sabato 11 agosto 2018

Risposta - 10: le tecniche che non si possono provare



Approffitto dell' osservazione di Anonimo :) per ragionare su di un aspetto che percepisco ancora sfuggente.

"[...]100 anni fa c'era un tipo di jujitsu "efficace", almeno in termini di uso in una lotta."
Concordo.
Ricordando che 100 anni fa c' era già stata la prima guerra mondiale in Europa e il Giappone era entrato in contatto con Europei ed Americani già da un pò, giusto per precisare che non stiamo più parlando dell' epoca dei Samurai.
Ma il concetto è chiaro, si presume che in tempi più antichi in cui la gente si sbudellava e si ammazzava davvero senza paura di finire su Studio Aperto, le arti marziali dovevano avere un senso.

"Quel jujitsu comprendeva, oltre alle tecniche di lotta, anche tecniche "sporche" che però, a mio avviso, potrebbero essere molto più efficaci per terminare uno scontro in tempo minore."
Cerco di non decontestualizzare la tua osservazione ma era importante separare questo paragrafo: primo, e torno a ripeterlo, io ho sempre detto che le cosidette tecniche "sporche" sono certamente funzionali, da sempre, però non c'è alcun bisogno di inventarsi arti marziali per conoscerle ed applicarle.
Ma forse quello che intendevi dire è altro (ci arrivo dopo).
Quello che invece non capisco è questa cosa del "terminare uno scontro in tempo minore".
Attenzione, questo è un pericoloso malinteso e voglio spiegarlo meglio: stai forse dicendo che gli stili di combattimento funzionali contemplino tecniche volte a... far durare uno scontro più a lungo???
Non è ironia, giuro.
Ma vorrei chiarire che il fatto che i match S P O R T I V I durino a lungo dipenda da ragioni completamente diverse: giuro su quello che vuoi che un singolo destro possa mandare all' obitorio un sacco di gente, è roba che capita di leggere anche sui giornali italiani, non parlo mica del Colpo del Drago conosciuto solo dai monaci Shaolin.
Giuro che una proiezione di greco romana possa romperti l' osso del collo in un secondo.
Giuro che basti un low kick per mettere KO anche un ciccione di 120 KG.

E giuro anche che ammazzare la gente con un singolo pugno, spaccare il collo con una proiezione o un ginocchio con un low-kick siano cose estremamente rare anche quando la tecnica è perfettamente a segno, alla faccia dei cantastorie marziali...
Non c'è davvero NIENTE di più che le famigerate arti marziali "antiche" possano mirare ad ottenere di meglio, a meno che non si voglia appunto interpellare tecniche invalidanti o diciamo "anti-sportive".
Il problema è andare a segno.

Facciamo un esempio molto pratico, così limito il rischio di essere frainteso.
Diciamo che un ragazzo si allena di pugilato, è preparato e tutto il resto.
Una sera gli capita che il solito senegalese immigrato... ah no scusa, il solito svedese autoctono gli si avvicina per vendergli un mobiletto dell' Ikea e inizia una collutazione violenta perchè il pugile non sa pronunciare il nome dell' oggetto.
Il ragazzo, avendo questa preparazione, gli tira un uno-due e manda il vichingo a terra.
Bene, la tecnica allenata nel pugilato ha avuto efficacia.

Stessa cosa avviene ad un Jutsuka, che non ha mai allenato in vita sua un uno-due, ma ha allenato molte volte come liberarsi da una presa al bavero, quindi applica una leva e neutralizza il vichingo.
Bene, la leva del Jujutsu ha funzionato.

Poi arriva il fanatico para-militare o wingchuncoso con la maglietta dei G.I.Joe, che non appena il nordico allunga la mano superando il cerchio di sicurezza la considera un' aggressione mortale a suo danno e quindi gli prende un dito, glielo rompe, gli caccia una ditata nell' occhio cecandolo per finire con un rancoroso calcio alle palle.
Bene, direi che anche questa tecnica abbia funzionato.

In tutti e tre i casi (SdC, AMT, sistema di aggressione personale) quanto studiato ha raggiunto lo scopo, e lo ha fatto in un tempo ragionevolmente breve.

Adesso cambiamo il contesto e facciamo che lo svedese sia un pelo più cattivo, o più accorto, o che banalmente il primo attacco non riesca e non concluda lo scontro "rapidamente": chi pensi che avrebbe più chances di chiudere entro i successivi secondi?
Ecco, io punto su chi si alleni nel combattimento attivo, e non "per terminarlo al primo scontro". Perchè, provare per credere, le variabili che fanno fallire le tecniche sono davvero tante ed è proprio per questa ragione che anche i match sportivi durano tanto: o credi che un nak muay sia felice di andare sul ring e prendere le botte?
No no, tutti vogliono salire e mandare al tappeto l' altro al primo colpo, altrochè.
Solo che non funziona così quando anche l' altro vuole la stessa cosa...

E poi quali sarebbero queste tecniche più efficaci per terminare uno scontro prima?
Perchè se ho malinteso il tuo messaggio sono pronto a parlarne.
I fan del Jeet Kune Do, ad esempio, parlano spessissimo del cosidetto finger tip, che è una via di mezzo tra una rapida ditata agli occhi e una finta.
E' certamente una tecnica pericolosa ed efficace, non dubito della sua potenzialità.
Ora trovami la differenza da un jab pugilistico, e bada che non sono un novellino inesperto nè gioco sui cavilli tecnici (tipo "lo scopo è diverso!" "le dita allungate ti fanno guadagnare 30cm!" "il pugno chiuso rende il movimento molto più lento!"): il punto è che entrambi possano avere lo stesso effetto in uno scontro attivo.


Inoltre ci tengo sempre a sottolineare come i fanatici di sistemi di aggressione personale e arti marziali "micidiali", decantino tutto il tempo di come loro si allenino per combattimenti senza regole, contemplino tecniche che storpiano malamente l' avversario, vengono nelle mutande illudendosi di spaccare braccia, gambe e palle a chiunque se solo alza un dito, ma poi cronaca alla mano non senti MAI parlare di gente che si sia difesa con quelle cose, ci sarebbe l' ospedale pieno di criminali storpi (e denunce).
Pare che alla fine finisca molto più a cazzotti e calci nei denti che non a dita rotte, morsi o palle in poltiglia.

"Parliamoci chiaro, la guerra non è paragonabile al ring, la caccarella è ben diversa. L'obiettivo non è stendere o andare a KO ma terminare uno scontro nel più breve tempo possibile in tutti i modi."
Che poi è la stessa cosa, KO vuol dire che l' altro non possa proseguire il combattimento eh.
Ti sei dimenticato un piccolo dettaglio in questa considerazione: in guerra ci si andava ARMATI, mica a boxare o tirarsi calci nelle palle.
Ahahahaha sarebbe stato epico, immagino una valle piena di cinesi strepitanti che cercano di prendersi a calci nelle palle a vicenda!
Prendendo in considerazione il Jujutsu giapponese, esso è certamente stato usato in battaglia dai Samurai, che erano omini in ARMATURA e brandivano spade particolarmente affilate. Non ci andavano mica in keikogi a sbudellarsi.
Io cerco di non prendere i film a riferimento perchè una vera battaglia antica andrebbe vista e VISSUTA per essere realmente compresa, ma ho ragione di credere che fosse un gran casino.
E nel casino si perde qualsiasi raffinatezza, qualsiasi posizione del camelopardo, qualsiasi volontà di gigioneggiare su tecniche stilisticamente elaborate.
Hai mai fatto una rissa di gruppo? Tra poco le tifoserie di coglioni "appassionati di calcio" riprenderanno a pestarsi... prova a partecipare e dimmi se una qualche arte marziale antica, qualche finger tip, qualche leva articolare più speciale, qualche cosa diversa dal tirare calci e pugni a cazzo abbia più probabilità di terminare lo scontro più rapidamente.
O stai davvero dicendo che per te sia questione di storpiare, strappare occhi, sbriciolare ossa perchè siamo in guerra?
Bene, provaci mentre ti sta arrivando una gragnuola di pugni, passa subito la voglia di credere a queste cose.
La guerra all' arma bianca è una cosa e nessuna AMT oggi addestra all' uso di quelle armi per quel contesto.
Una volta senza armi, con un' armatura addosso, con l' adrenalina a mille in mezzo ad un casino ho ragione di credere che non facessero nulla di diverso da una rissa.
Certo, lo scopo in quel caso restava ammazzarsi proprio, ma ancora non riesco a concepire quali debbano essere queste tecniche più efficaci in battaglia.

"[...]come fai a testare l'efficacia di quelle fatte per spezzare gli arti?"
Ecco, questo è un pò il fulcro della discussione, e così a naso, senza offesa, ne deduco che tu non sia un praticante.
Sì, ho già parlato anche di questo ma vabbè aggiorniamo il concetto.

In realtà è semplicissimo, vai in qualsiasi corso di Brazilian Jiu Jitsu, Judo o Grappling, o ovunque si studino quel tipo di tecniche in modo funzionale.
Mano sul cuore che puoi sentire come romperesti un gomito, un ginocchio, un polso, una caviglia, etc. semplicemente portando la tecnica oltre il limite del dolore, che è proprio la ragione per cui ci si arrende, prima di rimanere malamente danneggiati.
Queste tecniche funzionali hanno una bella differenza rispetto a tante idiozie insegnate nei corsi di cinesate marziali, dove si presume che tecniche biomeccanicamente sbagliate rompano le ossa.
So di cosa parlo, io ho "allenato" per anni ed anni tutta una serie di cosidette leve articolari che avevano del ridicolo, come sempre buone nella teoria ma inconsistenti nella pratica, ed ero sinceramente convinto che fossero applicabili per spezzare braccia e gambe.
Le tecniche funzionali sono invece contestualizzate al combattimento attivo, in cui l' avversario farà l' impossibile per non subirle.
E' una bella differenza rispetto a certi giochini che vedi nei corsi di Aikido o difesa personale, con leve fatte in piedi o con l' avversario che non possa realmente provare ad uscirne.

Non c'è nessun  bisogno di testarle, è davvero palese che funzionino.
La differenza forse è che se studi Juji Gatame facendo BJJ, ogni singolo allenamento hai la possibilità di testarlo, capire come applicarlo al meglio, sentire se l' avversario riesca a liberarsi e garantito che ci proverà, perchè devi riuscire ad applicarlo attivamente.
Se lo studi nel Jujutsu ripeterai la coreografia una ventina di volte col maestro che ti dice, a parole, cosa fare; Poi cominci a scazzarti e aspetti di passare alla prossima mirabolante tecnica "antica ed efficacissima".
Non hai idea di quanti siano i dettagli fondamentali di un Juji Gatame che puoi apprendere in uno stile funzionale rispetto ad un' AMT.
Io ero sconvolto per quante cose non conoscessi di un semplice armbar la prima volta che lo allenai in modo funzionale al combattimento attivo, e la stessa tecnica era patrimonio anche dell' AMT che allenavo da decenni. Solo che la mimavo e basta, "ti assicuro che se la fai davvero gli spezzi il braccio!". Sì, come no.

