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Facciamo di nuovo il punto

Ho deciso di scrivere questo post per tornare a fare un pò di chiarezza sull' argomento del blog perchè mi sto davvero stancando di risp...

martedì 17 settembre 2013

Questione di parametri

C' era un vecchio intervento che avevo letto su un forum ed avevo salvato perchè lo trovai veramente intelligente e sensato, una di quelle perle che purtroppo finiscono sommerse da tutta la spazzatura lì presente.
Non posso copiarlo per intero e del resto non conosco l' autore, ma se dovesse passare di qui sarò ben lieto di postare il messaggio originale, se lo vorrà.
Comunque l' importante è capire il succo del discorso, che proverò a riportare prendendo spunto da ciò che scrisse lui.

Domanda: esiste gente forte che pratica arti marziali "tradizionali" o astruse, anche di quelle che tanto denigro in questo blog?
Sì.

Posso quindi anche io, comune e timido impiegato mingherlino di provincia, diventare altrettanto forte facendo la stessa cosa?
No.

L' autore riporta un' esperienza che condivido anche io, la conoscenza di tipi tosti che praticavano chi il Wing Chun, chi il Karate classico da paese italiano e così via, dove per "tosti" si intende gente con una buona forma fisica e capace di pestare per bene il prepotente tamarro da discoteca (il famigerato "truzzo minchia porcoddue" ahahah!).
Ovviamente gente che durerebbe pochi secondi contro professionisti da ring o tatami, ma che tra gli uomini comuni sappia dire la loro più che bene.
E senza girarci intorno al praticante medio di questo genere di discipline "da strada" interessa fondamentalmente imparare a menare uomini comuni, spesso riconducibili a bulletti e prepotenti vari.

Il praticante medio che decide di praticare gli stili "senza regole" è disinteressato all' agonismo.
Non di rado maschera questo suo disinteresse dietro alle scuse più curiose, del tipo "ho paura di fare troppo male" (testimone io), "non voglio abituarmi a usare solo tecniche da punteggio sportivo", o ancora "voglio imparare a difendermi contro più persone e più grosse di me" (ohi ohi ohi, che dura verità li aspetta!).

Ma la questione è: chi sono quelle persone che sanno pestare a destra e a sinistra pur facendo quel genere di arti marziali?
Se proviamo a classificarle scopriamo che hanno almeno due di questi fattori in comune, a volte tutti:

- stazza fisica imponente
- esperienza o integrazione in arti funzionali al combattimento (e vabbeh...)
- notevole esperienza di risse o scontri autentici "per strada"
- professione in cui lo scontro fisico e verbale è frequente (es. buttafuori o poliziotto)
- infanzia e adolescenza in quartieri disagiati e violenti
- indole molto determinata quando non propriamente aggressiva e violenta

E qui cade un pò tutto il palco perchè questa è gente che a menar le mani sarebbe stata capace comunque e se avesse praticato esclusivamente discipline funzionali sarebbe diventata ancora più temibile.
Ma la questione chiave è che lo sport, anche a livello amatoriale, da dei numeri, dei parametri.
Dei "limiti", che non sono quelli delle tecniche usate, ma quelli ben più temuti dai cosidetti tradizionalisti: i propri limiti.

Quando si ha un metro di misura quantificabile, dopo un pò saprai con chi puoi vedertela, a chi sei in grado di darle e chi invece te le darà sempre e comunque.
Sai per quanto tempo riesci a correre e a che velocità.
Sai che non puoi parlare di forze, angoli ed energie speciali nelle braccia se non riesci a sollevare quaranta chili alla panca piana.
Sai che tutte le tecniche, i principi, gli angoli di attacco e difesa, le posizioni fiorite e persino le tecniche dimostrabili possono andare a farsi benedire, e lo fanno, anche in uno sparring leggero.
Sai che persino le tecniche usate in gabbia possono non essere adatte a te, o tu non essere predisposto a portarle.

E alcuni personaggi ben piazzati fisicamente magari preferiscono evitarli questi metri di misura, per cucirsi addosso il mito da picchiatore invincibile: ti presenti in mezzo ad una marmaglia di mezzi nerd, ragazzine, omini con la pancetta, molli qualche ceffone a chi alza la cresta e alimenti voci su di te.

E' quello che è successo ad esempio con un noto personaggio del Wing Chun, uno che dichiarava trecento combattimenti da strada (su cui ci sarebbe da discutere per un post intero) e l' altro che era "l' amico di Bruce Lee nelle risse".
Poi un giorno è successo che si siano menati tra di loro, con tanto di telecamera, e invece del combattimento epico tra super maestri che tutti si aspettavano, la cosa si è risolta in un modo imbarazzante, al limite del ridicolo.

In sostanza dove non c'è il confronto la gente si attacca a mille scuse e a leggende urbane: e così si alimentano dicerie di sifu con abilità tecniche paranormali, maestri di Aikido che fanno volare agonisti di Muay Thai,  karateka che "ai tempi" minacciavano la mafia del paese e così via.

Quello che manca sono le prove: mai nessuno di questi personaggi dall' ego smisurato e la disonestà nell' animo si azzarda a portare delle semplicissime prove di ciò che afferma.
Al giorno d' oggi le possibilità in merito sono infinite, tra videofonini e stage open, ma nessuno di loro accetta di dare una prova inequivocabile della propria capacità di applicare ciò che insegna contro un pari peso non collaborativo.
E come ho ribadito spesso nel blog, non si parla di tirare due pestoni e un calcio alle palle, al che siam buoni tutti a maggior ragione se con le caratteristiche elencate prima.
Si tratta di dimostrare esattamente quelle tecniche e quei principi su cui si fondano certe arti marziali.
E' troppo comodo fare jab-diretto-bajana-armbar e raccontarla con la storia dei principi che "sono uguali per tutti".

L' intervento originale, che ho dovuto copiare in varie parti perchè esposto meglio di quanto potessi fare io, terminava con un consiglio da dare al classico ragazzino goffo che è stufo di prenderle, ma di questo parlerò in un altro post dedicato.

Il nocciolo della questione resta uno: non si può avere idea di qualcosa fino a che non la si inquadri secondo dei parametri definibili.
A raccontar storie si fa presto.
Soprattutto a sè stessi.

1 commento:

  1. Gran bella sorpresa ritrovare il mio post su questo blog :-) Naturalmente, nulla da aggiungere. Continuerò a seguirti e se a postare qualche intervento a breve. Buone feste, Sonic.

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