martedì 10 settembre 2019

La pratica rende duri, o i duri riescono nella pratica?

Mi trovavo a riflettere su questa considerazione, osservando chi pratica arti marziali da tempo e chi si avvicina ad esse per la prima volta:

E' davvero la pratica delle arti marziali a trasformare una persona in un "duro", oppure certi praticanti di livello erano già dei "duri" che hanno solo esaltato le proprie caratteristiche?

Vediamo prima di tutto di definire meglio di cosa stia parlando: per duro non parlo solo delle abilità nel combattimento ma anche dell' atteggiamento determinato e sicurezza nell' affrontare la vita e le situazioni.
Tutte quelle qualità positive che, a leggere libri e volantini o vedere film anni '80, dovrebbero in teoria essere apprese grazie a queste pratiche.
Sapete già di come io sostenga che in realtà qualsiasi pratica sportiva possa in misure variabili apportare questo tipo di benefici, ma per ora concentriamoci sulle arti marziali.

Prenderò me stesso come esempio.
Ho fatto un pò di autocritica per valutare quanto la pratica delle arti marziali abbia influito sul mio carattere, personalità e atteggiamento nella vita in generale, ricordando che per la maggior parte del tempo io abbia praticato un' AMT (o presunta tale...), iniziando solo più tardi con gli stili funzionali al combattimento reale.
E' vero che io abbia iniziato da bambino, quindi non potrei stabilire in maniera significativa come fossi "prima e dopo": posso solo provare ad immaginare quanto le esperienze e l' allenamento specifico abbiano influito su di me nel corso degli anni, facendo magari un parallelo con amici che al contrario non praticavano nulla.

Tanto per cominciare, per me le arti marziali erano una parte essenziale della mia vita, del mio essere: non potevo immaginare un me stesso non-praticante, non mi sono mai visto che ne so, calciatore o nuotatore.
E se hai il cervello saturo di stronzate metafisiche misticheggianti sui poteri dei cinesini, inevitabilmente questo influenza il tuo atteggiamento.
Non so cosa provi nella testa un bambino che gioca a calcio, probabilmente oggi sogna di diventare un arricchito coglione come quel Cristiano, più che divertirsi in un bel gioco; Fatto sta che un bambino come me plagiato da anni di filmetti e cartoni sui cinesini saggi, i cinesini veloci, i cinesini che col colpo del dragone scassano il Truzzominchia Porcoddue©, i cinesini gentili ed educati con il mondo intero (AHAHAHAH!!!!), si sentiva un piccolo guerriero della giustizia.
Peccato che di guerriero non stessi imparando nulla se non le grida al vento e le facce imbronciate, ma vabbè...

Eh già, il senso di sicurezza che la conoscenza del combattimento corpo a corpo dovrebbe darti.
Ho già discusso più volte di come nelle AMT, e in generale nei corsi di difesa, la gente presto o tardi si senta convinta di avere capacità superiori che si riflettono su questo senso di autostima, pur non avendo mai combattuto nè avendo la più pallida idea di cosa significhi farlo anche per gioco.
Però è un dato di fatto, e in un certo senso non è nemmeno una cosa brutta se può aiutare qualcuno a migliorare sè stesso, a patto di non finire alle mani mai nella vita...

Ti autoconvinci di essere forte, qualunque cosa questo significhi, ti senti un pò più figo del macaco réso medio perché tu "ti alleni a combattere" (AHAHAHH!!) e qualche ingenua pulzella ti considera persino un pò più appetibile per l' atto riproduttivo.
+1 per la pratica.

Ma se sei un mollaccione sfigatello?
Beh, ne ho vista e conosciuta di gente dalla consistenza fisica e mentale di un blob di muco a mollo, magari erano veri eroi sul lato umano o avevano salvato l' Africa con il volontariato, ma in sostanza smettevano nel giro di un paio di mesi massimo, giusto il tempo di capire che qualsiasi attività fisica per quanto blanda fosse troppo faticosa.
Ne ho dedotto che se sei uno smidollato che rifugge la violenza e il sudore difficilmente cambierai (a meno che una pulzella di qualità Premium ti consideri un appetibile riproduttore se fai o' caratè).
+1 per l' attitudine innata

Nelle AMT poi c'è questa cosa delle pirlate perle di saggezza elargite dal maestrone per dare un tono alla pratica di ginnastica, massime di vita e buonsenso che potresti leggere sul calendario di frate cappuccino ma che ovviamente vengono vendute come profondissime verità patrimonio della saggezza cinese.
Ricordo di come ai tempi dovessi studiare manualetti redatti dal maestrone sulla medicina cinese e stronzate annesse, con tanto di interrogazioni che neanche ai tempi delle medie.
I dieci comandamenti ragazzi... C' erano i dieci comandamenti da studiare e sapere a memoria, dio cristo...
Magari ciò che dico suonerà impopolare, e sapete che io non ami esattamente i burini privi di sale in zucca, ma questo tipo di approccio finiva per far contente solo le persone con il mito dell' Oriente mentre scazzava di brutto tutti gli altri che credevano di imparare a far andare le mani.
Oserei dire che in un certo senso rammolliva, magari non tanto perché fossero emerite baggianate (almeno per me e un miliardo di altre persone) piuttosto perché in fondo facevano perdere tempo all' allenamento fisico.
E mi arrischio persino a sostenere che questa sorta di educazione civica sgangherata (ahahahah educazione civica dai cinesi!!!) finisca per condizionare verso la passività i soggetti più sensibili, tipo me.
Eh già, io per primo per anni mi sono autoconvinto di avere un potenziale omicida nelle mani che però fosse assolutamente proibito mettere in pratica nel nome del rispetto, dell' illuminazione, della saggezza, della cultura Hippie, dell' anima de rimortacci tua...
Posso invece affermare con certezza che dopo il mio passaggio agli sport da combattimento la consapevolezza di cosa sapessi fare o meno, ma per davvero, abbia cambiato nella sostanza il mio atteggiamento: se devo finire alle mani so di potermela giocare e come potermela giocare, ma è davvero meglio lasciar perdere perché anche un Paolino Cotechino potrebbe essere un esperto migliore di quanto appaia (e il mezzouomo palestrato con gli scarabocchi sulle braccia magari le prende ma poi in un impeto di nobiltà d' animo ti verrà a cercare con la Wehrmacht a supporto).
+1 per la pratica di stili funzionali

Adesso provo ad immaginare la differenza tra un omino pacifico buontempone e un pò sfigatello ed un ragazzotto truce con l' argento vivo addosso che inizino la stessa pratica:

AMT:
Per l' omino mansueto questo è un ambiente confortevole, gli viene assicurato fin dalla prima lezione che non debba preoccuparsi se non riesca a fare cinque piegamenti, ognuno deve fare quello che riesce (leggi: frega un cazzo di migliorare).
E' un modo subdolo per mantenere tanti allievi nascosto dietro alle solite idiozie sulla filosofia profonda delle arti marziali volte al "miglioramento dell' uomo", con una buona farcitura di giustizia sociale liberale: tipo "siamo tutti uguali, i difetti ti rendono "speciale", se sei una vescica di merda non devi risolvere un problema, va benissimo così e sono gli altri a doverti accettare, brutti schifosi nazi-fascisti bulli e tamarri!".
E' una pecorella addomesticata che va nel recinto dei coniglietti fuffosi morbidosi con l' idea di diventare la Bestia del Gévaudan...
Questo non cambierà di una virgola il suo carattere, al contrario rischia di rammollirlo ancora di più.

Il ragazzo trucido inizia e capisce immediatamente di essere il gallo nel pollaio, in sostanza per lui questo ambiente è ancora più confortevole perché dannatamente facile: se ha un fisico buono, magari perché fa pesistica e segue una dieta per i cazzi suoi, magicamente si racconterà in giro che lo sia grazie alla pratica di AMT;
Tira calci al vento e urla più forte degli altri senza doversi mai confrontare con nessuno e questo lo renderà l' esempio di riferimento per tutti i mollaccioni (ciccioni scurreggioni, come direbbe qualcuno ahahha).
Le hot pants girls diventano facile preda, con la scusa della gerarchia non possono fancularlo spietatamente e devono lasciarsi toccacciare.
Se è abbastanza viscido e faccia da culo come un tizio che ho conosciuto si costruirà addosso l' aura di saggio guerriero delle AMT, pronto a bullizzare i più deboli e allo stesso tempo porsi come padre misericordioso maestro di vita, tutto questo solo in virtù di una personalità più forte degli altri.
Il vero problema è che per quanto faccia il leone lo stia facendo nella cesta dei micetti, e man mano che il tempo passa la sua posizione e reputazione crescono, e questo finirà per metterlo nella condizione di non potersi più mettere in gioco pena il rischio di essere deriso a vita.
Indistintamente finirà per raccontare a tutti di come l' AMT lo abbia forgiato, spesso denigrando chi faccia "solo" sport da combattimento.


SdC:
L' omino paperino inizia la pratica e capisce immediatamente di essere il pulcino bagnato a Tana delle Tigri, alla prima lezione gli dicono di fermarsi senza problemi se ne senta il bisogno, ma poi sono un pò cazzi suoi: sta a lui adattarsi al ritmo, non certo all' istruttore adeguarsi.
E questo è il primo grande insegnamento che può forgiare il carattere di una persona, la benzina che può alimentare un focherello o al contrario farlo esplodere.
Puoi capire letteralmente di che pasta sia fatta una persona osservando come si approcci ad una situazione nuova, difficile e dove sia richiesto sacrificio per raggiungere un risultato.
Ovviamente il grosso dei paperini fugge a gambe levate per approdare ai corsi di TurboKillaPowaMothafucka Israeli-Palestini-Atlantidea Crab Fightin' Defense System, o a quelli di Cin Ciun Chao Kata Kao in varie salse dove probabilmente racconteranno di "aver fatto Muay Thai con i campioni in passato" oppure di "aver provato la Muay Thai ma lì sono tutti muratori buzzurri, un gentleman illuminato come me non può mischiarsi con certa feccia".


L' omino che abbia deciso di faticare umilmente verrà spronato dall' ambiente stesso a fare sempre di più e migliorarsi, e sono testimone di cambiamenti così tangibili da non doversi nascondere dietro ad alcuna stupida leggenda di cinesini millenari: conosci una persona prima, la rivedi dopo un annetto (uno eh, mica dieci) e solo a guardarla capisci che sia cambiata. E che sia probabilmente in grado di farti il culo a paiolo.
Il cambiamento riguarda il fisico, l' atteggiamento e ovviamente la capacità reale di combattimento.
Questo come lo sai?
Perchè tipicamente vi inviterete ad un allenamento insieme, in cui come consuetudine si farà sparring laddove se praticaste AMT vi invitereste ad un allenamento per fare le fotografie da mettere sul gruppo "Chinese Samurai Ninja best champions" su Fessbuc.
+1 per la pratica di stili funzionali


Il Trucido è già sicuro di sè e magari pure avvezzo alle botte, fatto sta che in uno SDC finisce per essere preso a calci in culo ridimensionandosi oppure per incanalare queste sue caratteristiche in un modo più produttivo.
Non ho detto che diventi un bravo ragazzo e cittadino modello, anzi, non è raro che da pezzo di merda sconclusionato rischi di diventare pezzo di merda pericoloso per gli altri, ma questo è.
Nella mia esperienza chi era già tosto prima lo è diventato ancora di più, e solo il cervello in dotazione ne ha determinato uno sbocco in positivo o negativo a livello diciamo civile.
Quel che è certo è che la direzione fosse univoca, nel senso che non ho mai visto praticanti di SDC rammollirsi diventando paperini sfigati, anche dopo aver smesso di praticare.

Nota: vorrei precisare che praticante per me è uno che si allena costantemente per almeno qualche anno, non uno che si iscrive e va una volta a settimana raccontando in giro di fare questo o quello stile; Questo vale sia per le AMT che per gli SdC che per tutto il resto.
Io ho una reflex con accessori di alto valore, varie volte ho girato con treppiedi, zaino e cannone zoom innestato e faceva molto fotografo giapponese anni 80 e la gente diceva "ooooh è arrivato o' professionista!", ma mi guardo bene dal dire in giro di essere un fotografo.

