di non avere mai praticato NJ (me ne fotto che non ti piace, io lo abbrevio così) e poi continui a sparare sentenze su ciò che non conosci. I casi sono due, o parli per sentito dire, oppure avrai visto un paio di video. In ogni caso sei nel torto perché lo perché lo sanno anche i sassi ormai che dipende anche da chi ti insegna. Quindi te sei la classica saputella che fa di tutta un'erba un fascio proprio come il proprietario del blog. Per la cronaca: non è vero che si usano solo le armi antiche, ma anche le pistole.

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    7. Eh già, come è ben noto i ninja studiavano tecniche per difendersi da un samurai armato di Beretta.
      Notare eh, quando fa figo i ninja erano spie, assassini o incursori, oggi salta fuori che studiassero "difesa personale", e magari fossero pure dei nobili personaggi difensori della pizza e amici di topi giganti...
      Raccontano seriosi di scuole tradizionali antiche, origini leggendarie, crescite spirituali, formazione di "uomini rispettosi della vita" (la loro però, gli altri andavano ad ammazzarli di nascosto in modo infame) e nessuno che si ponga il quesito che non sia tutta una pagliacciata costruita ad hoc per incontrare le preferenze del cittadino moderno che vuole fare ginnastica alternativa...
      Nessuno che si chieda come mai i ninja, quelli autentici, non si siano estinti nel momento esatto in cui il primo pirla giapponese abbia pensato di divlugare presunte loro conoscenze, cultura e tradizioni alla massa (però piace credere che un maestro di ninjutsu di Caltanisetta tramandi sacri insegnamenti giapponesi a Cicillo Cacace napoletano verace...).
      Eh ma dipende da chi insegna... giustamente bisogna ritenere attendibili insegnamenti ninja tramandati da Gioacchino Pizzapasta nel suo corso a 50€ mensili, senza accettare che forse non sia un banalissimo (e in buona fede, chi lo nega) corsi di arti marziali mescolate a cazzum per il piacere di fare qualcosa di originale e appassionante per l' occidentale medio, possibilmente infoiato di manga e cazzate annesse.
      Francamente non c'è alcun bisogno di praticare queste cose per rifletterci sopra serenamente e concludere che non esista un solo motivo per cui oggi si possa sostenere di praticare qualsiasi cosa che studiassero i ninja, che tra l' altro sono figure BEN DIVERSE da quelle costruite dai media da decenni.
      Provate a chiedere ad uno studioso di storia giapponese, ne saltano fuori di strafalcioni assai divertenti di cosa la gente creda di conoscere del Giappone medievale.

      La scusa del fare di tutta l' erba un fascio è obsoleta e soprattutto dimostra di non aver capito un' acca del discorso, non gliene frega niente a nessuno se il sedicente maestro Pasquale Esposito di Acireale sia persona rispettabile e sappia tirare due calci in culo al brigante di turno.
      Ma che lo dico a fare, ormai.

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    8. Senti, a me me ne strafotte se il Ninjutsu non c'entra coi ninja autentici. L'importante è che una volta appreso "sappia tirare due calci in culo al brigante di turno".
      Intesi?

      Marco

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    9. Marco, capisci a me.
      Prima fai il bimbo incazzoso difensore del "NJ" dando degli idioti e cazzari agli altri, poi ammetti in pratica che quello che fai non è nemmeno "NJ", ora salta fuori che alla fine ti interessa solo saper tirare due calci in culo a qualcuno.
      Ergo, ammetti di praticare il solito mescolotto di tecniche infarcite da qualche cazzata pseudo filosofica e il vestito buono da arte antica tradizionale e Verissima Autentica sotto il nome di "NJ" (a questo punto NJ®), che è ESATTAMENTE quello di cui parlo nel blog...
      Come dire che se quello che vai ad imparare invece di NJ® si chiamasse che ne so, Carlo®, per te non farebbe differenza.
      Bene, e allora perchè te ne fregava tanto di dare dei coglioni a chi scriveva del Ninjutsu?
      Vedo una coda e vedo la paglia, e niente di nuovo sotto al sole. Intesi?

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    10. Esattamente. Non me ne frega nulla di diventare Ninja, ma se le tecniche Ninja sono efficaci in strada dov'è il problema?

