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Facciamo di nuovo il punto

Ho deciso di scrivere questo post per tornare a fare un pò di chiarezza sull' argomento del blog perchè mi sto davvero stancando di risp...

venerdì 6 dicembre 2013

I maestri "fai da te"

Come anticipato nel post precedente andiamo a parlare di quei maestri che insegnano il proprio stile in maniera privata, senza associazioni di turno o palestre di riferimento.

Sento di dover fare qualche premessa.
Personalmente non trovo sbagliata in assoluto questa strada, almeno sotto alcuni aspetti: prima di tutto il fatto di essere slegati da qualsiasi scuola brandizzata permette un' apertura mentale maggiore e poche storie riguardo programmi di apprendimento, metodologie o "purezza" presunta di un sistema.
Uno si allena in quello che vuole, come vuole e sotto una buona guida questo può essere solo che bene.
Non ci sono di mezzo fastidi come gli esami per le cinturine, gli stage "obbligatori", la divisa ufficiale, il rinnovo dell' iscrizione, l' assicurazione che tanto non copre niente, più altre cose.
Tutto questo assomiglia molto di più al modo in cui si apprendevano le arti marziali nei famosi secoli passati... sempre che la cosa vi interessi.

Il problema però resta quello: chi vi assicura che il tal istruttore sia "una buona guida"?
E qui casca l' asino... perchè mi pare scontato che nessun allievo inesperto abbia gli strumenti necessari a giudicarlo.
Soprattutto nel momento in cui il sedicente maestro dichiari di insegnare il proprio stile, sul quale non sia possibile sindacare non avendo altri esperti con i quali confrontarlo.

Io vorrei soffermarmi su questo aspetto della cosa, prima ancora che sulla bontà o meno di quanto spiegato: qual' è la reale competenza in materia del maestro?
Su quali fondamenta è costruito il suo stile di arti marziali e la sua esperienza nel campo?
Perchè purtroppo ad insegnare con questa modalità sono soprattutto i soliti fenomeni che con qualche anno di pratica poi pretendono di averne già capito abbastanza, in particolare quando hanno sufficiente abilità fisica per stupire i neofiti (incapaci).
Vedi ragazzetti che fanno i maestri di Jeet Kune Do (che si sa è un mischione interpretabile a piacere), si riempiono la bocca di qualche nozione rubata qua e là ma alla fine magari hanno fatto giusto un paio d' anni in un corso normale più qualche stage in giro, ai quali si presentano come "istruttori".
Senza contare che non avendo un corso regolare in cui allenarsi a propria volta, e dovendo mantenere una certa reputazione (non possono di certo iscriversi al corso della città!), finisce che il loro progresso tecnico si interrompe e non hanno più modo di confrontarlo ed allenarlo attivamente.

Il disastro assume proporzioni epiche quando poi questa gente dichiara di aver codificato un intero stile, o di essere l' unico depositario autentico rispetto ai ciarlatani dei corsi standard.

Abbiamo così episodi come quello del maestro di Wing Chun che diceva di essere l' unico ad insegnare, nel proprio garage, quello "originale che funziona", il maestro senza colore che sostiene di essere tipo il più grande esperto di arti marziali d' Europa per arrivare allo sconcertante ed esilarante caso del maestro di una "sacra scuola del colpo dorato", tramandato da tipo 5000 anni dai monti tibetani fino al Sud Italia...

Ma anche senza scadere in questi casi umani è giusto osservare che qualsiasi esperto si deve essere formato da qualche parte e dopo svariati anni, e chiunque dichiari di aver fondato uno stile, da insegnare privatamente, in genere è solo un pallone gonfiato in cerca di guadagni facili.

C' è stato un tempo in cui, proprio al culmine del mio disgusto per ciò che vivevo nella mia AMT, anche io ho ipotizzato di abbandonare qualsiasi pratica "ufficiale" per continuare ad insegnare quel cavolo che volessi, senza più etichette, programmi e formalità inutili.
Posso affermare con assoluta certezza che molti altri praticanti della stessa scuola abbiano lasciato per poi finire a fare in sostanza la stessa cosa con un altro nome; Uno in particolare ha pure fondato una nota scuola che risponde per filo e per segno a quanto indicato nell' articolo sui Novelli Inventori.