Per quanto mi riguarda quando ero bambino ricordo di essermi spesso sentito un "debole", ricordo di come in testa avessi proprio questa costante definizione di "debole" contrapposta ai bulletti gradassi che parlavano il dialetto, prendevano per il culo i deboli e sapevano fare a botte.
E vivevo questa cosa con evidente frustrazione e rabbia, anche per questo per me era così importante essere un karateka... Solo che a botte non ci avevo mai fatto, e quindi era tutta una sorta di panacea mentale per sentirmi in qualche misura capace di reagire senza doverlo fare.
Ero più piccolo della media, mi prendevano spesso in giro per questo, e io mi incazzavo alla brutta, e quando un bambino si incazza lo prendono per il culo il triplo.
In questa fase per me il lavaggio del cervello da AMT era totale, ero davvero convinto di avere un ruolo sul pianeta che fosse non usare mai le arti marziali se non come extrema ratio e solo per difesa.
Ma diamine, ero un bambinetto che guardava ancora i film di Briuuuuuus Liiiiiii...

Durante l' adolescenza ho continuato a praticare AMT e le cose non sono cambiate di tanto: gli amici sapevano della mia lunga pratica, ero pure piuttosto bravino a tirare calci all' aria e urlare molto molto forte, quindi qualcuno mi riteneva un guerriero micidiale.
E intanto dentro di me cresceva l' autostima pericolosa di chi si illude di saper fare qualcosa senza averla mai messa in pratica.
Quando poi sono successi vari e differenti episodi raccontati nel blog, tutte le mie certezze sono crollate disastrosamente. Tutte.
Non è solo questione di saper vincere un combattimento, è il fatto di rendersi conto di aver allenato cazzate per anni, supportate da cazzate di teorie e storie inventate da altrettanti maestroni cazzari tutta forma e niente sostanza.
Alla fine credevo di essere un duro perché i duri non li avevo mai incontrati per davvero, e sotto sotto ne avevo ancora una gran paura.

Non voglio dire che la pratica di AMT non mi abbia dato nulla, sarebbe ingiusto, ma la sensazione è che se invece di fare le forme di formaggio avessi da subito intrapreso l' allenamento di stili funzionali al combattimento, le mie qualità sia fisiche che attitudinali ne avrebbero giovato molto di più e molto prima.
Il senso di sicurezza sarebbe stato supportato da qualcosa di misurabile, non da sensazioni personali o complimenti per la foto col calcio volante.
La determinazione sarebbe arrivata molto prima per via dell' abitudine ad allenarsi duramente, non per via di eventi personali esterni.
Magari sarei pure diventato forte e conosciuto nel panorama sportivo, chi lo sa.

La mia conclusione è che aldilà della pratica, di qualsiasi pratica, da qualche parte dentro di noi debba già esserci una predisposizione caratteriale da alimentare nel modo giusto per diventare persone mature, forti e determinate.
Non è necessario essere delle tigri: l' importante è non essere pecorelle impaurite e remissive.
E lasciatemi dire, oggi di pecorelle impaurite ce ne sono troppe e i risultati nella società sono sotto gli occhi di tutti.

sabato 6 luglio 2019

Aneddoti VI - Dell' incapacità di combattere della gente

Riporto un episodio accaduto qualche giorno fa mentre mi trovavo in una nota località turistica.

Stavo passeggiando per i fatti miei in mezzo alla folla di turisti di ogni dove quando un vociare più sostenuto ha attirato la mia attenzione: in mezzo alla strada c' erano un paio di bifolchi intenti a litigare.
Non conosco le ragioni dell' alterco, non che me ne freghi nulla, ma nel momento in cui uno dei due ha sfidato a cazzotti l' altro una lampadina si è accesa nella mia mente malata e mi sono fermato con piacere ad osservare la scena.

Dovete capire che la situazione era piuttosto curiosa, due ragazzi uno più tatuato dell' altro che si prendono a parole camminando davanti ad un ristorante, mentre la coda di turisti continua a camminargli a fianco.
Poi uno allunga un pò le mani e l' altro decide di mettersi in guardia, incitandolo al combattimento.
La scena era talmente inusuale in un tale contesto che penso che la gente abbia creduto si trattasse di una specie di siparietto on the road, una messa in scena per dare spettacolo e raccogliere qualche monetina da un grasso tedesco in ciabatte e calzini bianchi, ma al primo pugno sgangherato si è capito che i due mammiferi volessero darsele sul serio.

Per me è stato un interessante esperimento sociale sugli Homo Sapiens.

Questi due tizi continuano ad agitarsi davanti ai tavoli del ristorante, minacciandosi a parole e sfidandosi a farsi sotto, ma ogni volta che si avvicinano l' attacco si limita ad un pugno sgangherato e poco più.
Riprendono le distanze, passeggiando in modo nervoso, poi si riavvicinano, un altro attacco e via di nuovo.
Un terzo amico interviene, ma il suo apporto allo scontro è tipo quello del tizio che saltava sul palco ai tempi degli 883 e di cui nessuno ricorda nemmeno il nome se non "quello che saltava sul palco con gli 883".
La gente intorno si divide tra turisti del tutto ignari che nemmeno li considerano (ci camminano letteralmente di fianco), altri che affrettano il passo per fuggire dalla "situazione di violenza inaudita", e altri come me che si fermano ad assistere tra il divertito e lo stupito.
Io ero soprattutto divertito.
Perchè quando infine lo scontro è arrivato a qualcosina di più concreto, con sedie lanciate e bicchieri rotti, ecco la prima scena isterica con una donna che urla di "farli smettere", di "chiamare qualcuno".

In effetti fin dal principio mi aspettavo l' arrivo di un paio di poliziotti a giro brevissimo, perché non esiste che in un punto turistico di livello mondiale, e con tutti gli Allah Snackbar a piede libero, non ci sia nemmeno un cavolo di vigile urbano a controllare la situazione.
Ma la donna avrebbe potuto gridare tutta la sera senza che un cristo la degnasse di attenzione, infatti tutto l' episodio è durato svariati minuti con i tizi che si spostavano liberamente per la strada.
Sempre in mezzo ai turisti, lo ricordo.

Ti aspetti che tra la moltitudine di ominidi arrivi l' eroe di turno, un macho pronto a fare da paciere e dividere i due monelli, e invece pensa te: dopo vari minuti ad intervenire sono alcune signore che si avvicinano ai due tizi (che erano ancora pronti a darsele) senza però avere successo e rimediando pure qualche contusione.

Poi tutti tornano a fregarsene, questi lanciano le sedie del ristorante, ribaltano i tavoli, rompono i bicchieri... Il povero cameriere sottopagato che più tardi non può fare altro che raccogliere i cocci...
La scena si sposta più avanti, poi tornano indietro, insomma alla fine mi sono rotto pure io e ho proseguito il mio cammino senza più curarmene.

Tuttavia non ho potuto fare a meno di fare alcune considerazioni personali.

La gente, tanta gente, non sa minimamente combattere

Grazie al cavolo che poi qualche cinesino rischia di apparire come "il più forte combattente di tutti i tempi" o coglionare centinaia di allievi a sborsargli pacchetti di Euro per insegnar loro la forma del Piccione di San Marco: sono abbastanza certo che un praticante di AMT (sì, ho scritto AMT) avrebbe potuto fare un figurone in quella situazione, a patto di non cagarsi sotto dalla paura.
Questi tizi tiravano un singolo pugno, schivato regolarmente nel più banale dei modi e poi si azzuffavano per un secondo senza avere più idea di cosa fare.
La regola è la solita: un pugno a segno fa sempre male ed è sbagliato sottovalutarlo anche se tirato da un beone, ma con due nozioni e qualche oretta di sparring ci voleva poco a neutralizzarli.
Per me è stata significativa la loro evidente impreparazione segno che anche se sei giovane, alto, incazzoso e magari ti piace bullarti con le ragazzine di essere un duro, se ti trovi a fare a botte contro Paperino Pitagorico te la giochi, se ti dice male ti ammazzano al primo assalto.

L' abito non fa il monaco, in particolare quello di Shaolin

Al mio arrivo sulla scena non appena ho visto questo ragazzo mettersi in guardia pugilistica ho pensato "Oh cazzo, adesso vedremo un pò di sangue": come dicevo entrambi i tizi (e il terzo incomodo) erano alti, giovani, carichi, incazzosi e... tadah!.. pure tatuati come tanto va di moda oggi per sentirsi tipo guerrieri Maori.

Fatto sta che già mi immaginavo un combattimento tra minotauri testosteronici con KO assicurato e occhi gonfi.
E invece niente, tutta scena, come a voler ribadire che puoi farti gli scarabocchi dei bambini sul corpo ma se poi non hai la sostanza resti comunque un cinesino che smanaccia sui tetti di Hong Kong.

Rispetto a quando praticavo AMT, non avevo la minima paura della violenza in corso

No, non voglio fare il duro, questa è una mia personale considerazione legata al fatto che la mia consapevolezza di come funzioni, per davvero, un combattimento, cosa acquisita solo ed esclusivamente dopo aver provato il full contact e gli stili funzionali, mi ha messo nella condizione psicologica di non avere per niente paura di quella situazione.

Certo, non c' ero mica io in ballo, ma me ne stavo completamente tranquillo ad osservare la scena ad una distanza tale da rischiare il coinvolgimento.
Vedevo in altre persone il me stesso di tanti anni fa, quello che scappava inorridito dalla violenza e dalla situazione "potenzialmente mortale", quello che si preoccupava di "non farsi male", quello che ad un eventuale pugno ricevuto probabilmente sarebbe rimasto paralizzato dal terrore.
E invece me ne stavo lì, una sedia lanciata mi ha pure sfiorato, e se uno di questi individui avesse deciso per assurdo di attaccarmi non avrei avuto l' atteggiamento remissivo di una volta.

Ragazzi, la consapevolezza del combattimento reale ti cambia.

Non aspettatevi che qualcuno intervenga, nemmeno se sei in mezzo a decine di persone

Qualcuno potrebbe obiettare che forse avrei potuto farlo io, visto che conosco le dinamiche del combattimento e della famigerata difesa personale, ma in tutta onestà non è che me ne fregasse un bel niente.
Vedere due coglioni tatuati che litigano probabilmente perché si sono rubati il ragazzo, talmente idioti da mettersi a fare scenate in mezzo ad una delle vie più turistiche del pianeta dove probabilmente entro un minuto arriveranno i poliziotti ad arrestarli con il rischio di dover dare anche io spiegazioni... non è che mi incitasse granchè all' intervento.
E' comunque emblematico che di poliziotto non ne sia arrivato nemmeno uno.

A dirla tutta speravo si ammazzassero di botte, lato mio questa gente dovrebbe solo sparire.
Sarebbe stato tutto un altro paio di maniche se avessi visto un sopruso, violenza su qualcuno palesemente più debole, allora sì che mi sarebbero girati i coxxioni nel vedere l' indifferenza comune.

Ma tant' è che in fondo a nessuno gliene fregava nulla, eccetto che alla donna isterica

La donna isterica

E' stato al tempo stesso fastidioso ed esilarante il suo intervento, mi rendo conto di non essere popolare nella mia osservazione ma non sono qui per fare politica.
Questa tizia si è messa a gridare in maniera snervante incitando qualcuno a fare qualcosa, a fermarli.
La prima cosa che mi è venuta in mente è Dick Dastardly mentre urla a Muttley.
Poi ho provato fastidio nel pensare che magari fosse la tipica signora che vive nel mondo di Iridella e per la quale la violenza non può esistere, e naturalmente ci deve essere qualcun altro a fare "il lavoro sporco".
Una specie di visione Hippie-Liberale per cui le cose brutte, immorali o violente non devono intaccare la propria vita felice, però sono sempre gli altri a doversene occupare.

Subito dopo ho riflettuto su come, in effetti, nonostante l' incitamento isterico della suddetta nessuno si sia degnato di provarci.
Questo è stato comico ma anche un pò triste.
La mia posizione l' ho già esternata, però c' erano decine e decine di persone a passeggiare in parte ai tizi, possibile che nessuno abbia voluto fare l' eroe?
La "pressione sociale" era stata innescata proprio dalla donna isterica, tutti quelli che l' hanno sentita si sono sentiti presi in causa ma ancora nessuno ha mosso un dito, nemmeno tanti omoni che amano raccontare alle loro donne di essere uomini di mondo dediti alla giustizia e moralità, e soprattutto quei dementi che amano sproloquiare di giustizia sociale e civiltà su Fessbook, al riparo nella loro cameretta...