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    11. Bella arrampicata sui vetri, non c'è che dire.
      Ah, per la cronaca l' altro commento che hai inviato non mi è piaciuto per niente.
      Torna a fare il ninja, non pubblicherò nessun altro tuo commento.

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  2. La parola Budo Taijutsu 武道体術 significa letteralmente “l'arte del corpo della via della guerra”, però la parola Taijutsu 体術 in giapponese è utilizzata per definire le arti marziali molto antiche, a differenza di parole come Judo, Kendo, Jodo o Karatedo coniate attorno fra il 1800 e il 1900, assieme alle stesse arti marziali sviluppate per fini sportivi.

    Nella Bujinkan si studiano 9 scuole antiche Gyokko Ryu Koshijutsu, Koto Ryu Koppojutsu, Gikan Ryu Koppojutsu, Takagi Yoshin Ryu Jutaijutsu, Kukishin Ryu Dakentaijutsu, Shinden Fudo Dakentaijutsu, Togakure Ryu Ninpo Taijutsu, Kumogakure Ryu Ninpo Taijutsu e Gyokushin Ryu Ninpo Taijutsu le quali insieme formano il Budo Taijutsu, alcune di esse sono antecedenti come formazione al 1100 e molte di queste scuole sono menzionate nel Bugei Ryuha Daijiten (武芸流派大事典), il quale menziona le scuole antiche giapponesi prima dell’era Meiji.

    Lo studio delle Nove scuole comporta lo studio dello stile di combattimento a mani nude, con le armi tradizionali e della filosofia di ognuna di esse, il quale porta il praticante ad una crescita personale, intraprendendo poi il Goshinjutsu, cioè la difesa personale fisica, mentale e spirituale.

    Lo studio del combattimento a mani nude comprende la pratica delle cadute, proiezioni, chiavi articolari, leve e come colpire nei punti vitali, nello studio delle armi tradizionali si pratica la spada (Katana, Tachi, Kodachi e Ken) il bastone (Rokushaku Bo, Hambo, Jo, ShishinBo) la lancia (Yari, Kamayari) la alabarda giapponese (Naginata, Bisento, Nagamaki) il falcetto con la catena (Kusari Gama, Kyogetsu Shoge) il lancio delle lame (Shuriken, Teppan, Boshuriken) il ventaglio (Tessen) e altre ancora come il Kabutowari e il Jutte ecc..

    Lo studio della filosofia comporta lo studio di alcuni principi che si trovano nel Taoismo, Shintoismo e Buddismo, ed alcuni di essi sono comuni anche nel cristianesimo, come ad esempio il rispetto per la vita umana.

    Lo studio spirituale viene trasmesso da insegnante ad allievo (Isshin Shoden), ma la cosa più importante è formare un buon essere umano rispettoso della vita umana, che sappia armonizzarsi con lo schema della totalità, affrontando con serenità ogni avversità con pazienza e perseveranza Ninniku Seishin.
    Esistono molte teorie sulla storia dei Ninja. Alcune di esse si basano sugli immigrati che provenivano dalla Cina o dal Sudest asiatico, chiamati Saiyaku Gyoja, i quali erano asceti che praticavano la medicina. Anche gli Shugenja sono inclusi in questa teoria, così come i vagabondi, agricoltori, montanari erranti, monaci buddisti, ecc. Tutte queste potrebbero essere vere, e non c’è nessuna certezza di quale sia quella vera.

    Il percorso della scuola Togakure è basato nei documenti di Takamatsu Toshitsugu, 33° maestro erede di questa tradizione. Si dice che nei cinquantanni dell’era Manju (1024 – 1028) fino al periodo Joho (1074 – 1077) si localizza la vera nascita del Ninpo.

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  3. Le mie perplessità sono proprio legate a questo enorme bagaglio tecnico da studiate.
    Voglio dire, se uno studente di una qualunque delle koryu citate ci impiega una vita a praticare e ad imparare (magari neanche due ore a settimana), come può un praticante di ninjutsu padroneggiarle tutte?
    Si parla quindi di una "sintesi" della parte ritenuta interessante di queste 9 scuole?
    Perchè messa così sembra fraintendibile.

