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Facciamo di nuovo il punto

Ho deciso di scrivere questo post per tornare a fare un pò di chiarezza sull' argomento del blog perchè mi sto davvero stancando di risp...

lunedì 25 novembre 2013

Piccoli inventori alla riscossa

Stasera vorrei parlare di quei maestroni che una bella mattina si svegliano e decidono di creare il nuovo stile definitivo.

In passato ho spiegato di come qualunque pincopallino sia libero di proclamarsi Maestro del proprio sistema di combattimento: nessuna legge pone dei limiti in questo senso e non vengono nemmeno richiesti particolari requisiti per insegnare in una palestra.
Senza esagerare, domani mattina ciascuno di voi lettori potrebbe dedicare un' oretta a scegliere il nome della propria arte marziale, guardarsi un paio di video su YouTube e presentarsi in serata in una qualsiasi palestra chiedendo uno spazio per aprire un corso.
Le possibilità di successo aumenteranno se proporrete un corso di difesa personale.
Se siete abbastanza abili con le parole e non siete disabili fisici, potrete letteralmente crearvi da zero una credibilità come maestri di arti marziali, il tutto senza la minima esperienza.
E naturalmente mirare alle allieve in hot pants con gli occhioni grandi grandi...

Non pensiate che sia impossibile proporsi come esperti senza dimostrare ciò che si insegni: lo fanno da decenni centinaia di maestri di AMT.
Come ribadisco è il loro stesso metodo didattico a rendere possibile questo abominio, in quanto nessun allievo pretenderà che lo facciate; E chi chiederà le prove potrà essere abilmente dribblato fino a quando non se ne andrà da solo.

Naturalmente il tutto sarà reso possibile anche dal target stesso degli allievi ovvero tutta quella gente che vuole dire di "fare arti marziali" ritenendole però nient' altro che un corso di fitness alternativo.

Una volta chiarita questa verità immaginate cosa sia possibile inventarsi qualora si abbiano effettive esperienze pregresse e un buon senso del marketing (nonchè una gran faccia tosta).

E' giusto ricordare che non esisterebbe alcuno stile di arti marziali se nessuno un giorno avesse deciso di codificarlo o proporre una propria visione evoluta di quanto si allenava in precedenza: basti pensare a stili come il Karate Kyokushin, il Brazilian Jiu Jitsu, la stessa Kick Boxing, il Judo e molti altri ancora (in effetti ogni singola disciplina funzionale moderna).
Tutti stili universalmente rispettati e ritenuti validissimi, accomunati dall' essere evoluzioni o reinterpretazioni di altri metodi.

Ma accomunati anche dall' essersi evoluti verso la funzionalità, di pari passo con i progressi scientifici nel campo dell' allenamento e con il confronto diretto.

Ognuno di questi stili si è specializzato in un campo più o meno ampio del combattimento umano, effettivamente soprattutto in termini di regolamento agonistico: ma ogni disciplina funzionale ormai converge nei metodi di apprendimento, nei principi e spesso persino nelle tecniche.
Perchè sia chiaro: ormai non c'è assolutamente più nulla da inventare.

E allora per quale ragione esistono così tanti stili di arti marziali?
Come è possibile che nella mia città esistano decine di maestri di arti marziali dai nomi più improbabili e ciascuna proposta come quella "più completa", "più efficace", "più tutto"?

Parliamone.
Le premesse sono quelle già spiegate, il sistema permette di inventarsi una nuova arte marziale dall' oggi al domani e ci saranno frotte di aspiranti marzialisti ben felici di farsi abbindolare purchè lo stile sia presentato abbastanza bene.
Perchè in sostanza il giochetto riesce se il tutto viene confezionato con cura:

- Una divisa ufficiale accattivante, o uno stemma che identifichi l' appartenenza a quel gruppo.

- Un nome possibilmente orientaleggiante, o al contrario anglofono con l' uso di termini aggressivi/di moda (Kombat, Extreme, Total Fighting, MMA, Close Combat, TurboMinchiaKillaPauaMothafucka).

