lunedì 16 giugno 2014

Risposta 5

Ciao Anonima,

premetto che alla maggior parte delle domande ed osservazioni che hai riportato puoi trovare risposta leggendo il blog.
La sensazione è che anche tu, incolpevolmente, abbia un' idea stereotipata delle arti marziali e del loro mondo ed è proprio di questo che discuto qui.
Cercherò comunque di darti qualche risposta più specifica, come consueto:
- Tu parli di sport, ed è questo il punto: lo SPORT è un' attività meravigliosa, utile per il fisico e per la mente e tutto quello che si vuole.
Di qualunque sport si stia parlando.
Il problema nasce nel momento in cui all' attività fisica e ludica, si vogliano associare in modo falso, disordinato e pretenzioso anche tutta una serie di altri valori che vanno dalla filosofia, ai valori etici e morali, all' educazione civica e così via.
Questo è quello che si fa nelle arti marziali, e quello di cui discuto nel blog perchè nella realtà dei fatti è marcio all' inverosimile.

- L' aggressività di cui parli l' ho intesa, ma purtroppo non vi è una relazione diretta tra lo spirito con cui affronti un' "attività ludico-sportiva" e quello con cui si affronta un' aggressione.
Un conto è l' aggressività nella determinazione, un altro quella nella paura.
- L' arte marziale, come mille altre attività, può farti conoscere cose di te e degli altri.
L' ho sottolineato molte volte nei post: è questo il discorso, non c' è nessun valore aggiunto nelle arti marziali in sè, tranne il fatto che in esse venga forzato!
Si dice che "grazie alla loro pratica si diventi più calmi e riflessivi", ma è solo una convinzione perchè potrebbero dirti lo stesso dell' arrampicata.
Dovrebbero rendere "più saggi", ed invece sono popolate da coglioni ignoranti della peggior specie, a partire proprio dai cosidetti maestri.
Dovrebbero indurre all' autocontrollo e rifuggere la violenza, e poi scopri che in sostanza quelli pacifici sono delle specie di santoni parolai ed incapaci, mentre gli altri sono teste calde che non vedono l' ora di finire alle mani per facezie.
E in tutto questo la gente si dimentica che siano ALTRE cose a rendere una persona quello che è, NON la pratica di una ginnastica infarcita di luoghi comuni a forza.

- "Perchè sei rimasto deluso da quelle che chiami sette?"
Ne parlo diffusamente nel blog, se ti va di leggere soprattutto gli interventi del primo anno.
Sono sette perchè si sviluppano, perlopiù involontariamente resti inteso, come tali: una "guida" carismatica, una pratica ricca di regole e formalità da accettare "as is", una gerarchia da rispettare che crea una piccola isola felice in cui uno possa rifugiarsi ed avere un ruolo anche se al di fuori è un inetto.
Ne sono rimasto deluso perchè ci credevo e ci ho speso moltissimo tra tempo, soldi e speranze, proprio come un bravo soldatino soggiogato.
Poi ho acceso il cervello, ho iniziato a fare ricerca, a non accettare più ciò che mi veniva raccontato senza farmi domande, a fare paragoni e, cosa più importante di tutte, ho iniziato ad usare il comune buonsenso.
Questo vale per ogni cosa nella vita, e quando cominci a giudicare quello che avviene in questi ambienti senza più doverlo giustificare per forza, capisci davvero tante cose.

- "anche se sono barzellette new age tu non pensi che dietro a tutto questo vi sia un sentimento nobile?"
L' hai detto, sono giusto barzellette new age.
Tutta la "cultura" new age è una barzelletta, almeno per uno pragmatico come me.
Quello che si fa in moltissime arti marziali è promozione di cultura new age.
Che può andare benissimo per alcune persone, ognuno faccia ciò che gli piace... ma se vengono raccontate emerite idiozie e falsità allora non mi sta più bene.
Il sentimento nobile muove i buoni intenti di molti, ma non per questo si deve giustificare la divulgazione di falsità e la disonestà.
Oltretutto i "maestri" sono tutti convinti di essere mossi da sentimenti nobili, ma hanno la capacità di autocritica di un Adolf Hitler... non so se mi spiego.
- "non c'è nulla di cui sei grato all'arte marziale?"
Io sarò anche eccessivo, ma non credo sia questione di essere grati di nulla.
Se non avessi praticato per tutto quel tempo "arti marziali", avrei avuto un' altra vita. Avrei conosciuto altre persone, fatte altre esperienze... insomma, a me dire che in fondo in fondo sia felice così non sta bene.
Chi lo sa se giocando a pallanuoto non avrei conosciuto ancora più amici, o avuto più ragazze, o viaggiato in più posti, etc. etc.?
Non si può dire.
Quello che posso dire è che dopo decine di anni spesi sul tatami allenandomi in cazzate e credendo in buona fede ad altrettante cazzate, la sensazione preminente non è la gratitudine.
E non perchè supponga che le arti marziali mi abbiano dato "meno" di altre ipotetiche attività: ma perchè sono certo che a livello di allenamento avrei potuto fare miliardi di cose migliori (vista l' impreparazione o totale ignoranza dei sedicenti maestri) e a livello tecnico esistevano già sport da combattimento concretissimi e scevri da stronzate immaginarie.

- "dici che hai praticato le arti marziali per 20 anni ma quale arte marziale hai praticato? (scusa non ho letto tutti i tuoi post e credo di aver capito che praticavi karate)"
Tra le altre ho praticato anche Karate, ma non è stata la pratica più lunga.

- "Ho sempre ammirato chi praticava arti marziali perchè li "percepivo" effettivamente più nobili nell'animo di uno che faceva body building ma forse sono preconcetti perchè leggendo i tuoi post sembra che di saggio non ci sia nulla e ciò mi è dispiaciuto facendo crollare alcune mie fantasie."
Infatti, mi spiace ma è proprio così, sono tutti preconcetti giustificati dalla pessima pubblicità perpetrata nei decenni dai media.
Questo non esclude che ci siano anche persone validissime, ma quello che cerco di rimarcare è che sono le persone ad essere più o meno valide, non è la tal pratica a renderle tali.
Peccato che questa affermazione venga utilizzata poi da tutti per portare acqua al proprio mulino...
E' una questione puramente sociale, nessuno parlerebbe male di sè stesso.

- "spesso le donne temono quello che può essere l'effetto di questi sport maschili sulla femminilità sia a livello di comportamenti che sul fisico."
Vedi, tu continui a parlare di sport.
Prova a parlare con qualche convintone praticante di arti marziali cinesoidi o "antiche"... sarà inorridito e ci terrà a sottolineare che il suo non è mica uno sport: è molto di più!
I più ridicoli poi sono quelli che proprio aborrono lo sport, la preparazione fisica, l' agonismo e tutto il corollario.
Comunque non è vero, ci sono schiere di ragazze che competono anche ad altissimo livello pur mantenendo la loro femminilità e fisico invidiabile.
Francamente a me fa senso una Pellegrini, un uomo mancato: il nuoto ad alto livello sì che crea un fisico maschile; O il Body Building estremo.

- "non per forza per picchiare ma per sapersi prendere cura di sè perchè anche solo per spostare da noi qualcuno che non ci piace per esempio"
Dici bene, ma io ti chiedo: cosa significa per te il sapersi prendere cura di sè?
Perchè dalla mia esperienza le persone (uomini e donne) che si prendono più cura di sè sono quelle appassionate di Body Building: sono quelle più attente e che vivono la propria passione tutto il giorno tutti i giorni, facendo attenzione alla dieta, allenandosi in modo rigoroso, etc.
Non i marzialisti che si sentono dei novelli samurai un' ora alla volta per due o tre volte alla settimana...

Ma se invece ti riferisci al "sapersi difendere", beh... è un desiderio più che legittimo.
E che purtroppo le arti marziali, quelle fatte con in testa la pace dei popoli, la saggezza orientale, l' autocontrollo, le tradizioni di popoli che non c'entrano niente con il nostro... affrontano in modo raffazzonato e fuorviante, soprattutto per i più deboli.
- "Le donne sono molto soggette a queste cose e a volte capire che non abbiamo mezzi per difendersi è triste."
Eh già. C' est la vie.
Pensa te, io volevo diventare un campione di pallavolo, ma la natura non mi ha fatto alto uno e ottanta...
Sono molto triste.
Allora andrò a giocare a mini-volley, così potrò raccontarmela di essere anche io un campione!
Sorry, quando si parla di gente che ti mette le mani addosso non funziona mica così... eppure è esattamente quello che ti inculcano praticando le maledette arti marziali "adatte a tutti".
E' tutto molto triste.
- "questo si aggiunge che per secoli ci hanno insegnato solo a dir di sì e ad essere docili"
Verità assoluta, ma permettimi di specificare: nella nostra società, e in Italia in modo particolare, è così.
E' una questione prima di tutto culturale, e in secondo luogo antropologica.
Ciò non toglie che esistano al mondo milioni di donne tutt' altro che docili e remissive, e uomini deboli e mansueti.