"Ok che con gli SDC arrivi facilmente al punto in cui potresti applicarle, Ok che con gli SDC capisci anche COME arrivarci, però ti fermi, per ovvie ragioni."
Eh, ma cosa vuoi esattamente, rompere un braccio a qualcuno per capire se ci riusciresti? :)
Sai quanta gente si rompe in una competizione di lotta? Non serve nemmeno parlare di eventi professionistici, basta andare alla gara di paese.
Quello che davvero non riesco a intendere è perchè tu creda che le leve studiate nel Jujutsu debbano avere un qualcosa in più.
Anche in questo caso so di cosa parlo, avendo praticato ANCHE Jujutsu giapponese, e la mia esperienza mi dice che la differenza sta proprio nel arrivarci ad applicarle, consolidare una posizione fino a che l' avversario non possa fare altro che soccombere.
Nel Jujutsu mimi l' attacco X, fai la tecnica elaborata Y, l' altro segue la recita fino a quando comincia a sentire male e quindi ci si ferma.
Ho ragione di credere che i Samurai non studiassero questo, ma qualcosa di molto più affine al metodo "sportivo", proprio perchè ci giocavano la pelle per davvero e non per vincere una coppa.

Inizio a sospettare che tu voglia dire che mentre negli SdC ci si ferma, nelle AMT si prosegue fino alla rottura.
Prego di aver capito male.
Spero sia chiaro che in un match non si miri ad ammazzare o storpiare l' avversario...
Se venissi aggredito e fossi davvero a rischio della vita, tiro a massima velocità e forza e concludo una leva portandomi a casa l' arto del tizio.
Lo so fare da quando pratico SdC.
Presumevo di saperlo fare quando praticavo AMT.
L' allenamento e la conoscenza dei dettagli fa la differenza.

"Tutto questo per dire che se nel jujitsu ad es. studio come fermare una persona nel più breve tempo possibile, anche spezzandogli il collo [...]"
Nonononono, io non accetto da tempo questo ridicolo assunto di ammazzare la gente per autodifesa o per lo scontro mortale, come ho detto prima oltre ad essere MOLTO più complicato di quanto sembri, sto ancora aspettando di leggere sul giornale di come schiere di Jutsuka o Krav Magri si siano difesi ammazzando, storpiando, spaccando le braccia ai poveri delinquenti...
Sono anni che vado parlando di queste famigerate arti marziali "antiche", o sistemi di aggressione moderni in cui IN TEORIA impari ad ammazzare chiunque ma poi in pratica i praticanti le prendono dai muratori incazzati.

Tutti a dire che siano metodi micidiali per concludere in due secondi uno scontro, spesso insinuando che gli sportivi allenino buffetti per fare spettacolo più a lungo (ahahaha!); Poi vedi questa gente difendersi e sembrano canguri goffi.

Tutti a dire che le loro tecniche non possano essere portate del tutto altrimenti potrebbero uccidere; E così eccoli subire un pentolone di botte, senza essere nemmeno riusciti a centrargli le palle con un calcio "alla portata di tutti"!

Tutti ad allenarsi con lo sguardo truce, la maglietta con le sette stelle di Hokuto disegnate, i pantaloni mimetici, il dragone d' oro sulla parete, nella convinzione di fare chissà quale sforzo ed essere prodigiosi guerrieri; Poi li inviti a fare uno sparring amichevole e crollano inermi dopo cinque minuti CINQUE.

Le tecniche migliori per terminare uno scontro all' istante sono giò patrimonio di tutti gli stili funzionali, non serve davvero inventarsi o immaginarsi altro.
E considerato il contesto di autodifesa sottolineo di nuovo che prima di intercettazioni al volo, leve elaborate o tecniche fiorite volino sganassoni da paura, e finchè non hai subìto un destro in pieno volto non puoi capire quanto siano cazzate le cose insegnate "per autodifesa".
Per questo a me fa tanta tristezza vedere le ragazze ai corsi di difesa, nessuno spiega loro che uno stupratore LE PRENDE A CAZZOTTI prima di abusarle e i cazzotti non impari di certo a gestirli lì.

"[...]seguendo la tua logica come faccio a dire che è inefficace perchè non è possibile testarlo? Per alcune tecniche non occorre portare l'avversario a terra o fare chissà che sparring."
Torno a pensare che tu non sia un praticante, o forse è una questione di esperienza specifica, perchè altrimenti avresti inteso che il punto invece stia tutto lì: ad immaginare che una tecnica funzioni ci vuole poco, a dimostrarla nel contesto finale invece no.
Di nuovo, di quali tecniche parli?
Fammi un esempio di una tecnica che, a tuo parere, sia efficace senza doverla testare.
Ti prego non tirarmi fuori il calcio nelle palle, il dito nell' occhio a tradimento, lo sputo catarroso e altre amenità.
Colpire di sorpresa l' avversario non è un patrimonio esclusivo delle AMT, anzi.
Dichiarare la maggior efficacia delle AMT in virtù di queste astuzie è onestamente ridicolo, da un lato si dice che devi allenarle dieci anni prima di iniziare a capirle, poi salta fuori che tutto si riduce ai colpi infami dei bambini dietro scuola.
E ancora non danno alcuna reale garanzia di successo, o credi che tutte le ragazze stuprate dagli svedesi autoctoni non abbiano provato a graffiare, storpiare, strappare, mordere, etc.?

Questi tuoi assunti sono basati su sensazioni tue personali e questo è un must nei praticanti di AMT: immaginare che le cose vadano come vorremmo noi senza averle mai statisticamente messe in pratica.
Senza contare che trovo alquanto ridicolo vaneggiare costantemente di scontri in cui IO possa storpiarti, spaccarti, cecarti, strapparti le palle mentre TU sia un lobotomizzato che sa solo tirare cazzotti e fare un double leg, e siccome le MIE tecniche sono mortali o invalidanti mentre le TUE sono studiate per fare stupidi match, io vincerò DI SICURO!
Non so se mi spiego, ma questo è il mantra tipico dei marzialisti, quelli che poi vengono a provare uno sparring, tronfi con le loro belle cinture nere in Cin Ciun Cion e vengono letteralmente disassemblati dalle botte o finalizzati in pochi secondi, dimostrando una totale e completa impreparazione al combattimento attivo.

Resto in attesa di qualche esempio delle tecniche di cui parli.
Buona giornata!

lunedì 6 agosto 2018

Parlare con i muri

Oggi vorrei raccontare di un episodio accaduto poco tempo fa e che si riallaccia ad una riflessione che ho fatto anche in questi giorni leggendo alcuni commenti.

Fatto sta che ho conosciuto una ragazza, parlando del più e del meno, cosa fai cosa non fai... salta fuori che lei pratica ed insegna arti marziali.

Attimo di sconforto e gelo interno.
Io ODIO parlare di arti marziali con persone che praticano arti marziali...

Sai, una persona che non pratica è ancora libera da condizionamenti e puoi ragionarci. Ma i praticanti...


Ormai l' argomento non è più aggirabile perchè lei inizia a farmi domande, io cerco come mio solito di generalizzare e tornare a parlare di altro ma niente, lei insiste.
E così si manifesta lo scenario peggiore possibile: pratica Wushu!!!
Cristo santo... il peggio del peggio delle stronzate cinesoidi!!!

Dentro di me la voce della coscienza mi dice di stare calmo, di lasciar perdere, di restare vago e non farmi trascinare in un confronto che tanto non porterà a niente di buono.
Così le racconto in modo superficiale di come io sia passato dalle AMT agli sport da combattimento, o meglio agli "stili funzionali al combattimento", sperando che la cosa si chiuda lì come una semplice ammissione della mia ricerca di altro.

Ma la tizia ha un caratterino ed ecco che comincia a metterla sul personale, sciorinando una dopo l' altra tutta la serie di baggianate tristemente tipiche di chi bazzica in questi ambienti e discusse per anni ed anni su questo blog.
La discussione affronta man mano i gironi dell' Inferno del Marzialista Ottuso©:

- Ha praticato anche Ninjutsu (AARGH!!!), ora fa Wushu e si sente così piena di energia vitale!
- "Sì, ovviamente è pieno di istruttori incapaci che insegnano tecniche fasulle: gli altri!"
- "Le federazioni sportive sono il cancro, lo so anche io: per fortuna da me si fanno le cose come si deve!"
- "Oh sì, ovviamente facevi AMT, ti sei scontrato con uno (stupido) atleta di SdC e le hai prese... le tecniche antiche le conoscono solo poche persone al mondo!"
"E così la maggior parte della gente, senza le giuste e antiche informazioni, prende un pò qui e un pò lì e poi inventa altre tecniche! Ma no, non sono mica come quelle degli antichi cinesi! Loro si che spaccavano il culo ai passeri!"
- "Ah già lo sparring... ma quando facevo Ninjutsu non si poteva fare sparring, perchè (cito testualmente) ogni tecnica deve essere portata all' estremo, finiresti per rompere qualcosa o uccidere!"
- "Forse la tua tecnica non ha funzionato perchè usavi regole (sportive) diverse!"
- "Dici che non funziona? Una mia amica è stata attaccata da TRE UOMINI... e li ha presi a calci nel culo! Te lo giuro!"
- "No no, non è colpa dello stile! Sono i maestri o gli allievi a non aver capito!"
- "E' vero, alcune arti marziali sono basate su leggende! ALCUNE! (non il Ninjutsu o il mio Wushu!)"
- "Se ho combattuto? NO, io non ho mai combattuto..."
-  "Sai che esistono dei punti di pressione che se premuti anche un body builder non può resistere? Gli si spegne il muscolo!"

Queste alcune delle, chiamiamole, "argomentazioni" a cui sono stato sottoposto...
Ho cercato di essere assertivo, argomentando il mio punto di vista frutto di esperienze dirette, osservazioni, esperienze indirette raccontate da persone attendibili, episodi, riflessioni obiettive sui fatti... niente da fare, era come parlare con un muro.
E questo atteggiamento mi ha ricordato ancora una volta di quei tempi in cui ero io stesso a difendere a spada tratta questo tipo di posizione, trovando di volta in volta una spiegazione, una giustificazione che mantenesse intatto l' alone di incredibilità delle favolose arti marziali "tradizionali" orientali.
Perchè io sostenevo le stesse identiche cose, avevo lo stesso identico atteggiamento stizzito mascherato da volontà di far ragionare uno "stupido sportivo", raccontavo con tono saccente di cose che non avevo assolutamente esperito personalmente, ma in cui credevo.

Eh già, perchè il succo di tutto il discorso resta questo: chi pratica questo tipo di ginnastiche è fondamentalmente un religioso, una pecora che accetta belando le indicazioni del pastore, senza aver mai affrontato il lupo cattivo.
E' stato sconfortante realizzare che tutte le cose che io do ormai per scontate e delle quali non ho più voglia di parlare per quanto ovvie, per quella ragazza non erano nemmeno degli spunti di riflessione: per lei il Wushu e il Ninjutsu sono arti marziali mortali ed efficacissime, mentre tutte quelle cagate con regole sono buone per i buzzurri ma non paragonabili in quanto ad efficacia.
Roba da rimanere interdetti.