- Una storia affascinante sulle sue origini, che affondi le radici in paesi esotici, in tempi lontani e abbia a che fare con miti di guerrieri formidabili (il tutto rigorosamente lasciato non verificabile).

- Un programma didattico rigoroso e a stadi di apprendimento (gradi, cinture colorate) che stimolino il raggiungimento di un traguardo, di un riconoscimento "sociale" nel gruppo.

- Formalità varie ed etichette sociali che rafforzino il senso di appartenenza o di presunta "spiritualità", "disciplina" e "rispetto" nella pratica.

- Riferimenti vari all' efficacia nella difesa personale e a tecniche rigorosamente "semplici e dirette", sottolineando la differenza da tutti gli altri metodi classici.

- Dichiarata apertura a tutti "dai 0 ai 90 anni" con particolare riferimento alle donne, possibilmente taglia 42, 90 di seno, in hot pants e con gli occhioni grandi grandi. Ovviamente under 40.

- Tecniche che si possano provare in assoluta collaborazione a prescindere dalla forma/abilità fisica per tutta la durata della pratica.

Ci sono personaggi che hanno preparato a tavolino tutto questo per poi presentarlo esattamente come ho indicato, e alcuni di loro ci hanno persino costruito piccoli imperi con essi a capo.
E il punto chiave di tutta la faccenda è che ci credono davvero.

Non si tratta di truffatori in senso stretto, nessuno è deplorabile per aver inventato qualcosa o per essersi dissociato da una pratica che non lo soddisfava più.
Quello che trovo di cattivo gusto è come al solito l' ignoranza unita all' arroganza nel porsi come novelli Leonardo delle arti marziali, pretendendo di aver creato (o riesumato) ogni volta un nuovo stile migliore di tutti gli altri.
Checchè se ne dica, perchè questi maestroni sono inevitabilmente dei falsi umili: si pongono così per alimentare l' immagine di persone per bene, ma in sostanza sottintendono che sia la loro l' arte marziale fatta come si deve, e siano loro ad esserne dei degni esponenti.
Spesso è la stessa ragione per cui raccontano di essersi allontanati dalla pratica precedente: la convinzione di aver capito di più, di saper fare di più e intrinsecamente... di meritare di più.

E in base a cosa ritengono che la loro creazione sia così diversa dal resto?
Anche qui purtroppo si tratta spesso di pura ignoranza e mancanza di esperienza.
Molte volte le loro considerazioni restano confinate nei limiti del mondo marziale che conoscono: abbiamo così karateka che hanno sempre visto e praticato il solo Karate, nel proprio orticello associativo, che "scoprono" la Kick Boxing e un giorno si inventano il Neo Karate Full Contact in cui non si facciano più Kata ma si meni al sacco e ai colpitori.
E già che va di moda, non avendo più limiti imposti, ci mettono anche qualche tecnica copiata migliorata dal Krav Maga per avere una sezione dedicata alla difesa personale da presentare alle ragazze in hot pants.

Sarebbe troppo onesto abbandonare il Karate per dedicarsi alla sola Kick Boxing.
E andare a praticare anche Krav Maga, dicendo poi di essere semplicemente un praticante di Kick Boxing e Krav Maga.
Questo richiederebbe anni di ulteriori allenamenti e farebbe perdere lo status di Gran Maestro, oltre a tutti i derivati socio-economici dell' avere una propria scuola originale.