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  4. che bello,mi assento qualche giorno dal blog di Arte e ritrovo sempre dei flame da paura. Il taijutsu è un altro nome del jujutsu,antica arte dei guerrieri giapponesi. le scuole che ha citato l'anonimo Ninja sono tutte parte del Budo tradizionale giapponese, tra le quali c'è anche... il Ninjutsu! Attualmente vengono studiate nel Katori Shinto Ryu (scusate se ho scritto sbagliato ma io non parlo giapponese) che si trova nei dintorni Di Kyoto. L'unico occidentale ad essersi diplomato a questa scuola, molto esclusiva ,è un tale Donn F. Dreager(se ricordo bene) che ha scritto alcuni interessanti libri su l'argomento.

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  5. e comunque le mie fonti vanno oltre youtube. io ho conosciuto...un vero Ninja! un esaltato totale, manipolatore mentale per sua stessa ammissione e con tanto di costume Ninja del XVI secolo che gli sarà costato almeno 1000 euri. Mi ha pure insegnato alcune tecniche tra cui il Boshiken,il pugno col pollice (non A un pollice ma col pollice) che dire,Arte, mi puoi spiegare cosa ne pensi del boshiken? Detto da una ignorante che ha fatto krav,e quindi non sa niente del Budo tradizionale giappunese? (a parte che Ninjà si pronunzia con l'accento sulla A)?

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    1. Non so cosa sia questo boshiken, ma suppongo si tratti della classica tecnica "wow" che stupisce i polli e viene mostrata a rallentatore contro gente del tutto consenziente...
      Inutile ricordare che tra l' altro colpire con le dita non sia una grande idea considerata l' anatomia standard umanoide, e la solita storia dei colpi alle parti molli va dimostrata in combattimento attivo, mica come col kyusho... Ah già, sono colpi letali e non si possono mai provare!
      ps: no, non si pronuncia "ninjà", gli accenti giapponesi non vanno interpretati all' occidentale, è una questione di parlata. just my 2 cents.

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  6. Arte: è comunque una cagata. Puoi trovare alcune immagini facendo una ricerca Google. L'articolazione del pollice è troppo importante per noi primati umanoidi, per rischiare di fottersela con una tecnica tirata alla cazzo di cane.

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  7. Ninja del Mistero27 aprile 2016 17:33

    Il grazioso articolo di Turnbull ora sparito dal sito di Cummins ma fortunatamente reperibile dalla rivista di pubblicazione:
    http://digitalcommons.kennesaw.edu/jgi/vol9/iss1/3/

    Un bel must per chiunque si dica interessato alla vera storia dei ninja!



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    1. Turnbull ha scritto un libro veramente interessante sui ninja. http://www.ibs.it/code/9788861021488/turnbull-stephen/ninja-1460-1650.html
      Ha il difetto di essere fin troppo sintetico per i miei gusti, ma per una persona curiosa a riguardo è una lettura davvero agevole e soprattutto demistificante.