Per la cronaca alla fine ho annuito e l' ho lasciata parlare senza più aggiungere altro, sia perchè per fortuna le arti marziali non sono il centro della mia vita, sia perchè tanto ci penserà il tempo (o una vera aggressione...sigh) a dimostrarle la verità.

Questo episodio mi ha ricordato anche l' atteggiamento di tutti i bimbi fanatici di Bruce Lee che negli anni si sono succeduti nella serie di ridicoli insulti e posizioni deliranti nel post a lui dedicato.
Persone che spesso non praticano un cavolo, e anche quando praticano non si sono mai confrontati nel full contact "stupido e regolamentato" contro gente intenzionata a metterla al tappeto (e non gli amichetti consenzienti del forum degli Orsetti); Ma anche quando pure partecipano a qualche scrausa competizione di MMA, ancora sono capaci di dirti che il loro idolo attore avrebbe ammazzato tutti "perchè era troppo veloce", "perchè Chuck Norris ha detto che era forte", "perchè era fisicato", "perchè era cinese e i cinesi spaccano il culo ai passeri quando fanno cunfù come si deve".

E' una condizione mentale di avversione al senso critico, letteralmente un meccanismo di autodifesa delle proprie convinzioni perchè nessuno è intrinsecamente disposto a riconoscere di credere in qualcosa di sbagliato, di fasullo, di non comprovato.
E' argomento da corso di comunicazione base.
E' prerogativa delle persone immature e  succubi, che preferiscono accettare la verità più comoda e confortevole piuttosto di scontrarsi con una realtà che potrebbe distruggere il proprio mondo fatato.

Non faccio l' eroe, so benissimo cosa si provi e ho già raccontato del mio passato a riguardo.
E non è questione di non credere più a niente e a nessuno perchè "tanto è sempre tutta una bugia", ma perlomeno quando si tratta di combattimento e coerenza tutti hanno la possibilità di provare e giudicare da soli i fatti.

Vedo tutta questa gente ancora così legata alle parole, ai racconti, alle leggende.
Gli puoi raccontare qualsiasi idiozia, persino che esista un dio che decida per loro cosa debba succedere nella vita... oops!... che esistano tecniche mortali, allenamenti segreti, energie superiori, donne che prendono a calci TRE UOMINI (ahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha!!!!!!!): basta che chi racconti queste pirlate sia abbastanza carismatico.
Poi però non li vedi mai mettere in gioco le proprie credenze, molto più confortevole rimanere nel proprio mondo ovattato in cui le cose vanno nel modo che vogliono loro.

Il mio percorso mi ha portato dal pensarla esattamente come questa ragazza fino all' esatto opposto, e ancora credo di non essere stato assorbito dal puerile giochino del voltagabbana, che ora osanna la cosa più cool giusto per fare il bulletto.
E' stato un percorso difficile, ha cambiato anche i rapporti con varie persone che consideravo amiche e che in fondo mi è dispiaciuto smettere di frequentare;
Mi ha portato in un ambiente popolato perlopiù da gente che non mi piace, che considero arrogante quando non proprio primitiva;
Ha distrutto la fanciullesca ingenuità che mi faceva felice nel credere che le nobili arti marziali orientali intrise di valori morali fossero superiori in toto a qualsiasi altro stupido metodo occidentale.
Scusate il termine "fanciullesco", fa molto saccente universitario pomposo.
A volte credo che avrei fatto bene a rimanere un ingenuo praticante di AMT, che tanto non sono uno  che va in giro con brutta gente a scatenare risse, nè mi è mai capitato di trovarmi in un vicolo oscuro con la banda di punk pronti a pestarmi (succede invece a tutti i wingchuncosi).
Però cavolo.
E' proprio una questione di onestà intellettuale.

lunedì 25 giugno 2018

Focus on: le Ragazze in Hot Pants con gli occhioni grandi grandi

Torno dopo un pò di tempo per affrontare su richiesta un topic divertente che magari non riguarda solo le arti marziali ma sicuramente le abbraccia pienamente: le famigerate ragazze etc. (da adesso definite RHP per semplicità).
Prima di tutto vorrei chiarire perchè negli anni passati abbia introdotto questa definizione, cosa rappresenti e come si inserisca nel mondo delle arti marziali.

Tutto nasce da un' evidenza che ho constatato durante i miei anni di frequentazione: le arti marziali sono allenate prevalentemente da maschietti, e questo suona abbastanza ovvio; Tuttavia capita soprattutto nelle AMT che anche delle donne decidano di praticare; E quando inserisci una donna in un pollaio di maschi che, in fondo in fondo, sono lì a praticare qualcosa che li faccia sentire più macho, inevitabilmente l' appeal delle suddette guadagna un bonus +500 nel gruppo.

Il terremoto testosteronico infine si manifesta qualora queste ragazze siano pure carine e, ovviamente, abbiano la fresca "ingenuità" di venire ad allenarsi in hot pants.
La loro altra caratteristica è quella di essere innocenti e femminili, per cui tendono ad ascoltare i saggi insegnamenti del maschio alpha maestro con quell' espressione tipo gatto di Shrek che porta molti a pensare all' omicidio per potersene assicurare le grazie prima degli altri.

Diciamocelo subito, le RHP non durano molto all' interno del corso, di questo ne ho già parlato: prima di tutto perchè si tratta di ragazze fashion che pensavano di venir lì a fare aerobica, oppure perchè trovano il moroso, gonfiano a sufficienza l' autostima o più tipicamente si rendono conto di quanto le AMT non servano essenzialmente ad un cazzo (o quanto gli SDC siano roba da minotauri).

Però il loro periodo di frequentazione è sempre uno spasso, soprattutto la prima sera che si presentano in palestra e a metà allenamento scivolano rovinosamente sulla bava lasciata dagli uomini, che a fine sessione risulteranno pure pesti perchè durante gli esercizi la loro concentrazione sta da tutt' altra parte (leggi: a guardare il culo delle suddette).

Le reazioni dei maschietti alla loro presenza sono altrettanto spassose.
C'è prima di tutto il maestro, che detto per inciso è il primo a sbavare dall' alto della sua saggezza e stoica resistenza alle tentazioni acquisiti grazie alle Nobili Arti Marziali Orientali.
Il maestro si trova in una posizione privilegiata in quanto ha potere decisionale su come, cosa e con chi far eseguire gli esercizi alla nostra RHP.
Esatto, di solito è lui stesso "perchè deve insegnarle per bene".
Fosse una cozza cicciona delegherebbe abilmente al suo sottoposto "perchè lui deve controllare gli altri".
Edit politically correct: prima che arrivi qualche propost-radical shit LGBTASCE+2!££ ad accusarmi di misoginia, dico che non di rado i maestri di AMT sono molto più cozzi e ciccioni delle ragazze.
In questi termini posso parlare per esperienza diretta: noto maestruccolo incapace fisico ma molto dentro al meccanismo autoreferenziale dell' associazione, alto grado regalato come da solito per l' impegno burocratico e associativo, sposato, con figli, rispettato per essere "una brava persona", prodigo di parabole orientali sulla morale e la bontà sociale dello stile da lui insegnato;
Poi si scopre mandare messaggini di flirt esplicito all' allieva carina, peraltro con modalità piuttosto bimbominchiose.
Ma potrei citare anche il supermaestro Vero Saggio Orientale, conosciuto a livello internazionale e osannato manco fosse un profeta di moralità, che si appartava con le allieve e praticava attività illegali in nero (vabbè, questa è un' altra storia).

Per quanto riguarda gli altri allievi c'è ad esempio quello che pensa sul serio di essere in mezzo ad un branco di ungulati e prova a mettersi in mostra con manifestazioni di machismo e forza che neanche alla Sfida Implacabile di Steve Austin.
Se fino alla lezione prima praticava normalmente, bravo o meno che fosse, dal momento in cui si manifesta la RHP si mette a sboronare sul numero di piegamenti che fa, su quanto salti in alto, su quanto resista alle botte ed altre pagliacciate simili.
Ci si potrebbe registrare una puntata del National Geographic sul corteggiamento tra gorilla.
La parte più divertente resta quella in cui nonostante i suoi tentativi di mettersi in mostra, la RHP finisce per ridere divertita mentre sta provando con quello che tutti consideravano il gigione del gruppo.
Se registri la scena puoi vedere esattamente il fotogramma in cui il suo cuore si spezza [cit.].

C'è anche un' altra tipologia affine al Gallinaccio, ed è il Gallinaccio Pericoloso.
Sì, pericoloso, perchè a questa categoria appartengono i veri convintoni, i veri wannabe maschi-alpha talmente insufficienti a livello evolutivo che ritengono di far innamorare una donna... prendendola a botte.
Sono quelli che per dimostrare (a sè stessi) di essere forti e possenti -> sessualmente appetibili, non mancano occasione per esagerare con i colpi, con le prese, con qualsiasi cazzata si faccia nelle AMT, non di rado dichiarando esplicitamente alla bella di essere più forti di lei.
Insomma, le fanno male e credono che questo le attragga, poi vanno a casa a masturbarsi furiosamente davanti ad un cartone giapponese.
Io ho assistito a scene veramente patetiche ed imbarazzanti, con il Duro della palestra (uno sfigato mentalmente instabile) che di punto in bianco prese la ragazza e la sollevò da terra per portarla in giro convinto di manifestare la sua forza, oppure si metteva a picchiare gli altri facendo le facce tipo Briuuuss Liiii e perculandoli quando non riuscivano come lui (davanti alla bella).
Seguiranno bestemmie cattive e altri episodi che fosse stato friendzonato sarebbe stato meglio (ed è tutto dire).

C'è poi anche il Simpaticone, quello che al contrario la gioca tutta sulla parlantina e "simpatia", si appiccica alla RHP per tutta la durata dell' allenamento, infastidendo lei e tutti gli altri.
Il lumacone continua a ridere e cercare di attirare l' attenzione anche durante le spiegazioni e se capita di doversi esercitare con lei attacca con il terzo grado.
Notevole anche l' atteggiamento post allenamento con disperati tentativi di invitare a bere la malcapitata che di solito inventa una scusa per poi sparire per sempre.
Io rammento un episodio in particolare, tizio arrivato in palestra, scarso interesse all' allenamento (veniva una volta sì e dodici no), poi arrivò la RHP e magicamente il suo interesse per l' arte marziale decuplicò al punto da venire pure agli stage all' estero solo perchè lei partecipava; Una volta sparita la tipa si dileguò anche lui come neve nella lava.
No, non si misero insieme per fuggire, mi riferirono che una sera la tipa si fece scappare una battuta tipo "figurati se mi metto con uno di questi, guarda che branco di sfigati".