Ma se uno è davvero esperto e ha anni di pratica in discipline diverse?
Come dicevo si tratta di giudicare con obiettività quale sia la disciplina creata e perchè.
Non so se mi spiego: fondare il proprio stile di Kung Fu non è un male. Si è sempre fatto.
Il problema nasce nel momento in cui, complice il mercato, la moda e l' "occidentalizzazione" del sistema, un esperto di Wing Chun e di Judo crei una nuova arte marziale che sia un mischiotto incongruo delle sue esperienze, confezionato alla maniera sopra descritta.
Il problema nasce quando uno che ha sempre combattuto sul ring pretenda di insegnare anche difesa personale, o uno che ha sempre praticato Taekwondo tiri fuori dal cilindro un fantomatico stile "antico" di Taekwondo di cui guarda caso solo lui abbia recuperato l' eredità.
Io parlo di personaggi che dopo pochi anni di pratica un giorno si svegliano quali esperti mondiali al punto da fondare nuovi sistemi, e del fatto che questi nuovi sistemi includano regolarmente anche tecniche o competenze non proprie delle discipline d' origine.
E la cosa assume connotati ridicoli quando il tutto viene farcito da moralità spiccia e pomposi proclama di correttezza, caratteristica tipica appunto delle AMT.

Detto questo naturalmente non escludo a priori che qualche novello inventore possa aver amalgamato in modo sensato le sue esperienze, o abbia un atteggiamento coerente con quanto voglia divulgare.
Ma a leggere ogni sito web non posso che dubitarne profondamente.
Ho ragione di credere che ogni maestro degno di rispetto, in questo ambito, non si pubblicizzi proprio e non insegni nemmeno in una palestra.

Ma anche in quel caso il delirio di onnipotenza potrebbe raggiungere livelli ai confini della realtà.
Ne parlerò nel prossimo intervento!

6 commenti:

  1. Ciao, sono capitata sul tuo blog. Sono sempre stata affascinata dalla cultura orientale e dalle arti marziali considerate arti nobili ma non ne ho praticato mai nessuna perchè considerate sport maschili. Ho praticato altro dalle tipiche attività di palestra ad altri sport come la pallavolo e il tennis. Ogni sport ha i suoi pro e i suoi contro però lo sport è un alleato prezioso, ti permette di sentirti bene con te stesso, di permette di capire comunque i tuoi punti deboli. Per es. nel tennis il mio maestro dice sempre che io non sono aggressiva di carattere...al contrario l'idea comune invece delle persone con cui ho a che fare nella vita che io lo sia..lui è l'unico che vede in me qualcosa di diverso e cioè che io NON attacco per prima ma che mi difendo (forse sono sempre rimasta in difesa perchè prima del tennis giocavo a pallavolo e il mio ruolo era difendere il campo!!) Certo non posso dire che il tennis abbia portato nel quotidiano benefici..perchè comunque anche se aggredisco la palla un po' di più non vuol dire che aggredisco le persone ma almeno io ho potuto "vedere" ciò che altri non vedono di me o vedere ciò che gli altri credono di vedere. Per me lo sport serve a questo...a farci vedere la ns. luce e la ns. ombra. Tutto questo giro di parole per dire che forse anche l'arte marziale può farti vedere cose di te… a te o ad altri..una sorta di risveglio .Non è questo il fine degli sport in generale? e nel caso delle arti marziali non è lo stesso? quando si dice che è la via della sincerità? sincerità con se stessi, penso...oppure quando dice di astenersi dalla violenza e usare l'autocontrollo..forse per aspirare a qualcosa di più alto. Perchè sei rimasto deluso da quelle che chiami sette?anche se sono barzellette new age tu non pensi che dietro a tutto questo vi sia un sentimento nobile? non c'è nulla di cui sei grato all'arte marziale? dici che hai praticato le arti marziali per 20 anni ma quale arte marziale hai praticato? (scusa non ho letto tutti i tuoi post e credo di aver capito che praticavi karate). Ho sempre ammirato chi praticava arti marziali perchè li "percepivo" effettivamente più nobili nell'animo di uno che faceva body building ma forse sono preconcetti perchè leggendo i tuoi post sembra che di saggio non ci sia nulla e ciò mi è dispiaciuto facendo crollare alcune mie fantasie. Da un po' penso all'idea di dedicarmi alle arti marziali e non nascondo che l'idea di base è quella di sentirsi più sicuri..non per forza per difendersi da qualcuno (anche se in realtà, in caso di necessità, non sarebbe male saperlo fare) ma leggo sempre più spesso che l'arte marziale non permette questo. Inoltre, essendo una donna, spesso le donne temono quello che può essere l'effetto di questi sport maschili sulla femminilità sia a livello di comportamenti che sul fisico. Ma se le donne sentissero sempre di più l'esigenza di sentirsi sicure? non per forza per picchiare ma per sapersi prendere cura di sè perchè anche solo per spostare da noi qualcuno che non ci piace per esempio. Le donne sono molto soggette a queste cose e a volte capire che non abbiamo mezzi per difendersi è triste. Certo se ci dite di "cavare gli occhi" per difenderci forse non è nella ns. indole e non potremo farlo con tutti..noi donne veniamo cmq da venere come scrivono e questo si aggiunge che per secoli ci hanno insegnato solo a dir di sì e ad essere docili...e forse comprendo dunque che la guerra per togliere budella non fa parte proprio di noi..però anche le donne vogliono saper difendersi, vogliono poter far la guerra.Tutto questo discorso mi porta a domandarti ma davvero secondo te le arti marziali non portano a nulla? tu quale sport consiglieresti davvero ad una donna? Che la faccia sentire sempre femminile nel corpo e nei modi ma capace di difendersi sul serio. Anche se praticassi tiro con l'arco non potrei portarmi dietro arco e frecce. Come si può essere guerriere, allora? grazie