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  8. A un anno di distanza da questo argomento, mi permetto, per quel poco che ne so, di esprimere qualche riflessione.
    Sono stato affiliato alla Bujinkan dal 2006 al 2014, ma ho concluso effettivamente la pratica del Budo taijutsu nel 2016. Ora mi dedico ad altro, ma non è questo ciò che importa.
    Nel corso degli anni, al di là di quello che apprendi in quanto membro di questa affiliazione da un punto di vista meramente "tecnico", ti rendi effettivamente conto che la Bujinkan possiede delle gravi lacune, su diversi fronti.
    Il più palese è quello economico (che senz'altro non riguarda esclusivamente questa affiliazione, ma questa non è una giustificazione per non parlarne): spesso basta pagare per ottenere i dan, (in particolare dal quinto in poi) senza avere effettivamene le capacità in linea con quanto si suppone che un certo grado debba avere. I dan sono moneta di scambio per alcuni gradi più alti. Mi è capitato di notare questo meccanismo: supponiamo che io abbia il mio dojo. Il mio maestro mi "promette" gradi e quindi prestigio se in cambio gli garantisco un minimo di stage all'anno, quindi chiedendo ai miei allievi di contribuire alla partecipazione dello stage con una quota, per pagare il mio maestro, creo un piccolo sistema economico. Forse è meglio fare una precisazione: non tutti i maestri Bujinkan ragionano così (il mio maestro, e il maestro del mio maestro, che ora non sono nemmeno più affiliati, non si sono mai permessi di considerarci come semplice fonte di soldi, e le quote dei nostri stage coprivano giusto il costo del viaggio e del pernottamento del maestro del mio maestro. Ma mi è capitato di osservare anche altri episodi, in altre città: uno stage ogni tre mesi, e un altro mensile interno al dojo). I passaggi di grado, costituiti, in linea decrescente dal 9° al 1° kyu, solitamente non hanno costi, ma prevedono il classico esame dimostrativo. I dan invece si pagano, e anche piuttosto salati. Tralascio la vendita di vari gadegets, tazze, orologi, magliette e felpe della Bujinkan che avviene in Giappone, in quanto non ne ho avuto un'esperienza diretta ma soltanto una testimonianza, seppur di prima mano.
    L'altro punto, su cui mi interrogo da tempo, è esattamente il fulcro centrale dell'articolo, che potrebbe apparire privo di rispetto, ma io trovo invece che vada ad analizzare i nodi critici di questa disciplina in maniera del tutto legittima. Che cos'è il ninjutsu (o ninpo, il termine più antico)? Da ex praticante di una disciplina che si vanta di avere in seno scuole di ninjutsu, rispondo: non lo so. E credo che nessuno lo abbia capito davvero. In linea generale, possiamo dire questo: i Samurai dovevano eccellere in nove diverse abilità: spada, corpo a corpo, tiro con l'arco, andare a cavallo, nuoto con l'armatura etc. Lo shinobi (o ninja), a sua volta, doveva eccellere altre 9 abilità. Queste erano prettamente strategiche (ma non solo, certo), quali ad esempio meteorologia, erboristeria, camuffamento, combattimento scorretto e altre. Ora, il mio dubbio è questo: come sarebbe possibile insegnare a noi direttamente il ninjutsu, se ci mancano le basi (le nove abilità samurai) per poterlo anche solo apprendere? Per non parlare dell'anacronismo, della difficoltà pratica di mettersi a studiare erbe del Giappone medievale e strategie totalmente decontestualizzate dal tempo e dal luogo. Si tratterebbe, più che altro, di una ricerca storica, puramente teoretica, da fare attraverso libri e documenti storici (e la cosa, a mio avviso, non sarebbe affatto spiacevole). Questo argomento mi permette di agganciarmi all'altro nodo critico, ovvero le scuole in seno all Bujinkan e le loro tecniche.

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  9. Lo studio della Bujinkan può essere, a grandi linee, diviso in due stadi: lo studio delle basi (che avviene attraverso il Ten Chi Jin Ryaku no Maki, una sorta di "manuale base", che si sostiene, sono il terreno comune a tutte e nove le scuole) e lo studio delle vere e proprie scuole tradizionali. Le scuole, o ryu-ha, sono ben 9. (nove è un numero sacro in Giappone, possibile che il Soke, Masaaki Hatsumi, ne abbia ereditato proprio 9, e non sette o dieci? Per non parlare già del primo sospetto: non basterebbe una vita per essere maestro di una sola scuola, figuriamoci nove.) Tra queste scuole, ai fini della nostra riflessione, vale la pena citarne solo due: La Togakure ryu (che è la più famosa e "importante", perché i membri della Bujinkan la considerano l'unica vera tradizionale scuola di ninjutsu) e la Kukishinden ryu. Quest'ultima, proviene da una ramificazione del patrimonio marziale della famiglia Kuki, tra le più importanti scuole/famiglie (o clan) giapponesi (per dire, il creatore dello judo e dell'aikido provenivano entrambi dalla formazione didattica di questa famiglia/scuola).
    Partiamo dalla Togakure ryu: non esistono fonti storiche che possano attestare l'esistenza di questa scuola. Gli unici documenti sembrano essere in mano al Soke Masaaki Hatsumi, il quale ritiene di essere l'ultimo ninja vivente, perché sotiene di conoscere quello che c'è da sapere su questo argomento. Anche ammettendo che sia davvero così, quello che lui insegna non è ninjutsu, bensì tai justu (o ju jutsu, come ha scritto qualcuno in un commento precedente, anche se non è da confondere con il ju-jitsu moderno, o a quello più simile al karate). Si tratta di un insieme di tecniche, considerate "tradizionali", ma che molte scuole di bujutsu conoscevano. Il punto, credo, è questo: non esiste il ninjutsu come disciplina in sé, se non strettamente connessa all'arte del samurai, per le ragioni che abbiamo visto prima. Ecco quindi che risulta essere anche necessario praticare un minimo di scuole samurai (oltre alla Kukishinden, ve ne sono anche altre, come ad esempio la Takagi yoshin ryu, di cui una ramificazione portò alla nascita dello Iaido). Il sospetto, comunque, è che tre quarti del patrimonio di Masaaki Hastumi sia una rivisitazione personale delle tecniche provenienti dal ramo della famiglia Kuki, e che al resto delle scuole siano applicate tecniche rielaborate ma provenienti da un unico "corpus".