Perchè va anche detto che le RHP non siano necessariamente delle tenere e ingenue signorine vittime del branco...
Ci sono naturalmente anche le vipere o le mentalmente disagiate in cerca di attenzioni (dicesi attention whores, vedi youtuber e "instagrammer" a caso per capire il genere), ma credo che questo sia un pò tipico delle belle ragazze in generale.

Di regola la RHP non è per nulla avvezza alle arti marziali, si ferma un pò se trova divertente il gruppo in cui è inserita, se le fanno sufficienti complimenti o se banalmente è lei ad essere interessata a qualcuno (che difficilmente è uno di quelli elencati), dopodichè inventa una scusa a caso per dileguarsi e tornare a fare un ben più proficuo fitness qualsiasi per tener su il culetto.
Ci sono anche le morose che vengono a provare l' allenamento con i rispettivi proprietari ma anche loro smettono entro breve, perlopiù su gentile ripensamento del ragazzo.

Escludo dalla categoria le vere ossessionate croniche di fitness, quelle che vi fanno sbavare nelle foto sui social, perchè loro sono vere sportive (spesso pallosissime) e sono le prima a rendersi conto di quanto il livello di allenamento nelle AMT sia ridicolo ed inproduttivo per il fisico, perciò tornano immediatamente alla loro dieta ad area carbonifera-michio-power e workout gang-mothafucka.

Comunque vada, quando una RHP arriva in un corso di arti marziali preparatevi al peggio delle manifestazioni umane!

domenica 18 marzo 2018

Perchè praticare?

Non ricordo di avere già trattato l' argomento in un articolo specifico, e non ho voglia di andare a leggere negli anni passati anche perchè tanto non lo fa nessun altro...
Ma un commento recente mi ha fatto riflettere una volta di più sulle differenti motivazioni che spingono la gente alla pratica di un' arte marziale, che di riflesso identifica anche le relative aspettative a riguardo.
Quindi andrò a parlare di questo argomento sulla base delle mie esperienze.

L' osservazione è che la gente inizi a praticare per saper menare le mani quando serve, e senza dubbio questa è una delle ragioni più diffuse tra i maschietti, se non fosse che a seconda della tipologia di stile scelto sia ben presto evidente quanto questa capacità non venga appresa.
Negli anni ho assistito a innumerevoli iscrizioni di totali ignoranti (in senso buono), quel tipo di utenti che giustamente non aveva la più pallida idea di cosa stesse andando a praticare, nell' errata concezione che sempre di combattimento si trattasse.
Quando praticavo AMT inutile dire che l' utenza media era formata da persone perlopiù equilibrate, brava gente che non aveva realmente intenzione di menare le mani ma solitamente amava l' idea di sentirsi un temibile guerriero da film di serie B. Me compreso, va da sè.
Arrivavano con chissà quale idea in testa, non sempre dopo aver assistito ad un' esibizione, facevano quel patetico riscaldamento che spesso trovavano già troppo sfiancante e poi iniziava il supplizio: intere lezioni passate a ripetere posizioni ridicole e colpi al vento.
E si appassionavano.
Perchè uno dei difetti intrinseci della metodologia di allenamento delle AMT è proprio questo: fare abbastanza ginnastica da sentirsi degli atleti (non avendo idea di cosa voglia dire allenarsi sul serio), instaurare la convinzione che il programma didattico vada seguito alla lettera, vedere ogni tanto qualche tecnica wow! da provare rigorosamente sorridendo e il tutto senza mai farsi un buffetto!
Non c'è alcuna violenza in un metodo del genere, nessun reale ostacolo da superare, nessuno scontro nè fisico nè attitudinale: in questi termini si autentica la pratica per tutti, dai 0 ai 90 anni.
Nessuno è messo nelle condizioni di rendersi conto che forse sia meglio lasciare perdere il combattimento, perchè nessuno combatte.
Praticamente una ginnastica per anziani con il benefit di potersi vantare in giro di studiare il combattimento corpo a corpo, e annessa battuta "wow! allora con te sono al sicuro!" delle signorine dagli occhioni grandi grandi e in hot pants©.

La cosa spiega anche come mai ci siano tante signorine o omini innocui nei corsi di AMT, del resto è possibile praticare per anni senza mai affrontare la realtà del combattimento, una realtà in cui una persona più grossa e forte di te ti tiri un singolo sganassone da muratore che mandi a Fan Culo anni ed anni di pirlate cinesi studiate con convinzione.
Verrebbe da pensare che per le donne la prima ragione di iscrizione sia proprio l' autodifesa da muratori immigrati, ma personalmente non ne ho sentite così tante dare questa motivazione, quantomeno non in termini assoluti.
Se ne deduce che quindi il praticante medio che scelga le AMT lo faccia prima di tutto per altre ragioni che non siano il menare le mani.
Io le riassumerei in questa lista:

- Fare un pò di movimento.
- Fascino per l' Oriente
- Passione cinestetica
- Darsi un tono da guerrieri con gli amici nella speranza che nessuno chieda una dimostrazione o che la signorina con cui stai uscendo non si metta ad attacar briga forte del supporto del suo compagno maestro di Cunfù.

La prima motivazione a mio avviso è la più diffusa, rimanendo nell' ambito delle AMT.
La stragrande maggioranza delle persone che ho incontrato ai tempi non aveva la benchè minima intenzione di menare le mani, era al contrario piuttosto impaurita dai TruzziMinchiaPorcoddue® e voleva fondamentalmente fare attività fisica per smaltire la pancetta.
Siccome ritenevano il body building o l' aerobica troppo noiosi (o faticosi?), spesso aggiungevano il pretesto dell' autodifesa per finire a praticare queste pagliacciate cinesizzate.
Il fatto di "andare ad allenarsi" rispondeva al personale problema di star facendo qualcosa per diminuire la panza; Il vantaggio era quello di non fare poi tutta questa fatica e simulare pure qualche tecnica micidiale per accrescere l' autostima.
Non capiranno mai quanta differenza faccia un' ora di pesi o corsa rispetto ad un' ora di isometria strampalata.

Poi ci sono i novelli hippies new age, quelli che vanno a fare arti marziali credendosi dei samurai, bonzi, monaci shaolin, etc.
Dell' Oriente conoscono solo la parte che gli fa comodo, quella abilmente manipolata dai media per far sembrare i cinesi un popolo evoluto, solo che i cinesi in Cina loro mica li hanno mai visti, gente che si venderebbe la madre pur di fare soldi, con il senso civico di un ratto e razzisti nell' animo che in confronto il KuKuxKlan è una comunità liberale... No, loro credono davvero che i cinesi siano un popolo civile "dalla cultura millenaria", dimenticandosi magari di come la cultura che inseguono oggi anche i cinesi sia quella occidentale, figlia di altrettanti millenni... ma vabbè non divaghiamo.
Questo tipo di appassionati sono quelli ancora più innocui perchè fondamentalmente lavati nel cervello da anni di film di serie B e sottocultura di massa priva di obiettività, aborrono il combattimento violento nella convinzione di essere moralmente superiori e in sostanza amano un sacco i balletti e le foto in posa ma guai al cielo a chiedergli di fare a botte.

Ci sono poi quelli che amano semplicemente questo tipo di attività, senza farsi troppe domande, e onestamente non vedo cosa ci sia di male.
Cioè ragazzi, c'è gente che va a fare i cosplay senza sentirsi ridicola, mica pensano di essere Mazinga Z per davvero (o no...?), perchè quindi rompere le palle a chi vada a fare o'cunfù perchè gli piace e basta?

Quelli ridicoli sono piuttosto quelli che si vantano di praticare arti marziali, più il nome è esotico e più si sentono fighi, tutto solo per sopperire alla propria inadeguatezza sociale giocando sull' ignoranza della gente che ancora crede che iscriversi ad un corso di AMT significhi automaticamente saper prendere a cazzotti Batista.

Passando agli sport da combattimento la situazione cambia non poco ed ecco che sì, data anche l' età media dell' utenza, chi sceglie di praticare lo fa nella piena consapevolezza di cosa andrà a trattare.
Non è questione di video su YouTube, già trent' anni fa chi sceglieva di fare kick boxing piuttosto che greco-romana sapeva bene di non andare a ballare vestito da ninja.
Questo tipo di utenza vuole imparare a combattere e non di rado si scazza quando scopre che prima di menare le mani ci voglia comunque tempo e preparazione; Ciò non vuol dire che siano tutti burini attaccabrighe, ma di sicuro chi pratica ha modo di capire se sia il caso di proseguire, perchè il combattimento reale non fa sconti: o sei disposto a faticare, fare sacrifici e farti anche male, o vai a casa a guardare la tv.
Oppure passi alle arti marziali tradizionali con la scusa che "mi conosco, se qualcuno mi tocca divento una furia e ho paura di fare troppo male...". Quante volte l'ho sentita, quante volte...

Naturalmente ci sono anche quelli che invece hanno a cuore proprio l' offesa la difesa personale, le cui motivazioni ho elencato più volte in passato.

La domanda è: quanto importa veramente dell' autodifesa alla gente?
Ho discusso in modo approfondito su quanto la gente malinterpreti il concetto di difesa personale, e come sia spesso persino impossibile generalizzare il termine, visti e considerati gli innumerevoli contesti diversi in cui dovrebbe essere applicata.
Nella mia esperienza di AMT la gente difficilmente si iscriveva pensando a questo obiettivo specifico, anche perchè detto onestamente si rompeva le palle dopo due lezioni passate a strisciare sul pavimento muovendo gli arti come RoboCop e giustamente non comprendeva la correlazione tra fare il robottino ballerino e affrontare il noto rumeno abbruttito giù in strada.
Quelli che proseguivano si dimenticavano molto presto di cosa fosse la difesa personale, anche perchè i metodi settari ed autoreferenziali intrinseci nelle AMT plagiano con facilità le menti prive di obiettività.
Finivano per ballare in pigiama convinti di star imparando a difendersi.
Quando sono passato agli stili funzionali men che meno, ho sentito raramente parlare di difesa personale in generale: non gliene fotte a nessuno.
Il concetto è probabilmente assorbito nell' idea che se so prendere a botte un altro Homo Sapiens, dovesse capitarmi una brutta situazione l' importante sia sapergli dare queste botte.
E, pur con tutte le dovute considerazioni di buonsenso, inutile girarci intorno: è così.

Perchè quando ho bazzicato negli ambienti dei sistemi di difesa ciò che più mi ha colpito è l' assunto per cui con qualche tecnica sia possibile destreggiarsi, dimenticandosi che le cose non andranno mai nel modo ideale e a quel punto una competenza di combattimento "tout court" sia l' unica a fare davvero differenza (colpi sporchi compresi).
Ricordo sempre che c'è una ragione ben precisa se gli istruttori di difesa personale in mille salse siano fanatici ben allenati e rigorosamente passati da anni di arti marziali o stili funzionali.
Se permettete, grazie al cazzo che loro possano difendersi, io voglio vedere la signorina di 40 kg avere la meglio con il Crab Magra sullo stupratore.