Abbiamo infine gli eroi, anzi, le eroine... le sciure vecchia maniera

Anche questo è stato abbastanza emblematico, oserei dire grottesco: tra tanti uomini grossi come orsi, infine sono state un paio di donne più sui sessanta che hanno preso l' iniziativa di intromettersi e provare a calmare gli animi.
Solo a quel punto la pressione sociale ha avuto la meglio e anche un individuo è intervenuto, in modo comunque molto blando: entro un paio di minuti tutti sono tornati a fregarsene, anche perché oggettivamente chi te lo fa fare di dividere due emeriti idioti che si lanciano sedie e bicchieri sapendo di star dando spettacolo?

Provo solo pietà per i camerieri del ristorante che hanno dovuto sistemare tutto, incolpevoli, e per il titolare che si è visto danneggiare del materiale per colpa di sta gente.

Se sai un minimo combattere, a questi gli fai il culo a paiolo. Ma attento a non esagerare

Veniamo ora alla questione più tecnica, anche se come ben sapete non amo disquisire di ipotesi, che siamo tutti dei fenomeni a bocce ferme.
La considerazione più importante è che entrambi gli ominidi non abbiano provato una successione di colpi nemmeno una volta, al che per l' attaccato è sempre bastata una schivata di busto all' indietro per evitare di essere colpito.
Nessun calcio, nemmeno abbozzato.
Nessun tentativo di lottare (ci mancherebbe...), sono arrivati alla corta distanza ma a parte una collutazione tipo canguri in calore non è successo nulla di significativo, scappavano subito dopo.
Insomma lo scontro si è prolungato a lungo ma perché in effetti facevano fatica persino a toccarsi...
La situazione ha rischiato di degenerare nel momento in cui si sono armati di sedie e bicchieri: in questo caso però è stata proprio la loro inettitudine a non causare danni veri (a parte al ristorante...), io mi vedevo qualche esperto di Aggressione Personale Ebrea pronto ad infilzare bulbi oculari, sbudellare e spaccare, soprattutto le palle...

Cosa avrei fatto io?
E che ne so, mica siamo sul Forum degli Espertoni...
Ho solo pensato che buttarla sulla lotta lì in mezzo a tutta quella gente non sarebbe proprio stato il caso, però un Suplex sarebbe stato epico e oggi sarei ricordato come il Gannicus dei giorni nostri.
Probabilmente avrei terminato lo scontro molto prima: un vaffanculo e torno a passeggiare senza un graffio nè una querela.
Però la faccenda di Gannicus era una figata, dai.

A me resta soprattutto l' immagine di persone che provano a combattere senza averne preparazione, bravi probabilmente a bullizzare ragazzine o omini ancora più inetti ma totalmente alla mercè di un praticante un pelo navigato.
Continuate ad allenarvi, sapere come combattere vi permette di capire come non doverlo fare.


giovedì 13 settembre 2018

Le tecniche imbarazzanti

Il post di oggi non è certamente polemico o indignato ma in un certo senso è comunque indicativo della improduttività nell' allenare un certo tipo di tecniche, con certi individui, ma anche delle situazioni divertenti o grottesche che a volte si creano in palestra.

Mi sono tornati alla mente alcuni episodi accaduti quando ancora frequentavo i corsi di difesa personale, in varie salse.
Il tema della difesa personale si sposa perfettamente con questo tipo di situazioni, spesso perchè l' interazione avviene tra donne impaurite (e in hot pants) e pitecantropi sudati.
Succede che le tecniche allenate scimmiottate in questi corsi prevedano il contatto diretto quando non proprio il corpo a corpo, per non parlare di presunte (e falsissime) situazioni di stupro.
Il mio aneddoto riguarda varie situazioni in cui ho dovuto "allenarmi" con delle signorine che pur non avendo le basi minime sindacali per stare in piedi, venivano chiamate a portare calci "spezza-ginocchia", micidiali palmate "acceca-minotauri", ginocchiate "spappola-palle" e via dicendo.

Quella volta la signorina avrebbe dovuto bloccare il mio avanzamento con il più classico degli stop-kick al mio ginocchio, "costringendomi a piegarmi in avanti", per poi colpirmi al viso con le sue micidiali palmate.
Dato che nessuno aveva intenzione di morire al primo tentativo (...) l' esercizio veniva semplificato mirando al quadricipite con il calcio per poi toccare semplicemente la fronte con le mani aperte.
Inutile spiegare quanto la povera signorina faticasse anche solo ad alzare a sufficienza il ginocchio per portare quel tipo di calcio (che è tutto meno che "semplice, alla portata di tutti" come si vuole far credere, anche per gli ometti ben inteso), sbilanciandosi malamente e cadendo due volte su tre; Ma la cosa veramente imbarazzante era il disgusto che le leggevo negli occhi quando doveva allungare le sue tenere manine fino a toccare la mia fronte coperta di sudore... E come darle torto!

Io ero imbarazzato per lei e cercavo di asciugarmi prima di ogni ripetizione, ma parliamo sempre di esercizi fisici fatti in piena estate nella classica palestra priva di qualsivoglia sistema di condizionamento dell' aria, si sudava anche standosene immobili...
E questa povera disgraziata che non sapeva più che inventarsi per non doversi smerdare le mani e poi pulirsele sui suoi graziosi (ed attillatissimi) hot pants...

Eh già, gli hot pants, autentico strumento di tortura per ogni ominide sessualmente sviluppato.
Un' altra delle tipiche situazioni imbarazzanti riguarda appunto le famigerate hot pants girls che vanno a fare arti marziali e si ritrovano in posizioni a dir poco equivoche che neanche Brazzers©.
Mi sono sempre chiesto se ne siano davvero consapevoli o se addirittura lo facciano apposta, fatto sta che a volte con certi strumenti del diavolo ci sia poco di lasciato all' immaginazione.
Una sessione di lotta con una hot pants girl è qualcosa al limite del pornografico.
Per carità, senza voler fare l' eroe personalmente mi sono sempre allenato con serietà anche in queste situazioni, ma scommetto che per queste ragazze certe situazioni siano particolarmente impreviste, soprattutto quando non hanno idea di cosa sia il corpo a corpo perchè pensavano di risolvere come nei dannati film cinesi a suon di pugnetti a catena.

Ma la lotta è terreno di conquista anche per gli individui dotati di pene dalle preferenze contronatura, insomma dai, parliamo sempre di uno stretto contatto tra maschi muscolosi e sudati.
La mia regola è che se non c'è contatto visivo non è gay, però mi chiedo cosa possa pensare l' uomo della strada che veda un incontro di grappling per la prima volta.
A volte è questione di posizioni, tra culi in faccia, membri a distanza allarmante dalla bocca e abbracci prolungati che sognavi di avere con la cubista e invece ti ritrovi a scambiare con un brasiliano peloso; Quando va peggio si passa allo stringersi con cessi umani non adusi all' igiene basica finendo inebriati dai loro umori ed odori corporei.

Ma potrei parlare anche di svariati episodi in cui durante il corpo libero, a causa delle posizioni e dello sforzo, siano esplosi peti clamorosi in Dolby Surround Atmos©.

Tornando all' aneddoto iniziale, spesso ho notato l' imbarazzo della gente nei corsi di difesa personale anche per una questione tecnica: detto in francese si chiedevano che cazzo stessero facendo.
L' istruttore spiegava con sincera convinzione tecniche improponibili, spesso sensate ma per niente alla portata di gente alle prime armi, e questi mimavano i suoi movimenti come delle marionette mosse da uno scimpanzè.
Quello mostrava un jab-diretto a gente incapace di coordinare due articolazioni alla volta, e così li vedevi lanciare le mani avanti tipo bisticcio tra ungulati.
Fantastico poi quando dovevi simulare attacchi ai genitali, con le signorine che entravano in modalità oddio-voglio-solo-andare-via-da-qui e i maschietti che si trovavano a manipolare peni altrui.
Per non parlare di tirare i capelli ad una signorina che spende 200€ di parrucchiere, metterle le mani sudate lercie in faccia, tenere la sua caviglia sulla spalla per fare stretching per finire nella tecnica finale segreta del Wing Chun che è lo "strizzacapezzoli", ma che nessuna ha mai accettato di subire.

Ma le tecniche imbarazzanti erano anche patrimonio dell' AMT che praticavo, soprattutto durante le forme di posizioni: ho ancora in mente fottute "forme degli animali" in cui dovevi metterti in posizioni ridicole per simulare un cane della prateria o un orango muschiato, saltellare a destra e sinistra e gridare con la faccia imbronciata per essere più credibile.
Voglio dire, per carità, se siete mai stati a teatro potete capire quanto siano potenzialmente ridicoli gli attori se non fosse che per recitare a quel modo ci vogliano capacità per nulla banali, quindi l' interpretazione in generale è una vera abilità: tuttavia era davvero ridicolo vedere ragazzotti mimare il criceto mandarino cercando di prendersi sul serio mentre stavano in posizioni più adatte alla defecazione che al combattimento, o assistere all' esibizione della signora cicciona (ma cintura nera 3° dan!!!) che pretendeva di fare una forbice al volo rovinando disastrosamente a terra che persino i bambini si misero a ridere.

Finchè si tratta di episodi divertenti vale la pena di prenderla con spirito; Certo è che se vi sentite imbarazzati per quello che vi chiedono di fare, significa che non state imparando niente.

martedì 21 agosto 2018

E il caso del campione di MMA ucciso per una rissa...

Un post per raccontare un episodio che ho letto qualche giorno fa e che mi ha suscitato un' altra banale riflessione.

Qui l' articolo: https://www.thesun.co.uk/news/7004027/mma-fighter-beaten-to-death-bouncers-nightclub-knife/


Anche in questo caso mi vedo le frotte di fanatici di AMT esultare (sì, non lo ammetteranno mai a viso aperto ma nel loro rancore esultano) in nome dell' inutilità degli SdC in generale nelle famigerate "situazioni reali", senza arbitro, senza ring confortevole, senza regole.
Perchè diresti, se un campione di MMA è stato ammazzato di botte (poi vediamo nello specifico) fuori da un locale, ed era uno allenato e abituato ad usare tecniche funzionali per riempire di botte gli altri, è perchè tutte quelle cagate vanno bene solo per gli incontri uno vs uno dichiarati, giusto?

Ebbene, a parte il fatto che chi si allena negli SdC sa benissimo di studiare questo tipo di combattimento e non improbabili aggressioni armate nelle favelas, la considerazione che mi è balzata in testa è: e voi, oh super esperti di difesa personale e arti marziali tradizionali allenate per difendere la vita, voi che parlate di strappare occhi, storpiare cuccioli, spezzare gambe, sapervi difendere da attacchi col coltello o dalla padella della nonna: voi pensate veramente che avreste avuto la meglio contro quella squadra di criminali armati di mazze da baseball?

Eh no cari belli, troppo comodo adesso cercare le giustificazioni della mamma: non sono queste le situazioni che dichiarate di studiare nel vostro stile?
Non la menate sempre con la storia degli amici che saltano fuori dalle fottute pareti (e qui è successo)?
Visto che blaterate sempre di studiare come difendervi da più aggressori, ecco qui come funziona per davvero quando più persone aggressive e determinate a farvi la pelle vi assalgono, anche uno alla volta.
Armati di mazze da baseball, sedie e magari coltelli.
Certo, è quello che dite sempre anche voi nei vostri corsi, no?
E con la stessa supponenza raccontate di studiare come gestire, e avere la meglio, in queste situazioni precise.

Credete sul serio che ve la sareste cavata diversamente?
Parlo di tecnica, non vale il jolly dell' andarsene via, quello lo capiva anche mia nonna.

