PRIMA DI COMMENTARE...

Facciamo di nuovo il punto

Ho deciso di scrivere questo post per tornare a fare un pò di chiarezza sull' argomento del blog perchè mi sto davvero stancando di risp...

lunedì 17 marzo 2014

Risposta - 3

Rispondo all' utente marco-san che ha argomentato il suo punto di vista.

"[nell' Aikido] Non è assolutamente concepibile di poter applicare una tecnica ad un avversario cosciente senza prima averlo tramortito con un colpo perlomeno di distrazione."
- Giusto, il problema a mio avviso resta quello: come li imparo i colpi che tramortiscono?
Tramortiscono?!
Cosa faccio se non ho avuto successo?
Senza andar a cercare il pelo nell' uovo ritengo che sia proprio questo a fare la differenza: presumere di ottenere un risultato, dare per scontata una cosa che in effetti richiederebbe da sola un approfondimento costante.
Poi naturalmente ci sta che un' arte marziale venga stilizzata o intrisa di folklore e religiosità, tuttavia non mi pare che nell' Aikido (e per l' appunto in molti altri stili) venga studiato per davvero come riuscire ad attaccare con successo il nemico.
Non so se mi spiego, ci sono stili in cui ci si focalizza sul contrattacco ma non si studia come attaccare qualcuno, e questo genera false aspettative e soprattutto falsi attacchi.
Giustamente sottolinei come oggi siano stati eliminati i colpi dal repertorio dell' Aikido, però torniamo sempre lì: io studio come si deve, io alleno anche i colpi, io riesco a farlo funzionare...

"Il terreno di maturazione dell'Aikido (aikijujitsu, che però è davvero molto simile all'aikido TRADIZIONALE) è il campo di battaglia, un terreno di scontro dove gli attacchi potevano arrivare a 360 gradi."
- Comincio ad essere confuso riguardo alla concezione che si abbia del "campo di battaglia".
Provo a visualizzare il contesto e diciamo che mi viene in mente la scena de "L' ultimo Samurai" in cui Tom Cruise si ritrova circondato in mezzo al bosco.
Dove viene affrontato, come prevede "l' etichetta morale" del Bushido, da uno alla volta...
Non riesco invece a contestualizzare l' applicazione dell' Aikido nella scena finale, nel campo di battaglia in cui gli eserciti si affrontano all' arma bianca.
Una cosa del genere mi ricorda anche che ne so, Braveheart o Il Gladiatore sempre per restare in tema di famose battaglie cinematografiche.
E già visualizzando queste coreografie spettacolari non riesco proprio a capacitarmi di come un soldato potesse difendersi da più avversari alla volta.
Il tutto... a mani nude!
No, lo dico e lo ribadisco con forza: la gente girava armata di lame e il combattimento era inteso principalmente come uno scontro armato, il che in effetti potrebbe giustificare gli attacchi che si vedono studiare ancora oggi.
Ma ancora questo non risolve il problema alla base, e cioè che non è possibile difendersi da più avversari in un vero scontro per la vita!
E poi con cosa, con leve ai polsi e proiezioni?
Non puoi dire (a ragione) che negli stili sportivizzati si studi solo lo scontro uno vs uno contrapponendoli ad uno stile come l' Aikido, con le sue tecniche esageratamente lunghe e che richiedono un sacco di spazio intorno.
Non è compito mio stabilire il contesto di nascita o applicazione dell' Aikido, nè voglio affermare che "non funzioni" perchè non sarebbe vero: dico solo che qui, oggi, e nel modo in cui viene studiato è un' arte anacronistica e con evidenti lacune.
Di certo non aiuta a difendersi a 360° più di quanto lo facciano altri stili, giacchè che ci piaccia o no possiamo affrontare un Homo Sapiens alla volta e al massimo studiare una strategia per migliorare le chances in caso di aggressione multipla.
Spero che ora non salti fuori che nell' Aikido Ueshiba aveva inserito la psicologia verbale, lo studio del linguaggio del corpo, tecniche di descalation e così via!