In sostanza le ragioni che spingono la gente a praticare arti marziali sono molto più del semplice imparare a fare a botte/difendersi, e in fondo va bene così.
Ognuno è libero di stabilire le proprie ragioni e nessuna è sbagliata: l' importante è esserne consapevoli.

domenica 4 marzo 2018

Focus on: Brazilian Jiu Jitsu

A grande richiesta mi accingo a scrivere un articolo riguardante il Brazilian Jiu Jitsu (da ora BJJ), anche se non nascondo di trovare un pò fastidiosa la modalità con cui questo "focus on" mi è stato richiesto.
La motivazione è piuttosto semplice: ho avuto la sensazione che qualcuno abbia preso il mio blog come una specie di teatrino in cui sparlare a prescindere di tutte le arti marziali, ma più di tutto ho avvertito un malcelato senso di frustrazione fastidio nei confronti di uno stile funzionale che ben poco ha a che spartire con le porcate cinesi di cui vado scrivendo da anni.
Nel primo caso chiariamo subito che il mio non è un blog di satira, non sono qui a scrivere male di tutto tanto per fare il bastian contrario, non è questo il senso; Nel secondo caso, beh, ragazzi fatevi un bell' esame di coscienza o semplicemente crescete un pò, che io la fase della frustrazione da arti marziali l' ho passata da svariati anni.
L' ho avuta, certo, quando praticavo AMT e qualche "stupido kickboxer" derideva la mia pratica o esaltava l' efficacia del suo allenamento, ovviamente tenendomi ben lontano da un confronto per dimostrare il contrario.
Senza parlare della fase Wing Chun, quando iniziava a fare furore qui da noi e sembrava che nessuna arte marziale potesse reggere il confronto, e quindi trovavo tutti questi praticanti novelli che mi sbeffeggiavano esaltando quanto le tecniche (ah no, "i princìpi" ahahh) da loro apprese fossero tanto più semplici, dirette e funzionali (ahahahahah!!!) rispetto alla mia pratica ancestrale di forme, prestabiliti e tecniche quadrate.

Tuttavia è certamente necessario fare alcune riflessioni anche riguardo al BJJ, perchè proprio in virtù della sua incontestabile efficacia qualcuno ha iniziato a farne un nuovo emblema dello stile definitivo.
E allora penso che per prima cosa sia fondamentale chiarire perchè non possa esistere uno stile definitivo.
La parola chiave è contestualizzazione.

Il BJJ è uno stile di lotta, che quindi non prevede nel suo studio l' allenamento di alcun colpo.
Niente armi, niente scenari di "difesa personale urbana", niente pugni, calci, scorregge o hadoken.
E sottolineamolo con forza, i corsi di BJJ "veri" sono molto orientati alla competizione sportiva, il che significa che lo stile di combattimento e le tecniche allenate hanno un palese obiettivo agonistico, per il regolamento specifico.
Quella roba con i punti e le regole che i patiti di AMT amano così tanto denigrare, nella loro convinzione che questo renda la loro pratica molto più letale. Oh oh oh.
Perciò mettetevi subito il cuore in pace, in NESSUN corso serio di BJJ frega niente a nessuno di studiare come difendersi da uno striker o da Jack lo Squartagole, non è proprio argomento.
A dirla tutta in qualunque corso serio di sport da combattimento nessuno si sogna di venirsene fuori con richieste del genere, tranne che nelle MMA che ricordiamolo sono solo un regolamento sportivo che a quel punto implica anche lo studio dello striking, e dell' autodifesa da rumeno spaca botilia ancora non frega a nessuno.
Quindi non si parla più di BJJ puro, ma di Mixed Martial Arts.
MIXED.
MISTE, per i meno anglofoni. Questo è chiaro?

Oltretutto il BJJ si pratica in pigiama e cintura, il che ancora una volta implica tutta una serie di tecniche ed evoluzioni che non hanno niente a che vedere con il vostro abbigliamento quotidiano, nè la famigerata strada che tanto amate descrivere cosparsa di punte velenose.
Aggiungiamo infine il fatto che il BJJ si focalizzi sulla lotta a terra, e questa lotta per sua stessa definizione può durare minuti prima che uno dei contendenti riesca ad applicare una leva da contorsionista.

Detta così sembra quindi che questo BJJ sia una ciofeca buona solo per vincere medagliette o stando alle regole del gioco, ma è proprio così?
Beh, torniamo un pò indietro nel tempo, nel nostro tempo.
Fino ad una quindicina di anni fa sia che tu praticassi AMT o SdC esisteva una specie di assunto per cui o imparavi a tirare pugni e calci, o imparavi a proiettare l' avversario e immobilizzarlo in fretta.
La lotta veniva perlopiù snobbata, diciamo che se dicevi di praticare arti marziali la gente si aspettava che tu facessi qualche pirlata cinese con piroette e calci volanti; Non considerava nemmeno arti marziali cose come il Judo o la Greco Romana.
Gli stessi praticanti di Jujutsu o qualsiasi altra AMT che contemplasse leve articolari non si sognavano di portare un combattimento a terra e proseguirlo lì.
Al massimo ci si arrivava, per starci il meno possibile.
I successi di Gracie nei primi UFC hanno portato alla ribalta il BJJ dimostrando alle masse quanto questa strategia e relativa specializzazione mandasse in crisi la concezione stessa del combattimento libero così come lo si intendeva generalmente.
Perchè, diavolo, funziona davvero e questo è un fatto incontestabile.
Schiere di praticanti hanno potuto dimostrare in tutto il mondo, in tutte le condizioni, in tutti i contesti come la lotta a terra sia un campo in cui con le giuste competenze si possa davvero avere un vantaggio enorme, colmando il gap fisico molto più di altri stili (soprattutto delle stronzate cinesi tutta teoria).
E quindi sì, il BJJ è senza ombra di dubbio uno stile di combattimento funzionale che mantiene quel che promette.

Però.
A questo punto è doveroso iniziare a mettere i puntini sulle "i" e capire tutto il corollario che sta dietro a questa efficacia, dopodichè parlerò anche di quelle cose che a me sembrano ovvie ma a quanto pare non lo sono e rendono il BJJ tutto meno che "completo" nella concezione del termine che più vi sta a cuore.
Prima di tutto chiariamo bene un concetto: come qualsiasi e dico QUALSIASI altra arte marziale, la storiella del debole che vince il forte o delle tecniche che non richiedano forza sono una palla colossale.
Certo, il BJJ è uno stile molto tecnico, a volte persino troppo, e in cui l' applicazione delle tecniche senza usare la forza sia uno degli obiettivi chiave visto che un combattimento può durare a lungo: tuttavia c'è una ragione se i Jiujiteri siano tendenzialmente robusti e ben allenati, altro che cinesine rachitiche.
Lottare è qualcosa che richiede forza, e la forza fa la differenza eccome nell' esito di un incontro.

Secondo, come in tutti gli stili funzionali al combattimento nel BJJ si "fa", non si racconta.
Ci si allena seriamente e pesantemente, e lo sparring libero è pane quotidiano. Le tecniche vengono provate regolarmente contro gente che oppone resistenza, e questo significa che alcune tecniche riescano solo ad alcuni, altre vengano adattate, altre escano una volta si ed una no, altre te le puoi pure inventare al momento: è tutta esperienza pratica.
Questa metodologia è all' esatto opposto di quanto si faccia nelle AMT, Jujutsu compreso, in cui anche la stessa tipologia di leva non viene praticata nelle stesse condizioni e questo crea un gap di esperienza non paragonabile.
La conseguenza è che mediamente, un praticante assiduo di BJJ abbia ben più esperienza "pratica" di un praticante assiduo di AMT, soprattutto nel momento in cui lo porta in un campo a lui ignoto.
Per dirla tutta, una cintura nera di BJJ ha letteralmente migliaia di ore di combattimento reale e competizioni alle spalle quando una cintura nera di CinCiaoChon spesso e volentieri non ha mai nemmeno dato uno sberlone.

Aggiungiamo il fatto che, come già accennato, la stragrande maggioranza della gente non abbia la più pallida idea di cosa sia la lotta a terra, non l' ha mai proprio concepita e di conseguenza una volta portata lì è preda di facili finalizzazioni.
Ho già discusso di questo nei commenti ma riporto il concetto: la gente ha più o meno idea di come tirare un pugno o un calcio, per quanto disordinato, e questo fin da prima che le arti marziali venissero allenate nelle palestre italiane.
In ogni paese fin da quando i nostri genitori andavano in balera, la gente "faceva a pugni", non di rado anche in malo modo, e nessuno di loro allenava alcunchè.
Dico questo perchè qualcuno ha giustamente sollevato il dubbio che in un contesto libero un Jiujitero non porterebbe a terra un avversario libero di colpire, ricevendo una gragnuola di colpi micidiali... Tutto teoricamente corretto, se non fosse che per l' appunto non ci vogliano conoscenze esagerate di striking per poter gestire quanto basta uno scambio per poi chiudere la distanza, tant'è che il clinch è una costante anche in qualsiasi sport di striking.
Ma che ve lo dico a fare, andate e provate, perchè ho letto di gente che credeva davvero che un Jiujitero sia un' automa che sappia solo lanciarsi in avanti mirando alle gambe.
Beh, vi stupirà sapere che nel BJJ si studia anche la lotta in piedi e proprio come nel Judo o nella Greco Romana spesso basta una proiezione per terminare lo scontro, altrochè.
Insomma, se finire KO per un colpo ben assestato è assolutamente possibile, resta dimostrato quanto una volta chiusa la distanza chi abbia competenze specifiche continui ad avere un grosso vantaggio.
(Ehi.. psst... vantaggio... non ho detto che vinca sempre, nè che saper boxare o calciare non conti nulla... se sei un Nak Muay e arrivi al clinch, hai anche tu un vantaggio; Se sei un ciccione e cadi sopra il jiujitero, hai anche tu un vantaggio; E soprattutto se sei un riccio non riescono nemmeno a prenderti e lottare!).

Veniamo però a quello che non si dice abbastanza riguardo al BJJ, anche se onestamente è qualcosa di talmente scontato che mi stupisco di doverlo riportare per davvero, cosa che invece amano fare i maestroni di AMT nel loro tentativo disperato di sentirsi ancora un pò guerrieri filosoficamente superiori.

Prima di tutto, di nuovo, il contesto.
Ho detto che il BJJ è uno stile funzionale, ed allenato propriamente come sport da combattimento, quindi se state pensando alla sua applicazione in ambito autodifesa, vanno fatte tutte le dovute esclusioni: niente tatami, niente punteggi o tecniche volte a guadagnare punti, niente Gi che permette N tecniche, niente combattimento dichiarato.
Insomma va da sè che se siete in ciabatte davanti alla tv ed entrano due nigeriani pronti a fare snu-snu, il bagaglio tecnico del BJJ utilizzabile cambi non poco, deviando verso il grappling...
Certo, io continuo a chiedermi chi sia così volutamente tordo da pensare che le arti marziali debbano rispondere a questa situazione, o perchè non si pongano le stesse domande verso il pugilato, la Thai o qualche improbabile AMT "adatta a tutti da 0 a 90 anni, ottima per l' autodifesa"... ma va beh.
Tutte le arti marziali forniscono degli strumenti, delle competenze relative al combattimento corpo a corpo, con più o meno efficacia, in contesti più o meno riconducibili alla realtà.
L' uso che se ne faccia in mille situazioni diverse dipende da molti altri fattori.

