La motivazione è piuttosto semplice: ho avuto la sensazione che qualcuno abbia preso il mio blog come una specie di teatrino in cui sparlare a prescindere di tutte le arti marziali, ma più di tutto ho avvertito un malcelato senso di
Nel primo caso chiariamo subito che il mio non è un blog di satira, non sono qui a scrivere male di tutto tanto per fare il bastian contrario, non è questo il senso; Nel secondo caso, beh, ragazzi fatevi un bell' esame di coscienza o semplicemente crescete un pò, che io la fase della frustrazione da arti marziali l' ho passata da svariati anni.
L' ho avuta, certo, quando praticavo AMT e qualche "stupido kickboxer" derideva la mia pratica o esaltava l' efficacia del suo allenamento, ovviamente tenendomi ben lontano da un confronto per dimostrare il contrario.
Senza parlare della fase Wing Chun, quando iniziava a fare furore qui da noi e sembrava che nessuna arte marziale potesse reggere il confronto, e quindi trovavo tutti questi praticanti novelli che mi sbeffeggiavano esaltando quanto le tecniche (ah no, "i princìpi" ahahh) da loro apprese fossero tanto più semplici, dirette e funzionali (ahahahahah!!!) rispetto alla mia pratica ancestrale di forme, prestabiliti e tecniche quadrate.
Tuttavia è certamente necessario fare alcune riflessioni anche riguardo al BJJ, perchè proprio in virtù della sua incontestabile efficacia qualcuno ha iniziato a farne un nuovo emblema dello stile definitivo.
E allora penso che per prima cosa sia fondamentale chiarire perchè non possa esistere uno stile definitivo.
La parola chiave è contestualizzazione.
Il BJJ è uno stile di lotta, che quindi non prevede nel suo studio l' allenamento di alcun colpo.
Niente armi, niente scenari di "difesa personale urbana", niente pugni, calci, scorregge o hadoken.
E sottolineamolo con forza, i corsi di BJJ "veri" sono molto orientati alla competizione sportiva, il che significa che lo stile di combattimento e le tecniche allenate hanno un palese obiettivo agonistico, per il regolamento specifico.
Quella roba con i punti e le regole che i patiti di AMT amano così tanto denigrare, nella loro convinzione che questo renda la loro pratica molto più letale. Oh oh oh.
Perciò mettetevi subito il cuore in pace, in NESSUN corso serio di BJJ frega niente a nessuno di studiare come difendersi da uno striker o da Jack lo Squartagole, non è proprio argomento.
A dirla tutta in qualunque corso serio di sport da combattimento nessuno si sogna di venirsene fuori con richieste del genere, tranne che nelle MMA che ricordiamolo sono solo un regolamento sportivo che a quel punto implica anche lo studio dello striking, e dell' autodifesa da rumeno spaca botilia ancora non frega a nessuno.
Quindi non si parla più di BJJ puro, ma di Mixed Martial Arts.
MIXED.
MISTE, per i meno anglofoni. Questo è chiaro?
Oltretutto il BJJ si pratica in pigiama e cintura, il che ancora una volta implica tutta una serie di tecniche ed evoluzioni che non hanno niente a che vedere con il vostro abbigliamento quotidiano, nè la famigerata strada che tanto amate descrivere cosparsa di punte velenose.
Aggiungiamo infine il fatto che il BJJ si focalizzi sulla lotta a terra, e questa lotta per sua stessa definizione può durare minuti prima che uno dei contendenti riesca ad applicare una leva da contorsionista.
Detta così sembra quindi che questo BJJ sia una ciofeca buona solo per vincere medagliette o stando alle regole del gioco, ma è proprio così?
Beh, torniamo un pò indietro nel tempo, nel nostro tempo.
Fino ad una quindicina di anni fa sia che tu praticassi AMT o SdC esisteva una specie di assunto per cui o imparavi a tirare pugni e calci, o imparavi a proiettare l' avversario e immobilizzarlo in fretta.
La lotta veniva perlopiù snobbata, diciamo che se dicevi di praticare arti marziali la gente si aspettava che tu facessi qualche pirlata cinese con piroette e calci volanti; Non considerava nemmeno arti marziali cose come il Judo o la Greco Romana.
Gli stessi praticanti di Jujutsu o qualsiasi altra AMT che contemplasse leve articolari non si sognavano di portare un combattimento a terra e proseguirlo lì.
Al massimo ci si arrivava, per starci il meno possibile.
I successi di Gracie nei primi UFC hanno portato alla ribalta il BJJ dimostrando alle masse quanto questa strategia e relativa specializzazione mandasse in crisi la concezione stessa del combattimento libero così come lo si intendeva generalmente.
Perchè, diavolo, funziona davvero e questo è un fatto incontestabile.