- "ma davvero secondo te le arti marziali non portano a nulla?"
Certo che no, non voglio essere frainteso nonostante il tono del blog: come ripeto ho già affrontato molte volte questo argomento.
Però vedi, se mi parli di acquisire abilità pratiche, concrete e dimostrabili continueremo ad allontanarci da quello di cui discuto nel blog, ovvero le cosidette AMT, le arti "tradizionali" infarcite di tutte le pirlate pacifiste, maestri saggi, forme cinesoidi, stronzate cinesoidi, coglionate cinesoidi...
Quelle che fanno impazzire il pubblico alle esibizioni, quelle decantate nei film con il coglione cinesino che sconfigge 10 karateka alla volta con i pugnetti a catena, quelle in cui si parla di filosofia o di presunti poteri speciali che acquisirai respirando come un lamantino per 10 anni, perchè solo tra 10 anni diventerai fortissimo... salvo poi finire rovinato dalle botte dal primo tamarro che ti vorrà menare per davvero.
Quello di cui dovresti parlare sono le arti funzionali al combattimento, che ancora non garantiscono nulla ma almeno trattano il discorso senza fronzoli.
I sistemi di difesa personale poi sono un altro discorso, ma ti invito a leggere il blog.

- "tu quale sport consiglieresti davvero ad una donna?"
Boh, quello che la diverte e le interessa... lo SPORT non ha niente a che vedere con la difesa personale, che anche la campionessa intergalattica di una specialità se proprio voglio la ammazzo anche io con un coltello, un paio di amici e un agguato in piena regola.
Attenzione a non incappare in questo facile malinteso.

- "Che la faccia sentire sempre femminile nel corpo e nei modi ma capace di difendersi sul serio."
Vedi, tralasciando il fatto che "difendersi" voglia dire troppe cose: se parli di tirare qualche cazzotto all' energumeno infoiato e stenderlo, beh, ti posso dire che anche io non sono per niente sicuro di poterlo fare.
Capisci, pratico arti marziali da più di vent' anni, sono stato campioncino di qui e di là, ho anche tirato in match full contact, non ho particolarmente a cuore il bene del prossimo (anzi, spesso ho pensieri omicidi verso la gente)... eppure proprio perchè ho acceso il cervello e mi sono liberato della falsa sicurezza data dalla pratica, so perfettamente che le cose non funzionano come si vorrebbe.
Certo, le mie chances di "autodifesa" sono enormemente superiori ad un mè stesso privo di nozioni: ma non garantiscono niente.
Per questo dico che alla fine uno non dovrebbe avere in mente questo obiettivo, a meno che non lo voglia affrontare sul serio.
E quello che ho imparato è che le persone veramente capaci, quelle che hanno imparato "sul serio"... passano metà della vita a fare quello e l' altra metà ad aspettare di essere aggredite.
Certo, esistono anche corsi validi per avere nozioni di corpo a corpo del tipo di cui parli ma tu mi parli di sport.
Conosco ragazze agoniste capaci di fare ciò che chiedi, ma praticano ad un livello piuttosto alto e soprattutto... non gliene frega nulla dell' "autodifesa".
Praticano perchè gli piace.

- "Anche se praticassi tiro con l'arco non potrei portarmi dietro arco e frecce."
Beh, però considera che oggi anche i bimbiminchia vanno in giro con un coltello in tasca... io girerei volentieri con un compound in spalla se mi garantisse una buona difesa!
La verità è che nel campo dell' autodifesa, il corpo a corpo a mani nude è l' ultima delle ultime opzioni, ma la prima che amano pubblicizzare i bastardi maestroni per attirare le ragazzine in hot pants con gli occhioni grandi grandi ai loro dannati corsi di "antiaggressione femminile".
Io per onestà consiglio sempre:
- ripassare per bene il buonsenso della nonna
- imparare ad usare uno spray urticante
- addestrare un leopardo e portarselo in giro
- avere come moroso il Techno Viking
- diventare grasse e sfatte come le ciccione che girano su quelle macchinette elettriche al Walmart

- "Come si può essere guerriere, allora?"
Essere guerriere è una condizione molto personale che va coltivata ogni secondo della vita, qualunque cosa si stia facendo.
Non ha a che fare con una qualche pratica sportiva o ludica.
Io ti posso dire che una volta, anche "grazie" alla profonda convinzione che avevo nelle "nobili arti marziali tradizionali", ero proprio una pecorella: promuovevo la pace dei popoli, la giustizia, il perdono, l' autocontrollo, la nobiltà d' animo; Credevo nella tecnica al di sopra della forza, nei cinesini che sconfiggevano i buzzurri occidentali anabolizzati a suon di piroette e colpi roteanti (e più erano anziani più erano forti e saggi!), nelle forme di balletto allenate con precisione maniacale che dovevano rendermi capace di... boh, di fare qualsiasi cosa aldilà del balletto...
Tutte stronzate, tutto tempo sprecato, tutte idiozie new age.
I colpi bassi della vita, e non parlo di "botte", mi hanno insegnato che il mondo è un luogo subdolo in cui la gente priva di scrupoli, cattiva, ha la meglio, piaccia o no.
E ho iniziato ad incazzarmi, a perdere il rispetto per chi non lo meritasse, a non essere più "politicalmente corretto", ad osservare cosa facessero le persone che mi facevano paura, non quelle buone e brave.
Ho iniziato ad osservare e confrontarmi, ricercare e fare paragoni, prima di tutto per non sentirmi più così "debole".
La debolezza è una cosa molto più profonda del "non saper menar le mani".
E' una condizione mentale, la propria immagine riflessa in rapporto al mondo, l' immagine che noi abbiamo di noi stessi.
Alla luce di questo, la determinazione IO l' ho guadagnata in questo brutto modo, perdendo la fiducia nel prossimo e rifiutando in modo categorico di adeguarmi all' immagine di bravo ragazzo che mi ero costruito intorno.
Invece di giustificare sempre tutti, di perdonare, di essere diplomatico, ho iniziato ad essere aggressivo, a non accettare compromessi e ad odiare la gente.
Non è una cosa bella, ma non è di questo che sto parlando: dico che nel mio caso venivo da una tale bambagia di moralità che per imparare a farmi valere ho dovuto scontrami in modo drastico con me stesso.
E solo in seguito la pratica di arti funzionali al combattimento, come ho spiegato, mi ha permesso di canalizzare al meglio questa "rabbia", altro che pirlate orientali.
Se ho capito cosa intendi per essere guerriere, il mio percorso è passato da questo.
Molti anni fa se un tizio avesse cercato di farmi del male, sarei finito malissimo:
- avrei rifiutato lo scontro per convinzione etica;
- avrei reagito in modo blando, sai, "per non fare più male del dovuto"... tsè
- avrei reagito abbozzando tecniche ridicole, allenate nella mia pratica falsata
- non avrei saputo nulla di cosa fare prima e dopo
- sarei pure stato capace di chiedere scusa per un colpo andato a segno...

Oggi so che se qualcuno cercasse di farmi del male:
- meglio evitare, perchè so percepire con chi possa vedermela e con chi no
- so come IO sappia vincere un combattimento corpo a corpo
- accetterei lo scontro con molta più cattiveria del mio aggressore
- colpirei duramente, sapendo quale sia il livello di danno dei miei colpi buoni
- so cosa fare prima per evitare, e dopo per pararmi il culo
- non solo non gli chiedo scusa, ma gli incido anche il mio nome nelle carni.

Bye







giovedì 3 aprile 2014

Risposta 4 - ancora su Bruce Lee... (eccheppalle)

In risposta a Franco.

Ma fatemi un pò capire, per quale diavolo di ragione non si dovrebbe mettere in discussione il signor Bruce Lee?
Ma ti rendi conto della falsità della tua affermazione?
Come se ora, senza il tal cinese, le arti marziali non si sarebbero mai diffuse... Dai, per cortesia, va bene essere dei fan ma ragioniamo anche con obiettività.
Ha perfezionato le arti marziali? Ah bene. E come lo si può dimostrare tutto questo?
Ah, perchè si "muoveva agilmente" e ha girato coreografie emozionanti nei film.
Eh beh, mica male come prova.
Però ha fatto anche tante esibizioni in pubblico e "i grandi andavano ad imparare da lui".
Pensa te, nel frattempo nel resto del mondo c' era gente lontana dai riflettori, e intendo anche perfetti sconosciuti di cui non sapremo mai nulla, che si ammazzavano di botte o magari che ne sappiamo, ammazzavano di mestiere altri cristiani in modi molto più efficaci che col Gitcundò.
Chissà, magari persino con le più tradizionali delle arti marziali.
Ma no, Bruce Lee è intoccabile, è il Lord.
Una sorta di Gesù delle arti marziali, era tutto lui, faceva tutto lui, sapeva tutto lui.
E tutto questo perchè? PERCHE' CI SONO I FILM CHE LO HANNO RESO FAMOSO.
Io non riesco a capacitarmi di come delle persone adulte non riescano a comprendere questo concetto dopo averlo sottolineato miliardi di volte, ma a questo punto siamo nel campo della Religione, prendere per buone cazzate prive di alcuna prova solo per Fede.
E' così e basta.