Resta comunque chiaro come il principio di combattere al suolo non sia sempre applicabile, e di certo non è il caso di rimanerci a gigioneggiare tanto per fare.
Ma che ve lo dico a fare (e due), dico solo che la prima volta che ho fatto sparring di BJJ senza avere competenze finivo finalizzato ogni 5-10 secondi, e non scherzo...
Ho messo quei numeri perchè ora aspetto divertito il commento di qualche fenomeno che dirà che con il Cin Ciun, il Karate Porkushin, lo Yoga Kombat o il Tai Chi lui si addestri ad ammazzare i gorilla in 1 secondo :)

Qualcuno giustamente tornerà a parlare degli ormai mitologici amici dell' avversario che arriveranno in trecento dal nulla per prenderti a calci mentre stai a terra.
Beh, infatti nessuna, lo riscrivo: NESSUNA, arte marziale fornisce gli strumenti per difendersi da più aggressori, è solo una questione di buonsenso il non starsene a terra...
A me preoccupa più il fatto che tu non abbia mai amici.
Get a life, e se vuoi posso fornirti un numero da chiamare, a volte anche solo parlare fa bene.

Detto questo resta comunque il fatto che molte delle tecniche di BJJ siano tutt' altro che facili da applicare, alla fine una buona parte del repertorio sono tecnicismi molto validi per lotte prolungate contro altrettanti praticanti di BJJ ma rischiano di non essere applicabili senza tatami, Gi e con la possibilità di colpire.
Ma ribadisco il concetto, il BJJ non tratta di autodifesa in modo specifico e a nessuno gliene importa di questo.
Penso sia importante dire una verità: il BJJ non è per tutti, e soprattutto non aiuterà nessuna ragazzina fashion a difendersi da uno stupratore.
Non veniamocene fuori con racconti di come la pluricampionessa universale (con nel corpo più testosterone di un elefante in musth) ci sia riuscita, o peggio ancora di come l' amica della figlia del vicino abbia impaurito quattro dodicenni facendo una leva al Bimbo Gigi...
Le ragazzine di 40 kg continueranno ad essere stuprate ed ammazzate, non c'è stile che tenga, soprattutto se sono cinesizzate nella testa.
Nessuno stile di combattimento serio può essere allenato da tutti con gli stessi risultati, l' allenamento richiesto è pesante e serve una costanza che pochi riescono ad avere, certamente non puoi praticare ad alti ritmi per tutta la vita.
Il BJJ richiede una fisicità non indifferente, per alcune persone risulta semplicemente impossibile a livello fisico l' applicazione delle sue tecniche e qualsiasi istruttore vi racconti il contrario sta solo facendo propaganda.

Ma onestamente non trovo nel BJJ molti più difetti di quanti se ne possano trovare in altri stili funzionali, che si occupano del loro in modo specializzato e globalmente forniscono una competenza di combattimento spesso più che sufficiente per affrontare altri contesti, cosa che curiosamente non fanno le AMT pur nelle loro roboanti dichiarazioni di eterogeneità.
Il BJJ non nasce per risolvere il problema del corpo a corpo evitando a prescindere lo striking, è semplicemente uno stile di lotta, e chi voglia completare le proprie competenze può farlo benissimo (e in genere, lo fa), sia in ambito striking che di difesa personale specifica.

Non è certamente uno stile completo, nè ci si aspetta che lo sia (sebbene con il solo BJJ si possano risolvere ugualmente un sacco di situazioni).
Se volete l' arte marziale "completa", cercate nei volantini di AMT: lì vi racconteranno tutto quello che volete sentirvi dire.


giovedì 14 dicembre 2017

Risposta - 9: sui guerrafondai del Krav Maga

Rispondo al commento di Alex67 in cui chiede maggiori delucidazioni su cosa pensi dei cultori dei sistemi di difesa.

Preparo la base sui cui costruire le osservazioni in modo che non piombino qui subito gli agenti del Mossad a "dimostrarmi, sfidarmi, correggermi, etc".
Io ho sostanzialmente una buona opinione dei sistemi di difesa in quanto rappresentano il metodo più pragmatico, contestualizzato e diretto per studiare l' autodifesa ai giorni nostri.
Va però sottolineata la differenza tra il metodo di difesa specifico (es. Krav Maga) rispetto a tutta quella serie di "corsi di difesa personale" tenuti in ogni palazzetto sportivo e/o palestra di ogni comune da sedicenti esperti che praticano AMT, e che pensano di liquidare l' argomento mostrando kotegaeshi alle mitiche ragazzine in hot pants.
Detto tra noi questi corsi sono la riserva di caccia più rilevante in cui trovarle.
Ragazzi, è come pescare con la dinamite!

Ok, divagazioni a parte Alex67 discuteva del fanatismo in certi ambienti e del perchè me ne sia allontanato.
Siamo tutti d'accordo sul fatto che in qualsiasi ambiente, che siano arti marziali tradizionali, sport da combattimento o sistemi di difesa, ci puoi trovare il corso con prevalenza di esaltati, in un senso o nell' altro.
Nelle AMT trovi l' esaltato dell' Oriente, quello che pensa di essere un gradino evolutivo superiore perchè sa fare le capriole volanti, rompere con un calcio le tavolette di compensato messe più in alto che gli altri, riempire di velocissimi pugnetti il povero allievo immobile, urlare il kiai con la faccia più seria del Grumpy Cat.
Negli SdC trovi l' esaltato delle botte, quello che probabilmente sta un gradino inferiore rispetto al Neanderthal e si esprime a "Uga! Uga!", che nella sua psiche confonde con "Bunga! Bunga!" perchè si ritiene estremamente macho e attraente per il fatto di "essere un fighter", tratta tutti con arroganza e aggressività e sniffa Whey a colazione.

E infine nei SdD (l' ho inventato adesso) trovi... i guerrafondai.
Loro sono esaltati di tutto ciò che è militare, la loro altra passione è andare nelle cave a sparare alle lattine con pistole che RoboCop invidia, o fare i cosplay nei magazzini abbandonati con le pistole che fanno "pew! pew!" sentendosi però parte dell' assalto a Mosul.
Sono nati a Borgo Tre Case ma si sentono di dover difendere il Texas, hanno orgasmi nel vedere un film americano a caso su quanto siano forti, fighi, vincenti, patriottici i Marines ma grazie al Krav Maga oggi si sentono anche un pò ebrei e sostenitori di Israele probabilmente senza aver mai letto alcunchè sulla sua storia...
Vestono in mimetica anche per andare a spose e guai a raccontare un episodio di aggressione perchè ti faranno du palle così per ore spiegandoti cosa avresti dovuto fare e di come loro avrebbero ammazzato tutti.
Uomini, rumeni, cani, cerbiatti, sassi. Cazzo loro ammazzano tutti, poi però ti dicono che l' importante nella difesa sia evitare lo scontro...

La mia esperienza con i SdD è stata variegata, per un certo periodo me ne sono interessato ampiamente e devo dire che apprezzo molto il modo in cui si approccino alla questione senza fronzoli, del resto è quello che ci si aspetta.
Però non nascondo che in quegli ambienti abbia trovato tutto e il contrario di tutto, e siccome io sono molto sensibile alle persone che mi stanno intorno, alla fine ho deciso che non era cosa.
Da una parte c'erano omini ingenui (ma soprattutto donnine) che volevano comprensibilmente apprendere nozioni di autodifesa senza però accorgersi della loro ridicola condizione e cognizione fisica, pronti a provare tecniche elaborate senza essere capaci di tirare nemmeno un pugno con intenzione.
Dall' altra c'erano i mostri sanguinari di cui accennavo, gente che se non ti sfregia durante un esercizio "non è abbastanza realistico", parla di armi con gli occhi lucidi e il sorriso da bimbo che ha ricevuto un orsacchiotto di due metri e fa lo stesso raccontandoti di come abbia messo paura ad un sedicenne che gli abbia rivolto la parola in un modo che non gli è piaciuto.

Quando parli di difesa personale con questi fanatici puoi avvertire la loro pressione che si alza ed automaticamente ti parleranno di spaccare teste, spaccare ginocchia, spaccare dita, orecchie, occhi, botilie, ma alla fine a me spaccano solo i coglioni.
Il concetto stesso di "spaccare questo e quello" è molto caro all' ambiente marziale in genere, penso ci sia sotto un puerile desiderio di sembrare più pericolosi, un pò come quei Pinscher che ringhiano e abbaiano tipo Satana.
Salvo poi scoprire che non sia proprio così facile spaccare ossa a colpi, ma cercare di spiegarglielo è inutile, tanto la prenderanno come una sfida e vorranno scommettere di riuscire a spaccarti qualcosa (mentre stai fermo)...

Allo stesso modo pensano che, trattando un tipo di "combattimento" senza regole sportive o etiche, sia automatico il poter usare tutti i colpi sporchi possibili e immaginabili.
Cosa pertinente, sia ben chiaro, se non fosse che come già detto ci sia una bella differenza tra il cacciare le dita negli occhi ad uno perchè stai litigando e farlo perchè ti sta ammazzando.
Questo principio è molto vago per questi cultori, invito a rileggere il post su cosa si intenda per difesa personale.
Senza contare che normalmente il personaggio in causa sia anche piuttosto fanatico della preparazione fisica (leggi: "allenamento militare" così hanno un altro orgasmo; Dire che facciano ginnastica sarebbe gay), aggressivo per indole, in possesso di qualche tipo di arma stramba, motivato a dimostrare presto o tardi quanto sia abile nel neutralizzare un aggressore, dove per aggressore si intenda naturalmente qualsiasi tunisino che lo abbia urtato in discoteca, mica Igor il Russo.


Il fatto che i SdD non abbiano regole va da sè, e non capisco cosa ci sia da esaltare.
Come dire, lo scopo del calcio è mandare un pallone dentro una rete colpendolo con i piedi e seguendo certe regole per renderlo divertente, poi arrivo io con il furgone, ci carico la palla e guido per il campo: che cazzo vuol dire?!
Il concetto stesso di difesa è troppo ampio e troppo spesso confuso con una sorta di "street fighting in cui IO faccio quello che voglio mentre TU sei un atleta coglione che segue le regole o un hippie cinese che sogna la pace nel mondo".

