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Facciamo di nuovo il punto

Ho deciso di scrivere questo post per tornare a fare un pò di chiarezza sull' argomento del blog perchè mi sto davvero stancando di risp...

domenica 17 luglio 2011

Aneddoti IV - Rovinarsi inseguendo illusioni

Vorrei parlare di un grave episodio che purtroppo solo dopo tanti anni sono riuscito a comprendere appieno nella sua assurdità.

Una sera, per variare l' allenamento, il maestro decise di far provare delle tecniche acrobatiche di calcio, come possibile preparazione per le esibizioni.
Ai tempi naturalmente andavamo matti per certe idiozie circensi, perchè ci illudevamo ancora che tirare colpi in modo acrobatico e tecnicamente difficoltoso fosse sinonimo di abilità marziale.
In particolare quella sera si provava un doppio calcio in volo: dopo una breve rincorsa si doveva saltare, avvitarsi (ritrovandosi in orizzontale con la pancia rivolta verso terra) e colpire con entrambi i talloni gli scudi tenuti dai compagni.
Chiaramente una volta colpiti si cadeva a terra ancora orizzontali, cercando di applicare la cosidetta caduta "a foglia morta" per ammortizzare l' impatto (cercate i video su YouTube per vederla).

Venne il turno di uno dei ragazzi più bravi sia tecnicamente che atleticamente.
Nessuno aveva dubbi sul fatto che avrebbe eseguito quel colpo senza problemi (che tra l' altro non ha nessun senso aldilà della spettacolarità fine a sè stessa).
Infatti partì e saltò in modo perfetto, colpendo con potenza e precisione entrambi i bersagli.
Una frazione di secondo dopo, cadendo a terra, sbagliò ad appoggiare i piedi (dato il colpo di tallone non riuscì a riestenderli in tempo) e si spezzò all' istante entrambi i tendini d' Achille.

Ora io mi chiedo: a che pro?
Per quale motivo quel ragazzo si è dovuto rovinare la salute, senza contare i disagi, le ripercussioni economiche e lavorative?
Da quel giorno per lui si è aperto un calvario che gli ha impedito di tornare a praticare attività fisica come un tempo.
Si è trattato di un incidente si dice.
Certo, capita, ma quanto ha influito nell' episodio il fatto di praticare una stracazzo di AMT?
Il fatto di aver dovuto provare un colpo senza senso, puro circo, troppo rischioso nonostante le sue abilità riconosciute?
Quanto ha influito la stupidità del maestro che ha fatto provare una tale scemenza a fine allenamento, su di una superficie inadeguata (era un tatami da Judo, figuriamoci se fosse stato sul duro) e incoraggiando le qualità sceniche di quell' esercizio, proprio come richiesto da quell' arte marziale?

Già che ci siamo racconto un altro episodio simile.
Condizioni similari, fine allenamento e voglia di far provare qualche tecnica "wow!" anche a gente incapace di stare in piedi.
In questo caso un calcio laterale saltato, superando un ostacolo a terra per colpire uno scudo trattenuto dai compagni.
Certo, l' istruttore raccomanda di provarci solo a chi se la sente... ma come si può confidare nell' autocritica di chi è preso dall' entusiasmo e magari si è iscritto proprio per fare quelle cose, senza però essere stato preparato prima?
E così ecco un altro ragazzo che prende la rincorsa, si libra in aria in un orribile gesto tecnico (come spesso accade questo colpo è persino più debole di quello tirato a terra) e poi frana sul piede, spezzandosi in due tibia e perone per la rovinosa caduta di peso.
Poi la degenza, l' operazione, i chiodi nelle ossa...

E anche lui per cosa?
Per aver voluto tirare un calcio come quelli dei film, da raccontare agli amici o da immortalare per l' album di Facebook?
Perchè in fondo ci avevano detto che questa AMT fosse adatta a tutti "da 0 a 90 anni" e quindi è sufficiente la passione per imparare gesti che, diavolo cane, non sono affatto per tutti?
Per essersi fidati ciecamente del Maestrone che ci ha spronati a correre il rischio, perdendo di vista una ragionevole autocritica?

E ancora ho visto gente che proponeva a neofiti proiezioni saltando con le gambe al collo, giusto per accrescere il loro entusiasmo ma facendoli schiantare pericolosamente a terra con la testa...
Proiezioni assurde in cui il compagno deve trovarsi in verticale aerea durante l' esecuzione, rischiando un Piledriver che neanche Undertaker dei tempi migliori...
Gente che si è slogata i polsi cadendo perchè si ostinava a dover calciare il più in alto possibile pur non avendo la mobilità per farlo...

E' curioso notare che nella ginnastica artistica, dove gli atleti in teoria rischiano l' osso del collo con piroette al limite della fisica, ci sia un numero di incidenti drammaticamente inferiore rispetto alle arti marziali.
E così avviene anche nel Parkour, praticato tra l' altro sul duro.
Ciò che fa la differenza è un metodo di insegnamento e propedeutica completamente diversi e allenati progressivamente, con strumenti adeguati e con consapevolezza.
Non troverete nessuna signora grassoccia nè alcun cinquantenne in queste pratiche, ma nemmeno ragazzini appena arrivati a cui venga chiesto di provare a fare subito un doppio carpiato.

Invece chissà perchè certe AMT sono ancora definite per tutti: non servono doti allenate fin da poppanti, predisposizioni genetiche, metodologie e strutture adeguate, preparazione focalizzata e costante: basta avere la passione e credere nella Via...

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