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  10. Prima ho scritto che della togakure ryu non ci sono prove di fondatezza storiche. Questo non significa che per le altre ve ne siano. Intendiamoci, in Giappone, storicamente, i clan si sono frammentati nel voler detenere la più "vera" arte marziale a tal punto che molte scuole potevano avere nomi simili ma diversi in piccole sfumature, ma sempre di quello si tratta. Ma non si riesce a ricostruire storicamente, attraverso i nomi delle nove scuole, la loro storia. I padri fondatori richiamano ad altre scuole, le quali sembrano poi, in maniera non chiara, convergere verso Takamastu Toshitsugu, maestro di Masaaki Hatsumi. La genealogia non è chiara, e vi prego di provare a fare un minimo di ricerca su internet o in qualche biblioteca con un'accurata bibliografia sulla storia dei clan giapponesi, per farvi un'idea su questo. Troverete niente o molto poco.
    Il sospetto è che il ninjutsu sia stata l'esca per attirare molti occidentali verso la Bujinkan, che poi, inconsapevolmente, si sono ritrovati a praticare un'amalgama di tecniche tradizionali, ma rielaborate in maniera tale da non somigliare a nulla di quello che c'era già, in modo tale da differenziarsi. Chiaramente, il ninjutsu diventa così l'ombra di se stesso, e i "guerrieri-ombra", diventano loro stessi un'ombra.
    Un'ultima riflessione, questa volta più tecnica, può essere utile a conclusione di questo discorso. Il Budo Taijutsu, se comparato ad altre scuole, appare piuttosto approssimativo e impreciso. Ciò che è considerato il suo punto forte, la sua versatilità, non rispecchia in nulla la tradizione orientale dello studio delle tecniche, semmai al contrario appare fortamente conforme ad una mentalità occidentale. Lo "spirito" marziale si perde nel concetto di adattabilità, andando a perdere quella tipica intenzione (zan shin) che caratterizza le scuole tradizionali samurai. La Bujinkan non ti "costringe" nell'imparare la tecnica, ma sostiene che sia la tecnica a doversi adattare a te. Il problema di fondo è che, se non divento padrone della tecnica, questa non potrò mai domarla, per cui praticherò nella convinzione di essere capace di compiere una qualche azione, quando in realtà non è così. Questo aspetto emerge in particolare quando ci si confronta con altre scuole non appartenenti alla Bujinkan. Si tratta di un dettaglio che è necessario sottolineare, in quanto va a far perdere forse la cosa più importante che un'arte tradizionale giapponese può insegnare, ragione per cui la pratica diventa poi piuttosto faticosa: lo spirito attraverso cui agire. Dato che le arti marziali tradizionali non hanno niente a che vedere con il combattimento, inteso come sport o difesa personale, se gli si toglie questo tipo di approccio, non diventa che una serie di movimenti meccanici, privi di senso, se non di significato.

    Un caro saluto.

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  11. La Bujinkan è una organizzazione grande: ritengo ci siano maestri di tutti i tipi (diciamo buoni e meno buoni) che insegnano per motivi diversi (come in tutte le discipline).
    La qualità dell'insegnamento ricevuto dipende dal proprio maestro.
    Detto questo l'insegnamento avviene su vari livelli. La sessione di allenamento tipica prevede più o meno:
    1- riscaldamento / allenamento fisico (corsa, stretching, addominali, gambe, braccia, cadute, etc)
    2- insegnamento delle tecniche tradizionali (cosiddette pergamente o kata: inutilizzabili in un combattimento reale ma utili per prendere dimestichezza con prese, movimenti, etc. ... "imparare e dimenticare").
    3- tecniche adattate ai tempi attuali (tipo difesa personale, studio di situazioni pericolose, utilizzo di oggetti comuni per la difesa, sparring, etc)