Io sorrido compiaciuto mentre ricordo le lezioni in cui il maestrone di Wing Chun parlava di strategia durante questi scontri, spesso rimarcando con altezzosità di come fosse estremamente più complicato che su di uno stupido ring, mentre sai, a bong sao pugni a catena e stop kick li potevi buttare giù tutti!
Lì studiavi come abbattere il nemico in un secondo!
Mi si gela invece il sangue a ricordare le tecniche di difesa da coltello o bastone che "allenavo" nella mia AMT, che se solo provassi ad applicarle praticamente mi farei ammazzare prima del tempo.
Si materializzano decine e decine di esibizioni di AMT con il prode guerriero al centro del tatami e quattro aggressori in posa plastica che lo attaccano uno alla volta, ma lui li stende tutti insieme...

Parole, parole, parole... bla, bla, bla...
Ma in certe AMT la cosa è talmente palese che anche un cockatiel capirebbe che siano solo scenette non credibili.
Il cockatiel è una specie di pappagallo con le gote rosse, molto intelligente e divertentissimo quando fa il tip-tap. Cercate "cockatiel tip tap", mi fa troppo ridere.
Il problema sono le pirlate raccontate nei corsi di difesa personale, dove gli istruttori dicono esattamente le stesse cose (che la "strada" è un' incognita, che prenderai comunque delle botte o una slamata, che non sai chi/quanti ti possano capitare, che studiare combattimento non ti dà garanzie, etc.) MA poi in sostanza continuano a farti credere che se studi a sufficienza palmate, ginocchiate alle palle e kotegaeshi alla fine l' avrai vinta.

Possiamo star qui a pontificare per giorni su quante cose sbagliate ci siano in quell' episodio, e di quanto le abilità di combattimento del ceffo morto ammazzato contassero ben poco nel contesto; Tra l' altro si legge sia stato fermato proprio perchè era armato di coltello, qualunque fosse la ragione non era di certo andato là con l' intenzione di boxare, poteva anche essere il campione di ciclismo e non avrebbe fatto differenza.
Quello che voglio sottolineare piuttosto sono altre cose:

- l' allenamento di stili funzionali al combattimento NON affronta la cosidetta difesa personale: fornisce piuttosto i migliori strumenti per combattere a mani nude contro UN avversario, cosa che torna molto comodo ANCHE quando un tizio ti aggredisce.
- detto questo, studiare tecniche specifiche per la difesa personale non dà veramente questo enorme vantaggio rispetto a saper tirare un cazzotto giusto.
- colpi agli occhi, calci alle palle, testicoli strappati a morsi... sì sì vabbè. Ci sono situazioni in cui funzionano bene, ma se pensate di cavarvela grazie a questi buona fortuna.
- studiare difese da coltelli, sediate, mazze da baseball ha senso solo fino ad un certo punto, tanto una mazzata vera la prenderete solo quella volta che andrete al creatore. Mi raccomando provate a spostarvi con l' angolo giusto!
- essere campione di qualsiasi cosa non significa un cavolo quando il contesto è quello; Essere "esperti di difesa personale" non significa un cavolo quando la situazione è quella. Prendi botte e dai botte alla come viene.
- per la stessa ragione per cui puoi dire che kotegaeshi sia efficace in un' altra situazione di autodifesa, lo stesso lo puoi dire per un destro.
- spesso non puoi capire se la situazione in cui ti trovi metta a rischio la tua vita. Questo non giustifica i buffoni che parlano di spaccare braccia o cavare occhi in qualsiasi situazione "perchè non si sa mai".
Provateci, preparate anche la cintura di castità per la galera.
- se vai in giro con un coltello (cosa drammaticamente comune, oggi, anche tra pischelli bimbiminchia maledetti) non aspettarti niente di buono a prescindere.
Meriti la morte e ti sta bene.
- la difesa personale è starsene a casa a giocare con il gatto. O a vedere il cockatiel che fa il tip tap.
Qualunque cosa tu faccia non ti garantirà un bel niente. QUALUNQUE.
- ricorda sempre che quelli che blaterano di imparare a difendersi nelle situazioni mortali, contro più avversari, con vestiti civili, senza riscaldamento, terminando gli scontri in un secondo per affrontarne un altro, senza mai finire a terra, usando tecniche "semplici e dirette", neutralizzando attacchi armati, contro avversari più grossi, colpendo punti deboli al volo, sul cemento pieno di detriti appuntiti, improvvisando e sfruttando Novella 2000 come arma... non sono gli sportivi.

Mi sento un pò stupido a dover prendere questo episodio per dover ribadire queste banalità, fermo restando tutto il valore aggiunto che continuo a dare a varie tecniche o strategie proprie di alcune AMT e SdD una volta contestualizzati, ma mi è capitato di leggere le reazioni di bimbi esagitati, soprattutto uinciuncosi, e mi sono letteralmente cadute le palle a terra.
La regola è sempre la stessa: senso critico e obiettività.
Ed occhio alle dichiarazioni!

domenica 19 agosto 2018

Il caso del cinese che sfidò i maestroni

Qualche tempo fa mi è capitato di imbattermi nel curioso e divertente caso di Benjamin B.. Xu Xiaodong, un cinese (argh!) praticante di MMA che per ragioni "un pò" di auto-promozione e un pò di balle piene dei sedicenti maestroni cazzari, ha organizzato degli incontri pubblici per verificare il favoloso potere delle antichissime e mortali pratiche tradizionali in combattimento.

I combattimenti di cui parlo sono visibili qui (sempre che non li abbiano rimossi):

1- https://www.youtube.com/watch?v=1Xd2MUJSil4
2- https://www.youtube.com/watch?v=1tjCYa-clXY

e qui un' intervista fatta successivamente all' incontro:

https://www.youtube.com/watch?v=LZ6j0i0LxNo

Le considerazioni da fare a riguardo sono molte, perciò andiamo con ordine.
La prima cosa che viene in mente ai fanatici di AMT è che ora io voglia portare questi episodi come dimostrazione di qualcosa.
La prima cosa che è venuta in mente al sottoscritto quando ha visto il video è stata "mmm... cazzo mangio stasera?".
Un pò dopo ho pensato "Ahaha ecco un altro sedicente maestrone pestato come un polpo su di uno scoglio da un mediocrissimo praticante di botte a caso".

Cominciamo col ribadire che a me del confronto stile vs stile in senso stretto freghi davvero poco, ma capisco che per numerose menti obnubilate dal fanatismo religioso per le cagate marziali questo sia impossibile da credere.
Giurin giuretta, poteva essere "Calcinculo vs ChonChunDao", "Maestro di Rutti vs PigiamaBoy", "TruzzoMinchiaPorcoddue© vs SaiBaba" e il principio sarebbe stato lo stesso: ci sono due tipi che si prendono a pugni, uno aspetta, l' altro prende l' iniziativa e lo riempie di botte. Fine.

Quando vedete questi video provate a rimuovere tutti i condizionamenti mentali derivati dalla confezione: il nome dato al video, la "divisa" utilizzata, persino quanto ufficialmente dichiarato quale scopo della cosa.
Provate ad immaginare che sia un video senza titolo, in cui tutti siano vestiti allo stesso modo.

- immaginate cosa pensereste se voi foste un praticante di [SdC/AMT/SdD], e ve lo avesse inviato sul telefono un altro praticante di SdC; E ora invece se lo avesse inviato un praticante di AMT, e poi di difesa personale.
E che ciascuno lo abbia fatto per un motivo diverso, magari avevate riso delle arti marziali, o degli sport, magari avete parlato dei praticanti non allenati, magari avete parlato della "realtà di strada".
- immaginate cosa pensereste se i tizi fossero tutti vestiti con abiti cinesi, e il video fosse intitolato "wing chun vs tai chi".
- ora invece il titolo è "maestro di MMA punisce suo allievo".
- adesso è "backstage nuovo film su Ip Man", oppure "Bullo sfida gente in un bar".
- giusto, immaginate che sia una telecamera di sorveglianza e la scena sia ambientata in un locale, tutti in abiti civili e il titolo sia "pedofilo molesta ragazza, il padre lo picchia!".

Riuscite a capire quanto questi semplici dettagli possano modificare la vostra percezione del significato dell' episodio?

E' questo che faccio io, giudico dei puri e semplici fatti privati del pacchetto che, purtroppo, spesso serve proprio a veicolare un messaggio voluto.
Spesso decontestualizzato, non di rado diametralmente opposto alla verità.

Questa è la stessa meccanica sociale con cui si diffondono le famigerate "fake news" e basta dare un' occhiata ai titoli degli articoli di cronaca per capirlo: una stessa notizia cambia letteralmente di significato modificando l' uso delle parole e dei toni, o sottolineando un aspetto al posto di un altro.
Nessuno fa più quello che dovrebbe fare, riportare dei FATTI e basta, cercando il più possibile di AUTENTICARLI.
Molto più semplice e utile trasmettere un significato desiderato sotto le righe, no? :)

Quindi dimentichiamoci per un attimo del confronto questo contro quello, che tanto oggi c'è ben poco da dimostrare in questi termini.
Osserviamo che il livello di entrambi i praticanti sia davvero scarso, non servono anni di pratica per capirlo: il modo in cui si muovono (o meglio, uno si muove) manifesta una certa approssimazione tecnica e strategica.
Questo Xu è tutto meno che un esperto, ho letto che sia stato un professionista ma probabilmente lo ha fatto nel circolo dell' oratorio, la sua tecnica è da amatore neanche tanto convinto.
Il livello degli sfidanti poi non è nemmeno definibile tale, visto che non fanno letteralmente niente: ma non c'è da stupirsi visto che il praticante medio di AMT avrebbe fatto la stessa cosa.

Queste osservazioni mi fanno catalogare questi episodi come qualcosa di assolutamente poco rilevante, pur nella consapevolezza che abbiano mostrato, ancora una volta, come anche uno scarso praticante di stili funzionali possa avere la meglio su chi creda di saper combattere applicando astruse teorie e tecniche folcloristiche.
Non ho detto di proposito "avere la meglio su maestri di AMT", perchè poi finirei nel torto: ammesso che gli sfidati fossero pure praticanti di alto livello, lo abbiamo visto? No.

Perchè poi sembra che lo stesso Xu sia stato ufficialmente sfidato da (ta daaan!) un famoso istruttore EUROPEO di Wing Chun!!! (Mi rifiuto di scriverne il nome per il disgusto che mi provoca quella persona solo a vederla).
Capito come funziona il favoloso Wing Chun?
Prendi un BESTIONE abituato a risse vere in ambienti aggressivi, cresciuto in una cultura in cui puoi raccontare di cazzate orientali ma poi alla fine hai sperimentato tutt' altro e lo piazzi come esponente del vero e antico stile cinese!
Una sfida tra poveri: prima uno scarsissimo fighter di MMA sfida un paio di marzialisti nemmeno catalogabili, più leggeri per giunta, e ovviamente li prende a cazzotti.
Poi arriva Giggi il Bullo, grosso due volte e aggressivo cento di più, naturalmente non cinese, e scassa di botte uno scarsissimo fighter di MMA.

Giggi il Bullo mica chiede la sfida ad un professionista di MMA eh... però accusa Xu di sfidare solo i marzialisti scarsi!

Dove sono finite le cinesine di 40kg che facevano volare gli stessi bestioni?
Dove sono finiti i cinesini che "si ammazzavano sui tetti di Hong Kong" usando tecniche tramandate dagli antichi?
Dov'è finita la panzana dello stile che non necessita di forza perchè con la tecnica puoi sconfiggere chiunque? E la barzelletta del "più sono grossi e più si fanno male quando cadono"?
Ricorda quanto successo molti anni fa con un certo Boztepe, e tutti i boccaloni a vedere solo quello che faceva comodo vedere: "oh  raga, avete visto? Col Wing Chun spacchi tutto! Lo ha dimostrato un mezzo criminale culturista contro un nonnetto!"

Oppure ho visto un altro patetico video di "rivalsa" (ahahah!!) in cui si vuole ridicolizzare lo scarsissimo Xu durante un allenamento con un nak muay, in cui fa praticamente il sacco e finisce a terra come tale.
E tutti i guerrieri da tastiera ad esultare come se questo dovesse dimostrare qualcosa (oddio, me li immagino a raccontare che la Muay Boran "tradizionale" (ahahaha) abbia avuto la rivincita...no comment).