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  2. e io conosco un Grande Maestro,nella mia regione,non ti faccio il nome perchè temo delle querele, che insegna il krav maga pure ai carabinieri(è ex-carabiniere pure lui) e che si fa chiamare Sifu e quello che insegna non è che una versione di JKD di sua invenzione e rielaborazione,insomma un furfante,uno che dovrebbe andare a lavorare seriamente in qualche cantiere di operai a guadagnarsi il pane come ormai pochi onesti fanno. Però,permettimi di spezzare un ulteriore lancia a favore del Krav Maga,di quello serio,non insegnato da pagliacci nè da gente palestrata. Io pratico KM da molti anni,diciamo che potrei pure aprirmi una palestra,se ne avessi i soldi e soprattutto fossi priva di scrupoli,ma non lo faccio perchè insegnare a qualcun'altro non è solo questione di muscoli (un pò ne ho anche io) nè di abilità. è soprattutto questione di psicologia e..di qualcos'altro che io non ho. E vorrei ribadire che oggigiorno,in Italia,per aprire una palestra è solo sufficiente una licenza di commercio e null'alrto. Il KM non è iscritto al CONI e basta inventarsi una sigla e si è a posto. Però io conosco gente che nel krav ci hanno dato la vita,che si allenano dal età di sei anni o poco più e non è tutto come tu dici, sì in italia è quasi tutto così,e anche peggio. Il krav magà era una moda,almeno sino a qualche anno fa,e usciva fuori di tutto; è un pò, se ben ti ricordi come ai tempi che "era di moda" il karate o il kung fu: uno si leggeva un paio di libri(pessimi) e apriva una scuola,certo che un minimo di conoscenza doveva averla,sennò lo sgamavano subito,ma conoscenza di che? un saluto

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  3. Arte rispolvero questo post per fare una riflessione (o segone mentale,se preferisci) su un passaggio:ogni disciplina funzionale ormai converge nei metodi di apprendimento, nei principi e spesso persino nelle tecniche.

    Cosa assolutamente giusta e normale,la globalizzazione ha influito anche sulle discipline da combattimento,grazie anche alle MMA,che si sono "incontrate" come mai prima d'ora.

    Tuttavia pensavo...non può esserci magari anche il "rischio" contrario a quello della proliferazione di stili? Ovvero l'appiattimento delle diverse discipline che influenzandosi l'una con l'altra alla fine fanno le stesse cose,facendo tutto di tutto...e magari tutto e niente.