Andiamo con ordine perchè sono anche un pò stufo di tornare sempre sugli stessi concetti:

- Bruce Lee non ha sdoganato nulla: ha portato alle masse (occidentali) un nuovo modo di rappresentare le arti marziali, e ha innovato l' ambiente con allenamenti rivoluzionari.
Gliene do pieno merito, mica è poco.
Ma non raccontiamocela, senza di lui lo avrebbe fatto qualcun altro presto o tardi.
Anzi, SICURAMENTE lo facevano già in TANTI ALTRI... solo che non erano mica attori famosi!

- Dan Inosanto era talmente esperto di Kali, Escrima e Silat che un giorno arriva il signor Bruce Lee e "lo perfeziona". Sticazzi che espertone...
Scherzo, ma spero sia chiaro il concetto.
Se Bruce Lee fosse emigrato che ne so, a Vergate Sul Membro, avrebbe perfezionato l' arte di Giggi er Bullo?

- "I famosi nunchaku"... Cristo santo... siccome ci faceva le evoluzioni nei film ora i nunchaku sono diventati un' arma formidabile.
Parlare di nunchaku in relazione alle arti marziali, quelle vere, è un pò come parlare di Holly e Benji in relazione al calcio giocato.

- "L' efficacissimo Wing Chun". E di nuovo...
Da cosa si può dedurre che il suo Wing Chun fosse efficacissimo? Dalle sequenze nel Colosseo contro Chuck Norris (del resto ci ha battuto un pluricampione di Karate, giusto?).
Poi giri su un pò di siti, provi ad informarti un pò, e scopri che Bruce Lee ha praticato WC solo per qualche anno, senza contare gli innumerevoli (e spassosissimi, lasciatemelo dire!) racconti di chi vuole tirare acqua al proprio mulino: chi dice che Ip Man non gli insegnò bene, chi dice che il suo non era "100% originale" (AHAHAH!), non dimentichiamo tutti questi italiani che invece divulgano nel mondo il Vero Autentico Wing Ving Twin Cin Uin Chun Tsun Tchun Sptciù Xun Bum....
Mi spiace ma per fare un' affermazione del genere ci vogliono dei dati, e questi latitano nonostante innumerevoli richieste.

- "Brillanti pellicole cinematografiche".
Detto per inciso trovo la recente esplosione di film sul wing chun ed eroi annessi come un cancro deplorevole e fastidioso al colon, ma questa è un' opinione strettamente personale.
Magari è sconfortante pensare che ancora oggi ci sia gente a sbavare dietro a filmetti di PROPAGANDA CINESE, alla stregua di come avveniva negli anni ' 80 con gli americani che "raccontavano la guerra del Vietnam"... dove erano sempre gli impavidi eroi dai grandi valori morali, vincenti, giusti, invincibili, bla bla bla..

Ma aldilà dei gusti, vi rendete conto di parlare sempre e solo di FILM?! Di SCENA!?
Io cerco di portare l' analisi su un piano reale, tangibile, numerabile; In risposta trovo solo fan assatanati che parlano di film, amici degli amici, esibizioni, racconti e leggende, supposizioni...
Mi sconforta pensare che non si riesca a ragionare sullo stesso piano, al che sarebbe tutto molto più chiaro.
Me ne farò una ragione.

- Non ho capito la cosa dello "scetticismo pragmatico degli sport da combattimento occidentali".
Cioè, Bruce Lee avrebbe dimostrato qualcosa (qualsiasi cosa!) CONTRO le pratiche occidentali?
Ma non era quello che diceva peste e corna delle arti marziali ASIATICHE?!!?
Non era quello emigrato negli Stati Uniti venendo a contatto con una realtà già più evoluta nelle tecniche di allenamento e pragmatismo?!?
E PROPRIO GRAZIE A QUESTO poi creò il suo stile tanto fico ed efficace?
O faceva ancora Wing Chun con le forme delle farfalle?

- Vero, il tutto DEVE essere rapportato a quei tempi. E' importante ricordarlo, lo scrissi anche riguardo agli stili tradizionali che magari ai loro tempi, nei loro contesti, erano tanto invincibili proprio per questa ragione.
Però stiamo sempre parlando degli anni '70, mica di Jack La Motta negli anni '20.
E già ai tempi c' era gente ben cazzuta in giro, intendo dire gente nota, agonisti.
Non è per giocare a chi sia più cattivone, ma in Brasile la gente combatteva di Vale Tudo a pieno ritmo a quei tempi e, vediamo di capirci, parliamo di persone che si ammazzavano di botte per davvero, mica "sui tetti di Hong Kong, tra adolescenti, mulinando le braccia tipo gatto arrabbiato".
Bruce Lee poteva benissimo essere un fuoriclasse, ma comincio ad averne proprio piene le palle di ribadire le stesse cose ogni volta: nulla su questa Terra potrà mai dimostrare che fosse sto gran combattente.

- "ritengo che un bravo maestro di arti marziali (io per l'efficacia pratica dei colpi ci metto un maestro di Wing Chun) se dovesse confrontarsi con un Mike Tyson come è stato detto, non credo che Mike avrebbe possibilità di sopravvivere nel giro di un minuto, troppo limitativo per Mike avere possibilità, abilità e abitudine a colpire sopra la cintura solo con gli arti superiori."

Non so nemmeno come rispondere, passo proprio.
Oltre a sembrare l' affermazione di un dodicenne, senza offesa, è qualcosa che va ALDILA' della mia voglia di confronto intelligente.
E spero sia chiaro che non è per passare il testimone di "combattente invincibile" da Bruce Lee a Mike Tyson (che è un altro luogo comune).
Ma qui non sai proprio di cosa parli e non mi va di spiegartelo.

- Te lo dico io dove si dimostra l' efficacia di una cosa: facendola, nel suo contesto.
Le arti marziali trattano il combattimento umano.
Si studiano tecniche specifiche per attaccare e difendersi.
Ci sono specializzazioni in una cosa o nell' altra.
Alcune di queste cose funzionano con un buon margine di riuscita, altre no.
Lo scopo finale è, in tutti i casi: fare del male all' altro e non subirne.
Siccome la cosa è divertente, ci si sono anche creati degli sport che permettano in relativa sicurezza di farsi male.

Purtroppo oggi apprendo che un pugile senza ring, guantoni, conchiglia e arbitro, non vale più un cazzo.
Non è capace di fare del male, muore proprio.
Un Nak Muay prende in clinch il cinese di turno e muore, così. Appassisce perchè si aspettava che la musichetta salisse di ritmo e invece non accade.
Un Jitsuka salta in guardia, picchia sul pericolosissimo asfalto "pieno di detriti appuntiti" e muore.
Pensava di arrivare in montada e fare punti, invece non ha più opzioni.

E guarda caso invece, i mitologici stili da "vita o morte", quelli cinesi con le respirazioni speciali, le forme animalesche o le zampette che mulinano, quelli si che dimostrano sempre e ovunque la loro efficacia.
Sì sì! Esattamente come si allenano e si studiano!
Magari bisogna condirli un pò con dita nel culo, calci nelle palle, occhi strappati, cuori infranti, capelli tirati, zuffe da orsi, un coltello che salta fuori, uno spigolo dove serve e tutta quella serie di cose che piace tanto ricordare ai cultori di queste arti.
Non vincono mica grazie alle tecniche studiate eh, sia mai...

- Nel combattimento "reale" c' è in gioco "la pelle".
Sticazzi!
Insomma per questi personaggi è sempre in gioco la pelle.
Vivono in città italiane, civili, guardano Fessbuc ogni due minuti, parlano del telefilm della sera prima o del nuovo videogioco ma chissà perchè poi vanno ad allenarsi per prepararsi dalle aggressioni mortali ai quali sono esposti ogni sera.
Poi magari li senti pieni di sè perchè hanno steso un tizio in discoteca che ha guardato la loro bella, hanno imposto il silenzio al tipo che voleva fregargli il parcheggio e cose di questo tipo.
MAI, dico MAI sentito di uno che si sia difeso con queste arti marziali (e nemmeno con altre) da gente che ti entra in casa per rapina, gente che vuole "regolare i conti", gente che decide di farti il culo sul serio. MAI.
Quelli non sono combattimenti per la vita, no eh...

- Cosa praticavo e cosa pratico non è in discussione.
C'è chi lo sa, chi lo intuisce, chi lo ipotizza. Va bene così.
Praticavo "arti marziali di stampo tradizionale" e ora pratico "sport da combattimento".

- Ho discusso più volte delle mie motivazioni.

Franco, leggendo il finale del tuo commento mi rendo conto di aver usato toni sopra le righe mentre tu sei rimasto comunque educato.
Se ti sei sentito offeso dai miei toni mi scuso, considera le mie risposte come rivolte a tutte le persone che continuano a scrivere commenti, anche altrove, soprattutto riguardo a Bruce Lee.
Sul blog il mio post su Bruce Lee ha generato più commenti di tutti gli altri messi insieme, e questo mi da un' idea di come sia malinteso l' argomento.
Non c'è niente di personale.
Buona serata.

lunedì 17 marzo 2014

Risposta - 3

Rispondo all' utente marco-san che ha argomentato il suo punto di vista.