E' quando vedo queste cose che mi viene voglia di mandare al diavolo tutto e lasciare che la manica di imbecilli che praticano arti marziali si scanni a vicenda, tutti presi a voler dimostrare qualcosa (con il culo degli altri).
E anche chi commenta qui, che ne fa una questione personale e mi accusa di essere un bimbo fanatico di MMA, e interpreta ciò che scrivo da anni come una presa di posizione MMA vs AMT, di cui me ne frega davvero poco.

Beh, senza andare lontano conosco personalmente persone che, praticando AMT, riempirebbero di botte questo Xu senza tanti complimenti.
Devo tornare a specificare che non ho dubbi sul fatto che vincerebbero usando colpi e tecniche funzionali?
F  U  N  Z  I  O  N  A  L  I

Ma perchè questo fatto è tanto difficile da spiegare alla gente?
Se io faccio ChinChunChao, studio per secoli intercettazioni al volo, tecniche che terminano lo scontro in 1 secondo, calci ad arpione, a scorpione e a coglione, punti di pressione da colpire in movimento, difesa di stocazzo, leve articolari in piedi, kotegaeshi cheppalle-sto-kotegaeshi, calci che "spaccano le ginocchia" al primo impatto, deviazioni al millimetro su diretti e tutta questa serie di porcate indimostrabili;
E poi finisco alle mani con qualcuno, che sia pure il campione del secolo di King Boxing©, e lo mando al tappeto usando tecniche FUNZIONALI AL COMBATTIMENTO REALE, pugni, diretti, ganci, calci circolari, testate, quel cazzo che mi pare purchè funzioni, e tutto questo senza nemmeno rendermene conto perchè è il mio stesso corpo che mi fa fare queste cose e non le cagate che ho studiato...

Perchè diavolo devo raccontare che aver praticato le forme, le respirazioni e le scenette prestabilite mi abbia permesso di vincere?
Ma che diavolo avete in testa per non capire questo semplicissimo assunto?

Puoi praticare quel diavolo che ti pare, ma finchè alla fine non riuscirai ad applicare quanto studiato nel tuo corso, nel modo in cui viene studiato, rimarrai soltanto un pagliaccio cantastorie.

Per quanto mi riguarda questo episodio è solo uno delle migliaia in cui si dimostri come l' aggressività e l' iniziativa in un combattimento a mani nude forniscano un vantaggio considerevole, alla faccia dei cinesini illuminati che combattono "controllando le emozioni".
Dimostra come il combattimento a mani nude sia qualcosa di tecnicamente molto sporco, in cui tutti i perfezionismi tipici delle AMT se ne vanno al diavolo;
Dimostra una volta di più quanto sia inutile e controproducente studiare "difesa da pugno x" con conseguenti evoluzioni, leve articolari e tecniche risolutive, quando normalmente un avversario di pugni te ne tira una manciata alla volta, e se entra il primo ne entrano pure altri;
Dimostra che volare basso sia un must, che se fai lo spaccone perchè hai battuto Paperino attiri l' antipatia di qualcuno più grosso ed incazzato di te, che poco ma sicuro ti picchierà a sua volta;
Dimostra che se non sei abituato a confrontarti perchè vivi l' arte marziale come uno studio preciso per quella volta che sarai a rischio della vita (leggi: ti hanno rubato il parcheggio), persino un cinese goffo potrà gonfiarti di botte e poi ridere di te;

Ma dimostra anche che prendere questi video a dimostrazione di qualcosa sia molto rischioso, perchè l' occhio vede quello che vuole vedere a seconda dell' esperienza, preferenza, intelligenza di chi guarda.
Il mio consiglio è ancora lo stesso: invece di fantasticare su quello che vedete nei video e pontificare sulla vostra interpretazione degli stessi, andate ad allenarvi e confrontatevi per provare sulla vostra pelle cosa sia vero o no.
E mi raccomando: provate a bloccare i pugni al volo, a fare le leve articolari in piedi, a calciare alle palle, a spaccare ginocchia con uno stop-kick, a neutralizzare un double leg senza fare sprawl, a deviare una carica di pugni col bong sao, a proiettare l' avversario con una forbice al collo, a colpire i punti segreti mentre vi muovete, a terminare lo scontro in un secondo prima che arrivino frotte di amici dell' avversario, etc. etc. etc...
Buona fortuna!

sabato 11 agosto 2018

Risposta - 10: le tecniche che non si possono provare



Approffitto dell' osservazione di Anonimo :) per ragionare su di un aspetto che percepisco ancora sfuggente.

"[...]100 anni fa c'era un tipo di jujitsu "efficace", almeno in termini di uso in una lotta."
Concordo.
Ricordando che 100 anni fa c' era già stata la prima guerra mondiale in Europa e il Giappone era entrato in contatto con Europei ed Americani già da un pò, giusto per precisare che non stiamo più parlando dell' epoca dei Samurai.
Ma il concetto è chiaro, si presume che in tempi più antichi in cui la gente si sbudellava e si ammazzava davvero senza paura di finire su Studio Aperto, le arti marziali dovevano avere un senso.

"Quel jujitsu comprendeva, oltre alle tecniche di lotta, anche tecniche "sporche" che però, a mio avviso, potrebbero essere molto più efficaci per terminare uno scontro in tempo minore."
Cerco di non decontestualizzare la tua osservazione ma era importante separare questo paragrafo: primo, e torno a ripeterlo, io ho sempre detto che le cosidette tecniche "sporche" sono certamente funzionali, da sempre, però non c'è alcun bisogno di inventarsi arti marziali per conoscerle ed applicarle.
Ma forse quello che intendevi dire è altro (ci arrivo dopo).
Quello che invece non capisco è questa cosa del "terminare uno scontro in tempo minore".
Attenzione, questo è un pericoloso malinteso e voglio spiegarlo meglio: stai forse dicendo che gli stili di combattimento funzionali contemplino tecniche volte a... far durare uno scontro più a lungo???
Non è ironia, giuro.
Ma vorrei chiarire che il fatto che i match S P O R T I V I durino a lungo dipenda da ragioni completamente diverse: giuro su quello che vuoi che un singolo destro possa mandare all' obitorio un sacco di gente, è roba che capita di leggere anche sui giornali italiani, non parlo mica del Colpo del Drago conosciuto solo dai monaci Shaolin.
Giuro che una proiezione di greco romana possa romperti l' osso del collo in un secondo.
Giuro che basti un low kick per mettere KO anche un ciccione di 120 KG.

E giuro anche che ammazzare la gente con un singolo pugno, spaccare il collo con una proiezione o un ginocchio con un low-kick siano cose estremamente rare anche quando la tecnica è perfettamente a segno, alla faccia dei cantastorie marziali...
Non c'è davvero NIENTE di più che le famigerate arti marziali "antiche" possano mirare ad ottenere di meglio, a meno che non si voglia appunto interpellare tecniche invalidanti o diciamo "anti-sportive".
Il problema è andare a segno.

Facciamo un esempio molto pratico, così limito il rischio di essere frainteso.
Diciamo che un ragazzo si allena di pugilato, è preparato e tutto il resto.
Una sera gli capita che il solito senegalese immigrato... ah no scusa, il solito svedese autoctono gli si avvicina per vendergli un mobiletto dell' Ikea e inizia una collutazione violenta perchè il pugile non sa pronunciare il nome dell' oggetto.
Il ragazzo, avendo questa preparazione, gli tira un uno-due e manda il vichingo a terra.
Bene, la tecnica allenata nel pugilato ha avuto efficacia.

Stessa cosa avviene ad un Jutsuka, che non ha mai allenato in vita sua un uno-due, ma ha allenato molte volte come liberarsi da una presa al bavero, quindi applica una leva e neutralizza il vichingo.
Bene, la leva del Jujutsu ha funzionato.

Poi arriva il fanatico para-militare o wingchuncoso con la maglietta dei G.I.Joe, che non appena il nordico allunga la mano superando il cerchio di sicurezza la considera un' aggressione mortale a suo danno e quindi gli prende un dito, glielo rompe, gli caccia una ditata nell' occhio cecandolo per finire con un rancoroso calcio alle palle.
Bene, direi che anche questa tecnica abbia funzionato.

In tutti e tre i casi (SdC, AMT, sistema di aggressione personale) quanto studiato ha raggiunto lo scopo, e lo ha fatto in un tempo ragionevolmente breve.

Adesso cambiamo il contesto e facciamo che lo svedese sia un pelo più cattivo, o più accorto, o che banalmente il primo attacco non riesca e non concluda lo scontro "rapidamente": chi pensi che avrebbe più chances di chiudere entro i successivi secondi?
Ecco, io punto su chi si alleni nel combattimento attivo, e non "per terminarlo al primo scontro". Perchè, provare per credere, le variabili che fanno fallire le tecniche sono davvero tante ed è proprio per questa ragione che anche i match sportivi durano tanto: o credi che un nak muay sia felice di andare sul ring e prendere le botte?
No no, tutti vogliono salire e mandare al tappeto l' altro al primo colpo, altrochè.
Solo che non funziona così quando anche l' altro vuole la stessa cosa...

E poi quali sarebbero queste tecniche più efficaci per terminare uno scontro prima?
Perchè se ho malinteso il tuo messaggio sono pronto a parlarne.
I fan del Jeet Kune Do, ad esempio, parlano spessissimo del cosidetto finger jab, che è una via di mezzo tra una rapida ditata agli occhi e una finta.
E' certamente una tecnica pericolosa ed efficace, non dubito della sua potenzialità.
Ora trovami la differenza da un jab pugilistico, e bada che non sono un novellino inesperto nè gioco sui cavilli tecnici (tipo "lo scopo è diverso!" "le dita allungate ti fanno guadagnare 30cm!" "il pugno chiuso rende il movimento molto più lento!"): il punto è che entrambi possano avere lo stesso effetto in uno scontro attivo.


Inoltre ci tengo sempre a sottolineare come i fanatici di sistemi di aggressione personale e arti marziali "micidiali", decantino tutto il tempo di come loro si allenino per combattimenti senza regole, contemplino tecniche che storpiano malamente l' avversario, vengono nelle mutande illudendosi di spaccare braccia, gambe e palle a chiunque se solo alza un dito, ma poi cronaca alla mano non senti MAI parlare di gente che si sia difesa con quelle cose, ci sarebbe l' ospedale pieno di criminali storpi (e denunce).
Pare che alla fine finisca molto più a cazzotti e calci nei denti che non a dita rotte, morsi o palle in poltiglia.

"Parliamoci chiaro, la guerra non è paragonabile al ring, la caccarella è ben diversa. L'obiettivo non è stendere o andare a KO ma terminare uno scontro nel più breve tempo possibile in tutti i modi."
Che poi è la stessa cosa, KO vuol dire che l' altro non possa proseguire il combattimento eh.
Ti sei dimenticato un piccolo dettaglio in questa considerazione: in guerra ci si andava ARMATI, mica a boxare o tirarsi calci nelle palle.
Ahahahaha sarebbe stato epico, immagino una valle piena di cinesi strepitanti che cercano di prendersi a calci nelle palle a vicenda!
Prendendo in considerazione il Jujutsu giapponese, esso è certamente stato usato in battaglia dai Samurai, che erano omini in ARMATURA e brandivano spade particolarmente affilate. Non ci andavano mica in keikogi a sbudellarsi.
Io cerco di non prendere i film a riferimento perchè una vera battaglia antica andrebbe vista e VISSUTA per essere realmente compresa, ma ho ragione di credere che fosse un gran casino.
E nel casino si perde qualsiasi raffinatezza, qualsiasi posizione del camelopardo, qualsiasi volontà di gigioneggiare su tecniche stilisticamente elaborate.
Hai mai fatto una rissa di gruppo? Tra poco le tifoserie di coglioni "appassionati di calcio" riprenderanno a pestarsi... prova a partecipare e dimmi se una qualche arte marziale antica, qualche finger jab, qualche leva articolare più speciale, qualche cosa diversa dal tirare calci e pugni a cazzo abbia più probabilità di terminare lo scontro più rapidamente.
O stai davvero dicendo che per te sia questione di storpiare, strappare occhi, sbriciolare ossa perchè siamo in guerra?
Bene, provaci mentre ti sta arrivando una gragnuola di pugni, passa subito la voglia di credere a queste cose.
La guerra all' arma bianca è una cosa e nessuna AMT oggi addestra all' uso di quelle armi per quel contesto.
Una volta senza armi, con un' armatura addosso, con l' adrenalina a mille in mezzo ad un casino ho ragione di credere che non facessero nulla di diverso da una rissa.
Certo, lo scopo in quel caso restava ammazzarsi proprio, ma ancora non riesco a concepire quali debbano essere queste tecniche più efficaci in battaglia.