Schiere di praticanti hanno potuto dimostrare in tutto il mondo, in tutte le condizioni, in tutti i contesti come la lotta a terra sia un campo in cui con le giuste competenze si possa davvero avere un vantaggio enorme, colmando il gap fisico molto più di altri stili (soprattutto delle stronzate cinesi tutta teoria).
E quindi sì, il BJJ è senza ombra di dubbio uno stile di combattimento funzionale che mantiene quel che promette.
Però.
A questo punto è doveroso iniziare a mettere i puntini sulle "i" e capire tutto il corollario che sta dietro a questa efficacia, dopodichè parlerò anche di quelle cose che a me sembrano ovvie ma a quanto pare non lo sono e rendono il BJJ tutto meno che "completo" nella concezione del termine che più vi sta a cuore.
Prima di tutto chiariamo bene un concetto: come qualsiasi e dico QUALSIASI altra arte marziale, la storiella del debole che vince il forte o delle tecniche che non richiedano forza sono una palla colossale.
Certo, il BJJ è uno stile molto tecnico, a volte persino troppo, e in cui l' applicazione delle tecniche senza usare la forza sia uno degli obiettivi chiave visto che un combattimento può durare a lungo: tuttavia c'è una ragione se i Jiujiteri siano tendenzialmente robusti e ben allenati, altro che cinesine rachitiche.
Lottare è qualcosa che richiede forza, e la forza fa la differenza eccome nell' esito di un incontro.
Secondo, come in tutti gli stili funzionali al combattimento nel BJJ si "fa", non si racconta.
Ci si allena seriamente e pesantemente, e lo sparring libero è pane quotidiano. Le tecniche vengono provate regolarmente contro gente che oppone resistenza, e questo significa che alcune tecniche riescano solo ad alcuni, altre vengano adattate, altre escano una volta si ed una no, altre te le puoi pure inventare al momento: è tutta esperienza pratica.
Questa metodologia è all' esatto opposto di quanto si faccia nelle AMT, Jujutsu compreso, in cui anche la stessa tipologia di leva non viene praticata nelle stesse condizioni e questo crea un gap di esperienza non paragonabile.
La conseguenza è che mediamente, un praticante assiduo di BJJ abbia ben più esperienza "pratica" di un praticante assiduo di AMT, soprattutto nel momento in cui lo porta in un campo a lui ignoto.
Per dirla tutta, una cintura nera di BJJ ha letteralmente migliaia di ore di combattimento reale e competizioni alle spalle quando una cintura nera di CinCiaoChon spesso e volentieri non ha mai nemmeno dato uno sberlone.
Aggiungiamo il fatto che, come già accennato, la stragrande maggioranza della gente non abbia la più pallida idea di cosa sia la lotta a terra, non l' ha mai proprio concepita e di conseguenza una volta portata lì è preda di facili finalizzazioni.
Ho già discusso di questo nei commenti ma riporto il concetto: la gente ha più o meno idea di come tirare un pugno o un calcio, per quanto disordinato, e questo fin da prima che le arti marziali venissero allenate nelle palestre italiane.
In ogni paese fin da quando i nostri genitori andavano in balera, la gente "faceva a pugni", non di rado anche in malo modo, e nessuno di loro allenava alcunchè.
Dico questo perchè qualcuno ha giustamente sollevato il dubbio che in un contesto libero un Jiujitero non porterebbe a terra un avversario libero di colpire, ricevendo una gragnuola di colpi micidiali... Tutto teoricamente corretto, se non fosse che per l' appunto non ci vogliano conoscenze esagerate di striking per poter gestire quanto basta uno scambio per poi chiudere la distanza, tant'è che il clinch è una costante anche in qualsiasi sport di striking.
Ma che ve lo dico a fare, andate e provate, perchè ho letto di gente che credeva davvero che un Jiujitero sia un' automa che sappia solo lanciarsi in avanti mirando alle gambe.
Beh, vi stupirà sapere che nel BJJ si studia anche la lotta in piedi e proprio come nel Judo o nella Greco Romana spesso basta una proiezione per terminare lo scontro, altrochè.
Insomma, se finire KO per un colpo ben assestato è assolutamente possibile, resta dimostrato quanto una volta chiusa la distanza chi abbia competenze specifiche continui ad avere un grosso vantaggio.
(Ehi.. psst... vantaggio... non ho detto che vinca sempre, nè che saper boxare o calciare non conti nulla... se sei un Nak Muay e arrivi al clinch, hai anche tu un vantaggio; Se sei un ciccione e cadi sopra il jiujitero, hai anche tu un vantaggio; E soprattutto se sei un riccio non riescono nemmeno a prenderti e lottare!).
Veniamo però a quello che non si dice abbastanza riguardo al BJJ, anche se onestamente è qualcosa di talmente scontato che mi stupisco di doverlo riportare per davvero, cosa che invece amano fare i maestroni di AMT nel loro tentativo disperato di sentirsi ancora un pò guerrieri filosoficamente superiori.