"[nell' Aikido] Non è assolutamente concepibile di poter applicare una tecnica ad un avversario cosciente senza prima averlo tramortito con un colpo perlomeno di distrazione."
- Giusto, il problema a mio avviso resta quello: come li imparo i colpi che tramortiscono?
Tramortiscono?!
Cosa faccio se non ho avuto successo?
Senza andar a cercare il pelo nell' uovo ritengo che sia proprio questo a fare la differenza: presumere di ottenere un risultato, dare per scontata una cosa che in effetti richiederebbe da sola un approfondimento costante.
Poi naturalmente ci sta che un' arte marziale venga stilizzata o intrisa di folklore e religiosità, tuttavia non mi pare che nell' Aikido (e per l' appunto in molti altri stili) venga studiato per davvero come riuscire ad attaccare con successo il nemico.
Non so se mi spiego, ci sono stili in cui ci si focalizza sul contrattacco ma non si studia come attaccare qualcuno, e questo genera false aspettative e soprattutto falsi attacchi.
Giustamente sottolinei come oggi siano stati eliminati i colpi dal repertorio dell' Aikido, però torniamo sempre lì: io studio come si deve, io alleno anche i colpi, io riesco a farlo funzionare...

"Il terreno di maturazione dell'Aikido (aikijujitsu, che però è davvero molto simile all'aikido TRADIZIONALE) è il campo di battaglia, un terreno di scontro dove gli attacchi potevano arrivare a 360 gradi."
- Comincio ad essere confuso riguardo alla concezione che si abbia del "campo di battaglia".
Provo a visualizzare il contesto e diciamo che mi viene in mente la scena de "L' ultimo Samurai" in cui Tom Cruise si ritrova circondato in mezzo al bosco.
Dove viene affrontato, come prevede "l' etichetta morale" del Bushido, da uno alla volta...
Non riesco invece a contestualizzare l' applicazione dell' Aikido nella scena finale, nel campo di battaglia in cui gli eserciti si affrontano all' arma bianca.
Una cosa del genere mi ricorda anche che ne so, Braveheart o Il Gladiatore sempre per restare in tema di famose battaglie cinematografiche.
E già visualizzando queste coreografie spettacolari non riesco proprio a capacitarmi di come un soldato potesse difendersi da più avversari alla volta.
Il tutto... a mani nude!
No, lo dico e lo ribadisco con forza: la gente girava armata di lame e il combattimento era inteso principalmente come uno scontro armato, il che in effetti potrebbe giustificare gli attacchi che si vedono studiare ancora oggi.
Ma ancora questo non risolve il problema alla base, e cioè che non è possibile difendersi da più avversari in un vero scontro per la vita!
E poi con cosa, con leve ai polsi e proiezioni?
Non puoi dire (a ragione) che negli stili sportivizzati si studi solo lo scontro uno vs uno contrapponendoli ad uno stile come l' Aikido, con le sue tecniche esageratamente lunghe e che richiedono un sacco di spazio intorno.
Non è compito mio stabilire il contesto di nascita o applicazione dell' Aikido, nè voglio affermare che "non funzioni" perchè non sarebbe vero: dico solo che qui, oggi, e nel modo in cui viene studiato è un' arte anacronistica e con evidenti lacune.
Di certo non aiuta a difendersi a 360° più di quanto lo facciano altri stili, giacchè che ci piaccia o no possiamo affrontare un Homo Sapiens alla volta e al massimo studiare una strategia per migliorare le chances in caso di aggressione multipla.
Spero che ora non salti fuori che nell' Aikido Ueshiba aveva inserito la psicologia verbale, lo studio del linguaggio del corpo, tecniche di descalation e così via!

"Si, proprio così, anche il BJJ o il valetudo, considerati come le simulazioni più realistiche di un combattimento per strada. Se in una rissa o aggressione ingaggi l'avversario in un clinch, assumi una guardia da boxe o peggio ancora porti l'avversario a terra, corri sempre il rischio che il compare dell'aggressore ti prenda da dietro e ti spezzi la schiena con una gomitata."
- il Vale Tudo era la simulazione (lo riscrivo: si mu la zio ne) più realistica di un combattimento a mani nude tra due persone competenti nel combattimento a mani nude.
Che non volevano ammazzarsi, giusto pestarsi a sangue (e c' è una bella differenza).
Chi parla di simulazione di difesa personale racconta palle tanto quanto i maestroni degli stili sacri cinesi.
Non voglio dilungarmi troppo nell' argomento, mi limito ad osservare che la guardia pugilistica è una delle posizioni migliori per poter attaccare E difendersi dai colpi veri che la gente usa per mandarti a terra, in piazza Duomo, nel campo di battaglia o sul ring del Lumpinee.
Non è l' unica ma certamente una delle più funzionali, provare per credere.

Se prendi in clinch l' avversario hai varie opzioni per mandarlo al tappeto o proiettarlo e terminare lo scontro all' istante.
Hai qualche nozione del clinch della Muay Thai?
I colpi di gomito sono poco noti perchè non passano in tv quanto le piroette dei cinesini, invito a chiedere ad un nak muay di provare: le gomitate dal clinch sono tutte colpi da KO, e di quelli brutti.
E ribadisco che possiamo preoccuparci di un solo omino alla volta, come in Double Dragon, che se ti arriva lo stronzo da tergo sei nella merda a prescindere.

Del portare a terra la gente ho accennato qualcosa in passato: è un eccellente sistema per vincere un combattimento uno vs uno, dimostrato miliardi di volte; E' un eccellente sistema per finire all' obitorio in una situazione in cui "sono sicuro/è probabile" che il mio avversario non sia da solo.
L' unica osservazione che posso fare è che, e di questo ho le prove anche personalmente, con il BJJ riesci in effetti a vincere gente molto più grossa di te, anche in pochi secondi.
Insomma, se mi trovassi alle strette, per quanto mi riguarda, preferirei rischiare portando a terra uno più alto e grosso di me piuttosto che mettermi a boxare.
Ammazzato per ammazzato, mi giocherei la chance in cui so di avere qualche freccia al mio arco; Se gli aggressori fossero già due lascerei stare l' idea.
PS: le gomitate non spezzano la schiena, a meno che tu non faccia Wing Chun!

"Nell'aikido si impara a mantenere aperti gli occhi in tutte le direzioni, principalmente per trovare un giusto varco e SCAPPARE"
- Uhm... non erano i sistemi di difesa personale quelli?
Cioè Morihei Ueshiba era in sostanza un "codardo" che elaborò uno stile per disimpegnarsi dalle aggressioni in gruppo dei giovinotti dell' epoca (o da Samurai armati di katana, arco e lance)?
Queste cose si dicono oggi perchè il Krav Maga ha fatto proseliti, rimarcando l' importanza di non finire alle mani.
Che poi è il comune buonsenso ad insegnarti che sia meglio evitare, altro che arti marziali: mi chiedo perchè uno debba spendere per "imparare a combattere" se poi a lezione gli insegnano (?) come scappare...
E a me sembra che Ueshiba fosse quello che ammazzava la gente perchè "non aveva ricambiato il suo saluto", salvo poi diventare un pacifista.
No, non sono d' accordo con la tua affermazione.


"L'aikido ti insegna unicamente a difenderti contro attacchi certamente telefonati, ma portati con la massima potenza da un avversario che con quel colpo vuole distruggerti."
-  Non mi piace fare le pulci alle frasi però capisci come ci sia una palese esagerazione nella tua affermazione: e le altre arti marziali studiano invece come difendersi da attacchi "a bassa/media potenza"?
Studiano combattimenti simulati in cui l' altro voglia solo spaventarti?
Secondo me volevi dire che nell' Aikido si studino difese da attacchi specifici, impulsivi, disperati, singoli...
Ha senso, non lo nego, purtroppo però questi attacchi continuano a non affrontare il tema "scontro" in modo sufficientemente realistico.

"Hai mai visto risse tra persone che si affrontano a colpi di jab, solidi sul loro baricentro? Io no: in generale, in strada, la gente per far male si sbilancia."
-  Tutto è possibile, ho visto anche quelle.
In genere però ho visto gente che comincia a darsele quando è ormai quasi a contatto, e se non va giù al primo scambio di cazzotti (che partono a sorpresa, altro che telefonati), si azzuffa come fanno i gatti in calore nelle notti di mezz' estate.
In tutto questo diventa impossibile l' applicazione di qualsivoglia tecnica raffinata presentata in qualsivoglia arte marziale.
Non so se mi spiego, anche il Taekwondo studia potenzialmente un ottimo modo di mandare al tappeto la gente, purtroppo le situazioni non avvengono a quella distanza e tempistica.