A quei tempi ero già consapevole di questa incoerenza, e mi ritrovai a pensare di aprire un corso di... "Arti Marziali".
Mi sembrava la cosa più onesta, per slegarmi del tutto dalle esperienze precedenti senza però rendermi colpevole di aver creato anche io l' ennesima disciplina.
Ma la cosa risultava altrettanto ridicola: chi mai avrebbe voluto iscriversi ad un corso di... Arti Marziali®?
Quale palestra avrebbe voluto un programma con scritto "Dalle ore X alle ore Y corso di Arti Marziali®"?!
Insomma dai, restava comunque una pagliacciata...
E così pensai anche io di rigirare la frittata vendendo il tutto come... Jeet Kune Do!!!
Perchè è quello che hanno fatto in tanti, giocando con le parole lasciate da Bruce Lee...

Per fortuna avevo quel briciolo di obiettività per rendermi conto che sarebbe stata tutta una stronzata, che alla fine io ero competente in quello che avevo fatto fino ad allora e in nient' altro.
Rubare tecniche agli stage o vendersi come esperti dopo un mese in una disciplina sarebbe stato mortificante per la mia dignità (mentre per altri pare non lo sia...).
Grazie al cielo quell' idea malsana non si è mai realizzata, anche perchè penso che ad oggi per la vergogna avrei smesso del tutto di praticare qualsiasi cosa inerente al combattimento...

Mi è capitato anche che qualcuno mi chiedesse di fargli lezioni private, di insegnargli "a casa".
Ed anche in quel caso, per troppa onestà, mi sono trovato a riflettere sull' inutilità della cosa declinando l' offerta.
Per allenarsi può bastare un pò di spazio e qualche semplice strumento, vero; Ma per imparare le arti marziali servono un allenamento ed un impegno costanti, non certo lezioncine da decine di euro all' ora una volta a settimana, tu ed io.

Io metto in guardia da tutta quella gente che dice di aver fondato stili improbabili e dice di insegnare privatamente a pochi eletti.
La regola è sempre la stessa, verificare le fonti, provare anche da altre parti per avere un confronto ed imparare a giudicare.
Ed allenarsi duramente!

6 commenti:

  1. Ciao, ho letto svariati tuoi post con interesse e quello che descrivi è per la maggiore la situazione (alquanto pessima) di come vengono allenate le arti marziali in Italia.

    Nonostante tutto anche in post come questo posso notare che non ritieni che le AMT siano merda a tout court, ma ciò che ti fa schifo è il buisness e le insensatezze che gli girano attorno.

    Io stesso ritengo che il 99% delle arti marziali vengano insegnate da individui alquanto dubbi ed in maniera totalmente inefficace, e che se si vuole imparare a combattere conviene iscriversi ad un qualche sport da combattimento.
    PERO', non credo sia intellettualmente sparare merda sulle AMT in sé in quanto ritengo che (togliendo le varie troiate inventate ultimamente come i vari shaolin wushu etc) ce ne siano di veramente efficaci e che se allenate con il metodo giusto e con gente preparata ti possano insegnare a menare e anche tanto.

    Il kali, il Silat fatto per bene, il wing chun fatto per bene e con cognizione di causa, gli stili Autentici praticamente moribondi di kung fu (anche qui ci sarebbe da scrivere a lungo), Systema, il karate a contatto pieno (sono abbastanza ignorante al riguardo) e molta altra roba che seppur rara sono convinto che possa essere considerata di pari dignità degli sport da combattimento, se non addirittura aggiungergli maggiori profondità..

    Aspetto una tua risposta se ancora gestisci il blog!

    ti lascio un video del ving tsun di philipp bayer... cosa ne pensi?

    http://www.youtube.com/watch?v=OaCsPgUL1V8

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  2. @SvartArntor: ciao, è un dato di fatto che la pratica di un' arte marziale, anche poco funzionale, possa mettere in condizioni di "menare" tanta gente.
    In un post ricordo di aver spiegato bene questo assunto.
    Il punto resta quello: 1- menare chi? L' incapace totale o un pugile?
    2- menare usando ESATTAMENTE quello che si è imparato o a sganassoni alla cazzo e calci nel sedere?
    Io contesto queste cose, non dico mica che dopo 10 anni di Karate uno sia ancora un pulcino spaurito... solo che il confronto va fatto con altre cose e soprattutto (ed è questo che sottolineo di più) devo ancora vedere un marzialista che applichi esattamente ed esclusivamente quello che si pretende di fare in queste arti marziali.
    E non è una fisima mia, non è un capriccio a cui attaccarmi: ribadisco solo che a fare le posizioni del canguro, le parate millimetriche o le prese assurde sono buoni tutti finchè si fa per scena.

    Kali e Silat sono arti marziali abbastanza fuori dal discorso in quanto principalmente armate, e con le armi tutto cambia.
    Poi, per come la vedo io, si può discutere di quanto sia "applicabile" qualcosa che prevede lo sbudellamento feroce dell' avversario, o l' utilizzo di comodissimi bastoni di rattan reperibili in ogni dove, ma tant' è... in ogni caso io rispetto Kali e Silat, un pò meno certe tecniche a mani nude che continuano ad apparirmi assurde.