    Il ninjutsu insegnato oggi è di tipo tradizionale / storico / attendibile? Non ho possibilità oggettiva di effettuare un confronto, comunque non credo: tutto era tramandato di persona e gli scritti erano dei semplici promemoria, praticamente inutili senza l'insegnamento "de visu". Mi spingo oltre azzardando che ad ogni passaggio di conoscenza sia lecito ritenere che ci possano essere stati dei cambiamenti o delle aggiunte.
    Se una tecnica funzionava (= la persona sopravviveva allo scontro) questa veniva aggiunta alle pergamente.
    Funziona? Dipende dalla singola persona: è come sparare con tre pistole diverse e dire: "mi tengo la terza pistola perchè è l'unica che ha centrato il bersaglio".
    Riporto una cosa letta in passato sui monaci Shaolin del passato che "facevano combattere i nuovi arrivati (non addestrati) con un allievo esperto. In 2 casi su tre l'allievo esperto aveva la meglio sul suo avversario".

    Detto questo, credo che nessuno (tranne qualche invasato) pretenda di ricevere un addestramento tradizionale come avveniva nel Giappone feudale.
    Se così fosse ci sarebbero molti infortuni e praticamente tutti gli insegnanti avrebbero parecchi problemi legali.
    Anche oggi in Giappone e in Italia i metodi di insegnamento sono diversi visti i limiti imposti dalle diverse leggi delle sue nazioni.
    Oltre a questo, una buona parte delle materie di studio tradizionali è obsoleta (es. combattimento a cavallo e altri) e credo che nessuno ne pretenda l'insegnamento (tranne forse chi organizza rievocazioni storiche).

    Il miglior consiglio che posso dare è di andare a vedere di persona per farsi un'idea dell'ambiente e dell'insegnante: praticamente tutti i corsi prevedono una lezione gratuita. Questo vale non solo per il ninjutsu ma anche per ogni altra disciplina (prova e scegli, vale pure per i ristoranti e le scarpe). Può essere una buona occasione per uscire di casa e conoscere persone interessanti.

    I costi della Bujinkan.
    http://kurage.isteaching.com/ranking-and-certification.html
    Attualmente 1000 Yen sono circa 7 Euro, quindi per la cintura nera occorrono 75 Euro.
    A parte la soddisfazione personale o se si vuole insegnare, per quanto ne so il grado non ha alcuna utilità nè preclude l'accesso a qualche insegnamento.

    Un altro anonimo

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  12. Non ho capito questa cosa del costo della cintura nera... tu ritieni che sia un bene (perchè il prezzo è basso e quindi non ci lucrano più di tanto) oppure che sia un male? (perchè costa poco e quindi tutti possono diventare cinture nere)
    A me fa già schifo abbastanza l' idea stessa che si debba pagare per un esame del genere, a maggior ragione in pratiche presunte tradizionali, in cui il saggio maestro dopo 10 anni di allenamenti finalmente ti proclamava successore della Sacra Scuola di Hok... cintura nera.
    Ma a parte questo, il punto fondamentale è che parlare di pratica del Ninjutsu oggi è già di per sè improbabile, farlo guardando cosa facciano nelle più note associazioni è aldilà del ridicolo.
    No anzi, io continuo a pensare che ogni pratica simile abbia in sè un potenziale... ma di tipo sociale, permette a tanta gente di divertirsi, fare movimento e fare esperienze piacevoli (soprattutto per i maestroni).
    Ma per carità d'iddio non parliamo di arti marziali, perchè fare i ninja a Borgo Tre Case è qualcosa che farebbe ridere Fantozzi.

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    1. Ho indicato i costi per i passaggi di grado per far capire che in questo campo si è più o meno allineati con quanto accade nelle altre discipline (mi pareva se ne accennasse in un precedente commento, ma potrei aver "toppato").

      Se leggi bene cosa ho scritto (in particolare le ultime righe), anche io ritengo che il sistema dei gradi sia poco utile (e viste le differenze tra mentalità giapponese e occidentale ritengo abbia causato molti danni, se ti interessa posso approfondire questo punto).
      Per fare un esempio: la patente di guida sancisce il mio diritto legale di guidare un mezzo ma non ha nulla a che fare con la mia effettiva abilità al volante. Per come sono io, a me interessa saper "guidare bene". La "patente" (il quinto dan, nel caso del ninjutsu) serve solo se ho intenzione di mettermi ad insegnare in proprio.