"se incontro un boxer in strada che vuole farmi male a colpi di diretti, io me ne ritorno a casa camminando all'indietro, tenendolo a distanza con le braccia stese in avanti, applicando la cosiddetta difesa passiva, vietata nelle regole del pugilato."
-  E' un' osservazione intelligente ma sai anche tu che non sia credibile...
Se qualcuno decide di venire alle mani con te, lo farà che tu lo voglia o meno.
La difesa passiva ha la sua ragione d' essere per descalare una situazione che sta per incendiarsi, ma quando l' altro ha deciso di attaccare, o scappi a gambe levate (se puoi) o accetti lo scontro.
Permettimi di ribadire che non serviva l' Aikido per pensare che sia meglio non picchiarsi, e che il fatto che i pugili non studino la difesa passiva non è una lacuna del pugilato, che è uno sport e non si occupa nè di autodifesa nè di scontri sui campi di battaglia.
A proposito, sui campi di battaglia i soldati indietreggiavano con le mani tese?
E nelle strade giapponesi del primo '900?

"E allora perchè non possono funzionare su Fedor Emilianenko? Perchè sul ring, qualsiasi ring, non ti stai difendendo da una aggressione, ma stai combattendo contro un avversario in guardia, estremamente concentrato, che di certo non ha intenzione di lasciarsi afferrare i suoi polsi."
-  Attenzione: le leve ai polsi sono estremamente efficaci, ma sono vietate nei match (non tutti).
Proprio come tutte le tecniche invalidanti.
La differenza sostanziale è che applicare una leva di quelle da demo di Aikido è un' impresa da eroi nazionali (parlo di pugni parati al volo e movimenti armoniosi).
Nel BJJ la leva al polso è chiamata mao de vaca e si usa in contesti ovviamente ben diversi.
Quindi va fatta una certa distinzione sulla leva di cui si stia parlando, che può finalizzare benissimo anche Emelianenko.
Ricordando che esiste un altro problema di fondo e cioè che quando devi preoccuparti dei pugni, calci, ginocchiate e gomitate dell' altro ti passa davvero la voglia di rischiare certe cose, scoprendoti.
Se si lotta soltanto è un conto, e già non è facile; Se ci metti anche le botte è un grosso rischio, dovuto più all' occasione che si presenta per caso; Se infine ci metti i coltelli, la furia omicida e gli amici che "vengono fuori dalle fottute pareti" è un suicidio assistito.

"Le principali tecniche di base dell'aikido partono proprio (udite udite) con un attacco a sorpresa da parte di chi dovrebbe difendersi! In sostanza è una specie di Jab a mano aperta verso il viso avversario; quando questo istintivamente incrocia con il suo braccio il tuo per pararsi e avviene il contatto, SOLO ALLORA potrà partire la tecnica!"
-  Mi spiace ma stiamo di nuovo incasellando situazioni che sono estremamente variabili, facendo una specie di check delle caselle da spuntare affinchè la tal arte marziale trovi applicazione.
E' antipatico, lo so, ma è di questo che parlo.
Potrei fare un parallelo parlando del "famigerato" Double Leg.
L' applicazione tipica del DL nelle MMA è, semplificando, attacco pugilistico seguito da questa tecnica.
Lo scopo è lo stesso, distrarre l' avversario per facilitare l' esecuzione, ma come ogni tecnica o combinazione non può riuscire sempre.
Già, anche senza chiamare in causa professionisti preparati e che conoscono alla perfezione il suo utilizzo.
Insomma parliamo sempre di ipotesi con un certo margine di errore ma io mi rifiuto di credere che un' intera arte marziale sia fondata sulle ipotesi, fermo restando che l' attacco di sopresa al viso sia un ottimo diversivo a prescindere.

Tu stai dicendo che le arti marziali che denigro abbiano senso nel momento in cui ci sia sempre questa "distrazione", questa finta.
Ecco, stai proprio parlando di fintare. Dico bene?
Beh, scusa ma a me sembra ugualmente eccessivo, mi suona un pò come la storia del Wing Chun che funziona benissimo se ci puoi mettere graffi, sputi e tirate di capelli.
Anche concentrandoci nell' ambito extra-sportivo, la finta è una cosa che facevano alle medie i compagni bulli, e a loro volta i ragazzini presi di mira.
Una volta ti riesce, una volta no. E poi che fai?
La finta è quindi la chiave per il funzionamento delle AMT?
Senza offesa ma prova a fare qualche decina di sparring liberi segnandoti quante volte ti riesca fintare o "ingannare" in qualsiasi modo il tuo avversario.
Poi magari provalo in uno scontro full contact, anche nel garage di casa tua, con la tensione addosso e la paura di rimetterci una mascella...
Direi che è una componente molto utile, ma di certo non la sola.

"penso di stare vivendo meglio di te l'unione AMT e SDC, nonostante non faccia gare e non abbia ancora preso abbastanza pugni."
- Che dire... good for you!
Proprio non capisco perchè i lettori continuino a volermi fare il profilo psicologico attribuendomi carenze di affetto, disturbi comportamentali, delusioni amorose, frustrazioni represse...
Vivo una vita serena e, soprattutto, l' argomento arti marziali è ben al di fuori delle mie preoccupazioni.
Lo spirito con cui scrivo questo blog non è diverso da quello che può avere un fan di una squadra di calcio, anzi mi correggo, quelli sì che sono invasati repressi...
Il fatto è che delle arti marziali oggi me ne frega un gran poco, sono abbastanza adulto da saper discernere le cose importanti della vita e in particolare della mia.
Insomma mi sento libero di commentare e descrivere il mio punto di vista riguardo un argomento che conosco e fa parte della mia vita, e non ritengo che questo mi faccia vivere male nulla.
Se devo dirla tutta a volte ho l' impressione che siano proprio i lettori a vivere male questo blog, non parlo di te nello specifico che sei stato educato ed hai argomentato i tuoi pensieri.
Io la vivevo male anni fa quando praticavo AMT, volevo difenderle strenuamente ma iniziavo a rendermi conto che i conti non quadravano.
Ora mi sentirei libero di mandare affanculo anche le MMA e compagnia se solo avessi una ragione per farlo, perchè qui non discuto di cosa sia buono e giusto tra SDC e AMT, discuto solo di onestà ed obiettività su ciò che si sta facendo e dei suoi protagonisti.
Se il blog parlasse di uno sportivo deluso che ha trovato l' illuminazione nel Tai Chi, il concetto non cambierebbe purchè parlassi di fatti ed osservazioni obiettive.

"Mi dispiace che tu abbia deciso di buttare nella spazzatura le AMT. Nel mio caso penso che la boxe potrebbe colmare le lacune nell'uso degli atemi e, perchè no, migliorare il mio aikido!"
-  Non ho buttato nella spazzatura tutto, è spiegato nel primo post e più volte nei successivi.
Però continuerò a chiedermi per quale ragione i marzialisti (me compreso) debbano provare le arti funzionali per avere una visione più credibile dell' argomento botte reali, perchè debbano passare da Pugilato, Kick Boxing o BJJ per trovare le "risposte"(?) alle proprie arti marziali tradizionali e del perchè si parli di "migliorare" le AMT praticando SDC e mai il contrario.

Buona serata!

martedì 25 febbraio 2014

Risposta - 2

Ciao, Anonima, è un piacere risponderti e dedicherò un post a questo.
Prima di tutto ti ringrazio per i complimenti e per aver colto anche il senso ironico dei miei interventi, cosa che molti continuano a non fare.
Al solito ti rispondo per punti:

"Ho voluto provare [l' Aikido], anche supportata dal fatto che fosse una disciplina che si poteva iniziare a qualsiasi età"
- Vedi, su questo si potrebbe già riflettere, e lo dico con un certo rammarico.
Spesso questo genere di arti marziali vengono vendute come praticabili a qualsiasi età magari sottintendendo che, a differenza di altre, possano dare gli stessi risultati. Falso.
Anzi, a voler vedere stili come l' Aikido richiedono ancora più dedizione vista la loro complessità, ma non torno sull' argomento.
Soprattutto quando a complessità maggiore non corrisponde altrettanta applicabilità.
Anche la ginnastica artistica si può iniziare a qualsiasi età, volendo... ma è giusto distinguere l' attività amatoriale priva di pretese da quella con un obiettivo preciso.

"[...]con la consapevolezza di essere riuscita a liberarmi dalla presa seria di un uomo che era il doppio, se non il triplo di me.."
- Davvero, non è per fare il bastian contrario, però ribadisco che un conto sia studiare e far riuscire degli esercizi ben specifici, un conto sia parlare di difesa personale.
Liberarsi dalle prese è una buona cosa, eccellente. Nell' Aikido queste cose si studiano molto bene.
Ma purtroppo la "presa al polso" è solo un dettaglio di un contesto in cui l' aggressore pensa prima di tutto a picchiare (e non parlo di pugili).
Non so se mi spiego, se un tizio grande e grosso mi prende il polso e io "mi libero"... me lo riprende e ci aggiunge un ceffone.
E' uno dei grossi malintesi perpetrati dai sedicenti esperti di autodifesa.