    Ho parlato spesso del Wing Chun (o come diavolo lo si voglia chiamare) perchè ovviamente oggi è ancora di gran moda, e l' ho praticato anche io in passato.
    E come tanti altri, credo, avevo piena fiducia nella sua efficacia perchè sembrava effettivamente qualcosa di "scientifico" e "diretto", e poi il maestro riusciva a colpirci chiunque in palestra!
    Per fortuna poi ho avuto modo di conoscere a fondo la gente che faceva altre cose, quelle in cui ci si mena per davvero.
    Non è per fare l' antipatico ma oggi sono convinto che tutta la gente che crede nel Wing Chun non abbia reale interesse per il combattimento e soprattutto non lo abbia mai messo in pratica.
    Cosa dovrebbe voler dire "fatto per bene"?
    Ho parlato anche di questo nel blog: fare "per bene", "con cognizione di causa" qualcosa non significa nulla, è come dire "se fai Wing Chun per bene meni tutti, ma se fai MMA per bene meni tutti + 1".
    Sono solo parole, e allora bisogna affidarsi ai fatti e questi a me dicono che il Wing Chun si fonda su una distanza di combattimento che non esiste (se non per una frazione di secondo) e su controlli e colpi impossibili.
    Attenzione, non vale in assoluto: sto ragionando in termini di confronto con altro.
    Gente che ci abbia menato altra gente ce n'è, non dico di no, questo non toglie che quando a scontrarsi ci siano diciamo esperti di arti funzionali ed esperti di arti "cinesi" pare che i primi abbiano sempre la meglio e quando non ce l' hanno l' altro non ha usato proprio nulla di certi controlli, parate e quant' altro.

    Il Systema lo conosco solo dai video, ma se devo dare un parere mi sembra una delle cose più assurde e ridicole che abbia mai visto (parlo di "no contact"). Non voglio nemmeno esprimermi su questi numeri da circo.
    Se invece parliamo della "gestione dei movimenti" beh... che lo dimostrino.
    Anche a fare Hip Hop si impara a gestire il corpo, anche a fare Parkour (che detto per inciso è un credibilissimo sistema di movimento nato proprio per allenare queste cose).
    Ma torniamo a parlare di quelle cose che se riescono "ecco hai visto che funziona", mentre in caso contrario "non hai capito, sono i principi che contano!".

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    Risposte
    1. Ciao grazie di avermi risposto :) ti rispondo su un unico post così magari riesco a impostare meglio il discorso.

      Riguardo al karate non mi voglio esprimere più di tanto perché sinceramente non l'ho mai praticato ed appunto ne esistono troppe varianti il che rende il discorso ancora più complicato..
      Riguardo ai vari salti del canguro dei stili di "kung fu" circensi sono e sarò sempre d'accordissimo con te riguardo alla totale inapplicabilità e inutilità marziale (spesso spacciata per tale tra l'altro). e non si discute.

      Per il wing chun invece sì, in quanto la gestione della corta distanza soprattutto in un caso di combattimento reale (ovvero non sportivo) è la prima che viene a verificarsi (se vedi i vari video di aggressioni reali sono anni luce distanti dai combattimenti di boxe o di thai in generale), in quanto appunto il WC è nato per necessità di difendersi in un contesto reale... Poi che al giorno d'oggi venga allenato male e da insegnanti che sono usciti con diplomi comprati e spacciandosi "granmaestri" purtroppo ne è pieno.
      Che poi il wing chun possa essere utilizzato in un contesto sportivo secondo me anche questo è possibile ma assai poco diffuso (e quelle poche volte in maniera anche particolarmente pessima e improvvisata). Con qualche dovuta eccezione http://www.youtube.com/watch?v=RXg0FFREzcg

      io credo che se si voglia utilizzare in un contesto "sportivizzato" bisognerebbe comunque modificare lo stile: soprattutto una maggiore gestione delle lunghe distanze, tanto tanto timing e soprattutto abituarsi al contatto reale, con tanto di guantini e protezioni.

      Alla fine anche la muay thai deriva da un'arte marziale (krabi krabong) e solo per il fatto che non veniva utilizzata nei ring non credo che nessuno si sia mai messo a discutere sulla sua efficacia.