      Ribadisco: personalmente ritengo il sistema delle cinture, ma anche degli esami, poco utile. Se stai imparando qualcosa, dovresti saperlo ... esserne consapevole senza l'aiuto di una cintura di colore diverso. Sono un mezzo per alimentare l'autostima e creare una sorta di autorevolezza artificiosa poiché sono evidenti a tutti.
      Non c'è nulla di male in questo sistema, purché tutti (a partire dal portatore della cintura) siano consapevoli di quanto ho scritto qua sopra.

      Concordo che l'idea di un ninja "storico" in una nostra città nel 2017 sia, oltre che un anacronismo, un fatto ridicolo.
      Se insegnato bene, il ninjutsu crea delle persone più consapevoli di se stesse, del proprio ambiente e della propria società. Magari con un'infarinatura di difesa personale.
      La cosa importante è trovare un buon maestro (sia dal punto di vista tecnico ma soprattutto dal punto di vista umano) e un buon gruppo di persone con cui allenarsi e, perché no, divertirsi. Questo indipendentemente dal tipo di disciplina che si voglia studiare: ninjutsu, karate, judo, kung fu: non c'è un'arte marziale migliore delle altre. Tutte queste discipline possono formare persone interiormente migliori (consapevoli delle proprie capacità).
      L'efficacia pratica secondo me dipende più dalla singola persona che non dallo stile di combattimento.

      Penso che le delusioni dipendano dalle aspettative non soddisfatte. In alcuni casi siamo noi a crearci aspettative eccessive (sono 1,60m per 50 Kg mi hanno sempre bullizzato ma dopo un anno di arti marziali spaccherò il deretano a tutti), in altri casi sono i maestri poco seri (che cercano di attirare più allievi con esagerazioni o false promesse) e infine ci si mettono pure i mezzi di comunicazione (film e cartoni animanti, soprattutto per i ninja).

      Un altro anonimo.

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    2. "Se insegnato bene".
      "Un buon maestro".
      "Indipendentemente dal tipo di disciplina".
      "Persone migliori".
      Senza offesa eh, però a momenti ci ho scritto un trattato su questi comodi e abusati proclama.

      Detto questo: mi puoi spiegare meglio questa cosa delle persone più consapevoli di sè stesse, del proprio ambiente (?) e della propria società (!!!)... perchè vanno a praticare per hobby della ginnastica in costume?
      Un calciatore invece è stupido a prescindere?
      Andare al corso di orientering invece è solo un gioco?
      Per quale motivo praticare un' arte marziale dovrebbe dare tutte queste qualità in più rispetto a qualsiasi altra attività fatta per hobby in mezzo alla gente?
      Persone interiormente migliori?
      Consapevoli delle proprie capacità???
      E quali sarebbero queste capacità che le rendono "migliori"?
      Scusa eh, non è per fare il bastian contrario, ma proprio non capisco: questi corsi sono infarciti di esaltati, persone con problemi psicologici vari (non sto dicendo matti), persone che ci vanno per ridere, o per "fare qualcosa", o per divertirsi, o per noia, e sì, anche perchè gli piace e basta: e questo che cosa diamine dà loro di più rispetto a chi va a fare yoga, crossfit o equitazione?
      Un bel niente elevato a zero.
      Anzi, e ho ben spiegato il perchè negli anni.

      Le delusioni arrivano perchè sono ambienti di merda dove si pratica merda e fomentati da persone di merda, ecco tutto.
      Nessuno rimane deluso dal corso di Yoga, perchè nessuno ha mai ricamato leggende sui corsi di Yoga.
      E poi lì ci sono per davvero le ragazze in hot pants!

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    3. Hehe ... i corsi di yoga sono off limits appunto per le ragazze in hot pants: avrei problemi a concentrarmi.
      A parte questo secondo me gli esaltati o le persone con problemi psicologici non dovrebbero essere accettati in corsi in cui viene insegnato a "picchiare". Poi dipende dall'etica del maestro. Secondo me se non sei psicologicamente idoneo ad ottenere un porto d'armi, non dovrebbero nemmeno insegnarti a combattere.