"Si, proprio così, anche il BJJ o il valetudo, considerati come le simulazioni più realistiche di un combattimento per strada. Se in una rissa o aggressione ingaggi l'avversario in un clinch, assumi una guardia da boxe o peggio ancora porti l'avversario a terra, corri sempre il rischio che il compare dell'aggressore ti prenda da dietro e ti spezzi la schiena con una gomitata."
- il Vale Tudo era la simulazione (lo riscrivo: si mu la zio ne) più realistica di un combattimento a mani nude tra due persone competenti nel combattimento a mani nude.
Che non volevano ammazzarsi, giusto pestarsi a sangue (e c' è una bella differenza).
Chi parla di simulazione di difesa personale racconta palle tanto quanto i maestroni degli stili sacri cinesi.
Non voglio dilungarmi troppo nell' argomento, mi limito ad osservare che la guardia pugilistica è una delle posizioni migliori per poter attaccare E difendersi dai colpi veri che la gente usa per mandarti a terra, in piazza Duomo, nel campo di battaglia o sul ring del Lumpinee.
Non è l' unica ma certamente una delle più funzionali, provare per credere.

Se prendi in clinch l' avversario hai varie opzioni per mandarlo al tappeto o proiettarlo e terminare lo scontro all' istante.
Hai qualche nozione del clinch della Muay Thai?
I colpi di gomito sono poco noti perchè non passano in tv quanto le piroette dei cinesini, invito a chiedere ad un nak muay di provare: le gomitate dal clinch sono tutte colpi da KO, e di quelli brutti.
E ribadisco che possiamo preoccuparci di un solo omino alla volta, come in Double Dragon, che se ti arriva lo stronzo da tergo sei nella merda a prescindere.

Del portare a terra la gente ho accennato qualcosa in passato: è un eccellente sistema per vincere un combattimento uno vs uno, dimostrato miliardi di volte; E' un eccellente sistema per finire all' obitorio in una situazione in cui "sono sicuro/è probabile" che il mio avversario non sia da solo.
L' unica osservazione che posso fare è che, e di questo ho le prove anche personalmente, con il BJJ riesci in effetti a vincere gente molto più grossa di te, anche in pochi secondi.
Insomma, se mi trovassi alle strette, per quanto mi riguarda, preferirei rischiare portando a terra uno più alto e grosso di me piuttosto che mettermi a boxare.
Ammazzato per ammazzato, mi giocherei la chance in cui so di avere qualche freccia al mio arco; Se gli aggressori fossero già due lascerei stare l' idea.
PS: le gomitate non spezzano la schiena, a meno che tu non faccia Wing Chun!

"Nell'aikido si impara a mantenere aperti gli occhi in tutte le direzioni, principalmente per trovare un giusto varco e SCAPPARE"
- Uhm... non erano i sistemi di difesa personale quelli?
Cioè Morihei Ueshiba era in sostanza un "codardo" che elaborò uno stile per disimpegnarsi dalle aggressioni in gruppo dei giovinotti dell' epoca (o da Samurai armati di katana, arco e lance)?
Queste cose si dicono oggi perchè il Krav Maga ha fatto proseliti, rimarcando l' importanza di non finire alle mani.
Che poi è il comune buonsenso ad insegnarti che sia meglio evitare, altro che arti marziali: mi chiedo perchè uno debba spendere per "imparare a combattere" se poi a lezione gli insegnano (?) come scappare...
E a me sembra che Ueshiba fosse quello che ammazzava la gente perchè "non aveva ricambiato il suo saluto", salvo poi diventare un pacifista.
No, non sono d' accordo con la tua affermazione.


"L'aikido ti insegna unicamente a difenderti contro attacchi certamente telefonati, ma portati con la massima potenza da un avversario che con quel colpo vuole distruggerti."
-  Non mi piace fare le pulci alle frasi però capisci come ci sia una palese esagerazione nella tua affermazione: e le altre arti marziali studiano invece come difendersi da attacchi "a bassa/media potenza"?
Studiano combattimenti simulati in cui l' altro voglia solo spaventarti?
Secondo me volevi dire che nell' Aikido si studino difese da attacchi specifici, impulsivi, disperati, singoli...
Ha senso, non lo nego, purtroppo però questi attacchi continuano a non affrontare il tema "scontro" in modo sufficientemente realistico.