      Purtroppo al giorno d'oggi l'unico modo per dare "credibilità ad un'arte marziale è quella di sportivizzarla (che non ha niente di male) è solo che non credo che per il semplice fatto che qualcosa non sia "da ring" sia inefficace a prescindere... più sputtanato sì, peggio allenato sì. Ma questa è una diretta conseguenza del fatto che appunto non essendoci confronto sportivo nessuno potrà dirti "quello che pratichi è merda". Siamo tutti gran maestri a parole!

      Ci tengo a precisare che io stesso ho praticato boxe per (purtroppo poco) tempo e che ritengo gli sdc devastanti e che nessun praticante vada preso sotto gamba.

      Mi sono un po' perso nel discorso (è dannatamente scomodo scrivere in questi spazietti) e avrei potuto scriverlo meglio :( appena avrò un minuto libero risponderò meglio

      Per quanto riguarda systema intendevo quantomeno il ramo vasiliev.. vadim starov non prenderlo in considerazione :D

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    2. ah ecco dimenticavo... molti allievi di bayer comunque hanno recentemente iniziato a combattere in MMA...

      eee volevo porti i riflettori anche su questo canale. E' un istruttore di wc di chicago che ha avuto esperienze con boxe e wrestling, nonché lavora nelle forze dell'ordine... descrive un po' la sua visione del wc "serio" a mio parere

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    3. Ora mi ritornano in mente altre cose che volevo dire sempre riguardo al "se non lo vedo fare sul ring non è efficace"
      Alla fine ogni sport ha il suo tipo di regolamento che avvantaggia le sue dinamiche rispetto ad altre.

      Ti faccio un esempio: è più forte un pugile, un thai, un lottatore di mma, un "lethwei", un kickboxer, un bjj o un lottatore di savate?

      Se prendi tyson dei tempi d'oro e lo metti contro un fedor emilianenko a combattere in una gabbia di MMA, sono sicuro che tyson verrebbe sottomesso al ground and pound in poco tempo.
      Se al contrario fedor facesse un incontro di boxe con tyson come si modificherebbe la dinamica?

      I Thai nei combattimenti di lethwei nel 99% dei video che ho visto prendono tantissime mazzate.. perché? perché combattevano nel loro gioco (nonostante l'unica cosa in più che c'è nel lethwei sia l'utilizzo di testate), probabilmente se avessero combattuto con le regole thai sarebbero stati già più svantaggiati... e parliamo di stili di combattimento praticamente identici.

      Quindi bisogna chiedersi anche questo.. efficaci in che contesto? il WC secondo me utilizzato negli sport da combattimento viene limitato sotto diversi aspetti (ciò non toglie che possa comunque essere utile se usato con le dovute modifiche).

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  3. Il Karate a contatto pieno è per l' appunto full contact, e dove la gente si allena per COMPETERE e contro altrettanta gente allenata a metterti KO, magicamente spariscono Kata, schemi predefiniti in cui uno tira il pugno X e muore alla controtecnica Y, facce arrabbiate e seriose, guardie da Power Rangers e tutto il corollario che si vede alle esibizioni.
    Ci sarà un motivo...

    Non discuto la dignità di certe pratiche, ci mancherebbe che uno sia indegno perchè ama il Wing Chun. Si può essere tutti amici e felici.
    Sono sicuramente anche più "profonde", se chi le pratica lo crede...
    Indegno è chi non guarda i fatti e continua a pretendere di saper fare cose contronatura, chi non ha il buongusto di ammettere che certe cose abbiano magari ALTRI scopi che non sia il combattimento, o che comunque lo affrontino in modo molto limitato e folcloristico.

    Ti dico cosa penso del video.
    Vedo un uomo senza una mano che si esercita a grande velocità con un altro uomo.
    Tutto molto veloce, tutto molto WOW!. Per i profani.
    Non vedo nulla di diverso da migliaia di altri praticanti di Wing Qualcosa, esercizi di sensibilità, di velocità, di posizionamento che non hanno nulla a che vedere con due persone che vogliano prendersi a botte.
    Naturalmente è un esercizio e va bene così, non è che volessi vedere un match.
    Però metto in guardia da certe cose, perchè per quanto siano abili i due protagonisti, stanno entrambi esibendosi in un numero di abilità fine a sè stesso.
    Mi spiace non riuscire a spiegarmi meglio, comunque credo non importi, ognuno ha le proprie esperienze e convinzioni.
    Le mie dicono che quando il tuo avversario usa una guardia pugilistica e parte a diretti e ganci di POTENZA e con la piena intenzione di spostarti le ossa del cranio, smetti all' istante di gingillarti con certe movimentazioni, e se sei ancora in piedi dopo il primo assalto finisci anche tu per coprirti e usare quei colpi.
    Che non saprai fare per davvero.

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