Alex67, dici che il tizio con cui hai discusso parlava di Krav Maga e... Kyokushin?
Scusa ma che c'entra il Kyokushin? Se no torniamo a chiamare in causa le arti marziali ancestrali "nate per difendersi sui campi di battaglia" (ahahahahah!) oppure qualsiasi stile funzionale con allenamento funzionale e competizioni di alto livello, di cui il Kyokushin fa parte.
Però non mi sorprende l' associazione, dato che anche nel Kyokushin l' ambiente sia parecchio saturo di burini machisti.
Infine, che il tizio si sia difeso con il Krav Maga non mi pare niente di speciale, voglio dire: è proprio quello che ci si aspetta, no?
Se vogliamo questionare posso riportare personalmente di persone che mi abbiano detto di essersi difese grazie al

- wing chun
- viet vo dao
- karate shotokan
- jeet kune do
- kung fu shaolin

spesso con spiegazioni risibili e in cui la loro pratica specifica non aveva alcuna influenza sul risultato.
(Curiosamente non ho mai sentito nessuno dire di essersi difeso grazie al BJJ, alla Muay Thai, al Judo, alla greco romana... raccontavano semplicemente cosa fosse successo, nessun accenno a stili o tecniche. Altro emblematico dettaglio sulla diversa concezione delle cose...).

Se io ho una buona opinione in generale del Krav Maga, nonostante varie osservazioni che ho discusso ad esempio qui, certo non ce l' ho per molta della gente che vi bazzica, quantomeno per la tipologia di personaggio che tipicamente ama questo tipo di pratiche.
Io scherzo sempre con queste caricature esagerate, ma sono atteggiamenti che chi più chi meno ho visto regolarmente.

venerdì 8 dicembre 2017

L' interpretazione degli episodi

Su segnalazione del Sig. Anonimo (ahah) ho visionato un video in cui si vede, in tempi non sospetti, un rapido sparring amichevole tra Chuck Norris, notoriamente allievo del famigerato Briuuuuuuss Liiiiiii, e il molto meno noto Rickson Gracie che lo finalizza con facilità grazie al suo Brazilian Jiu Jitsu.

Dedico questo post a commentare questo episodio perchè penso che meriti qualche riga in più e soprattutto non vorrei che vada perso nei secoli a venire in mezzo alla miriade di commenti.
Purtroppo mi rendo conto che la maggior parte dei commenti non vengano mai letti e quindi molte delle risposte o osservazioni che ho già fatto vadano perlopiù perdute.

Dunque, partiamo dal video segnalato:
http://mmamicks.com/chuck-norris-fights-rickson-gracie/

 Riassumendo velocemente, si tratta di uno stage di parecchi anni fa, quando ancora la gente prendeva per il culo i giapponesi per la loro ossessione nel fotografare o riprendere tutto, quindi possiamo fidarci del fatto che sia autentico.
Ovviamente si tratta di un seminario amichevole, pertanto lo sparring dimostrativo tra Chuck e Rickson è assolutamente blando: in ogni caso il buon Chuck finisce finalizzato in pochi secondi.

Come sempre quello su cui io vorrei soffermarmi non è tanto il risultato, quanto la contestualizzazione dell' episodio e soprattutto lo spirito critico che dobbiamo avere prima di giudicare, prima di costruire castelli in aria su ogni episodio per autenticare o screditare un concetto a seconda delle circostanze.

Quello che vedo io è un banalissimo sparring tirato al 30% tra due persone che non hanno la minima intenzione di farsi male ma solo di dimostrare mostrare ai partecipanti qualcosa di caratteristico.
Per favore, ho detto "30%" per dire "molto piano", vi prego di non andare in giro a raccontare che io sappia valutare la percentuale di impegno in uno scontro.
Perchè qualcuno crede davvero ai numeri in queste cose...

Come da copione, soprattutto quando si va piano la lotta è ampiamente favorita sullo striking, è qualcosa di intrinseco al metodo: non posso "far finta di atterrarti", posso solo farlo più lentamente e senza cattiveria; Non posso "far finta di finalizzarti".
Quindi non è per niente strano che un lottatore abbia ampio margine per mostrarsi superiore contro uno striker che non affondi i colpi, potendo persino incassare un debole colpo pur di chiudere la distanza ed entrare nel proprio campo di gioco.
Così come, e lo ricordo sempre, è ormai scritto anche sui muri che senza nozioni di lotta sia estremamente facile finire ridicolizzati da un lottatore, e parlo per esperienza diretta.

Detto questo vorrei quindi spezzare una lancia a favore del simpatico Chuck Norris, che se non altro dimostra di avere avuto un' apertura mentale persino superiore al suo tanto decantato maestrino del Cunfù, che a quanto pare era più noto per le sue sboronate dimostrative in cui doveva sempre emergere vincitore.
Anche se ho ragione di credere che siano più gli schiavetti di Bruce Lee a crederlo, secondo me pure lui era semplicemente interessato agli altri metodi.
Solo che il Bruce un Gracie non lo ha mai incontrato, forse la sua bòria avrebbe subito un duro colpo e avrebbe modificato il suo intero sistema (magari creando l' anti grappling ahahah).

In ogni caso io faccio sempre attenzione quando si parla di video presi a dimostrazione di un qualcosa.
Quello che vado dicendo da anni è che alla gente manchi prima di tutto lo spirito critico, il buonsenso: non puoi prendere un video, interpretarlo a tuo piacere, raccontarlo enfatizzando solo gli aspetti che ci tieni a trasmettere e dichiarare che esso rappresenti una prova provata del tuo pensiero.
Questo lasciamolo fare a quegli imbecilli delle Iene.
Oggi l' abbondanza di video ha reso molto più facile una certa diffusione di conoscenza, ma allo stesso tempo si presta a facili strumentalizzazioni e addirittura plagi.
Il Web è pieno di video in cui si dimostri tutto e il contrario di tutto, e di personaggi dalla buona parlantina che riescano a convincere i meno accorti di quello che fa più comodo far credere.

Io non chiedo di credere a me, non mi interessa affatto fare l' espertone di turno da forum (vade retro!), vorrei solo che la gente evitasse di prendere posizioni solo in base a poche e malinterpretate informazioni.
Il concetto è sempre quello: i video sono interessanti strumenti per farsi un' idea, ma a noi non cambia un bel niente se Bruce Lee abbia ammazzato duemila truzzi a sganassoni cinesi , non cambia nulla se il figlio del cuggino di Funakoshi abbia più allievi di Giggi il Bullo, o se il Wing Chun "fatto come si deve" abbia permesso a un cazzo di turco palestrato di avere la meglio su un nonnino (ahahahah)...
Dobbiamo essere NOI ad ottenere qualcosa, NOI a capire qualcosa, NOI a dimostrare qualcosa.

Perciò in questo video io vedo solo un episodio tra i tanti in cui un pincopallino si confronti con un altro pincopallino, e pincopallino vince.
Vedo quello che ho provato sulla mia pelle, uno sparring molto amichevole in cui lo striker simula un calcio, viene chiuso, finisce a terra, fine.
Vedo uno dei tanti stage a cui ho partecipato, gente che è lì a divertirsi ed imparare qualcosa di nuovo, ride, scherza, si annoia, va a casa con un diplomino di partecipazione, una foto e una stretta di mano, poi tutti sotto la doccia a fare battute sul pisello dei brasiliani.
Vedo un giovane Chuck Norris che, lontano dalle sparate propagandistiche del suo maestrino cinese, fa quello che fanno migliaia di istruttori in tutto il mondo, PRATICA, condivide, invita ospiti, prova... non per fare a chi ce l' abbia più grosso, anche perchè c' erano i brasiliani ahahaha.
E dico questo non perchè abbia a simpatia Chuck Norris (non mi tange proprio), ma perchè è importante fare attenzione nel giudicare questi episodi.
Chuck Norris era notoriamente un allievo di Bruce Lee, e ho già straparlato di come questa semplice affermazione si presti a tantissimi malintesi, perchè allora anche io sono stato allievo di campioni mondiali intercontinentali, ma mica lo sono diventato a mia volta.
(Anzi, probabilmente era più Norris a dover insegnare qualcosa a Lee ahahaha).
Il fatto che Norris sia stato finalizzato in pochi secondi da un Gracie a me non dice niente.
Non avrebbe detto niente nemmeno se fosse stato Norris ad avere la meglio, probabilmente con un ushiro mawashigeri, si sa.
Non vuol dire niente.

Se pensate che un episodio abbia un significato speciale a dimostrazione di una tesi.. beh, leggete di nuovo dall' inizio il mio blog!


martedì 17 ottobre 2017

Le ingenuità dell' ignoranza

Ieri mi è capitato di vedere un film di Jackie Chan, ho riso molto, però mi sono anche tornate in mente alcune delle assurdità in cui credevo, dovute all' ingenuità dell' inesperienza in questo mondo.
La maggior parte di esse erano vere banalità sulle quali sarebbe forse eccessivo accanirsi, del resto ero ancora un bambino; Purtroppo mentre ci pensavo ho realizzato che molta gente continua a crederci anche una volta cresciuta.

Vale il solito spirito, quindi ricordate che non accetto più commenti in cui si legga la parola "Bruce Lee". Li cancello senza leggerli.

Le cose che credevo sulle arti marziali prima di capire cosa siano le arti marziali

(e per la verità finchè non sono passato alle arti funzionali...)

1) Credevo che Bruce Lee fosse il più forte combattente di tutti i tempi, che il suo stile fosse il migliore in assoluto e che le coreografie dei suoi film fossero veri combattimenti.
Talmente forte che ha sempre vinto in tutti i suoi film.

2) Credevo che grazie alle arti marziali (orientali) un cinesino di 40 kg potesse abbattere chiunque grazie alla sua conoscenza dell' antica forma dello Scimpanzè Ubriaco.
In generale credevo che più fossero arzigogolate le tecniche e artificiose le posizioni, più efficaci sarebbero stati i colpi, soprattutto se nascondevano l' attacco a "punti di pressione" non conosciuti dai comuni mortali.
Tutti i mortali stanno ancora cercando questi punti di pressione e provando a colpirli dalla posizione del Papero Veloce.
Gli Immortali invece sono stati sconfitti alle Termopili, quindi non cercano più un cavolo.

3) Credevo che le arti marziali servissero a colmare il gap tra l' omino pistolino e il palestrato burino che per definizione è il nemico numero uno dei marzialisti in quanto prende in giro le cinesate, beve, rutta, scorreggia ed è pieno di sè.
Sì, un pò mi chiedevo come mai Ryu, massima espressione del vero marzialista orientale fedele solo alla pratica, fosse più grosso di Ken Shiro.

4) Ah giusto, credevo anche che gli stili dichiarati nelle descrizioni dei personaggi dei videogiochi fossero rappresentativi.
Ad esempio il gigione di Tekken faceva o' gitcundò perchè imitava Bruce Lee e aveva la tutina gialla.
Anche Uma Thurman fa gittecunnedò ogni volta che qualcuno guarda Kill Bill.
Mi ricordo di come non capissi che diavolo fosse il Sambo, probabilmente qualcosa di brasiliano, perchè c' era questa Blue Mary vestita da Yankee che metteva continuamente la testa degli uomini tra le gambe.