"[...]come fai a testare l'efficacia di quelle fatte per spezzare gli arti?"
Ecco, questo è un pò il fulcro della discussione, e così a naso, senza offesa, ne deduco che tu non sia un praticante.
Sì, ho già parlato anche di questo ma vabbè aggiorniamo il concetto.

In realtà è semplicissimo, vai in qualsiasi corso di Brazilian Jiu Jitsu, Judo o Grappling, o ovunque si studino quel tipo di tecniche in modo funzionale.
Mano sul cuore che puoi sentire come romperesti un gomito, un ginocchio, un polso, una caviglia, etc. semplicemente portando la tecnica oltre il limite del dolore, che è proprio la ragione per cui ci si arrende, prima di rimanere malamente danneggiati.
Queste tecniche funzionali hanno una bella differenza rispetto a tante idiozie insegnate nei corsi di cinesate marziali, dove si presume che tecniche biomeccanicamente sbagliate rompano le ossa.
So di cosa parlo, io ho "allenato" per anni ed anni tutta una serie di cosidette leve articolari che avevano del ridicolo, come sempre buone nella teoria ma inconsistenti nella pratica, ed ero sinceramente convinto che fossero applicabili per spezzare braccia e gambe.
Le tecniche funzionali sono invece contestualizzate al combattimento attivo, in cui l' avversario farà l' impossibile per non subirle.
Ci sono tecniche e soprattutto strategie per arrivare a far entrare queste tecniche: le tecniche che funzionano sono sempre più o meno le stesse, ma le varianti per arrivarci in situazioni diverse o i dettagli per farle funzionare quando non ci si riesce in modo standard sono il valore aggiunto.
E' una bella differenza rispetto a certi giochini che vedi nei corsi di Aikido o difesa personale, con leve fatte in piedi o con l' avversario che non possa realmente provare ad uscirne.

Non c'è nessun  bisogno di testarle fino alla rottura, è davvero palese che funzionino.
La differenza forse è che se studi Juji Gatame facendo BJJ, ogni singolo allenamento hai la possibilità di testarlo, capire come applicarlo al meglio, sentire se l' avversario riesca a liberarsi e garantito che ci proverà, perchè devi riuscire ad applicarlo attivamente.
Se lo studi nel Jujutsu ripeterai la coreografia una ventina di volte col maestro che ti dice, a parole, cosa fare; Poi cominci a scazzarti e aspetti di passare alla prossima mirabolante tecnica "antica ed efficacissima".
Non hai idea di quanti siano i dettagli fondamentali di un Juji Gatame che puoi apprendere in uno stile funzionale rispetto ad un' AMT.
Io ero sconvolto per quante cose non conoscessi di un semplice armbar la prima volta che lo allenai in modo funzionale al combattimento attivo, e la stessa tecnica era patrimonio anche dell' AMT che allenavo da decenni. Solo che la mimavo e basta, mi dicevano "ti assicuro che se la fai davvero gli spezzi il braccio!". Sì, come no.

"Ok che con gli SDC arrivi facilmente al punto in cui potresti applicarle, Ok che con gli SDC capisci anche COME arrivarci, però ti fermi, per ovvie ragioni."
Eh, ma cosa vuoi esattamente, rompere un braccio a qualcuno per capire se ci riusciresti? :)
Sai quanta gente si rompe in una competizione di lotta? Non serve nemmeno parlare di eventi professionistici, basta andare alla gara di paese.
Quello che davvero non riesco a intendere è perchè tu creda che le leve studiate nel Jujutsu debbano avere un qualcosa in più.
Anche in questo caso so di cosa parlo, avendo praticato ANCHE Jujutsu giapponese, e la mia esperienza mi dice che la differenza sta proprio nel arrivarci ad applicarle, consolidare una posizione fino a che l' avversario non possa fare altro che soccombere.
Nel Jujutsu mimi l' attacco X, fai la tecnica elaborata Y, l' altro segue la recita fino a quando comincia a sentire male e quindi ci si ferma.
Ho ragione di credere che i Samurai non studiassero questo, ma qualcosa di molto più affine al metodo "sportivo", proprio perchè ci si giocavano la pelle per davvero e non per passare l' esame.

Inizio a sospettare che tu voglia dire che mentre negli SdC ci si ferma, nelle AMT si prosegue fino alla rottura.
Prego di aver capito male.
Spero sia chiaro che in un match non si miri ad ammazzare o storpiare l' avversario...
Se venissi aggredito e fossi davvero a rischio della vita, tiro a massima velocità e forza e concludo una leva portandomi a casa l' arto del tizio, lo appendo al muro e lo osservo mentre gusto un piatto di fave con un buon Chianti.
Lo so fare da quando pratico SdC.
Presumevo di saperlo fare quando praticavo AMT.
L' allenamento e la conoscenza dei dettagli fa la differenza.

"Tutto questo per dire che se nel jujitsu ad es. studio come fermare una persona nel più breve tempo possibile, anche spezzandogli il collo [...]"
Nonononono, io non accetto da tempo questo ridicolo assunto di ammazzare la gente per autodifesa o per lo scontro mortale, come ho detto prima oltre ad essere MOLTO più complicato di quanto sembri, sto ancora aspettando di leggere sul giornale di come schiere di Jutsuka o Krav Magri si siano difesi ammazzando, storpiando, spaccando le braccia ai poveri delinquenti...
Sono anni che vado parlando di queste famigerate arti marziali "antiche", o sistemi di aggressione moderni in cui IN TEORIA impari ad ammazzare chiunque ma poi in pratica i praticanti le prendono dai muratori incazzati o alla meglio finiscono comunque a cazzotti.

Tutti a dire che siano metodi micidiali per concludere in due secondi uno scontro, spesso insinuando che gli sportivi allenino buffetti per fare spettacolo più a lungo (ahahaha!); Poi vedi questa gente difendersi e sembrano canguri goffi.

Tutti a dire che le loro tecniche non possano essere portate del tutto altrimenti potrebbero uccidere; E così eccoli subire un pentolone di botte, senza essere nemmeno riusciti a centrargli le palle con un calcio "alla portata di tutti"!

Tutti ad allenarsi con lo sguardo truce, la maglietta con le sette stelle di Hokuto disegnate, i pantaloni mimetici, il dragone d' oro sulla parete, nella convinzione di fare chissà quale sforzo ed essere prodigiosi guerrieri; Poi li inviti a fare uno sparring amichevole e crollano inermi dopo cinque minuti CINQUE.

Le tecniche migliori per terminare uno scontro all' istante sono giò patrimonio di tutti gli stili funzionali, non serve davvero inventarsi o immaginarsi altro.
E considerato il contesto di autodifesa sottolineo di nuovo che prima di intercettazioni al volo, leve elaborate o tecniche fiorite volino sganassoni da paura, e finchè non hai subìto un destro in pieno volto non puoi capire quanto siano cazzate le cose insegnate "per autodifesa".
Per questo a me fa tanta tristezza vedere le ragazze ai corsi di difesa, nessuno spiega loro che uno stupratore LE PRENDE A CAZZOTTI prima di abusarle e i cazzotti non impari di certo a gestirli lì.

"[...]seguendo la tua logica come faccio a dire che è inefficace perchè non è possibile testarlo? Per alcune tecniche non occorre portare l'avversario a terra o fare chissà che sparring."
Torno a pensare che tu non sia un praticante, o forse è una questione di esperienza specifica, perchè altrimenti avresti inteso che il punto invece stia tutto lì: ad immaginare che una tecnica funzioni ci vuole poco, a dimostrarla nel contesto finale invece no.
Di nuovo, di quali tecniche parli?
Fammi un esempio di una tecnica che, a tuo parere, sia efficace senza doverla testare.
Ti prego non tirarmi fuori il calcio nelle palle, il dito nell' occhio a tradimento, lo sputo catarroso e altre amenità.
Colpire di sorpresa l' avversario non è un patrimonio esclusivo delle AMT, anzi.
Dichiarare la maggior efficacia delle AMT in virtù di queste astuzie è onestamente ridicolo, da un lato si dice che devi allenarle dieci anni prima di iniziare a capirle, poi salta fuori che tutto si riduce ai colpi infami dei bambini dietro scuola.
E ancora non danno alcuna reale garanzia di successo, o credi che tutte le ragazze stuprate dagli svedesi autoctoni non abbiano provato a graffiare, storpiare, strappare, mordere, etc.?

Questi tuoi assunti sono basati su sensazioni tue personali e questo è un must nei praticanti di AMT: immaginare che le cose vadano come vorremmo noi senza averle mai statisticamente messe in pratica.
Senza contare che trovo alquanto ridicolo vaneggiare costantemente di scontri in cui IO possa storpiarti, spaccarti, cecarti, strapparti le palle mentre TU sia un lobotomizzato che sa solo tirare cazzotti e fare un double leg, e siccome le MIE tecniche sono mortali o invalidanti mentre le TUE sono studiate per fare stupidi match, io vincerò DI SICURO!
Non so se mi spiego, ma questo è il mantra tipico dei marzialisti, quelli che poi vengono a provare uno sparring, tronfi con le loro belle cinture nere in Cin Ciun Cion e vengono letteralmente disassemblati dalle botte o finalizzati in pochi secondi, dimostrando una totale e completa impreparazione al combattimento attivo.

Resto in attesa di qualche esempio delle tecniche di cui parli.
Buona giornata!

lunedì 6 agosto 2018

Parlare con i muri

Oggi vorrei raccontare di un episodio accaduto poco tempo fa e che si riallaccia ad una riflessione che ho fatto anche in questi giorni leggendo alcuni commenti.

Fatto sta che ho conosciuto una ragazza, parlando del più e del meno, cosa fai cosa non fai... salta fuori che lei pratica ed insegna arti marziali.

Attimo di sconforto e gelo interno.
Io ODIO parlare di arti marziali con persone che praticano arti marziali...

Sai, una persona che non pratica è ancora libera da condizionamenti e puoi ragionarci. Ma i praticanti...


Ormai l' argomento non è più aggirabile perchè lei inizia a farmi domande, io cerco come mio solito di generalizzare e tornare a parlare di altro ma niente, lei insiste.
E così si manifesta lo scenario peggiore possibile: pratica Wushu!!!
Cristo santo... il peggio del peggio delle stronzate cinesoidi!!!

Dentro di me la voce della coscienza mi dice di stare calmo, di lasciar perdere, di restare vago e non farmi trascinare in un confronto che tanto non porterà a niente di buono.
Così le racconto in modo superficiale di come io sia passato dalle AMT agli sport da combattimento, o meglio agli "stili funzionali al combattimento", sperando che la cosa si chiuda lì come una semplice ammissione della mia ricerca di altro.

Ma la tizia ha un caratterino ed ecco che comincia a metterla sul personale, sciorinando una dopo l' altra tutta la serie di baggianate tristemente tipiche di chi bazzica in questi ambienti e discusse per anni ed anni su questo blog.
La discussione affronta man mano i gironi dell' Inferno del Marzialista Ottuso©:

- Ha praticato anche Ninjutsu (AARGH!!!), ora fa Wushu e si sente così piena di energia vitale!
- "Sì, ovviamente è pieno di istruttori incapaci che insegnano tecniche fasulle: gli altri!"
- "Le federazioni sportive sono il cancro, lo so anche io: per fortuna da me si fanno le cose come si deve!"
- "Oh sì, ovviamente facevi AMT, ti sei scontrato con uno (stupido) atleta di SdC e le hai prese... le tecniche antiche le conoscono solo poche persone al mondo!"
"E così la maggior parte della gente, senza le giuste e antiche informazioni, prende un pò qui e un pò lì e poi inventa altre tecniche! Ma no, non sono mica come quelle degli antichi cinesi! Loro si che spaccavano il culo ai passeri!"
- "Ah già lo sparring... ma quando facevo Ninjutsu non si poteva fare sparring, perchè (cito testualmente) ogni tecnica deve essere portata all' estremo, finiresti per rompere qualcosa o uccidere!"
- "Forse la tua tecnica non ha funzionato perchè usavi regole (sportive) diverse!"
- "Dici che non funziona? Una mia amica è stata attaccata da TRE UOMINI... e li ha presi a calci nel culo! Te lo giuro!"
- "No no, non è colpa dello stile! Sono i maestri o gli allievi a non aver capito!"
- "E' vero, alcune arti marziali sono basate su leggende! ALCUNE! (non il Ninjutsu o il mio Wushu!)"
- "Se ho combattuto? NO, io non ho mai combattuto..."
-  "Sai che esistono dei punti di pressione che se premuti anche un body builder non può resistere? Gli si spegne il muscolo!"