"alla fine ho trovato un corso di wing chun e mi sono iscritta."
- Aaaargh! :-)
Scherzo, ma oggi sono in tanti che prima o poi finiscono per provare il Wing Chun, e non di rado ne rimangono affascinati.
E a mio avviso considerato l' approccio molto più aggressivo rispetto ad altri stili classici, finiscono per ritenere chiusa la ricerca.
Come avrai letto lo praticavo e ci credevo anche io; Poi un giorno ho incrociato un nak muay e...

[elogi al maestro]
- Non ho motivo di dubitare che il tuo maestro di Wing Chun sia una persona con la testa sulle spalle, che dica le cose come stanno e non faccia proseliti "dell' arte".
Se ti ci trovi bene, seguilo, va benissimo così.
Ma se accetti un umile consiglio, ricorda che tutti i maestri di tutte le arti marziali possono essere convincenti e stimabili, e spessissimo lo fanno in totale buona fede.
Non è che "il Wing Chun" sia il Male, non dico questo: le osservazioni del mio blog però riguardano l' applicabilità di quello che si studia nel modo in cui lo si studia, e come ho specificato più volte il Wing Chun non ha poi tutti questi esponenti che dimostrino coi fatti quello che vanno divulgando.
Potrebbe non importare, che se una sera ti difendi con pak sao-pugni a catena da uno che ti sta scippando, "il Wing Chun ha funzionato proprio come l' ho imparato".
E questo è ok, sarà pure successo molte volte nel mondo.
La differenza, dal mio punto di vista, si manifesta quando quella sera ad aggredirmi è qualcuno che invece ne capisce un pochino di combattimento, al che certe tecniche diventano un frullato di nulla.
E prendi le botte.
E intendiamoci, di gente che pratica o ha praticato Thai, BJJ, Pugilato, Kick Boxing, Judo, Lotta, etc... ce n' è in verità tanta in giro.
Anche senza scomodare i soliti praticanti "truzzi minchia-porcoddue", basta un uomo davvero incattivito per mandare all' aria tutto il corollario di tecniche di precisione.
Per quanto mi riguarda io feci questa osservazione:

"Il mio maestro è una persona stimabile, intelligente, esperta, istruita.
Dice cose giuste ed intelligenti, non ho motivo di dubitare di lui.
Le cose che alleno però mi sembrano molto complicate, necessitano di una precisione e sensibilità che fatico ad avere.
Provo ad applicare queste cose e proprio non mi vengono, tantomeno ho mai visto applicarle davvero contro chi dico io (non l' allievo succube).
Nel frattempo nell' altra sala ci sono questi "muratori" che lanciano grida terrificanti, buttano giù i sacchi a pestoni e ogni volta provano liberamente tra di loro.
Ed usano proprio le stesse cose che allenano, così si possono concentrare su tutta la miriade di altre qualità personali che io ho capito essere importanti nell' argomento: allenare la velocità di esecuzione, la potenza, il footwork, il timing, le distanze, fintare, improvvisare, etc...
E sì, mi fanno paura.
Sono fisicamente allenati, escono a correre per chilometri, fanno circuiti che non ho mai visto, parlano di diete, di pesistica, di functional training... Tutte cose che, anche se me la racconto, anche a me danno l' idea di come debba essere un tipo temibile.
E noi invece a fare forme, passi a pinocchietto, mezzore di braccia mulinanti, parlare di bastoni magici, deviazioni millimetriche che tanto se non vengono è "perchè non le stai facendo bene" (grazie al cazzo).
Sai che faccio?
In amicizia gli chiedo di provare a fare sparring, così provo ad applicare il mio stile!"

Non capivo nemmeno da che parte arrivassero.

Esattamente come successe proprio con il Wing Chun (ho raccontato in un post di come un sedicenne abile ma poco esperto mi sovrastò), anche stavolta mi sentivo impreparato a quel tipo di scontro, nonostante fossi convinto di saperlo gestire grazie alle mie favolose tecniche.
Solo che questa volta erano botte vere, e cosa più importante potevo leggere nero su bianco la preparazione, la scienza che stava dietro.
Non erano "calci", erano I calci. Gli stessi che tiravano al sacco.
Non erano "deviazioni e assorbimenti", erano semplicissimi (!) movimenti che gli permettevano di annichilire ogni mio attacco facendomi trovare completamente scoperto.
Era semplicemente un modo di combattere che non ero in grado di gestire... perchè la verità è che non avevo mai combattuto contro gente che tirasse davvero.
E decisi che sì, anche io volevo imparare quelle cose.
Passavo gli anni a studiare posizioni, angoli e stronzate mistiche per poi trovarmi del tutto inerme davanti a gente che usava si e no tre colpi...
Scusate ma mi sono girate le palle.

"Mi hanno detto che faremo anche tanto sparring, con protezioni e tutto, ma siccome ho iniziato ancora da pochissimo non ho potuto vedere e valutare questo aspetto con i miei occhi."
- Bene, quando capiterà cerca di valutare con occhio critico, perchè è tipico fare sparring rispettando lo stile e le convenzioni della specifica arte marziale.
Un caro amico, persona rispettabilissima, fa fare sparring ai suoi allievi.
Solo che lo sparring non è "mettiamoci i guanti e giochiamo a menarci", va fatto con criterio e con gente preparata.
Anche in giardino due babbei possono dire di fare sparring senza avere la minima idea di cosa significhi combattere, ma anche solo allenare delle situazioni.
Devi vedere come fanno sparring nei corsi sportivi per avere un termine di paragone.

Oltretutto io penso che, considerati gli obiettivi del Wing Chun, l' aggressore dovrebbe poter fare ciò che gli pare.
Non devono essere due persone che fanno Wing Chun intente a scontrarsi con il Wing Chun, cercando di "farlo riuscire".
E lì si scopre che certe cose non vengono oppure che, alla fine, siamo più istintivi ed efficaci facendone altre: e a quel punto potrebbe valer la pena approfondire quelle.

In passato mi è capitato di pensare a situazioni in cui mi sarei dovuto difendere con le arti marziali che praticavo.
Mi immaginavo tutto convinto di stendere questa gente a pugni a catena, bloccando pugni al volo, cercando di assorbire, deviare, intercettare colpi, chiudendo la distanza con passetti, facendo capriole, calci volanti, usando pugni risolutivi dall' energia Celeste incanalata... follia.
Il rischio è che mentre tu pensi a "far funzionare il Wing Chun" l' altro parte alla carica con una gragnuola di ganci aggressivi... e se non hai mai provato non puoi capire cosa significhi.
Provaci, dico sul serio. Non funziona più nulla.
Io parlo anche di questo, ci sono arti marziali che esulano dalla natura umana e dallo scontro per come avviene nei fatti.
E così un praticante di Cin Ciun Ciao viene aggredito, tira due cazzotti, un calcio alle palle, uno sputo, una brutta parolaccia e... si convince che la sua arte marziale abbia funzionato. Io dissento.

"Secondo te gli SDC potrebbero essere adatti anche a una ragazza?"
- Beh, ci sono milioni di praticanti ragazze nel mondo... alcune di loro, e non sono poche, detto fuori dai denti fanno il culo a tanti maschietti senza se e senza ma.
Ma guarda caso niente cinesine di 40 kg dai movimenti leggiadri, niente stili debole-vince-su-forte, niente allenamenti esclusivamente tecnici... sono queste le palle di cui parlo!
Senza scomodare le professioniste, ho incontrato ragazze capacissime di far male.
Come sempre però ricordo che le carte in gioco cambiano completamente se uno decidesse di avere la meglio a tutti i costi: prende un coltello, aggredisce di sorpresa, in coppia... insomma, quello che avviene ogni santo giorno.
Fine di qualsiasi campione o campionessa...
Anche per questo detesto l' argomento difesa personale, puoi essere il campione universale di qualsiasi cosa ma quello che può succederti va aldilà delle previsioni.
Preferisco vivere gli sport da combattimento per quello che sono, una piacevole disciplina sportiva che eventualmente ti diano ottimi strumenti per difenderti nel corpo a corpo.
E garantito, te li danno se ti ci applichi.
Ad aggiungerci gli spilli negli occhi, i gatti lanciati, le palle strizzate e i capelli tirati siamo buoni tutti alla bisogna...
E credimi, si affronta la vita con molta più serenità degli infoiati della difesa personale.