"Hai mai visto risse tra persone che si affrontano a colpi di jab, solidi sul loro baricentro? Io no: in generale, in strada, la gente per far male si sbilancia."
-  Tutto è possibile, ho visto anche quelle.
In genere però ho visto gente che comincia a darsele quando è ormai quasi a contatto, e se non va giù al primo scambio di cazzotti (che partono a sorpresa, altro che telefonati), si azzuffa come fanno i gatti in calore nelle notti di mezz' estate.
In tutto questo diventa impossibile l' applicazione di qualsivoglia tecnica raffinata presentata in qualsivoglia arte marziale.
Non so se mi spiego, anche il Taekwondo studia potenzialmente un ottimo modo di mandare al tappeto la gente, purtroppo le situazioni non avvengono a quella distanza e tempistica.

"se incontro un boxer in strada che vuole farmi male a colpi di diretti, io me ne ritorno a casa camminando all'indietro, tenendolo a distanza con le braccia stese in avanti, applicando la cosiddetta difesa passiva, vietata nelle regole del pugilato."
-  E' un' osservazione intelligente ma sai anche tu che non sia credibile...
Se qualcuno decide di venire alle mani con te, lo farà che tu lo voglia o meno.
La difesa passiva ha la sua ragione d' essere per descalare una situazione che sta per incendiarsi, ma quando l' altro ha deciso di attaccare, o scappi a gambe levate (se puoi) o accetti lo scontro.
Permettimi di ribadire che non serviva l' Aikido per pensare che sia meglio non picchiarsi, e che il fatto che i pugili non studino la difesa passiva non è una lacuna del pugilato, che è uno sport e non si occupa nè di autodifesa nè di scontri sui campi di battaglia.
A proposito, sui campi di battaglia i soldati indietreggiavano con le mani tese?
E nelle strade giapponesi del primo '900?

"E allora perchè non possono funzionare su Fedor Emilianenko? Perchè sul ring, qualsiasi ring, non ti stai difendendo da una aggressione, ma stai combattendo contro un avversario in guardia, estremamente concentrato, che di certo non ha intenzione di lasciarsi afferrare i suoi polsi."
-  Attenzione: le leve ai polsi sono estremamente efficaci, ma sono vietate nei match (non tutti).
Proprio come tutte le tecniche invalidanti.
La differenza sostanziale è che applicare una leva di quelle da demo di Aikido è un' impresa da eroi nazionali (parlo di pugni parati al volo e movimenti armoniosi).
Nel BJJ la leva al polso è chiamata mao de vaca e si usa in contesti ovviamente ben diversi.
Quindi va fatta una certa distinzione sulla leva di cui si stia parlando, che può finalizzare benissimo anche Emelianenko.
Ricordando che esiste un altro problema di fondo e cioè che quando devi preoccuparti dei pugni, calci, ginocchiate e gomitate dell' altro ti passa davvero la voglia di rischiare certe cose, scoprendoti.
Se si lotta soltanto è un conto, e già non è facile; Se ci metti anche le botte è un grosso rischio, dovuto più all' occasione che si presenta per caso; Se infine ci metti i coltelli, la furia omicida e gli amici che "vengono fuori dalle fottute pareti" è un suicidio assistito.

"Le principali tecniche di base dell'aikido partono proprio (udite udite) con un attacco a sorpresa da parte di chi dovrebbe difendersi! In sostanza è una specie di Jab a mano aperta verso il viso avversario; quando questo istintivamente incrocia con il suo braccio il tuo per pararsi e avviene il contatto, SOLO ALLORA potrà partire la tecnica!"
-  Mi spiace ma stiamo di nuovo incasellando situazioni che sono estremamente variabili, facendo una specie di check delle caselle da spuntare affinchè la tal arte marziale trovi applicazione.
E' antipatico, lo so, ma è di questo che parlo.
Potrei fare un parallelo parlando del "famigerato" Double Leg.
L' applicazione tipica del DL nelle MMA è, semplificando, attacco pugilistico seguito da questa tecnica.
Lo scopo è lo stesso, distrarre l' avversario per facilitare l' esecuzione, ma come ogni tecnica o combinazione non può riuscire sempre.
Già, anche senza chiamare in causa professionisti preparati e che conoscono alla perfezione il suo utilizzo.
Insomma parliamo sempre di ipotesi con un certo margine di errore ma io mi rifiuto di credere che un' intera arte marziale sia fondata sulle ipotesi, fermo restando che l' attacco di sopresa al viso sia un ottimo diversivo a prescindere.