    Guardiamo il K-1 e il Grappling,che insegnano un mischiotto delle varie discipline di striking e di lotta,o il senite genete che dic e che nella lotta libera si fanno le stesse cose che nel judo solo che in una c'è il kimono e nell'altra no...

    Insomma non c'è il "rischio" che in futuro ci ritroveremo magari con il solo striking o il solo grappling,o le sole MMA? (anche per un discorso strategico,un praticante che magari vuole approfondire la lotta sotto una luce diversa (che sia in piedi o al suolo,con o senza kimono,che si faccia quella tecnica o l'altra) può trovare altre materie di studio con cui arricchirsi.Lo stesso vale per uno strikers,che può variare la sua scherma di braccia e di gambe in diverse discipline (o regolamenti) volendo.

    Insomma tutto stò pistolotto per dire: se le similitudini sono senza dubbio evidenti e anche desiderabili per facilitare l'apprendimento delle varie discipline,non sarebbe meglio mantenere anche le differenze in modo evidente,per arricchirsi sotto diversi punti di vista?

    Anche qui non so se sono riuscito a spiegarmi

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    1. Vedi il punto a mio parere è un altro: lasciando da parte le interessanti e culturalmente rilevanti differenze folcloristiche o contestuali a epoche/luoghi/usanze diversi da quelli odierni, a cosa può giovare studiare qualcosa di "diverso" se poi quello che studia combattimento funzionale finisce lo stesso per dartele con maggiori probabilità?

      Fino a che il contesto rimarrà quello odierno, homo sapiens fatti così, vestiti cosà, etc. non vedo grosse possibilità di scoprire vantaggioso lo studio che ne so, delle capriolette del wu shu per farci a botte.
      Le tanto decantate particolarità delle AMT alla fine sono dettagli talmente insignificanti da non essere più che sofismi, il pugno messo così, la posizione cosà, e tante ma tante pirlate scenografiche o pseudo-filosofiche che nulla apportano in più rispetto al resto.

      Inoltre penso che si continui a fraintendere l' efficacia con la semplicità, un pò per giustificare il successo degli stili funzionali, un pò per sminuirli (e di riflesso darsi un tono perchè si studia per 30 anni la posizione del canguro scaleno), un pò per banalizzarli: non è affatto così.
      Anche tirare con l' arco è globalmente una banalità, alla fine il bersaglio lo centri sempre anche senza allenarti una sola volta, ma se vuoi centrare sempre il giallo allora ecco che il movimento generale lo sanno fare tutti ma i dettagli infinitesimali diventano appannaggio di pochi.
      Stessa cosa, vedi kungfucosi prodigarsi per imparare il doppio calcio volante ruotato di 33 pi greco, sostenendo che tanto un low kick lo sappiano fare, poi li confronti con un nak muay e la differenza la noti ECCOME...

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  4. Ma infatti gli specialisti si mantengono orientati alla propria disciplina, sono i tuttologi che si trovano sempre piu' spinti verso le MMA nelle varie formule.

    I thaiboxer continuano a fare thai, i pugili pugilato e i lottatori lotta G/R e Libera.
    Il judo ha appena prosso un regolamento che tutela il suo patrimonio tecnico.
    La scherma continua a lavorare con le sue tre armi per raffinare sempre piu' tempo e misura.
    Come spesso si sente "fare mma" lascia un poco il tempo che trova,ancora oggi si hanno coach differenti per le differenti fasi e le "big 4" restano il fondamento dei praticanti.

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  5. Anonimo scusa l'ignoranza,ma nel judo non era state tolte/modificate certe tecniche a causa del regolamento olimpico? (niente più cadute laterali,si può afferrare il bavero solo per un tot di secondi,le prese alle gambe prima le includono poi le hanno escluse ecc...)

    Tu intendi judo alla vecchia maniera come si insegna al Kodokan? Ma esiste in Italia chi insegna questo judo old school invece di quello così strangolato dalle odierne regole sportive?

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