"E, se si, quali pensi potrebbero essere più adatti?"
- Come ho sempre detto trovo controproducente praticare uno stile solo perchè sia la "più cazzuta delle arti marziali".
Non conosco alcun Atleta che pratichi con in testa questa dannata ossessione per il "sapersi difendere".
All' inizio magari è la ragione che li ha avvicinati, ma in seguito se ne sbattono tutti, è un argomento proprio marginale.
Comunque, per dare una risposta, io vedo tante ragazze avvicinarsi alla Muay Thai e ottenere buoni risultati in termini di abilità accresciute nel combattimento.
Il BJJ di solito le frena di più perchè comporta un contatto fisico che molte trovano imbarazzante, pur restando un must.
Purtroppo lasciami dire che anche il mito del BJJ come arte di difesa è ampiamente sopravvalutato, quando si lotta i chili in meno e soprattutto la forza fisica fanno la differenza eccome.
Io ti consiglierei ancora la Thai.
Provala per due o tre mesi, poi un giorno, per i fatti tuoi, fatti un esame di coscienza mettendo sulla bilancia le sensazioni che ne hai ricavato in termini di acquisita consapevolezza di cosa significhi combattere, allenarsi, allenare le qualità in modo tangibile, capire quali siano le cose che riescono a te e non quelle che devono riuscirti.
Assapora la sorpresa di non riuscire a terminare una sessione di pao perchè non hai più le energie; E la conquista di riuscirci ad un certo punto perchè ti sei allenata per davvero.
Resta anche tu imbarazzata per aver pensato, in passato, di essere in grado di stendere il coach a pugni a catena e "ginocchiate" (ah ah ah).
Insomma fai il tuo personale resoconto della differenza tra le arti funzionali al combattimento e quelle che lo complicano soltanto.



"E soprattutto, quante possibilità ci sono che una ragazza venga allenata seriamente a prenderle oltre che darle?"
- Tante.
Ma sai perchè? Perchè non dipende dall' istruttore ma dalla sua volontà di imparare.
Ci sono molte persone che si iscrivono ai corsi per moda, per dimagrire, perchè ci va l' amico, etc.
Quando si comincia a fare sul serio si tirano indietro, inventano infortuni, inventano impegni e restano scarsi.
(Poi magari finiscono a fare le cinesate o i corsi di autodifesa killa-monsta-israeli-seals, dove puoi sentirti un duro senza confrontarti.)
Quando invece una persona, maschio o femmina che sia, dimostra di volersi mettere in gioco e di accettare la disciplina nella sua totalità, entra nel giro di quelli "seri".
E nelle discipline sportive va da sè che una persona intenzionata a fare seriamente sia trattata di riflesso, dal momento che esiste uno sbocco ben preciso (e non ipotesi di aggressioni che mai avverranno o traguardi di Vita trascendentali).
Un consiglio spassionato, prenditi il tempo che serve ma cerca di arrivare all' agonismo.
Non serve ammazzarsi di botte, basta anche il Light Contact di quello che vuoi (tanto le castagne arrivano lo stesso).
E' un altro pianeta rispetto al credere di poter vincere un combattimento, ti cambia proprio la percezione delle tue abilità o debolezze.
Ricordando che purtroppo le aggressioni reali restano qualcosa di diverso, ma te ne farai presto una ragione e smetterai di pensarci, consapevole però delle tue reali capacità di... offesa.

"Meglio abituarsi poco a poco in palestra piuttosto che rimanere spiazzata e inerme alla prima sberla che possono tirarmi fuori dei reali malintenzionati!"
- Vedi, negli sport "a poco a poco" significa magari due o tre lezioni.
Nelle arti mortali diventano ere geologiche.
Mia esperienza personale: anni di arti marziali mortali alle spalle, campionati vinti, elogi da ogni dove, attestati di stima... poi ho conosciuto gli agonisti di vari sport da combattimento e mi è venuta voglia di vomitare dalla vergogna.
Mi rivoltavano come un calzino, potevano letteralmente ammazzarmi come e quando avessero voluto.
Ho appreso cosa voglia dire il terrore di lasciargli un' apertura da colpire, o un varco da cui finalizzarmi.
Sei mai finita KO?
Conosci il rumore che senti nel cranio quando ti arriva un cazzotto pieno?
Hai mai resistito ad un triangolo o ad una mata-leao finendo afflosciata come un asciugamano?

Capisco perfettamente.

"il cui unico obiettivo deve essere quello di trovare una via di fuga e correre il più velocemente possibile."
- Questo vale per tutti, visti i tempi che corrono.
La mia domanda è: per disimpegnarsi e scappare, servono le arti marziali?
Serve imparare a fare a cazzotti?
Sono sincero, impara a tirare
- il diretto destro
- un calcio alle palle
e hai già tutto quello che ti serve allo scopo.
Se poi vogliamo fare le cose per bene portati sempre un tirapugni, uno spray al peperoncino, un Karambit, un molosso di 70kg e diventa la morosa del TechnoViking...
La butto sul ridere ma non consiglio più a nessuno di fare arti marziali con in testa la paranoia dell' autodifesa, soprattutto gli sport da combattimento.
Ma se vuoi metterti alla prova avrai esattamente ciò che cerchi e potrai trarre tutte le tue personalissime conclusioni.

Un saluto

lunedì 10 febbraio 2014

Risposta - 1

Utilizzo un post per rispondere in modo più ordinato alle osservazioni di SvartArntor nei commenti.
Purtroppo il sistema di commenti di Blogspot è scomodo, ma bisogna accontentarsi.
Comunque per rispondere utilizzerò il mio consueto metodo, sezionando punto per punto il testo per essere il più chiaro che mi riesca.

- "Per il wing chun invece sì, in quanto la gestione della corta distanza soprattutto in un caso di combattimento reale (ovvero non sportivo) è la prima che viene a verificarsi (se vedi i vari video di aggressioni reali sono anni luce distanti dai combattimenti di boxe o di thai in generale)"
Ni, la corta distanza è una cosa, la distanza studiata nel Wing Chun un' altra.
Nel Wing Chun si spendono tantissime ore a studiare esercizi che prevedono di rimanere vicini senza però chiudere in clinch, aggrapparsi e finire avvinghiati.
Vorrei anche sottolineare che un match di Boxe o di Muay Thai si sviluppa in un certo modo in quanto SPORT, con un regolamento ben preciso.
Non pretendo di rimarcare come un pugile medio possa chiudere uno scontro "da strada" al primo assalto, sarebbe un ulteriore assolutismo; Però voglio sottolineare come in qualsiasi match dall' alba dei tempi, qualsiasi, accade che i pugili, i nak muay e chi per essi finiscano proprio in clinch.
Si combatte a lunga/media distanza in quanto parliamo di atleti consapevoli e alla ricerca del KO con i colpi "lunghi", ma se un assalto non va a segno si finisce in clinch.
Diavolo, non ci si scappa, provare per credere...
Ecco: il Wing Chun studia quella frazione di secondo in cui si passa dalla media distanza al clinch, al corpo a corpo, alla zuffa tirandosi i capelli...
E devo ancora vedere una persona al mondo, dal vivo o in video, che riesca ad applicare sul serio tutti quei precisi movimenti di deviazione senza farne risultare solo un mulinamento scombinato di braccia.
Poi siam sempre lì, contro alcune persone può anche funzionare, ad esempio se prendono paura e diventano passive: ma io prendo a riferimento gente intenzionata a fare a cazzotti, non dimostrazioni o scontri con pincopallini spauriti.

- in quanto appunto il WC è nato per necessità di difendersi in un contesto reale.
non voglio metterlo in dubbio ma io ho una mia teoria a riguardo, che può benissimo essere una cazzata, intendiamoci: secondo me il contesto in cui si è sviluppato il Wing Chun era, come molti altri, decisamente diverso da quello odierno ed occidentale.
Non so, secondo me i cinesi facevano a cazzotti smanacciando alla cazzo... dico davvero, mi sono creato quest' idea per cui per ragioni di varia natura i più noti ed "antichi" stili cinesi fossero buoni nel loro contesto originario fatto prima di tutto di gente molto ignorante riguardo al combattimento.
Non è per offendere nessuno, ma vediamo di capirci...
Ad esempio i giapponesi prima dell' arrivo degli americani e portoghesi erano veramente minuscoli.
Non so se avete mai visto un' armatura originale di un Samurai.
Oppure penso al popolo cinese che fino a poche decine di anni fa era formato soprattutto da contadini sperduti nelle pianure, non da gente formata e istruita; Gente del tutto ignorante riguardo al resto del mondo.
E magari tra di loro persino a livello culturale non erano concepiti certi tipi di scontri, atteggiamenti, etc.
Per farmi capire meglio con esempi pratici: pensiamo all' Italia in cui vivevano i nostri genitori.
Nei paesini di periferia a quei tempi non esisteva nemmeno la concezione che ci fossero sistemi di combattimento evoluti.
Nelle balere, i giovinotti "facevano a pugni" in modo grezzo e del tutto istintivo.
Poi qualcuno nelle grandi città iniziò a conoscere quelle cose strane importate, la "lotta giapponese"... e chi la praticava diventava una specie di mostro da combattimento.
Poi la cosa si diffuse e iniziarono le competizioni, e via così fino ad arrivare alle MMA odierne.
Tutto già visto, verissimo: ma calato in un contesto completamente diverso, a livello culturale, a livello di diffusione, a livello di clima sociale, etc.
Insomma, il "contesto reale" in cui il Wing Chun poteva fare furore potrebbe essere molto diverso da quello di oggi.
E basta riguardare con occhio critico la propaganda e i metodi di insegnamento dei primi anni '90 rispetto ad oggi.
Chissà come mai oggi tutti parlano di lotta a terra, di difesa personale in cui si studia psicologia, di low kicks... guardate i video di quegli anni, queste cose non se le cagava nessuno perchè tanto "non erano inerenti all' argomento"...