5) Sempre per proseguire sulla linea, mi ricordo di come mi divertissi a spulciare le Pagine Gialle per scoprire i nomi delle discipline insegnate in città, e più era figo il nome più doveva essere accattivante la pratica.
Non nascondo di aver scelto la mia pratica anche su questa base.

6) Ricordo di come lessi per la prima volta il nome "Jackie Chan" in riferimento ad un videogioco per NES, e pensai che per via del nome anglofono fosse un pirla americano inventato per infangare il sacro nome di Briuuuus Liiiii.
Quando lessi per la prima volta il nome "Ip Man", sempre per via dell' assonanza anglofona, pensai fosse un soprannome tipo "l' Uomo Ip". Suonava come una barzelletta e non volevo crederci.
Detto tra noi l' Uomo Ip è il professionista di network più in gamba che ci sia.

7) Le arti marziali si distinguevano in due macrocategorie: quelle "di attacco" e quelle "di difesa".
Quelle di attacco erano gli stili in cui si usavano calci e pugni... se invece si facevano sgambetti (ahahahah!) o strane prese per bloccare l' avversario, erano di difesa...
Fare a calci e pugni era più figo, ma se studiavi solo come difenderti eri più nobile e puro d' animo.
Beata innocenza...

8) Una donna che praticasse arti marziali aveva le stesse possibilità di difendersi in quanto "sfruttava i punti deboli del corpo umano".
Scoprirò solo più tardi che una donna può farti soffrire molto ma "sfruttando i punti deboli della mentalità maschile".
Ovviamente per donna si intedeva una bellissima ragazza giovincella e procace, come ogni film e videogioco ci ha insegnato, mica uomini mancati o tizie ossessionate dall' allenamento, aggressive, piuttosto grezze.. Ops! ho già detto uomini mancati.

9) Credevo che fosse possibile prendere a tibiate una colonna (!!!) e non spaccarsi la gamba. No, veniva giù l' intonaco!
Ragazzi, se penso oggi a quella scena scoppio a ridere improvvisamente.

10) Credevo che il Kung Fu (che era un' arte marziale specifica chiamata "Kung Fu") fosse il non plus ultra del combattimento perchè a differenza delle patetiche pratiche giapponesi o peggio ancora della ridicola lotta europea (oh oh oh!), era così fluido!
E poi c' era Bruce Lee che lo aveva dimostrato picchiando gli italiani armati nel vicolo o i giapponesi nel loro stesso Dojo!
C' era sempre una giustificazione, a parole, per spiegare come un praticante di Kung Fu potesse avere la meglio su tutti gli altri.
Se poi perdeva... ovvio, non si era allenato abbastanza o non aveva capito la tecnica!

11) Nessun pugile poteva mai vincere un marzialista. I pugili sapevano solo tirare pugni sul ring, mentre nelle arti marziali asiatiche "potevi fare tutto", e con l' uso dei calci avresti massacrato ogni pugile senza nemmeno farti un graffio.
E' per questo che non esistevano sfide tra pugili e marzialisti, sapevano già di perdere in partenza.

12) Il mondo del combattimento si divideva in "buoni" e "cattivi": i buoni erano ovviamente i marzialisti in divisa che si allenavano con i metodi antichi (e quindi molto più efficaci perchè elaborati dai santi maestri delle pianure del Sichuan) e perseguivano la bontà tra i popoli e facevano attraversare la strada alle vecchiette; I cattivi erano tutti quegli schifosi palestrati che andavano a fare pesi, dicevano le parolacce e si allenavano in stupidate sportive quali Boxe e Kick Boxing.
Ricordiamoci che nei primi '90 per l' uomo della strada la "kick boxing" era la naturale alternativa per fare arti marziali senza vestirsi da cosplay, fare balletti e porgere il deretano ad un maestrone cinese o, peggio ancora, un occidentale invasato per la cultura orientale.

13) Credevo che la calma e l' autocontrollo fossero quei valori aggiunti che permettevano al saggio marzialista (quello vero, quello che ha capito!) di surclassare il TruzzoMinchiaPorcoddue® incazzato e feroce, e sconfiggerlo nonostante la sua furia.
Ancora ringrazio il cielo di non aver mai dovuto affrontare qualcuno infuriato pensando di domarlo con le mie tecniche armoniose e il mio spirito peace and love.

Quando mi verranno in mente altre credenze dei tempi andati aggiornerò il post.

sabato 7 ottobre 2017

Papà, mi mandi a fare o' Carate?

So che sia un pò come sparare sulla croce rossa, ma dopo la notizia che ho sentito ieri ho sentito il bisogno di rimarcare questo ulteriore aspetto disgustoso delle arti marziali, in particolare quelle definibili "tradizionali" (qui abbreviate in AMT).
L' episodio riguarda quel maestro di Karate schifoso pezzo di merda che per anni ha abusato sessualmente delle sue allieve bambine, leggo addirittura che abbia invitato altri uomini a queste "sessioni di allenamento", e che persino la moglie ne fosse a conoscenza.

Faccio un paio di precisazioni veloci:
Primo, io non amo abboccare a qualsiasi notizia diffusa tramite la Fonte della Conoscenza che è Internet, perciò non entro nei dettagli di quanto successo perchè non ho informazioni certe (ad esempio questa cosa della moglie che sapesse tutto è facilmente interpretabile in vari modi, soprattutto quando i merdosi giornalisti usino intenzionalmente termini sensazionalistici o montino le notizie per fare più scalpore).

Secondo, scusate ma questa cosa mi sta proprio qui, il modo in cui da sempre sento pronunciare la parola giapponese "Karate" è qualcosa che mi irrita molto, perchè nel suo piccolo è l' ennesimo sintomo dell' ignoranza diffusa nell' ambiente delle arti marziali, dove un sacco di "esperti" non sanno nemmeno pronunciare il nome di ciò che praticano e pretendono di insegnare.
Capisco che la pronuncia giapponese suoni in un certo senso "interpretabile" in italiano, ma diavolo cane, pronunciarlo "carate" tipo "patate" proprio no...
Stessa cosa che succede con la parola ebraica Krav Maga.
Chiusa parentesi.

 Tornando a noi, ho avuto il dispiacere di vedere una pagina di fotografie del tizio in questione e ho avuto un rigurgito di quanto mangiato a Capodanno.
Classico esempio stereotipato di bulletto tatuato con autostima esasperata ed espressa in selfies con sguardi ammiccanti, fotografie mentre si allena e (qui ho riso tanto) clip delle sue "prodigiose capacità marziali" in cui calcia in modo tecnicamente ridicolo un palloncino.
Durante un servizio in tv c' era un signore del posto che ha detto una cosa fondamentale e che mi ha spinto a scrivere questo post: "non gli avrei mai affidato mia figlia/o".
Parole SANTE.

E badate, non stiamo parlando di un esperto che lo abbia valutato in base alle sue competenze marziali, parliamo di un semplice padre che con buonsenso abbia fatto una considerazione guardando il personaggio.
E infatti, checchè se ne dica, l' abito fa il monaco eccome perchè basta un briciolo di buonsenso per capire che un tizio conciato in quel modo e con atteggiamenti del genere non sia di certo una buona guida per dei bambini.
Figuriamoci per delle bambine.

Ma perchè delle bambine hanno accettato simili abusi senza reagire?
Senza entrare in argomentazioni che non conosco, mi limito a sottolineare l' aspetto che comprendo e di cui ho sempre discusso nel mio blog: sudditanza psicologica.
Quella sudditanza tanto forte proprio in questo tipo di ambienti, in cui si imponga la figura del Maestro a prescindere dal suo reale valore come persona, figuriamoci se poi gli allievi non abbiano proprio le basi per valutare.
Non voglio discutere del perchè i loro genitori non abbiano ragionato come il padre dell' intervista, perchè lo sport italiano per eccellenza è il cercare un colpevole per lavarsi la coscienza; Dico solo che affidare un bambino ad un educatore di qualsiasi genere sia una cosa molto più sottile del semplice mandarlo a fare quello che vuole, nel posto più vicino possibile.

Questa disgustosa notizia è per me un' altra dimostrazione di come le arti marziali, con larghissima maggioranza quelle Sacre e Ricche di Moralità, siano intrise di ipocrisia e falsità peggio di molti altri sport dove perlomeno nessuno pretenda di seguire una qualche Via spirituale o morale per principio.
Tutti quanti amino definirsi maestri di arti marziali decantando la loro moralità derivata dalla pratica sono dei buffoni, dei luridi ipocriti ai quali non si debba affidare nemmeno il pesce rosso.
I meccanismi psicologici che stanno dietro a queste cose sono per me tanto chiari che mi stupisco di come ancora oggi così tanta gente non se ne renda altrettanto conto.

E nel mio piccolo continuerò a diffondere il mio punto di vista, con buona pace di tutti i piccoli fan di Briuuuuss Liiiiii.

domenica 7 maggio 2017

Parlare del nulla

Mi rendo conto di non scrivere da molto tempo e questo è solo un breve appunto, ma non potevo lasciarmelo sfuggire.

Mi è capitato di vedere un video, uno dei soliti in cui qualcuno fa a botte "per strada" (...).
Solite cose, uno fa il bulletto e finisce per prenderle in malo modo.
Sono video particolarmente divertenti e lo spirito con cui li guardo è sempre di soddisfazione divertita.
E poi arrivano loro...
Arrivano quelli che si mettono a discutere su quale stile abbia usato il tizio per mandare KO l' altro.

Io sono senza parole.

Per carità ognuno è liberissimo di dire e pensare quel cavolo che gli pare (tranne me, io sono minacciato di morte violenta da parte degli aikidoka!), ma ho pensato di scrivere questa nota in quanto si tratta di un altro di quegli aspetti tipici dei praticanti di arti marziali, il voler a tutti i costi trovare qualcosa di marzialmente tecnico o riconducibile ad uno stile specifico anche vedendo due canguri che bisticciano.

Capito? Uno tira uno sganassone a cazzo, va a segno, e i prodi marzialisti stanno a farsi le seghe a vicenda per stabilire se quel colpo sia caratteristico del kung fu delle pianure del Sichuan o del Wing Pikachu del Sud;
Stanno a disquisire se il tipo abbia anche esperienze di Krav Maga perchè era posizionato in un certo modo, e poi magari vanno avanti per ore a costruire ipotesi e scenari dettagliati... il tutto vedendo due gigioni random che con ogni probabilità praticano arti marziali solo sul Playstation.

Ragazzi, fate pace con voi stessi e prendete le cose più leggermente: quando si finisce alle mani siamo tutti scimmie impazzite e basta, altro che tecnicismi.
Soprattutto le AMT non si vedono MAI, e convincersi che un cazzotto dimostri una pratica piuttosto di un' altra non cambierà un bel nulla.
A meno che non abbiate 13 anni e siate ancora alla ricerca dello stile "migliore tra tutti" che renderà voi capaci di darle... semplicemente perchè vi siete iscritti!