Queste alcune delle, chiamiamole, "argomentazioni" a cui sono stato sottoposto...
Ho cercato di essere assertivo, argomentando il mio punto di vista frutto di esperienze dirette, osservazioni, esperienze indirette raccontate da persone attendibili, episodi, riflessioni obiettive sui fatti... niente da fare, era come parlare con un muro.
E questo atteggiamento mi ha ricordato ancora una volta di quei tempi in cui ero io stesso a difendere a spada tratta questo tipo di posizione, trovando di volta in volta una spiegazione, una giustificazione che mantenesse intatto l' alone di incredibilità delle favolose arti marziali "tradizionali" orientali.
Perchè io sostenevo le stesse identiche cose, avevo lo stesso identico atteggiamento stizzito mascherato da volontà di far ragionare uno "stupido sportivo", raccontavo con tono saccente di cose che non avevo assolutamente esperito personalmente, ma in cui credevo.

Eh già, perchè il succo di tutto il discorso resta questo: chi pratica questo tipo di ginnastiche è fondamentalmente un religioso, una pecora che accetta belando le indicazioni del pastore, senza aver mai affrontato il lupo cattivo.
E' stato sconfortante realizzare che tutte le cose che io do ormai per scontate e delle quali non ho più voglia di parlare per quanto ovvie, per quella ragazza non erano nemmeno degli spunti di riflessione: per lei il Wushu e il Ninjutsu sono arti marziali mortali ed efficacissime, mentre tutte quelle cagate con regole sono buone per i buzzurri ma non paragonabili in quanto ad efficacia.
Roba da rimanere interdetti.

Per la cronaca alla fine ho annuito e l' ho lasciata parlare senza più aggiungere altro, sia perchè per fortuna le arti marziali non sono il centro della mia vita, sia perchè tanto ci penserà il tempo (o una vera aggressione...sigh) a dimostrarle la verità.

Questo episodio mi ha ricordato anche l' atteggiamento di tutti i bimbi fanatici di Bruce Lee che negli anni si sono succeduti nella serie di ridicoli insulti e posizioni deliranti nel post a lui dedicato.
Persone che spesso non praticano un cavolo, e anche quando praticano non si sono mai confrontati nel full contact "stupido e regolamentato" contro gente intenzionata a metterla al tappeto (e non gli amichetti consenzienti del forum degli Orsetti); Ma anche quando pure partecipano a qualche scrausa competizione di MMA, ancora sono capaci di dirti che il loro idolo attore avrebbe ammazzato tutti "perchè era troppo veloce", "perchè Chuck Norris ha detto che era forte", "perchè era fisicato", "perchè era cinese e i cinesi spaccano il culo ai passeri quando fanno cunfù come si deve".

E' una condizione mentale di avversione al senso critico, letteralmente un meccanismo di autodifesa delle proprie convinzioni perchè nessuno è intrinsecamente disposto a riconoscere di credere in qualcosa di sbagliato, di fasullo, di non comprovato.
E' argomento da corso di comunicazione base.
E' prerogativa delle persone immature e  succubi, che preferiscono accettare la verità più comoda e confortevole piuttosto di scontrarsi con una realtà che potrebbe distruggere il proprio mondo fatato.

Non faccio l' eroe, so benissimo cosa si provi e ho già raccontato del mio passato a riguardo.
E non è questione di non credere più a niente e a nessuno perchè "tanto è sempre tutta una bugia", ma perlomeno quando si tratta di combattimento e coerenza tutti hanno la possibilità di provare e giudicare da soli i fatti.

Vedo tutta questa gente ancora così legata alle parole, ai racconti, alle leggende.
Gli puoi raccontare qualsiasi idiozia, persino che esista un dio che decida per loro cosa debba succedere nella vita... oops!... che esistano tecniche mortali, allenamenti segreti, energie superiori, donne che prendono a calci TRE UOMINI (ahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha!!!!!!!): basta che chi racconti queste pirlate sia abbastanza carismatico.
Poi però non li vedi mai mettere in gioco le proprie credenze, molto più confortevole rimanere nel proprio mondo ovattato in cui le cose vanno nel modo che vogliono loro.

Il mio percorso mi ha portato dal pensarla esattamente come questa ragazza fino all' esatto opposto, e ancora credo di non essere stato assorbito dal puerile giochino del voltagabbana, che ora osanna la cosa più cool giusto per fare il bulletto.
E' stato un percorso difficile, ha cambiato anche i rapporti con varie persone che consideravo amiche e che in fondo mi è dispiaciuto smettere di frequentare;
Mi ha portato in un ambiente popolato perlopiù da gente che non mi piace, che considero arrogante quando non proprio primitiva;
Ha distrutto la fanciullesca ingenuità che mi faceva felice nel credere che le nobili arti marziali orientali intrise di valori morali fossero superiori in toto a qualsiasi altro stupido metodo occidentale.
Scusate il termine "fanciullesco", fa molto saccente universitario pomposo.
A volte credo che avrei fatto bene a rimanere un ingenuo praticante di AMT, che tanto non sono uno  che va in giro con brutta gente a scatenare risse, nè mi è mai capitato di trovarmi in un vicolo oscuro con la banda di punk pronti a pestarmi (succede invece a tutti i wingchuncosi).
Però cavolo.
E' proprio una questione di onestà intellettuale.

lunedì 25 giugno 2018

Focus on: le Ragazze in Hot Pants con gli occhioni grandi grandi

Torno dopo un pò di tempo per affrontare su richiesta un topic divertente che magari non riguarda solo le arti marziali ma sicuramente le abbraccia pienamente: le famigerate ragazze etc. (da adesso definite RHP per semplicità).
Prima di tutto vorrei chiarire perchè negli anni passati abbia introdotto questa definizione, cosa rappresenti e come si inserisca nel mondo delle arti marziali.

Tutto nasce da un' evidenza che ho constatato durante i miei anni di frequentazione: le arti marziali sono allenate prevalentemente da maschietti, e questo suona abbastanza ovvio; Tuttavia capita soprattutto nelle AMT che anche delle donne decidano di praticare; E quando inserisci una donna in un pollaio di maschi che, in fondo in fondo, sono lì a praticare qualcosa che li faccia sentire più macho, inevitabilmente l' appeal delle suddette guadagna un bonus +500 nel gruppo.

Il terremoto testosteronico infine si manifesta qualora queste ragazze siano pure carine e, ovviamente, abbiano la fresca "ingenuità" di venire ad allenarsi in hot pants.
La loro altra caratteristica è quella di essere innocenti e femminili, per cui tendono ad ascoltare i saggi insegnamenti del maschio alpha maestro con quell' espressione tipo gatto di Shrek che porta molti a pensare all' omicidio per potersene assicurare le grazie prima degli altri.

Diciamocelo subito, le RHP non durano molto all' interno del corso, di questo ne ho già parlato: prima di tutto perchè si tratta di ragazze fashion che pensavano di venir lì a fare aerobica, oppure perchè trovano il moroso, gonfiano a sufficienza l' autostima o più tipicamente si rendono conto di quanto le AMT non servano essenzialmente ad un cazzo (o quanto gli SDC siano roba da minotauri).

Però il loro periodo di frequentazione è sempre uno spasso, soprattutto la prima sera che si presentano in palestra e a metà allenamento scivolano rovinosamente sulla bava lasciata dagli uomini, che a fine sessione risulteranno pure pesti perchè durante gli esercizi la loro concentrazione sta da tutt' altra parte (leggi: a guardare il culo delle suddette).

Le reazioni dei maschietti alla loro presenza sono altrettanto spassose.
C'è prima di tutto il maestro, che detto per inciso è il primo a sbavare dall' alto della sua saggezza e stoica resistenza alle tentazioni acquisiti grazie alle Nobili Arti Marziali Orientali.
Il maestro si trova in una posizione privilegiata in quanto ha potere decisionale su come, cosa e con chi far eseguire gli esercizi alla nostra RHP.
Esatto, di solito è lui stesso "perchè deve insegnarle per bene".
Fosse una cozza cicciona delegherebbe abilmente al suo sottoposto "perchè lui deve controllare gli altri".
Edit politically correct: prima che arrivi qualche pro-radical shit LGBTASCE+2!££ ad accusarmi di misoginia, dico che non di rado i maestri di AMT sono molto più cozzi e ciccioni delle ragazze.
In questi termini posso parlare per esperienza diretta: noto maestruccolo incapace fisico ma molto dentro al meccanismo autoreferenziale dell' associazione, alto grado regalato come da solito per l' impegno burocratico e associativo, sposato, con figli, rispettato per essere "una brava persona", prodigo di parabole orientali sulla morale e la bontà sociale dello stile da lui insegnato;
Poi si scopre mandare messaggini di flirt esplicito all' allieva carina, peraltro con modalità piuttosto bimbominchiose.
Ma potrei citare anche il supermaestro Vero Saggio Orientale, conosciuto a livello internazionale e osannato manco fosse un profeta di moralità, che si appartava con le allieve e praticava attività illegali in nero (vabbè, questa è un' altra storia).

Per quanto riguarda gli altri allievi c'è ad esempio quello che pensa sul serio di essere in mezzo ad un branco di ungulati e prova a mettersi in mostra con manifestazioni di machismo e forza che neanche alla Sfida Implacabile di Steve Austin.
Se fino alla lezione prima praticava normalmente, bravo o meno che fosse, dal momento in cui si manifesta la RHP si mette a sboronare sul numero di piegamenti che fa, su quanto salti in alto, su quanto resista alle botte ed altre pagliacciate simili.
Ci si potrebbe registrare una puntata del National Geographic sul corteggiamento tra gorilla.
La parte più divertente resta quella in cui nonostante i suoi tentativi di mettersi in mostra, la RHP finisce per ridere divertita mentre sta provando con quello che tutti consideravano il gigione del gruppo.
Se registri la scena puoi vedere esattamente il fotogramma in cui il suo cuore si spezza [cit.].

C'è anche un' altra tipologia di allievo bavoso affine al Gallinaccio, ed è il Gallinaccio Pericoloso.
Sì, pericoloso, perchè a questa categoria appartengono i veri convintoni, i veri wannabe maschi-alpha talmente insufficienti a livello evolutivo che ritengono di far innamorare una donna... prendendola a botte.
Sono quelli che per dimostrare (a sè stessi) di essere forti e possenti (leggi: sessualmente appetibili), non mancano occasione per esagerare con i colpi, con le prese, con qualsiasi cazzata si faccia nelle AMT, non di rado dichiarando esplicitamente alla bella di essere più forti di lei.
Insomma, le fanno male e credono che questo le attragga, poi vanno a casa a masturbarsi furiosamente davanti ad un cartone giapponese.
Io ho assistito a scene veramente patetiche ed imbarazzanti, con il Duro della palestra (uno sfigato mentalmente instabile) che di punto in bianco prese la ragazza e la sollevò da terra per portarla in giro convinto di manifestare la sua forza, oppure si metteva a picchiare gli altri facendo le facce tipo Briuuuss Liiii e perculandoli quando non riuscivano come lui (davanti alla bella).
Seguiranno bestemmie cattive e altri episodi che fosse stato friendzonato sarebbe stato meglio (ed è tutto dire).