Tu stai dicendo che le arti marziali che denigro abbiano senso nel momento in cui ci sia sempre questa "distrazione", questa finta.
Ecco, stai proprio parlando di fintare. Dico bene?
Beh, scusa ma a me sembra ugualmente eccessivo, mi suona un pò come la storia del Wing Chun che funziona benissimo se ci puoi mettere graffi, sputi e tirate di capelli.
Anche concentrandoci nell' ambito extra-sportivo, la finta è una cosa che facevano alle medie i compagni bulli, e a loro volta i ragazzini presi di mira.
Una volta ti riesce, una volta no. E poi che fai?
La finta è quindi la chiave per il funzionamento delle AMT?
Senza offesa ma prova a fare qualche decina di sparring liberi segnandoti quante volte ti riesca fintare o "ingannare" in qualsiasi modo il tuo avversario.
Poi magari provalo in uno scontro full contact, anche nel garage di casa tua, con la tensione addosso e la paura di rimetterci una mascella...
Direi che è una componente molto utile, ma di certo non la sola.

"penso di stare vivendo meglio di te l'unione AMT e SDC, nonostante non faccia gare e non abbia ancora preso abbastanza pugni."
- Che dire... good for you!
Proprio non capisco perchè i lettori continuino a volermi fare il profilo psicologico attribuendomi carenze di affetto, disturbi comportamentali, delusioni amorose, frustrazioni represse...
Vivo una vita serena e, soprattutto, l' argomento arti marziali è ben al di fuori delle mie preoccupazioni.
Lo spirito con cui scrivo questo blog non è diverso da quello che può avere un fan di una squadra di calcio, anzi mi correggo, quelli sì che sono invasati repressi...
Il fatto è che delle arti marziali oggi me ne frega un gran poco, sono abbastanza adulto da saper discernere le cose importanti della vita e in particolare della mia.
Insomma mi sento libero di commentare e descrivere il mio punto di vista riguardo un argomento che conosco e fa parte della mia vita, e non ritengo che questo mi faccia vivere male nulla.
Se devo dirla tutta a volte ho l' impressione che siano proprio i lettori a vivere male questo blog, non parlo di te nello specifico che sei stato educato ed hai argomentato i tuoi pensieri.
Io la vivevo male anni fa quando praticavo AMT, volevo difenderle strenuamente ma iniziavo a rendermi conto che i conti non quadravano.
Ora mi sentirei libero di mandare affanculo anche le MMA e compagnia se solo avessi una ragione per farlo, perchè qui non discuto di cosa sia buono e giusto tra SDC e AMT, discuto solo di onestà ed obiettività su ciò che si sta facendo e dei suoi protagonisti.
Se il blog parlasse di uno sportivo deluso che ha trovato l' illuminazione nel Tai Chi, il concetto non cambierebbe purchè parlassi di fatti ed osservazioni obiettive.

"Mi dispiace che tu abbia deciso di buttare nella spazzatura le AMT. Nel mio caso penso che la boxe potrebbe colmare le lacune nell'uso degli atemi e, perchè no, migliorare il mio aikido!"
-  Non ho buttato nella spazzatura tutto, è spiegato nel primo post e più volte nei successivi.
Però continuerò a chiedermi per quale ragione i marzialisti (me compreso) debbano provare le arti funzionali per avere una visione più credibile dell' argomento botte reali, perchè debbano passare da Pugilato, Kick Boxing o BJJ per trovare le "risposte"(?) alle proprie arti marziali tradizionali e del perchè si parli di "migliorare" le AMT praticando SDC e mai il contrario.

Buona serata!

7 commenti:

  1. grazie per la veloce risposta, innanzitutto devo ammettere che la posizione da me espressa è abbastanza esagerata rispetto alle mie convinzioni, che in realtà sono molto più simili alle tue di quanto non ho dato a vedere. Solo che di fronte alle tue critiche e alla tua "disillusione" ci vorrà pure qualcuno che difenda a spada tratta le AMT, altrimenti che gusto c'è? Insomma, voglio essere il troll di turno, per cui, senza romperti troppo le scatole, puntualizzo un paio di questioni che forse ho espresso male:
    [Non mi piace fare le pulci alle frasi però capisci come ci sia una palese esagerazione nella tua affermazione: e le altre arti marziali studiano invece come difendersi da attacchi "a bassa/media potenza"?]
    Assolutamente no, però insegnano come tirare un pugno e ritrarlo ancora più velocemente per rimettersi in guardia, mentre in genere le AMT studiano un contesto dove i colpi vengono tirati, come hai già risposto, in modo impulsivo, disperato, singolo...e qui veniamo al fattore sorpresa
    [Senza offesa ma prova a fare qualche decina di sparring liberi segnandoti quante volte ti riesca fintare o "ingannare" in qualsiasi modo il tuo avversario.]
    eh no: come faccio ad eseguire una azione a sorpresa con il mio compagno di sparring, dato che, per l'appunto, stiamo facendo sparring? Se sei già in guardia e l'avversario è in modalità kombat, finisce la difesa personale e si entra nella sfera del combattimento. Però forse un modo ci sarebbe: a un certo punto potrei dirgli: basta, sono stanco, andiamo a fare merenda con i biscottini e il thè? E una volta che ha abbassato la guardia sbeng! gli mollo un diretto. D'altronde le tecniche di cui ti parlo sono efficaci unicamente nella
    misura in cui permettono di finalizzare l'aggressione sul nascere, mentre se si volessero studiare le applicazioni di leve e proiezioni in un contesto di combattimento allora bisogna andare a fare BJJ.
    Poi scusa: ti sei mai reso conto che anche il Judo, il Jujitsu o la Muay Boran vantano un repertorio di centinaia di tecniche per la difesa personale, mentre nel loro contesto sportivo vengono utilizzate sempre quelle 3-4 tecniche? Sarebbe troppo riduttivo pensare che solo quelle 3-4 funzionino, mentre le altre sono fuffa, non trovi? A mio avviso, per dare senso anche a quelle tecniche che in gara (anche nel valetudo) non funzionerebbero mai, occorre sempre tenere presente l'elemento sorpresa, assente in qualsiasi forma di competizione.

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  2. [E già visualizzando queste coreografie spettacolari non riesco proprio a capacitarmi di come un soldato potesse difendersi da più avversari alla volta.
    Il tutto... a mani nude!]
    L'aikijujitsu e altri stili di jujitsu tradizionali nascono da una situazione di vita-morte molto concreta a quei tempi: riuscire a portare a casa la pelle quando nel mezzo di una battaglia si era persa la propria arma. Perchè utilizzare (ANCHE, non solo) le leve ai polsi e gomiti? Perchè erano i punti più fragili che una armatura lasciava scoperti. Ora, questo porta alla tua conclusione: ovvero che siano forme di difesa anacronistiche, che presupponevano un avversario sicuramente più lento e goffo etc., ma che per le esigenze di allora sapevano dare una risposta più che efficace e pragmatica, altro che filosofia. Quelle stesse tecniche, rielaborate, venivano insegnate da Ueshiba ai soldati dell'esercito giapponese nella variante "disarmo da baionetta".
    Tieni poi presente che le coreografie spettacolari sono frutto della demenza senile negli ultimi anni di Ueshiba, prese come oro colato dagli stili contemporanei, mentre nella versione tradizionale non trovi tutta quell'armonia e le tecniche sono più dirette e mirate all'efficacia immediata.
    Poi c'è una questione che devi spiegare per dare credibilità a quello che dici in altri post: se la difesa da armi, anzi parliamo più nello specifico, da coltello, è impossibile e frutto solo dell'ego smisurato dei marzialisti tradizionali, perchè ritroviamo tecniche di disarmo negli scritti storici di marzialisti di tutto il globo? Nell'Italia del 1500 come nel Giappone feudale, si è sempre studiato come afferrare il polso di un aggressore armato di coltello e disarmarlo....a che pro?!
    Per concludere (ancora una volta sono stato prolisso) penso che gli SDC siano INDISPENSABILI per qualsiasi marzialista che volesse avere una visione più realistica del combattimento, in quanto insegnano come nessun altra cosa l'1-2 e ti mettono di fronte ad un avversario non collaborativo. Però penso sia vero anche il contrario, ovvero che una AMT, se praticata bene, possa dare una visione più ampia e articolata al praticante di SDC, o perlomeno metterlo al corrente che le tecniche che funzionano sul ring sono solo la punta di un iceberg di tecniche che POTREBBERO funzionare altrove. Il vero problema delle AMT è che non esistendo competizioni è davvero difficile un controllo e una verifica sulla qualità di quanto appreso, motivo per cui il mondo è pieno di palloni gonfiati e di supermaestri capaci più a fare marketing che 10 flessioni. Un maestro di jujitsu tradizionale che ho conosciuto ripeteva spesso: non è strano che esistano più ninja oggi che nel giappone feudale?? Il che è tutto un dire:-)