Prima di tutto, di nuovo, il contesto.
Ho detto che il BJJ è uno stile funzionale, ed allenato propriamente come sport da combattimento, quindi se state pensando alla sua applicazione in ambito autodifesa, vanno fatte tutte le dovute esclusioni: niente tatami, niente punteggi o tecniche volte a guadagnare punti, niente Gi che permette N tecniche, niente combattimento dichiarato.
Insomma va da sè che se siete in ciabatte davanti alla tv ed entrano due nigeriani pronti a fare snu-snu, il bagaglio tecnico del BJJ utilizzabile cambi non poco, deviando verso il grappling...
Certo, io continuo a chiedermi chi sia così volutamente tordo da pensare che le arti marziali debbano rispondere a questa situazione, o perchè non si pongano le stesse domande verso il pugilato, la Thai o qualche improbabile AMT "adatta a tutti da 0 a 90 anni, ottima per l' autodifesa"... ma va beh.
Tutte le arti marziali forniscono degli strumenti, delle competenze relative al combattimento corpo a corpo, con più o meno efficacia, in contesti più o meno riconducibili alla realtà.
L' uso che se ne faccia in mille situazioni diverse dipende da molti altri fattori.
Resta comunque chiaro come il principio di combattere al suolo non sia sempre applicabile, e di certo non è il caso di rimanerci a gigioneggiare tanto per fare.
Ma che ve lo dico a fare (e due), dico solo che la prima volta che ho fatto sparring di BJJ senza avere competenze finivo finalizzato ogni 5-10 secondi, e non scherzo...
Ho messo quei numeri perchè ora aspetto divertito il commento di qualche fenomeno che dirà che con il Cin Ciun, il Karate Porkushin, lo Yoga Kombat o il Tai Chi lui si addestri ad ammazzare i gorilla in 1 secondo :)
Qualcuno giustamente tornerà a parlare degli ormai mitologici amici dell' avversario che arriveranno in trecento dal nulla per prenderti a calci mentre stai a terra.
Beh, infatti nessuna, lo riscrivo: NESSUNA, arte marziale fornisce gli strumenti per difendersi da più aggressori, è solo una questione di buonsenso il non starsene a terra...
A me preoccupa più il fatto che tu non abbia mai amici.
Get a life, e se vuoi posso fornirti un numero da chiamare, a volte anche solo parlare fa bene.
Detto questo resta comunque il fatto che molte delle tecniche di BJJ siano tutt' altro che facili da applicare, alla fine una buona parte del repertorio sono tecnicismi molto validi per lotte prolungate contro altrettanti praticanti di BJJ ma rischiano di non essere applicabili senza tatami, Gi e con la possibilità di colpire.
Ma ribadisco il concetto, il BJJ non tratta di autodifesa in modo specifico e a nessuno gliene importa di questo.
Penso sia importante dire una verità: il BJJ non è per tutti, e soprattutto non aiuterà nessuna ragazzina fashion a difendersi da uno stupratore.
Non veniamocene fuori con racconti di come la pluricampionessa universale (con nel corpo più testosterone di un elefante in musth) ci sia riuscita, o peggio ancora di come l' amica della figlia del vicino abbia impaurito quattro dodicenni facendo una leva al Bimbo Gigi...
Le ragazzine di 40 kg continueranno ad essere stuprate ed ammazzate, non c'è stile che tenga, soprattutto se sono cinesizzate nella testa.
Nessuno stile di combattimento serio può essere allenato da tutti con gli stessi risultati, l' allenamento richiesto è pesante e serve una costanza che pochi riescono ad avere, certamente non puoi praticare ad alti ritmi per tutta la vita.
Il BJJ richiede una fisicità non indifferente, per alcune persone risulta semplicemente impossibile a livello fisico l' applicazione delle sue tecniche e qualsiasi istruttore vi racconti il contrario sta solo facendo propaganda.
Ma onestamente non trovo nel BJJ molti più difetti di quanti se ne possano trovare in altri stili funzionali, che si occupano del loro in modo specializzato e globalmente forniscono una competenza di combattimento spesso più che sufficiente per affrontare altri contesti, cosa che curiosamente non fanno le AMT pur nelle loro roboanti dichiarazioni di eterogeneità.
Il BJJ non nasce per risolvere il problema del corpo a corpo evitando a prescindere lo striking, è semplicemente uno stile di lotta, e chi voglia completare le proprie competenze può farlo benissimo (e in genere, lo fa), sia in ambito striking che di difesa personale specifica.
Non è certamente uno stile completo, nè ci si aspetta che lo sia (sebbene con il solo BJJ si possano risolvere ugualmente un sacco di situazioni).
Se volete l' arte marziale "completa", cercate nei volantini di AMT: lì vi racconteranno tutto quello che volete sentirvi dire.