      Non ho parlato male di nessuno sport, neanche in modo indiretto. Formano le persone nel fisico, le aiutano a superare i propri limiti e insegnano l'importanza dell'allenamento o, se preferisci, di impegnarsi per raggiungere un obiettivo. Se si tratta di attività di squadra, migliorano la socialità. Anche gli sport hanno il loro "lato oscuro": doping, imbrogli, la palla è dentro o fuori (e non si parla di boxer) ma non stiamo scrivendo di questo.
      La cosa importante è fare qualcosa che ci piaccia e che ci dia soddisfazione: c'è già il lavoro per tornare a casa incavolati.

      Penso che un buon corso di arti marziali, ma anche uno sport da combattimento in genere, possa dare qualcosa in più rispetto ad un altro tipo di attività sportiva.
      La consapevolezza di ciò che si è in grado di fare con il proprio corpo, il rispetto per l'altro sapendo che un pugno dato bene può mettere ko. Non hai bisogno di dimostrare in strada quanto vali: lo fai ogni giorno in palestra e i tuoi amici lo sanno già.
      Non considerando le persone che dovrebbero essere allontanate da pratiche di questo tipo, chi si dedica alle AM in genere è meno propenso ad attaccar briga o a fare a botte. A meno che non ci siano alternative e non si tratti di legittima difesa.

      Nel mio caso abbiamo avuto anche un'infarinatura di difesa personale, grazie a ciò sono diventato più consapevole dell'ambiente in cui mi muovo, un diverso tipo di consapevolezza rispetto a quella di cui scrivevo sopra, mi scuso pr il bisticcio di parole. Non si tratta di una facoltà "paranormale mistica", ma semplicemente di essere più attenti o vigili: guardare e vedere quello che accade attorno a noi. Anche solo osservare quello che fanno le persone in metropolitana invece di leggere un libro o smanacciare sul cellulare.

      Sono logorroico pure con la tastiera: devo spezzare il messaggio
      Un altro anonimo

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    4. Ed ecco l'attesissima seconda parte!

      Io ti scrivo di quello che ho vissuto sulla mia pelle, senza pretendere che per tutti sia così.
      Ho amici che hanno iniziato dei corsi di arti marziali e hanno smesso in sei mesi, forse per via dell'insegnante, degli allievi o semplicemente non era una pratica adatta a loro. Ho altri amici che, iniziando ad allenarsi a karate, sono migliorati molto anche a livello caratteriale (sbullizzati, stavano visibilmente meglio, erano contenti/soddisfatti etc.).
      E' insomma la faccenda dell'insegnato bene, del buon maestro, dell'indipendentemente dal tipo di disciplina.
      Anche a scuola un buon insegnante può fare la differenza per i suoi allievi.
      Se il mondo delle AM fosse tutto sterco non mi spiegherei i casi positivi in cui sono incappato. Ribadisco la mia idea: penso dipenda molto dal maestro, perchè dove una persona si è trovata bene è probabile che accada anche ad altri e viceversa. Poi, oltre al maestro, devi trovare la disciplina più adatta a te. Che ti attiri anche con l'aspetto folkloristico, tipo il ninjutsu.

      Non ho letto tutto il blog, ma solo qualcosa qua e là: mi spiace che tu abbia vissuto esperienze negative.
      Quello che posso dirti è di avere più fiducia nel te stesso di allora.
      Sono certo che quando sei entrato nella tua prima palestra eri sicuro che eri certo di fare la cosa giusta.
      A volte è necessario vivere sulla propria pelle alcune esperienze, anche quelle non positive.
      E poi ora, proprio grazie a quanto hai vissuto, stai aiutando un sacco di persone a capire meglio il mondo delle arti marziali smitizzandolo.
      Io penso di essere stato meno sfortunato di te nel caso delle AM: comunque posso assicurarti che su di me il fato si è abbondantemente sfogato in altri settori.
      Grazie a quello che hai scritto sarò molto più attento nel scegliere un maestro di arti marziali a cui affidare mio figlio.

      Le delusioni arrivano per la differenza di obiettivi.
      Se si va in palestra per imparare arti marziali, si dovrebbe trovare un maestro che voglia insegnare e non guadagnare soldi.
      Per concludere ... anche i mitici corsi di yoga possono deludere.
      Ma in questo caso, più che dall'insegnante, dipende dal tipo di ragazze che trovi infilate negli hot pants.

      Con cordialità.
      Un altro anonimo

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