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  3. mi permetto di postare il mio ridottissimo contributo:
    "Nell'aikido si impara a mantenere aperti gli occhi in tutte le direzioni, principalmente per trovare un giusto varco e SCAPPARE"
    lasciando perdere l'aikido, in sè, e pensando nella più ampia prospettiva del jujutsu classico e del suo reale contesto, mi viene da pensare che più che agevolare la fuga, certe tecniche siano pensate piuttosto per disimpegnare quel tanto che basta per consentire l'estrazione della spada.

    le stesse manipolazioni dei polsi, armatura o no, sono finalizzate a impedire l'uso dell'arma; ricordiamo che fino alla restaurazione Meiji, la gente se ne andava in giro almeno armata di spada corta, pertanto, risulta evidente che le priorità in caso di aggressione siano mettere mano alla spada, o evitare che l'altro possa farlo, e il sistema più diretto è lavorare su polsi o gomiti.

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  4. @Marcosan
    - perché bisogna difendere a spada tratta una cosa esagerando le proprie posizioni? Non diventerà più vera, ma agli occhi di chi ascolta renderà l'oratore sciocco o cieco. E che confronto può nascere con queste condizioni?
    - non capisco la missioni spirituale di molti marzialisti nel voler ricondurre le pecorelle all'ovile, fare nuove proseliti ed eventualmente bandire in eterno coloro che non vedono in quell'arte marziale la verità assoluta (o quasi). Non sei il primo che fa così e non sarai l'ultimo. Purtroppo. Per voi!
    - ma dove hai trovato che le AMT si applicano ad un combattimento disperato ed impulsivo!! Le AMT nascono con le armi perché si combatteva! Venivano insegnate ai soldati! Soldati con due palle così a cui veniva insegnato a convivere con l'idea della morte sul campo di battaglia! Si insegnava sia la parte con le armi che la parte senza (da utilizzare se si veniva disarmati). Indi per cui il fattore sorpresa se ne va a puttane sapendo che erano in guerra. Cosa si aspettavano? Coperta calda, tazzona di camomilla e le carezzine sul pancino? =D Altro che la fintina e poi sbeng! Se vogliamo parlare di sputi e sabbia negli occhi e vabbè è un altro paio di maniche. Poi ricordati che la finta entra sempre una volta. Mai due. E guarda caso la leggenda del colpo singolo che uccide l'ho sempre sentita raccontare dai marzialisti che mi dicevano " eh sì ma non te la posso far vedere perché il Maestro non vuole fuori dalla palestra". Nella realtà l'abbiamo vista tutti con quel gioco idiota del Knock Out Game che in USA è molto famoso. Colpisci uno da dietro con un cazzotto in testa e lo ammazzi! Questa con il tuo ragionamento vale come arte marziale! invece è solo una bastardata di un vigliacco incapace di reggere un confronto! Con questo principio andiamo in giro a prendere a calci nelle palle di sorpresa il megaminchiabullo che ieri voleva menarti, ma lì per lì non potevi perché mancava il fattore sorpresa. Se queste sono Arti Marziali, Cicciolina è Santa Maria Goretti.
    -Qui si tocca un punto che mi fa veramente inca... va bhe! è ovvio che sul ring, soprattutto all'inizio si usano le solite 3 - 4 tecniche! Perché sono le più facile ed efficaci! Mica come la AMT che sulla carta fai delle robe mirabolanti, salti e voli incredibili quando in realtà gli unici voli che si fanno in queste palestre sono quelli pindarici!!! Tutti bravi a parlare ma nei fatti?