- Che poi il wing chun possa essere utilizzato in un contesto sportivo secondo me anche questo è possibile ma assai poco diffuso [segue video di sparring amichevole]
Certo, non vorrei far passare il messaggio che se fai Wing Chun diventi un incapace persino se non lo eri prima...
Il problema resta sempre quello, un conto è fare uno sparring amichevole, una demo, quello che vuoi; Un altro conto è dimostrare l' applicazione di quelle cose in modo sistematico.
E purtroppo queste cose vanno viste nel Full Contact, non ci piove.
E' solo quando arrivano le castagne che ti possono mettere KO che si può giudicare la percentuale di efficacia di uno studio.
Non mi risulta che nessuno sia mai riuscito a vincere con il solo Wing Chun, facendo le cose del Wing Chun in match full contact di MMA, e dico MMA perchè mi pare giusto confrontare persone che studino combattimento in modi diversi, non burini di paese messi al tappeto alla Locanda del Guascone.
Ciò naturalmente non esclude che anche praticando MMA si possa essere ugualmente delle pippe, intesi.

- io credo che se si voglia utilizzare in un contesto "sportivizzato" bisognerebbe comunque modificare lo stile
Eh no, non sono mica d' accordo...
Fino ai primi anni '90 il Wing Chun era lo stile perfetto, quello che spaccava il culo ai judoka (ssse..), ai karateka, ai vietvocosi, ai taichicosi, etc...
E sottolineo con forza, quello era già un' evoluzione di quello praticato dai cinesi in Cina decenni prima...
Certo, la propaganda prevedeva di andare nelle palestre di cazzari e malmenarli.
Mai andati a farlo in un' accademia di pugilato o di lotta libera. Curioso.

Adesso, dopo le sonore bastonate prese in tutto il globo, tutti se ne vengono fuori con questa cosa delle "modifiche" da apportare al Wing Chun "per farlo funzionare nei match".
Un pugile, un nak muay, un jujitero, un judoka... tirano tali e quali le loro tecniche sul ring quanto "per difesa", anzi possono anche metterci tutti quei gingilli che fanno la differenza (ma che in molti stili cinesi paiono essere l' unica tecnica: dita nel culo, occhi spappolati, capelli tirati, urla assordanti, lame nascoste, dita recise..).
Va bene la specializzazione sportiva, ma possibile che così com' è non sia proprio buono?

- Alla fine anche la muay thai deriva da un'arte marziale (krabi krabong) e solo per il fatto che non veniva utilizzata nei ring non credo che nessuno si sia mai messo a discutere sulla sua efficacia.
In quest' ottica hai ragione, la Muay Thai odierna è in effetti un' evoluzione diciamo scientifica di quella antica (che però non è il Krabi Krabong, attenzione: quella è la parte armata).
E se vedi qualche demo di Mae Mai ci puoi trovare ugualmente tecniche strambe e perlopiù inapplicabili, spesso folcloristiche quanto negli stili cinesi.
Però faccio notare che i thailandesi hanno evoluto la loro arte confrontandosi attivamente con tanta altra gente, e generalmente l' hanno presa a calci nel sedere.
E i thailandesi non sono propriamente dei colossi di uomini.
I cinesi, che hanno la popolazione più grande dell' Universo, per poter competere cosa hanno inventato? Il Sanda sportivo.
Sì, quello che in pratica pare kick boxing mista Muay Thai mista Lotta.
Dove siano finiti in tutto questo i loro mitici stili di draghi, liocorni e maiali no one knows it.
E il Wing Chun resta lo stile di kung fu più diffuso al mondo, quello efficace, quello con cui le donne si difendono... Mah, io dissento.

- non credo che per il semplice fatto che qualcosa non sia "da ring" sia inefficace a prescindere...
Giusto, infatti lo sport è una cosa, fare a botte "per strada" è un' altra cosa e infine combattere per la vita un' altra ancora. Vorrei che questo fosse ben chiaro.
In quest' ultimo mese ho avuto numerose conferme di questo, avendo visto varie scorrettezze in match o tecniche proibite eseguite da gente venuta a provare (che ovviamente non conosceva le regole sportive).
Sai cosa? Funziona tutto. In modo disastrosamente evidente.
Ma ho parlato spesso di questo: se cominciamo a parlare di combattimento per la vita, in cui si possa sul serio fare qualsiasi cosa possibile per arrecare il maggior danno possibile al nostro avversario, si scade in quella che io chiamo "modalità scimmia impazzita®", che è qualcosa di ben diverso dallo sport e credo dalle arti marziali in genere.
C' è gente che studia per davvero queste cose, e a me fa una gran pena.
Non mi dilungo di nuovo ma resta il nocciolo della quesione: il Wing Chun (e certe arti marziali) funziona solo grazie ai colpi scorretti?
E che si studiano a fare allora tutte quelle raffinatezze?
Perchè a me quando uno mi parla di colpo efficace perchè entra negli occhi lo mando a cagare seduta stante.

- Per quanto riguarda systema intendevo quantomeno il ramo vasiliev..
Questo? http://www.youtube.com/watch?v=9OouQ0RPs50
Perdonami ma io, con tutto il rispetto, non vedo alcun studio del combattimento in queste cose.
Non capisco cosa debba dimostrare prendere a pacche un manichino inerme.
Tira dei colpi fortissimi usando bene il corpo? Benissimo, chi lo mette in dubbio questo.
Solo che hai idea di quanta gente in tutto il mondo tiri dei colpi fortissimi?
Lasciamo perdere se usi solo i muscoli o non gestisca il corpo allo stesso modo: non fa alcuna differenza se fa finire a terra l' altro.
Sono cose interessanti per carità, solo non ci vedo nulla di speciale da fondarci uno stile.

- molti allievi di bayer comunque hanno recentemente iniziato a combattere in MMA.
Buon per loro. Quindi?
Questo autentica il Wing Chun come "uno stile vincente"?
Potrebbe, sì... solo se questi allievi vincessero regolarmente i loro match utilizzando solo il Wing Chun, allenando solo il Wing Chun, con i metodi divulgati per decenni nel Wing Chun.
Scusa non voglio fare il puntiglioso per aver ragione per forza, ma io è di questo che sto parlando...
Oggi tutti possono competere nelle MMA, ma nessuno si azzarda più ad entrare in gabbia con la sola esperienza del proprio stile cinese.
E' ovvio viene da dire... Già, ma lo è solo perchè ormai è appurato che se ad esempio non sai lottare uno con pochissima esperienza ti può portare a terra e sottomettere in men che non si dica.
E ripeto, una volta lì dentro tutti, indistintamente finiscono per combattere nel modo consueto, disordinato che sia, inconsapevole che sia.
Niente più "scontri terminati in 3 secondi" a suon di pugni a catena dopo deviazioni al volo...

- volevo porti i riflettori anche su questo canale. E' un istruttore di wc di chicago che ha avuto esperienze con boxe e wrestling, nonché lavora nelle forze dell'ordine... descrive un po' la sua visione del wc "serio" a mio parere
Esperienze di boxe e wrestling... Eeeeeeh già.
Non hai messo il canale però! :-)
Ma provo a visualizzare il personaggio: ben messo o addirittura culturista, avvezzo alle botte (boxe e wrestling abbiamo detto?), lavora in ambienti molto concreti e.. forze dell' ordine?
Magari gira con una pistola, un taser, e in squadra...
Ne ho parlato in un post specifico di questa gente che "picchia col Wing Chun"...
A me piacerebbe tanto vedere la "cinesina che ha inventato il Wing Chun, arte suprema di difesa con cui il debole può vincere il forte".
Cristo, non un bisteccone americano con esperienze di boxe e wrestling che lavora nelle forze dell' ordine di Chicago! Non so se mi spiego.

- Ti faccio un esempio: è più forte un pugile, un thai, un lottatore di mma, un "lethwei", un kickboxer, un bjj o un lottatore di savate?
Avevo discusso di questi confronti in un altro post: non stiamo parlando di confrontare diverse arti funzionali dichiaratamente efficaci nel combattimento.
Stiamo parlando dell' uomo del Wing Chun che si confronta con il pugile, il nak muay, l' mma fighter, il jiujitero, il savateur e così via...
Stiamo parlando di vedere una di quelle mirabolanti tecniche applicate contro gente che attacca e si difende usando queste altre tecniche.

Io credo che il Wing Chun abbia la sua dignità e applicazione in un certo tipo di contesto, francamente anche più di altri stili di arti marziali in cui si studiano cose ancora più nebulose.
Ma quando dall' altra parte si materializza qualcuno di un pò più avvezzo alle botte, certi studi si perdono nei meandri dell' inapplicabilità e lo dico senza odio.
Quello che a me infastidisce è la pretesa di essere uno stile di combattimento paragonabile alle arti funzionali, o quella di insegnare alle donnine a difendersi con agili movimenti fatati.
Questo è intollerabile, e ampiamente dimostrabile nella sua falsità.
E naturalmente vale per tutte le arti marziali in cui si studino movimenti contrari ai principi del combattimento reale umano.