C'è poi anche il Simpaticone, quello che al contrario gioca tutto sulla parlantina e "simpatia", si appiccica alla RHP per tutta la durata dell' allenamento, infastidendo lei e tutti gli altri.
Il lumacone continua a ridere e cercare di attirare l' attenzione anche durante le spiegazioni e se capita di doversi esercitare con lei attacca con il terzo grado.
Notevole anche l' atteggiamento post allenamento con disperati tentativi di invitare a bere la malcapitata che di solito inventa una scusa per poi sparire per sempre.
Io rammento un episodio in particolare, tizio arrivato in palestra, scarso interesse all' allenamento (veniva una volta sì e dodici no), poi arrivò la RHP e magicamente il suo interesse per l' arte marziale decuplicò al punto da venire pure agli stage all' estero solo perchè lei partecipava; Una volta sparita la tipa si dileguò anche lui come neve nella lava.
No, non si misero insieme per fuggire, mi riferirono che una sera la tipa si fece scappare una battuta tipo "figurati se mi metto con uno di questi, guarda che branco di sfigati".

Perchè va anche detto che le RHP non siano necessariamente delle tenere e ingenue signorine vittime del branco...
Ci sono naturalmente anche le vipere o le mentalmente disagiate in cerca di attenzioni (dicesi attention whores, vedi youtuber e "instagrammer" a caso per capire il genere), ma credo che questo sia un pò tipico delle belle ragazze in generale.

Di regola la RHP non è per nulla avvezza alle arti marziali, si ferma un pò se trova divertente il gruppo in cui è inserita, se le fanno sufficienti complimenti o se banalmente è lei ad essere interessata a qualcuno (che difficilmente è uno di quelli elencati), dopodichè inventa una scusa a caso per dileguarsi e tornare a fare un ben più proficuo fitness qualsiasi per tener su il culetto.
Ci sono anche le morose che vengono a provare l' allenamento con i rispettivi proprietari ma anche loro smettono entro breve, perlopiù su gentile ripensamento del ragazzo.

Escludo dalla categoria le vere ossessionate croniche di fitness, quelle che vi fanno sbavare nelle foto sui social, perchè loro sono vere sportive (spesso pallosissime) e sono le prime a rendersi conto di quanto il livello di allenamento nelle AMT sia ridicolo ed inproduttivo per il fisico, perciò tornano immediatamente alla loro dieta ad area carbonifera-minchio-power e workout gang-mothafucka.

Comunque vada, quando una RHP arriva in un corso di arti marziali preparatevi al peggio delle manifestazioni umane!

domenica 18 marzo 2018

Perchè praticare?

Non ricordo di avere già trattato l' argomento in un articolo specifico, e non ho voglia di andare a leggere negli anni passati anche perchè tanto non lo fa nessun altro...
Ma un commento recente mi ha fatto riflettere una volta di più sulle differenti motivazioni che spingono la gente alla pratica di un' arte marziale, che di riflesso identifica anche le relative aspettative a riguardo.
Quindi andrò a parlare di questo argomento sulla base delle mie esperienze.

L' osservazione è che la gente inizi a praticare per saper menare le mani quando serve, e senza dubbio questa è una delle ragioni più diffuse tra i maschietti, se non fosse che a seconda della tipologia di stile scelto sia ben presto evidente quanto questa capacità non venga appresa.
Negli anni ho assistito a innumerevoli iscrizioni di totali ignoranti (in senso buono), quel tipo di utenti che giustamente non aveva la più pallida idea di cosa stesse andando a praticare, nell' errata concezione che sempre di combattimento si trattasse.
Quando praticavo AMT inutile dire che l' utenza media era formata da persone perlopiù equilibrate, brava gente che non aveva realmente intenzione di menare le mani ma solitamente amava l' idea di sentirsi un temibile guerriero da film di serie B. Me compreso, va da sè.
Arrivavano con chissà quale idea in testa, non sempre dopo aver assistito ad un' esibizione, facevano quel patetico riscaldamento che spesso trovavano già troppo sfiancante e poi iniziava il supplizio: intere lezioni passate a ripetere posizioni ridicole e colpi al vento.
E si appassionavano.
Perchè uno dei difetti intrinseci della metodologia di allenamento delle AMT è proprio questo: fare abbastanza ginnastica da sentirsi degli atleti (non avendo idea di cosa voglia dire allenarsi sul serio), instaurare la convinzione che il programma didattico vada seguito alla lettera, vedere ogni tanto qualche tecnica wow! da provare rigorosamente sorridendo e il tutto senza mai farsi un buffetto!
Non c'è alcuna violenza in un metodo del genere, nessun reale ostacolo da superare, nessuno scontro nè fisico nè attitudinale: in questi termini si autentica la pratica per tutti, dai 0 ai 90 anni.
Nessuno è messo nelle condizioni di rendersi conto che forse sia meglio lasciare perdere il combattimento, perchè nessuno combatte.
Praticamente una ginnastica per anziani con il benefit di potersi vantare in giro di studiare il combattimento corpo a corpo, e annessa battuta "wow! allora con te sono al sicuro!" delle signorine dagli occhioni grandi grandi e in hot pants©.

La cosa spiega anche come mai ci siano tante signorine o omini innocui nei corsi di AMT, del resto è possibile praticare per anni senza mai affrontare la realtà del combattimento, una realtà in cui una persona più grossa e forte di te ti tiri un singolo sganassone da muratore che mandi a Fan Culo anni ed anni di pirlate cinesi studiate con convinzione.
Verrebbe da pensare che per le donne la prima ragione di iscrizione sia proprio l' autodifesa da muratori immigrati, ma personalmente non ne ho sentite così tante dare questa motivazione, quantomeno non in termini assoluti.
Se ne deduce che quindi il praticante medio che scelga le AMT lo faccia prima di tutto per altre ragioni che non siano il menare le mani.
Io le riassumerei in questa lista:

- Fare un pò di movimento.
- Fascino per l' Oriente
- Passione cinestetica
- Darsi un tono da guerrieri con gli amici nella speranza che nessuno chieda una dimostrazione o che la signorina con cui stai uscendo non si metta ad attacar briga forte del supporto del suo compagno maestro di Cunfù.

La prima motivazione a mio avviso è la più diffusa, rimanendo nell' ambito delle AMT.
La stragrande maggioranza delle persone che ho incontrato ai tempi non aveva la benchè minima intenzione di menare le mani, era al contrario piuttosto impaurita dai TruzziMinchiaPorcoddue® e voleva fondamentalmente fare attività fisica per smaltire la pancetta.
Siccome ritenevano il body building o l' aerobica troppo noiosi (o faticosi?), spesso aggiungevano il pretesto dell' autodifesa per finire a praticare queste pagliacciate cinesizzate.
Il fatto di "andare ad allenarsi" rispondeva al personale problema di star facendo qualcosa per diminuire la panza; Il vantaggio era quello di non fare poi tutta questa fatica e simulare pure qualche tecnica micidiale per accrescere l' autostima.
Non capiranno mai quanta differenza faccia un' ora di pesi o corsa rispetto ad un' ora di isometria strampalata.

Poi ci sono i novelli hippies new age, quelli che vanno a fare arti marziali credendosi dei samurai, bonzi, monaci shaolin, etc.
Dell' Oriente conoscono solo la parte che gli fa comodo, quella abilmente manipolata dai media per far sembrare i cinesi un popolo evoluto, solo che i cinesi in Cina loro mica li hanno mai visti, gente che si venderebbe la madre pur di fare soldi, con il senso civico di un ratto e razzisti nell' animo che in confronto il KuKuxKlan è una comunità liberale... No, loro credono davvero che i cinesi siano un popolo civile "dalla cultura millenaria", dimenticandosi magari di come la cultura che inseguono oggi anche i cinesi sia quella occidentale, figlia di altrettanti millenni... ma vabbè non divaghiamo.
Questo tipo di appassionati sono quelli ancora più innocui perchè fondamentalmente lavati nel cervello da anni di film di serie B e sottocultura di massa priva di obiettività, aborrono il combattimento violento nella convinzione di essere moralmente superiori e in sostanza amano un sacco i balletti e le foto in posa ma guai al cielo a chiedergli di fare a botte.

Ci sono poi quelli che amano semplicemente questo tipo di attività, senza farsi troppe domande, e onestamente non vedo cosa ci sia di male.
Cioè ragazzi, c'è gente che va a fare i cosplay senza sentirsi ridicola, mica pensano di essere Mazinga Z per davvero (o no...?), perchè quindi rompere le palle a chi vada a fare o'cunfù perchè gli piace e basta?

Quelli ridicoli sono piuttosto quelli che si vantano di praticare arti marziali, più il nome è esotico e più si sentono fighi, tutto solo per sopperire alla propria inadeguatezza sociale giocando sull' ignoranza della gente che ancora crede che iscriversi ad un corso di AMT significhi automaticamente saper prendere a cazzotti Batista.

Passando agli sport da combattimento la situazione cambia non poco ed ecco che sì, data anche l' età media dell' utenza, chi sceglie di praticare lo fa nella piena consapevolezza di cosa andrà a trattare.
Non è questione di video su YouTube, già trent' anni fa chi sceglieva di fare kick boxing piuttosto che greco-romana sapeva bene di non andare a ballare vestito da ninja.
Questo tipo di utenza vuole imparare a combattere e non di rado si scazza quando scopre che prima di menare le mani ci voglia comunque tempo e preparazione; Ciò non vuol dire che siano tutti burini attaccabrighe, ma di sicuro chi pratica ha modo di capire se sia il caso di proseguire, perchè il combattimento reale non fa sconti: o sei disposto a faticare, fare sacrifici e farti anche male, o vai a casa a guardare la tv.
Oppure passi alle arti marziali tradizionali con la scusa che "mi conosco, se qualcuno mi tocca divento una furia e ho paura di fare troppo male...". Quante volte l'ho sentita, quante volte...

Naturalmente ci sono anche quelli che invece hanno a cuore proprio l' offesa la difesa personale, le cui motivazioni ho elencato più volte in passato.

La domanda è: quanto importa veramente dell' autodifesa alla gente?
Ho discusso in modo approfondito su quanto la gente malinterpreti il concetto di difesa personale, e come sia spesso persino impossibile generalizzare il termine, visti e considerati gli innumerevoli contesti diversi in cui dovrebbe essere applicata.
Nella mia esperienza di AMT la gente difficilmente si iscriveva pensando a questo obiettivo specifico, anche perchè detto onestamente si rompeva le palle dopo due lezioni passate a strisciare sul pavimento muovendo gli arti come RoboCop e giustamente non comprendeva la correlazione tra fare il robottino ballerino e affrontare il noto rumeno abbruttito giù in strada.
Quelli che proseguivano si dimenticavano molto presto di cosa fosse la difesa personale, anche perchè i metodi settari ed autoreferenziali intrinseci nelle AMT plagiano con facilità le menti prive di obiettività.
Finivano per ballare in pigiama convinti di star imparando a difendersi.
Quando sono passato agli stili funzionali men che meno, ho sentito raramente parlare di difesa personale in generale: non gliene fotte a nessuno.
Il concetto è probabilmente assorbito nell' idea che se so prendere a botte un altro Homo Sapiens, dovesse capitarmi una brutta situazione l' importante sia sapergli dare queste botte.
E, pur con tutte le dovute considerazioni di buonsenso, inutile girarci intorno: è così.

Perchè quando ho bazzicato negli ambienti dei sistemi di difesa ciò che più mi ha colpito è l' assunto per cui con qualche tecnica sia possibile destreggiarsi, dimenticandosi che le cose non andranno mai nel modo ideale e a quel punto una competenza di combattimento "tout court" sia l' unica a fare davvero differenza (colpi sporchi compresi).
Ricordo sempre che c'è una ragione ben precisa se gli istruttori di difesa personale in mille salse siano fanatici ben allenati e rigorosamente passati da anni di arti marziali o stili funzionali.
Se permettete, grazie al cazzo che loro possano difendersi, io voglio vedere la signorina di 40 kg avere la meglio con il Crab Magra sullo stupratore.

In sostanza le ragioni che spingono la gente a praticare arti marziali sono molto più del semplice imparare a fare a botte/difendersi, e in fondo va bene così.
Ognuno è libero di stabilire le proprie ragioni e nessuna è sbagliata: l' importante è esserne consapevoli.