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  5. Ovviamente con gli sport da combattimento più vai avanti e più sei in grado di padroneggiare tecniche complesse... altro che 3 - 4 tecniche!
    -Ecco questo è un argomento che mi fa girare i mar... ancora più di quello precedente! Se nel passato esistevano le tecniche per disarmare a mani nude VA BENE!!!! erano in guerra sul campo di battaglia non è che stavano giocando a paintball! Senza armi DOVEVANO combattere! Ma te lo immagini il cazzutissimo guerriero siamese che persa l'arma fa E certo che disarmato doveva combattere e disarmare l'avversario! Nella vita reale di un civile di oggi è una menata!!! quando uno ha un'arma bianca in mano si deve SCAPPARE! ma che fai rischi 20 punti di sutura ad un braccio perché anche se lo disarmi e ti ritrovi una quasi certa lacerazione di 10 centimetri in lunghezza che fai vai a vantarti dagli amici che l'hai disarmato? io fossi davvero tuo amico, ma uno vero, ti direi
    Tirando le somme la verità assoluta non esiste e riside solo nella pratica e nella realtà. Statisticamente le persone praticanti AMT quando facevano a cazzotti fuori dalle palestre si rivelano delle PIPPE incredibili. Magari nemmeno in quanto tali, ma per il semplice fatto che tutti quei colpi segreti, quegli alleanamenti a porte chiuse, quelle forme fatte roteando le braccia, quei ridicolissimi ribaltamenti dell'avversario, alla fine si concretizzavano in poco e niente. Quei pochi marzialisti che riuscivano a mettere colpi a segno efficaci lo facevano grazie a colpi degni di una rissa da bar o dei film di Bud Spencer e Terence Hill. Potrebbe essere un caso? Ma anche no! Gli SDC sono nati come versione efficace e non letale delle AMT. Peccato che le AMT insegnate come oggi non prevedono neanche mezza goccia di sudore, non fai fiato, zero e le tecniche mortali risiedono tutte in carotidi spezzate a mani nude come grissini, zampate nelle palle e pollici negli occhi. Ti posso dire che a 9 anni mia sorella quando "giocavamo" i calci nelle palle me li tirava e mi piegavo in due, ma non per questo mi sono inginocchiato davanti a lei e le ho detto

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  6. e le ho detto < Reincarnazione di BRUCE LEE insegnami!!!>
    MK

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  7. scusatte ripubblico il commento perché quando si usa un certo carattere lo interpreta come codice:
    Ovviamente con gli sport da combattimento più vai avanti e più sei in grado di padroneggiare tecniche complesse... altro che 3 - 4 tecniche!
    -Ecco questo è un argomento che mi fa girare i mar... ancora più di quello precedente! Se nel passato esistevano le tecniche per disarmare a mani nude VA BENE!!!! erano in guerra sul campo di battaglia non è che stavano giocando a paintball! Senza armi DOVEVANO combattere! Ma te lo immagini il cazzutissimo guerriero siamese che persa l'arma fa ""Scusate ragazzi, sono fuori! Torno a casa e ci vediamo domani per una pizzata eh!"" Disarmato doveva combattere e disarmare l'avversario! Nella vita reale di un civile di oggi è una menata!!! quando uno ha un'arma bianca in mano si deve SCAPPARE! ma che fai rischi 20 punti di sutura ad un braccio perché anche se lo disarmi e ti ritrovi una quasi certa lacerazione di 10 centimetri in lunghezza che fai vai a vantarti dagli amici che l'hai disarmato? io fossi davvero tuo amico, ma uno vero, ti direi "" Ah sei riuscito a disarmare uno con un coltello eh? Però poi di corsa all'ospedale a ricucirti eh? Bravo coglione forse era meglio che scappavi no?"""
    Tirando le somme la verità assoluta non esiste e riside solo nella pratica e nella realtà. Statisticamente le persone praticanti AMT quando facevano a cazzotti fuori dalle palestre si rivelano delle PIPPE incredibili. Magari nemmeno in quanto tali, ma per il semplice fatto che tutti quei colpi segreti, quegli alleanamenti a porte chiuse, quelle forme fatte roteando le braccia, quei ridicolissimi ribaltamenti dell'avversario, alla fine si concretizzavano in poco e niente. Quei pochi marzialisti che riuscivano a mettere colpi a segno efficaci lo facevano grazie a colpi degni di una rissa da bar o dei film di Bud Spencer e Terence Hill. Potrebbe essere un caso? Ma anche no! Gli SDC sono nati come versione efficace e non letale delle AMT. Peccato che le AMT insegnate come oggi non prevedono neanche mezza goccia di sudore, non fai fiato, zero e le tecniche mortali risiedono tutte in carotidi spezzate a mani nude come grissini, zampate nelle palle e pollici negli occhi. Ti posso dire che a 9 anni mia sorella quando "giocavamo" i calci nelle palle me li tirava e mi piegavo in due, ma non per questo mi sono inginocchiato davanti a lei e le ho detto ""REINCARNAZIONE DI BRUCE LEE INSEGNAMI!!!!"""
    MK

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